Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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domenica 16 novembre 2025

III Assemblea di OraToscana


 

Un traguardo importante per OraToscana, la nostra rete di civismi e autonomismi toscani: il 22 novembre 2025 a Nodica di Vecchiano terremo la III Assemblea, a partire dalle 16.

Qui tutti i dettagli:

https://autonomieeambiente.eu/news/448-iii-assemblea-di-oratoscana

Grazie a EFA, Autonomie e Ambiente, Union Valdôtaine per la loro collaborazione e partecipazione.

Grazie a Un Cuore per Vecchiano, la lista civica autonomista ambientalista di Vecchiano, per la sua ospitalità.

Ci vediamo a Vecchiano!

 

 

 

 

 

martedì 14 ottobre 2025

Chi ha vinto la corsa a perdere meno

 


Riceviamo e pubblichiamo 

I risultati delle elezioni regionali della Toscana, tenutesi domenica 12 e lunedì 13 ottobre 2025, sono ormai chiari. Grazie a una efficace collaborazione fra ufficio elettorale regionale e ministero dell'interno, tutti i dati essenziali sono già disponibili su questo portale: https://elezioni.interno.gov.it/risultati/20251012/regionali/retrospettivi/primoturno/09.

Anche a voler fare la tara dei pochi estremisti che ormai praticano un astensionismo tanto militante quanto minoritario, del numero sempre più grande di cittadini toscani che lavorano e risiedono fuori regione oppure all'estero, del crescente numero di grandi anziani che sono sempre più esclusi dalla vita comunitaria, è evidente che continua la silenziosa fuga dei cittadini dal voto. Questo è il dato più vistoso e più sfidante.

Dobbiamo continuare la lotta per avere regole elettorali più giuste per tutti. Dobbiamo ribellarci al fatto che ogni votazione sia ridotta all'ennesimo referendum fra i capi delle due attuali piramidi politiche, quella di centrosinistra e quella di centrodestra. I tifosi dei due schieramenti continuano a contarsi, ma tanti altri cittadini scappano da questo loro bipolarismo e dalla loro alternanza al potere, che non produce riforme per il bene di tutti, ma carriere, privilegi e potere per pochissimi. 

E' stata una corsa a chi perdeva meno voti. L'ha vinta il candidato incombente del centrosinistra, Eugenio Giani, che ha perso solo 100.000 voti circa dal 2020 al 2025. Alessandro Tomasi, sfidante di centrodestra e persona di un certo livello di competenza e serietà, ha perso quasi 150.000 rispetto a quelli che aveva preso la meteora salviniana Ceccardi cinque anni fa.

Tutti i partiti hanno perso voti, con l'eccezione dei pochi riformisti e moderati che hanno accolto qualche candidato civico e indipendente, sia a sinistra che a destra. Anche questo dovrà far riflettere.

Come OraToscana ringraziamo, per la generosità con cui si sono spese, alcune figure che hanno tentato di portare un po' di novità e di diversità: Francesco Carbini (civico riformista, circoscrizione di Arezzo); Andrea Ulmi (civico moderato, circoscrizione di Grosseto); Alessandro Giorgi (civico autonomista della circoscrizione di Pisa); Salvatore Bimonte (giovane esponente cristiano-sociale di Prato). Ce ne sono state molte altre, di persone generose che si sono candidate nei loro territori, ma che sono state ignorate dai media. Appiattiti, questi ultimi, sull'infausto plebiscito Giani-Tomasi. 

Le nostre congratulazioni a: Diletta Fanfani, eletta a Livorno nella lista AVS, una figura indipendente e amica dei nostri civismi; Federico Eligi, riformista indipendente e competente, eletto a Pisa nella lista Casa Riformista.

Il nuovo consiglio regionale ha visto purtroppo aumentare il numero dei "nominati", attraverso listini e candidature bloccate, a spese di figure che hanno invece avuto un autentico appoggio popolare.

Nonostante ciò, è comunque più articolato e plurale del precedente. Si possono quindi creare occasioni di dialogo, di critica e autocritica, di riforme. Che nessuno degli eletti si sottragga alla grande responsabilità di servire tutti i territori della Toscana, non solo la propria parte politica.

OraToscana, lo ricordo, è convocata per la sua terza assemblea generale a Nodica di Vecchiano, il prossimo 22 novembre 2025, per Santa Cecilia. Continueremo a lavorare per allargare e rafforzare, in dialogo con tutte le realtà comunali e territoriali con cui da anni siamo in contatto, la nostra rete di civismi appassionati delle autonomie personali, sociali, territoriali, in rete con Autonomie e Ambiente e con la famiglia europea dei territori e delle regioni, European Free Alliance.

 

Firenze, 14 ottobre 2025 

Mauro Vaiani

garante di OraToscana

https://www.biancorosso.me

 

 

 

  


venerdì 26 settembre 2025

Liberi Fiorentini per una svolta civica con Ulmi


 

Riceviamo e volentieri diffondiamo dagli amici Liberi Fiorentini e Liberi Toscani:

Liberi Fiorentini – Liberi Toscani

https://www.facebook.com/LiberiFiorentini

Firenze, 25 settembre 2025

Comunicato stampa

Il sostegno dei Liberi Fiorentini - Liberi Toscani ai candidati civici della lista “Noi MODERATI-CIVICI per Tomasi”


Come Liberi Fiorentini e Liberi Toscani abbiamo accolto l’invito della nostra famiglia politica, quella delle autonomie e dei civismi collegati nella rete OraToscana, a votare liberamente e consapevolmente, scegliendo delle persone.

Abbiamo deciso di appoggiare la lista dei “Noi MODERATI-CIVICI”, perché in essa sono candidate persone amiche del civismo e delle autonomie da sempre. Lo stesso faranno i nostri amici antichi autonomisti moderati, orfani di quello che ha rappresentato l’antica Lega Toscana, prima della deriva centralista ed estremista.

La lista MODERATI-CIVICI, trascinata da figure competenti e indipendenti come il dott. Andrea Ulmi, sarà la vera sorpresa di queste elezioni regionali.

Basta con la polarizzazione al vetriolo! Tutti i cittadini sentono il bisogno di moderazione, concretezza, cooperazione fra parti politiche diverse. Qualità che il dott. Andrea Ulmi dimostrò di possedere quando votò per l’attuazione delle norme sul fine vita.

Potremo contare sul dott. Ulmi e sugli altri candidati civici, quando si tratterà di promuovere l’autonomia delle persone e dei loro medici curanti, per liberarli dal tirannico verticismo del sistema sanitario regionale (Ulmi è fra i promotori del referendum consultivo contro le mega-ASL).

Lavoreremo con il dott. Ulmi sulla restituzione di risorse ai comuni e ai territori, perché i problemi ambientali e sociali devono essere affrontati secondo principi umani e cristiani di sussidiarietà, dalle autorità locali più vicine, quelle che sono a contatto diretto con coltivatori diretti, artigiani, piccoli negozi, comunità locali, famiglie, anziani, tutte le persone (e i loro animali – ricordiamo, per inciso, che è stata di questo civismo l’iniziativa della legge “Ulmi” sulla sepoltura degli animali di affezione insieme ai loro “umani”).

Il dott. Andrea Ulmi si è impegnato, come civico della lista MODERATI-CIVICI, a portare nel prossimo Parlamento toscano l’esigenza di più partecipazione e democrazia, a cominciare dalle correzioni necessarie alla legge elettorale toscana per far entrare in consiglio più voci, in rappresentanza di tutti i territori e di tutte le sensibilità politiche e culturali.

* * *

 

 

mercoledì 22 giugno 2022

Cara vecchia lista postale!

 


Una cara vecchia lista postale può essere ancora uno strumento cruciale per servire insieme le autonomie personali, sociali, territoriali; l'autogoverno della Toscana e delle sue comunità; l'Europa delle regioni, dei popoli, dei territori; un mondo in pace abitabile per le generazioni future.

Iscrivetevi attraverso Google Groups:

https://groups.google.com/g/oratoscana/


lunedì 27 settembre 2021

Angelina Rappuoli, una di noi, candidata a Siena

 


La nostra amica Angelina Rappuoli è candidata alle suppletive (XII Circoscrizione Toscana - Collegio uninominale 12) di Siena e di parte della provincia di Arezzo.

Angelina è consigliere comunale di Sinalunga, esperta e attiva, eletta con una sua lista indipendente (l'ultima volta nel 2019, con il 12,8% dei voti).

L'abbiamo conosciuta durante il coraggioso anche se gracile tentativo di far partecipare alle elezioni regionali della Toscana del 2020, il Patto per la Toscana (ne ha parlato anche il dott. Claudio Maestri sul suo importante blog I Simboli della Discordia).

E' stato il Movimento Nazionale Italiano (MNI) a chiederle di candidarsi. Il MNI è un movimento della galassia rossobruna, ma non uno dei tanti. E' stato uno dei più coerenti, attivi e leali alleati del Patto per la Toscana. E' un movimento amico della Repubblica delle Autonomie, della Costituzione, dei territori.

Angelina Rappuoli ha accettato questa candidatura con generosità. Su di lei possono contare coloro che vogliono tenersi distinti e distanti dai partiti più centralisti e più autoritari. Lotterà per il ritorno dei beni comuni del Monte dei Paschi di Siena ai nostri territori. S'impegnerà per una svolta ambientale gestita dal basso, dalle persone, dalle famiglie, dalle piccole imprese, dalle comunità locali.

Vorremmo aggiungere che su Angelina possono contare anche coloro che intendono mettersi di traverso rispetto al #GreenPass della sorveglianza universale.

Competono con Angelina Rappuoli, nello stesso collegio:

Marco Rizzo, Partito Comunista
Tommaso Agostini, M3V
Enrico Letta, PD e altri di centrosinistra
Tommaso Marrocchesi Marzi, Centrodestra
Elena Golini, Potere al popolo
Mauro Aurigi, Italexit con Paragone

Si vota domenica 3 ottobre e lunedì 4 ottobre mattina fino alle 15.

Cara Angelina questo blog (a cominciare dal suo titolare), ti fanno un affettuoso in bocca al lupo e che naturalmente vivano lupi e lupe di Toscana, persone come te.

 

domenica 20 giugno 2021

Il tempo vola, la Toscana ha bisogno di attivisti civici, ambientalisti, autonomisti

 


Il prossimo autunno, forse già il 10 ottobre 2021, 29 comuni toscani andranno alle elezioni comunali.

I 29 Comuni sono distribuiti in tutte le ex province della regione. Eccovi una lista precisa e aggiornata a oggi, 20 giugno 2021:

In provincia di Arezzo

1) Anghiari

2) Civitella in Val di Chiana

3) Montevarchi

4) Sansepolcro

In provincia di Firenze

5) Reggello

6) Sesto Fiorentino

In provincia di Grosseto

7) Capalbio (per l'improvvisa scomparsa del sindaco Settimio Bianciardi)

8) Castiglione della Pescaia

9) Grosseto

10) Orbetello

11) Roccalbegna

12) Scansano 

In provincia di Livorno

13) San Vincenzo (amministrazione crollata sotto il peso di una grande inchiesta per corruzione) 

In provincia di Lucca

14) Altopascio

15) Piazza al Serchio

16) Pieve Fosciana

17) Seravezza

In provincia di Massa e Carrara

18) Montignoso

19) Pontremoli

In provincia di Pisa

20) Castellina Marittima

21) Buti

22) Santa Luce

23) Vecchiano

In provincia di Prato

24) Carmignano

In provincia di Pistoia

25) Abetone Cutigliano (il comune che fu unificato per forza e illegittimamente da una prepotenza del Consiglio regionale)

26) Larciano

In provincia di Siena

27) Chiusi

28) Monticiano (per la scomparsa del sindaco Maurizio Colozza, morto di Covid)

29) Trequanda

In aggiunta a queste 29 elezioni comunali, nelle stesse giornate si terranno le elezioni supplettive per il seggio di Siena alla Camera, quello lasciato libero dalle dimissioni di Pier Carlo Padoan.

Purtroppo sono al momento ancora escluse nuove elezioni nel Quartiere 1 di Firenze, nonostante l'illegittimo doppio incarico di Maurizio Sguanci (presidente eletto del quartiere e consigliere regionale di Italia Viva).

Sembrano parimenti escluse, al momento in cui scriviamo, le dimissioni di Oreste Giurlani, che potrebbero innescare la convocazione di elezioni comunali anticipate a Pescia.

Questo è il quadro, ancora suscettibile di qualche modifica, di cui verremo informati solo all'ultimo momento, considerando che la gestione delle elezioni, in questa fase pandemica, è ancora più centralista di quanto già non fosse in tempi normali.

Il tempo vola. Questi caldi e lunghi giorni solstiziali sono gli ultimi utili per chi ci vuole partecipare, mettersi alla prova, tentare di imporre un cambiamento o almeno essere eletto in consiglio comunale.

Sappiamo bene che oggi la situazione dell'attivismo civico, ambientalista, autonomista è difficilissima. Siamo inariditi e dispersi, oltre che, come tutti i cittadini, sopraffatti dalla crisi sanitaria, economica e sociale che stiamo vivendo, in connessione con la gestione centralista e autoritaria della pandemia. 

Candidarsi a fare l'amministratore, o anche il semplice consigliere comunale è diventato un atto di eroismo, per via dello stratificarsi di leggi sbagliate, oltre che incoerenti e incomprensibili, che rendono drammaticamente impotenti i consiglieri comunali. 

Nel caos normativo e nella crisi sociale galleggiano bene solo certi sindaci che si atteggiano a piccoli podestà, con la complicità di una stampa locale eccessivamente conformista.

Fare politica, anche locale, infine, è tornato a essere un privilegio per pochi, considerando che oggi anche coloro che hanno un buon lavoro o una buona pensione, si stanno drammaticamente impoverendo.

Tuttavia, dobbiamo tener desta la speranza. Non bastano le pagine sulle reti sociali e le chiacchiere nelle chat. Non è sufficiente quanto abbiamo fatto in questi ultimi anni nelle diverse realtà del civismo, dell'ambientalismo, dell'autonomismo toscano, in cui pure non ci siamo risparmiati. Non bastano nemmeno le - sempre meritorie - manifestazioni di lotta contro singoli problemi ambientali e sociali.

I Toscani che hanno, solo l'anno scorso, generosamente tentato di fare qualcosa di diverso dalle solite stantie e spesso pericolose ricette del centrosinistra e del centrodestra, in occasione delle elezioni regionali del settembre 2020, dovrebbero trasformare questo momento di crisi in una opportunità.

Le persone politicamente più preparate e più generose del Patto per la Toscana, di Orgoglio Toscano, di Toscana Civica (almeno quanti fossero meno condizionati dall'anti-toscano bigottismo legaiolo neonazionalista), in rete con l'idea di Libera Toscana, insieme ad altri che si sono ribellati o che potrebbero ribellarsi al conformismo dominante, possono fare molto meglio di quanto fatto sinora!

Chi scrive su questo blog, nel suo piccolo, ci prova con la lista civica, ambientalista, autonomista "Un Cuore per Vecchiano" e contribuendo ad aiutare Fabrizio Valleri a tenere accesa la piccola ma luminosa fiamma di Libera Firenze.

Nel caso scriveteci. Confrontarsi farà bene.

Buon lavoro a chi se la sente. Buona estate a tutti.


Fonte della mappa: https://www.telegranducato.it/2021/05/04/rimandate-le-amministrative-in-29-comuni/


giovedì 8 aprile 2021

Una doverosa critica a Giani

 


Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, si merita le critiche che lo stanno raggiungendo in questi giorni. Farebbe bene ad ascoltarle. Gli staff della sua amministrazione, in particolare quelli dell'Assessorato alla sanità, diano immediati segnali di averle ascoltate.

Molti c.d. fragili in attesa di un vaccino anti-Covid-19 nelle ultime ore hanno ricevuto un SMS che li invita a pazientare e promette loro che saranno chiamati e non dovranno più partecipare alla lotteria dei "clicche" sul portale https://prenotavaccino.sanita.toscana.it/. Ci auguriamo che sia vero.

Tra i più severi critici si contano, oltre agli attivisti civici, ambientalisti e autonomisti, medici di famiglia, lavoratori della sanità territoriale, esponenti di comitati (come il Coordinamento toscano per la difesa della Costituzione o il CREST, Comitato regionale emergenza sanità toscana). Saranno ascoltati? Ce lo auguriamo.

E' stato un grave errore iniziare a vaccinare senza uno screening di chi era già stato malato. Del virus sappiamo di certo poco, ma di sicuro chi si è già ammalato ed è guarito, non può essere messo in fila come gli altri per un vaccino.

E' stato sbagliato aprire un portale online offrendo poche migliaia di posti a un pubblico di interessati che si contava a centinaia di migliaia di persone. Non c'è bisogno di essere esperti informatici o di logistica per capire che questo avrebbe generato solo disastri.

E' stato folle vaccinare intere categorie, come personale amministrativo, familiari di dipendenti e persone giovani (compresi avvocati che non frequentano le carceri,  insegnanti che non insegnano, giovani infermieri e tirocinanti medici non ancora al lavoro). Questa scelta ha distratto dal concentrarsi sulle uniche persone a cui vale davvero la pena di dare questi vaccini sperimentali: cittadini ultra settantenni e soggetti fragili.

Aggiungeremmo che è mancata una visione, una capacità di guardare le cose in modo diverso, dal basso e dalle periferie. E' per questo che esistono le autonomie, per pensare e fare qualcosa di diverso dal pensiero unico che viene dal centralismo autoritario. Noi, al posto di Giani, avremmo per esempio sperimentato la vaccinazione di massa in alcune aree circoscritte e naturalmente isolate, come le isole dell'arcipelago toscano o alcune comunità montane. Questo al fine di metterle in sicurezza, considerando che sono lontane dai grandi centri sanitari, e per sperimentare, d'accordo con le popolazioni e le autorità locali, la creazione di isole "bianche", a cui consentire, al più presto, il ritorno a una vita normale.

E' evidente che Giani si trova a operare in una situazione già critica, a causa delle sciagurate scelte del passato: indebolimento dei servizi territoriali, un costoso accentramento (come dimenticare le convenzioni Astaldi per i quattro nuovi ospedali, finite nel mirino della Corte dei Conti?), l'eccessivo spazio dato alle strutture private, la poco oculata espansione dei servizi “intra moenia”. Proprio per questo sarebbe giunto il tempo di ascoltare, riflettere, innovare.

Ci piacerebbe che il presidente Giani, da poco eletto, trovasse il tempo di incontrare e ascoltare il nostro mondo civico, ambientalista, autonomista, delle periferie e degli umili, 

Senza complessi d'inferiorità, possiamo dirlo ad alta voce: le nostre idee sono ancorate al futuro e al bene di tutti, molto di più di quelle che dominano nei palazzi del potere regionale e centrale.


mercoledì 31 marzo 2021

Solidarietà a Byoblu e DavveroTv

YouTube Italia ha cancellato il canale di Byoblu, dopo averlo recentemente demonetizzato. Mezzo milione di italofoni che seguivano il canale sono stati così pesantemente umiliati da un atto di brutale censura.

Nella foto Valerio Malvezzi in un messaggio di solidarietà a Claudio Messora

Ovviamente il lavoro ultradecennale di Claudio Messora e della sua redazione non si ferma. E' sempre possibile sostenere e seguire Byoblu e DavveroTv attraverso altre piattaforme e altri canali YouTube che non sono stati chiusi. Di certo, però, è stato un attacco scomposto, che viola minime regole di buona fede tra privati (gli editori e la stessa piattaforma YouTube) e le prerogative che la Costituzione assicura alla stampa registrata.

YouTube è un gigante, quindi la nostra protesta forse non lo scalfirà, ma non taceremo. Ci domandiamo perché la stessa multinazionale che assicura ampio accesso a miriadi di realtà piccole, locali, periferiche, spesso dissidenti e ribelli, abbia voluto colpire un canale come Byoblu, mettendone in pericolo la crescita, che era davvero importante.

Non dimentichiamo certo che YouTube da' ospitalità, tra le altre cose, a singoli come chi scrive su questo blog, a gruppi come Libera Firenze, a reti come Autonomie e Ambiente:

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Anche per questo, la scelta di YouTube Italia ci pare incomprensibile, ispirata da qualche forma di odio settario organizzato, presa con una superficialità che non promette nulla di buono. 

Non possiamo non ringraziare Alberto Bagnai, di cui pure non condividiamo le scelte recenti e il posizionamento politico, per aver portato la questione in Senato, con limpidezza e precisione:

https://youtu.be/I9b-VErg928

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Se ci è concesso, vorremmo dire che di Byoblu non ci è mai piaciuto tutto, per questo la difendiamo ancora più strenuamente.

Non tanto perché ha ospitato personaggi improbabili e contenuti veramente discutibili, ci mancherebbe (le tivù pubbliche e commerciali fanno cose ben più drammatiche e senza lasciare a milioni di telespettatori passivi, specie anziani e poveri, alcuna libertà di scelta). 

Abbiamo, piuttosto, sempre temuto che le voci "ribelli", senza i necessari approfondimenti scritti e senza adeguati apparati critici, avrebbero comportato il rischio di impigrire e assuefare gli ascoltatori. Un lungo e difficile discorso, questo, contro i leoni da tastiera, gli ascoltatori ridotti a tifosi, lo squadrismo delle chat, le rivoluzioni dal divano, che di certo non riguarderebbe solo Byoblu e che svilupperemo appena possibile.

Intanto, dobbiamo gridarlo: prima di tutto la libertà.

Senza dimenticare la gratitudine, che in politica non è l'ultima delle virtù da praticare con perseveranza! 

Byoblu è stata tra le prime e praticamente uniche emittenti a dare spazio agli autonomisti e ai decentralisti in momenti in cui i massmedia sono servi sciocchi del peggior centralismo. Mai dimenticheremo, per esempio, che Byoblu ha ospitato il Patto per la Toscana, quando la maggior parte dei media toscani lo ignoravano o lo ridicolizzavano:


 

 

Per concludere, è tempo di fare qualcosa. Andiamo sui siti di Byoblu e di DavveroTv e versiamo il nostro obolo per la democrazia:

https://www.byoblu.com/

https://www.davvero.tv/


domenica 14 febbraio 2021

Autonomie e Ambiente, anche in Toscana

I media conformisti ci ignorano. Le reti sociali non sono più accoglienti, per il movimento civico, ambientalista e autonomista della Toscana. Siamo costretti a lasciare Whatsapp (anche per colpa nostra, dell'eccesso di chiacchiere senza costrutto). Siamo in molte cose divisi, inariditi, dispersi. Tuttavia non molliamo.

Ascoltate, se potete, questa intervista di Mauro Vaiani alla piccola emittente svizzera Radio Onyx: https://youtu.be/HVH76FFh_vg.

Leggete, se potete, questa lettera che Mauro Vaiani ha scritto oggi ad alcuni attivisti del movimento civico, ambientalista e autonomista della Toscana, di tutte le sue componenti:

https://mailchi.mp/27768c919636/tutto-cambia-fuorch-la-nostra-scelta-civica-ambientalista-autonomista?e=e1759708ac

Massimo rispetto per i dubbi, le angoscie, le speranze, i sogni, gli incubi di tutti, ma alla fine bisogna decidersi. O si continua a lottare per la Repubblica delle Autonomie e per l'Europa delle Regioni, contro le torsioni centraliste e autoritarie (non solo in materia sanitaria), oppure hanno vinto le elite della finta democrazia e delle sue leggi elettorali ingiuste, del centralismo italiano ed europeo, delle catene del debito, dell'omologazione culturale, del globalismo genocida ed ecocida.

E' stato un buon San Valentino? Insomma, vero? Animo! Teniamo desta la speranza.

Ognun di Ferruccio, abbia il cuore, la mano


Tutto cambia fuorché i nostri valori

 


Cari conterranei,


scusate questo messaggio personale, alla fine di un giorno di festa come questo San Valentino 2021. Confido nella vostra comprensione, essendo noi attivisti nel dopolavoro, per i quali la politica è amore, cioè sacrificio e dedizione.

Fare politica in Toscana, al nostro livello di rione e di paese, di periferie urbane e rurali, nell'anno del Covid, è stato più duro di sempre, ma proprio l'impazzare delle decisioni centraliste e autoritarie ci hanno costretto a ridurre tutto all'essenziale. Ciò in cui crediamo è stato scorticato e oggi ne rimane solo l'osso.

Tanti di noi si sono impegnati per le regionali toscane del 2020 (Costituente Libera Toscana, Patto per la Toscana con Roberto Salvini, Toscana Civica, Orgoglio Toscana, con la candidatura di Tiziana Vigni). Siamo diversi, ma crediamo nel dialogo e nel fare rete, attorno alle cose concrete di cui le nostre comunità hanno bisogno.


Dopo l'insediamento di questo governo di salute pubblica, ne avremmo di critiche da fare, ma le parole lasciano il tempo che trovano. Se siamo davvero Liberi Toscani, dobbiamo agire, non solo criticare: dall'Abetone a Vecchiano, anche quest'anno ci sono elezioni e se il nostro mondo civico, ambientalista e autonomista è vivo, dovranno esserci delle proposte e delle candidature. Nessuno rinunci a partecipare, se può!

Intanto, fòri Toscana, si moltiplicano le "fondazioni" o gli "annunci" di nuovi partiti politici nazionali per partecipare alle prossime elezioni politiche (che comunque non ci saranno prima del 2022). Alcuni di noi, però, hanno già deciso come partecipare alla vita politica della Repubblica: sarà con Autonomie e Ambiente (una realtà che è stata resa possibile con il contributo decisivo di attivisti civici, autonomisti, ambientalisti toscani), perché è una proposta seria, radicata nella storia di questa Repubblica delle Autonomie. Se la volete conoscere, ascoltate questo podcast e visitatene il sito.

Infine mi permetto di ricordare che è iniziata, nell'attuale Parlamento, una battaglia trasversale e inclusiva, a cui partecipano persone e movimenti diversi, per arrivare alle prossime elezioni politiche con una legge elettorale più giusta. E' un risultato improbabile, ma non impossibile. Se volete saperne di più, cliccate qui.

Non siamo certo dei vincenti, ma nemmeno dei rassegnàti. Come dicono i nostri amici e compagni di Catalogna: non siamo qui solo per cambiare la forma di uno stato, ma per cambiare secolo. Per la Repubblica delle Autonomie, per l'Europa delle Regioni, per l'autogoverno di tutti, dappertutto, abbiamo un compito, da svolgere con gioia e generosità. Non sottraiamoci.

Un abbraccio.

 

Mauro Vaiani
 

Copyright © 2021 Collegamento Liberi Toscani, All rights reserved.

 

(lettera mandata il 14/2/2021 con Mailchimp
fonte: https://mailchi.mp/27768c919636/tutto-cambia-fuorch-la-nostra-scelta-civica-ambientalista-autonomista?e=e1759708ac)

martedì 2 febbraio 2021

Ognun di Ferruccio abbia il cuore, la mano

Ci rivolgiamo a coloro che credono nelle liste civiche, ambientaliste, autonomiste, come Libera Firenze, come Un Cuore per Vecchiano, come Pratomagno Sostenibile, come Per Siena; a coloro che si sono spesi per tentare di cambiare la politica toscana, mettendo in campo i propri corpi e i propri soldi, non chiacchiere, attraverso le liste di Patto per la Toscana, Orgoglio Toscano, Toscana Civica; a coloro che credono nei principi localisti, territorialisti, autonomisti della Costituente Libera Toscana; a coloro che sono disponibili a fare rete, in tutta Italia, in Europa e oltre, con Autonomie e Ambiente, per l'autogoverno di tutti dappertutto.

 

Museo Francesco Ferrucci, a Gavinana (foto M.Vaiani, 2021)


A tutti ci permettiamo di ricordare che nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per questa grande opera politica dell'autogoverno, che è una incredibile fatica (non è per tutti) ma anche una grande storia d'amore (anche questa non è per tutti).

Il mondo cambia continuamente e se non fosse stato per la pandemia sarebbe stato qualcos'altro. Chi ha principi profondi e capacità di pensiero e di azione coerenti, non ha paura. Un verso troppo poco conosciuto del Canto degli Italiani recita ognun di Ferruccio abbia il cuore, la mano. Ispiriamoci all'eroe della Repubblica Fiorentina o almeno cerchiamo di non essere maramaldi.

Non i blog della controinformazione, ma la stampa internazionale più moderata e paludata, è piena di critiche feroci alla gestione della pandemia da parte della OMS, al fiasco sui vaccini della Unione Europea (che ha incrinato l'immagine della Commissione "Ursula"), al disastro degli acquisti centralizzati del supercommissario Arcuri. Afferriamo quest'attimo! E' più che mai il momento di essere rigorosi e preparati attivisti contro il centralismo autoritario.

Tutte le grandi potenze del mondo sono messe sotto accusa, dai loro cittadini, perché sono magna latrocinia, colpevoli di centralismo, autoritarismo, militarismo, colonialismo interno ed esterno. I disastri interni e internazionali commessi dalle maggiori potenze come (in ordine di grandezza demografica) Cina, India, Stati Uniti d'America, Indonesia, Pakistan, Brasile, Nigeria, Russia, Giappone, Messico, Filippine, Egitto, Etiopia, Iran, Myanmar-Birmania, gridano vendetta e non resteranno senza conseguenze, nell'era della mobilitazione sociale di reti globali di cittadinanza attiva.

Il centralismo continua a collezionare fiaschi clamorosi e spesso criminali. Anche noi, quindi, che vogliamo essere Liberi Toscani, dobbiamo fare la nostra parte.

Per coloro che sono interessati, a un pensiero globale anti-globalista e a una azione locale in prima persona, segnaliamo l'apertura di una modesta iniziativa di collegamento tra Liberi Toscani che vogliano candidarsi a guidare il cambiamento civico, ambientalista, autonomista nel proprio quartiere, rione, frazione, paese. Per maggiori informazioni scriveteci.

Bona Candelora, il giorno in cui si scruta il cielo per capire se dell'inverno siamo fòra.


martedì 26 gennaio 2021

Tre socialisti toscani per il secolo delle autonomie


Tre socialisti toscani, di generazioni diverse, hanno pubblicato un appello a essere socialisti nel XXI secolo. Sono Ione Orsini (classe 1949), Vincenzo Carnì (1964), Raffaele Rindi (1971). La lettera aperta è rivolta a chi crede nella necessità di essere fedeli alle proprie radici e alla storia, ma allo stesso tempo vuole essere socialista nel mondo di oggi, con i valori e con i fatti, non di nome o per mera nostalgia (o peggio per opportunismo). Un appello socialista autonomo e autonomista, che ci sentiamo di condividere interamente e che vi invitiamo a leggere integralmente. Eccovi il testo integrale.

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Per il socialismo nella Repubblica delle Autonomie

Vecchiano, domenica 24 gennaio 2021

Il socialismo è vivo. Persone che, per vari percorsi e sotto diverse denominazioni, ne portano avanti gli ideali sono attive in ogni territorio della nostra Repubblica, in tutta Europa, nel mondo. E dove non ci sono o sono poche, se ne sente drammaticamente la mancanza.

Forse la generosità e l’umiltà con cui siamo impegnati in ogni paesino e in ogni quartiere sfugge alla grancassa dei media italiani e internazionali, ma sbaglierebbe chi pensasse di cancellare la nostra storia, le nostre radici anarchiche e libertarie, il nostro essere all’origine della piena inclusione di ogni cittadino nella democrazia politica moderna (con il suffragio universale, con la scuola pubblica, con i servizi pubblici universali), il nostro impegno per l’emancipazione degli umili e la giustizia sociale, il nostro ripudio del colonialismo e della guerra, il nostro internazionalismo, la nostra passione per lo stato di diritto, le autonomie sociali e territoriali, le libertà individuali.

Nei meccanismi infernali della competizione globale siamo ancora noi a metterci di traverso, difendendo le comunità e le economie locali dalle grinfie della finanza e dalle catene del debito perpetuo.

Dove si resiste alle torsioni autoritarie delle grandi potenze, alle guerre imperiali infinite (dall’Afghanistan allo Yemen), ai guasti ecologici e alla distruzione del pianeta, trovate persone che sono socialiste (anche se esse militano sotto denominazioni diverse).

Chiunque voglia salvare la Repubblica delle Autonomie, lavori per una Europa diversa (che somigli più alla Svizzera che alla Cina), lotti per la pace e la vita del mondo, non può farcela senza di noi. Le forze civiche, ambientaliste, autonomiste, localiste, che si stanno organizzando dal basso per dare una risposta alle emergenze ambientali, economiche e sociali, hanno bisogno di noi. Chi cerca una alternativa al centralismo autoritario, tanto arrogante quanto inetto nella gestione dell’emergenza sanitaria, ci trova al suo fianco.

Mentre i “cari leader” nazionali ed europei fanno e disfanno gruppi parlamentari e governi, noi restiamo in trincea, contro ingiustizie e inquinamenti, degrado dei beni comuni, smantellamento dei servizi pubblici universali.

A un rispettato esponente della storia gloriosa del PSI, il compagno Claudio Martelli, vorremmo lanciare un appello affinché si impegni per l’unità dei socialisti. Non tanto di quelli che lo sono di nome, quanto di coloro che lo sono per i loro valori e le loro azioni.

Noi siamo vivi e siamo quelli di sempre: una rete plurale e inclusiva di persone e comunità, consapevoli della storia, ancorate a valori profondi, laicamente cristiane, coerentemente riformiste (e quindi antiliberiste), autonome e autonomiste, sempre di parte politica, mai con l’antipolitica, mai settarie e mai opportuniste.

Ione Orsini - Vincenzo Carnì - Raffaele Rindi
Per adesioni e informazioni: ione.orsini@virgilio.it
https://www.facebook.com/SocialistiAutonomistiToscani

 


 

 

 

 

sabato 16 gennaio 2021

Un salmo contro il letargo


Dal canale YouTube LorenXMan, sbocco creativo del mio carissimo amico Renzo Giannini, antico popolarissimo dj pratese e oggi apprezzato creativo multimediale, rilancio un suo pezzo molto significativo, intitolato "IN LETARGO" (Parole e musica Renzo Giannini - feat. Vittorio Sgarbi). Lo propongo come colonna sonora delle manifestazioni toscane di questi giorni. La crescita della consapevolezza è la principale azione politica necessaria, oltre che possibile. Abbiamo bisogno di cittadini attivi e di attivisti preparati e disciplinati, non di "zucche vuote" che si lasciano riempire da ciò che capita in rete. Buon ascolto.  


Grazie Renzo!

 


giovedì 14 gennaio 2021

Liberi di criticare e di proporre delle alternative

Anche se siamo storditi dall'ignoranza e impauriti dalla povertà e dalla malattia, dobbiamo farci delle domande non solo irrigidirci e fuggire. Non basta gridare "non avrete il nostro corpo". Occorre sviluppare una coscienza politica, come comunità, non solo come singoli.

Il coronavirus Covid-19 non è più nuovo (se lo è mai stato). Nessuno che abbia potere, risorse e responsabilità di governo, può più accampare scuse. Non brancoliamo più nelle nebbie della Valseriana, dove all'alba di ogni giorno si contavano anche dieci volte più morti dell'anno precedente. Stroncata la prima ondata, quest'estate, c'è stato tutto il tempo per prendere le decisioni necessarie per cominciare a convivere con questo virus come con tutti gli altri.

Molti altri paesi, dai cantoni della Svizzera, a Taiwan, alla Nuova Zelanda, ci hanno dimostrato che si poteva fermare o comunque grandemente rallentare la circolazione del virus, si poteva continuare a vivere e lavorare, si poteva gestire tutto diversamente.

Perché, passata la prima ondata, quando si è capito che erano necessarie prevenzione e cure precoci (con o senza idrossiclorochina, questo lo avremmo lasciato al naturale pluralismo che regna in medicina, la quale è notoriamente una scienza empirica e non una scienza esatta), non si sono precettati i medici di famiglia, dando loro risorse e poteri necessari per agire? Non si dia la colpa alle regioni, perché, guarda caso, i medici di famiglia sono ancora in tutto e per tutto malgestiti dallo stato. Non siamo né i soli, né i primi a dirlo, ma il tema è ignorato anche quando viene posto dai guru del Sant'Anna, o da migliaia di operatori della medicina di base, come gli aderenti alla Campagna per le cure primarie (partita nel 2018, non certo sull'onda dell'emergenza!).

Perché, quando si è definitivamente capito che le misure di distanziamento fisico e le mascherine, potevano far sparire raffreddori e influenze e quindi rallentare drasticamente anche la circolazione di questo coronavirus, non si sono lasciate alle scuole e ai luoghi della cultura, del divertimento, dello sport e del cibo, la libertà di auto-organizzare il distanziamento e la diversificazione degli orari di ingresso, così come invece la si è lasciata ai supermercati e alle manifatture? 

Perché non si accetta che siano autorità locali (sindaci e presidenti di regione) a stabilire delle regole adatte a ciascun territorio? Si deve porre fine alla gestione centralista e autoritaria e anche allo stato d'emergenza. Il virus, qualunque sia la sua origine, sarà con noi per sempre. Accettiamolo e ricominciamo, con prudenza, a vivere, passando dalla gestione emergenziale a una ordinaria "protezione mirata" (focused protection), come suggerito dalla Great Barrington Declaration.

Perché si è coltivata la metafisica dello "stare a casa", mentre si è totalmente trascurata la saggezza dello "stare locali"? Si è lasciato che la gente continuasse a viaggiare da una regione all'altra, da uno stato europeo all'altro, facendo in modo che il virus, con le sue nuove varianti, raggiungesse anche i molti territori in cui non era arrivato.

Perché si sono firmati contratti segreti e centralizzati, a livello europeo, per produrre in fretta e furia nuovi farmaci, invece che finanziare con denaro pubblico delle soluzioni aperte, senza brevetti? I nuovi farmaci, qualunque sia la loro efficacia, essendo stati totalmente finanziati da denaro erogato dalle autorità pubbliche, avrebbero dovuto essere dichiarati subito "bene comune universale". Da ora in poi essi (non solo quelli di tipo vaccinale, ma anche quelli chiamati "anticorpali) dovrebbero essere prodotti ovunque. Tutti i territori del mondo devono esser messi in grado di produrre localmente, non per profitto ma per il bene comune, i farmaci attualmente e temporaneamente approvati con una autorizzazione d'emergenza.

Proprio perché né il servizio pubblico della RAI, né la stampa locale toscana, accettano che si pongano queste domande, continuano le testimonianze di protesta.

A Firenze, domenica 17 gennaio 2021, dalle ore 14 in poi, in piazza della SS.Annunziata, si tiene una manifestazione di critica severa alla gestione dell'emergenza, al pensiero unico, al centralismo e all'autoritarismo sanitario, che poi sono il riflesso diretto della torsione centralista e autoritaria che sta attualmente dominando nel governo centrale della Repubblica. L'evento lo trovate anche su Facebook.


Prima ancora, venerdì 15 gennaio 2021, parte una manifestazione di disobbedienza civile diffusa, lanciata in diversi territori della Repubblica da ristoratori ed esercenti di locali pubblici. Si chiama #IoApro1501. E' una rivolta gentile contro le gravi conseguenze economiche e sociali delle restrizioni imposte dal governo centrale ai bar, ai ristoranti, ai circoli, ai luoghi di incontro, ai centri sportivi e ricreativi. Non importa quanti si ribelleranno alle restrizioni e per quanto tempo, ma un messaggio va dato, perché siamo sull'orlo del precipizio. Il conflitto tra necessità di rallentare il contagio e la necessità di lavorare c'è ed è gravissimo. Chi non lo vede, chi non lo soffre, chi non si domanda come attenuarlo, sta minando il nostro tessuto comunitario. Per capire il significato di questa protesta, ascoltate direttamente Momi Tito, l'egiziano di San Frediano, che ci ha messo ancora una volta la faccia:

https://www.facebook.com/mohamed.e.hawi/posts/10157622871626767

Libera Firenze e gli altri movimenti che hanno aderito a queste manifestazioni non sono negazionisti, né "novax", né cospirazionisti o complottisti. 

Semplicemente non ci stiamo a raccontare che tutto è andato bene, da quando si è diffuso il Covid-19, che non era possibile fare altrimenti, che non si poteva gestire la pandemia diversamente e forse meglio di come è stato fatto, che non sia possibile, qui e ora, correggere la rotta, tornando alla Costituzione e al buongoverno locale, rione per rione, territorio per territorio.

 

mercoledì 16 dicembre 2020

Milioni sulla Piana

Su segnalazione del Coordinamento Ferma Tramvie siamo andati a rileggere un articolo che ci sembra rivelatore di ciò che hanno in testa gli amministratori della Città Metropolitana di Firenze. E' una intervista di Edoardo Semmola ad Andrea Simoncini, sul Corriere Fiorentino. Simoncini, professore di diritto e consigliere dell'Opera del Duomo, viene intervistato nella sua qualità di "ideatore del piano strategico della Città Metropolitana".

L'intervista è datata 12/11/2020, è presentata come uno sforzo di guardare in avanti, ma a noi è parsa incredibilmente vecchia, come se fosse stata registrata non solo prima della pandemia, ma addirittura quarant'anni fa. 

L'intervistato sembra rimasto fissato a quando, alla fine degli anni '80, si pensava davvero a una unica grande conurbazione comprendente tutta la Piana e si credeva possibile cementificarla completamente. Tutti i vuoti tra città e cittadine, borghi e borgate, paesi e paesini, avrebbero dovuto essere colmati da investimenti immobiliari e infrastrutturali.

La metropoli fiorentina avrebbe dovuto inglobare anche Prato (per questo non si voleva far nascere la provincia autonoma nel distretto laniero) e Pistoia.

La conurbazione avrebbe dovuto attrarre ulteriore popolazione fino ad arrivare a due milioni e mezzo di abitanti. Oggi le tre province di Firenze, Prato e Pistoia arrivano appena a un milione e mezzo, la Toscana intera poco oltre tre milioni e mezzo. Quindi da dove sarebbe dovuto spuntar fuori un altro milione di abitanti da concentrare e far vivere rammontati nella Piana? Boom delle nascite, spopolamento di altre zone rurali e periferiche, migrazioni? Evidentemente, per essere consulenti strategici della Città Metropolitana di Firenze, non deve esser necessario sapere molto di geografia, demografia, statistica, storia economica e sociale della Toscana, forse nemmeno di semplice aritmetica.

Oggi sappiamo molto bene che questi progetti di conurbazione sono folli e incompatibili con la sopravvivenza di ciò che resta dell'equilibrio idrogeologico, di una qualche significativa qualità della vita umana in pianura, dell'abitabilità delle nostre comunità, della nostra stessa identità toscana. Purtroppo sono ancora al potere persone che sembrano ignorare studi profondi, e anche molto ben divulgati, come quelli, tra tanti altri, di Giorgio Pizziolo e Rita Micarelli. Questo, oltre che essere triste, è anche preoccupante.

Mentre a parole e sui media, si predica bene di freno al consumo di suolo e di ripensamenti dell'urbanesimo, a Firenze i magnati continuano a razzolare male.

Gli unici milioni che sono veramente in arrivo nella Piana non sono di nuovi abitanti (né di nuovi turisti, temiamo), ma di Euro, derivanti da immensi debiti pubblici che si vorrebbero investire male, in modo da far arricchire poche grandi società anonime di capitali privati.

Temiamo che ben poco verrà investito in "conoscenza", ma, come ammette candidamente anche l'intervistato, per dotare Firenze di maggiore "mobilità".

Si chiederanno alle autorità centrali della Unione Europea e della Repubblica Italiana fondi per le solite grandi opere faraoniche, inutili e devastanti, come il "buco" Foster, il nuovo aeroporto di Peretola e chilometri di tremi-tram che dovrebbero percorrere a zigzag tutta la Piana.

Le tramvie, che costeranno centinaia di milioni di soldi pubblici ma che saranno private, sono emblematiche di una mentalità speculatrice ed estrattiva, ancora dominante.

Serviranno per portare in centro, ma anche per far sfollare rapidamente a fine giornata, masse di turisti e lavoratori più poveri, quelli che non potranno certo permettersi di vivere a Firenze, ma dovranno andare, anzi già oggi vanno, a dormire a Scandicci e a Campi, a Sesto e Prato, o addirittura a Pistoia.

Firenze e la Toscana erano già malate prima della crisi sanitaria, sociale ed economica del coronavirus, come ci ha ricordato recentemente Fabrizio Valleri di Libera Firenze, ma ora, dopo il Covid-19, siamo di fronte a un cieco accanimento nello sventramento e nella svendita di Firenze e dell'intera Toscana .

Milioni sulla Piana, insomma, per distruggere il poco che resta di una vita a dimensione umana, in comunità locali dove il più possibile delle cose importanti sia a portata di piedi e quindi di anziani e di bambini (l'antica ma sempre nuova speranza della Rivoluzione Rionale!). 

Intere comunità e comuni della Toscana, oggi ancora riconoscibili e dotati di una qualche significativa vita comunitaria, come Larciano, Carmignano, Sesto Fiorentino, comuni, comunità, borghi, quartieri, frazioni e rioni, dovrebbero insomma diventare meri dormitori, periferia indistinta di una città che sarà chiamata ancora Firenze, ma che di fiorentino e di toscano non avrà più nulla.

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Questa è l'opinione che si è fatto il titolare di questo blog. Per farvi la vostra idea leggete direttamente e integralmente l'intervista di Semmola a Simoncini, cliccando qui.



sabato 12 dicembre 2020

Basta addormentare le menti, basta sventrare Firenze

  

Si è conclusa oggi una serie di sit-in di Libera Firenze davanti alla RAI Toscana, in Largo Alcide De Gasperi, a Firenze. La lista civica, ambientalista e autonomista di Firenze ha consegnato ai giornalisti RAI una simbolica pergamena, elencante degli argomenti scomodi che sono un vero e proprio tabù per i media. Riportiamo integralmente il testo della pergamena. Avanti con il risveglio civico, ambientalista, autonomista, dal basso, a Firenze, in Toscana e oltre, contro il pensiero unico che spadroneggia, con le sue convinzioni infondate e pericolose, nella Repubblica Italiana e nella Unione Europea.

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Appello al servizio pubblico di informazione toscana, in nome del popolo di Firenze, per TRIBUNE SPECIALI DELL’ACCESSO per dare voce a chi non ha avuto voce - Sabato 12 dicembre 2020

8 ESEMPI DI ARGOMENTI TABU’ PER IL CONFORMISMO TOSCANO, che erano già URGENTI prima e che resteranno CRUCIALI dopo la pandemia:


1) Prevenzione, stili di vita, possibilità di curarsi a casa. Basta seminare terrore dando cifre senza confronto con la mortalità storica.

2) Medicina del territorio, ambulatori di paese e di quartiere, di frazione e di rione. Critica di coloro che hanno centralizzato e tagliato la sanità pubblica in vent’anni di austerità insensata.

3) Sventramento degli storici viali di Firenze e stravolgimento della vita di Sesto e Bagno a Ripoli, con i treni-tram (congegnati come servizi privati, non pubblici).

4) Saccheggio delle proprietà toscane da parte di capitali stranieri anonimi.

5) Guerra agli alberi adulti, che viene combattuta senza ritegno e non solo nelle città.

6) Autosufficienza produttiva del territorio in tutte le cose essenziali; a partire dalla produzione pubblica locale di farmaci e presidi. Lavoro locale, contro il disastro della fuga dei giovani dalla Toscana.

7) Sovranità alimentare ed energetica. perché la Toscana resti toscana.

8) Rete pubblica di telecomunicazioni sicure, senza una sciagurata moltiplicazione delle antenne private.

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Per chi volesse entrare in rete con Libera Firenze e il più ampio movimento civico, ambientalista, autonomista che si sta sviluppando in Toscana: liberafirenzelistacivica@gmail.com

Per chi vuole conoscere meglio gli attivisti di Libera Firenze e principalmente Fabrizio Valleri: https://www.facebook.com/ivalleroxfirenze

Libera Firenze ha condotto questa serie di sit-in in memoria di Giulietto Chiesa e per onorare tutti gli attivisti, informatori, giornalisti dissidenti perseguitati in ogni angolo del mondo, a partire da Edward Snowden e Julian Assange. Abbasso l'impero globalista, abbasso il centralismo autoritario (italiano ed europeo), abbasso i servi delle società anonime che saccheggiano la Toscana. Viva Firenze, viva la Toscana, viva la libertà.

Visitate anche il canale YouTube di Libera Firenze


giovedì 3 dicembre 2020

Sguanci in regione, parodia della legalità


 

Avevamo già alzato la piccola voce di questo blog sul caso Maurizio Sguanci (nella foto). E' passato un mese, che le elite fiorentine hanno lasciato passare senza alzare un sopracciglio. E' toccato ancora una volta ai resistenti di Libera Firenze di riepilogare i fatti e le criticità. Non è solo un problema di scarsa sensibilità personale da parte del presidente eletto dai cittadini del Quartiere 1 di Firenze. Non è solo un problema politico di Italia Viva, a cui Sguanci è passato dopo esser stato eletto come presidente PD, o della maggioranza che governa Firenze. Ci sono delle criticità giuridiche. Nell'apparente rispetto della lettera della legge, si sta mettendo in scena un travestimento, una parodia della legalità. Pubblichiamo integralmente la lettera aperta di Libera Firenze, consegnata ieri (2 dicembre 2020) agli uffici delle autorità coinvolte e oggi (3 dicembre 2020) alla stampa fiorentina.

 

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Firenze, 2 dicembre 2020

Al Presidente del Consiglio regionale della Toscana
Antonio Mazzeo


Al Portavoce dell’opposizione nel Consiglio regionale della Toscana
Marco Landi


Al Presidente della Prima commissione Affari istituzionali
del Consiglio regionale della Toscana

Giacomo Bugliani


A tutti i Consiglieri regionali della Toscana

 

 

Al presidente del Consiglio comunale di Firenze
Luca Milani

Al presidente della Commissione Affari istituzionali
del Consiglio comunale di Firenze

Mario Razzanelli
 

 

A tutti i Consiglieri comunali di Firenze


Al presidente della Commissione 8 Decentramento
del Consiglio comunale di Firenze
Alessandra Innocenti

 

Al presidente del Quartiere 1 Centro storico del Comune di Firenze
Maurizio Sguanci

A tutti i Consiglieri del Quartiere 1


e, p.c.,


Al Presidente della Giunta regionale della Toscana
Eugenio Giani

Al Sindaco di Firenze
Dario Nardella

Al Prefetto di Firenze

Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Firenze




Oggetto:


Lettera aperta di segnalazione
del caso Sguanci

 

 

Gentili eletti ed autorità,

ad oltre un mese dalle precedenti segnalazioni fatte sulla stampa e sulle reti sociali da Libera Firenze e da altre voci della politica fiorentina, vogliamo richiamare ancora la vostra attenzione sul caso Sguanci.

Maurizio Sguanci è oggi contemporaneamente consigliere regionale, essendo subentrato a Stefania Saccardi (che è diventata assessore), e presidente del Quartiere 1 Centro Storico del Comune di Firenze.

Questo doppio incarico è certamente un caso personale, di opportunità politica, di galateo istituzionale, di rispetto delle condizioni di emergenza in cui viviamo e che colpiscono il centro di Firenze in modo particolarmente duro.

Sarebbe ancora possibile, oltre che a nostro parere doveroso, chiuderlo attraverso un gesto personale dello stesso Maurizio Sguanci, il quale dovrebbe, secondo noi e molti altri, decidere di dedicarsi a tempo pieno a una sola delle due cariche di cui è stato investito.

E’ evidente, peraltro, che mentre Sguanci si immerge sempre di più nel suo lavoro di consigliere regionale (ora è vicepresidente e segretario della Quinta commissione del parlamento toscano, organismo che si dedica a beni e attività culturali, istruzione, diritto allo studio, edilizia scolastica, ricerca e università, orientamento professionale, relazioni tra scuola e lavoro, informazione e comunicazione), la vita istituzionale del Quartiere 1 sia paralizzata.

In attesa di questo gesto personale, in cui molti, compresi molti di voi destinatari di questa lettera aperta, confidiamo, non troviamo inutile segnalare che esiste anche un caso giuridico, non solo un problema politico.

Sottovalutare la criticità giuridica della situazione sarebbe, a nostro modesto parere, oltremodo avventato.

Non ci pare sostenibile, anche in caso di una eventuale lite giudiziaria, che la carica di presidente di uno dei cinque quartieri di Firenze, non comporti una violazione dello spirito, se non della lettera, delle norme vigenti sulle incompatibilità.

1) Come il Parlamento toscano intende garantire l’imparzialità dei suoi membri

Innanzitutto ci parebbe necessario che il Consiglio regionale della Toscana informasse con chiarezza l’opinione pubblica su come ha ritenuto di poter convalidare l’elezione a consigliere regionale di Maurizio Sguanci, mentre era presidente eletto del Quartiere 1 di Firenze e come questa convalida sia stata motivata.

Noi chiediamo al Consiglio regionale della Toscana una ampia informativa su come nella nostra regione sono tutelati, con quali norme di attuazione, con quale prassi, ispirandosi a quale giurisprudenza, i principi generali sanciti dall’art. 3 della legge 165 del 2004, in applicazione dell’art. 122 della Costituzione, in particolar modo dove si ricorda (lettera a) che le norme regionali devono prevenire la “cause di incompatibilita', in caso di conflitto tra le funzioni svolte dal Presidente o dagli altri componenti della Giunta regionale o dai consiglieri regionali, e altre situazioni o cariche, comprese quelle elettive, suscettibili, anche in relazione a peculiari condizioni del territorio, di compromettere il buon andamento e l'imparzialità dell'ente regionale, ovvero il libero espletamento della carica elettiva”.

A noi che scriviamo, sembrano minacciati, piuttosto che tutelati, il buon andamento e l’imparzialità, oltre che il libero espletamento della carica di consigliere regionale da parte del presidente, eletto direttamente dal popolo, di una circoscrizione infracomunale che, nonostante la crisi e lo spopolamento, continua ad avere oltre 65.000 abitanti (66.033 al 31/12/2019).

2) Incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di amministratore di un comune

In secondo luogo, non ci sembra si possa sorvolare facilmente su una norma generale della Repubblica, l'art. 65 del Testo unico dell'ordinamento degli enti locali (D. lgs. 18 agosto 2000, n. 267, noto come TUEL), che sancisce l’incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di amministratore di un comune.

La lettera della legge 267/2000 dice “sindaco o assessore”, ma non si vede come sia possibile sostenere, anche in sede di eventuale lite giudiziaria, che il presidente di quartiere non sia anch’egli uno degli amministratori del Comune di Firenze, paragonabile a uno degli assessori.

Sarebbe anche sostenibile, da diversi punti di vista, che il presidente del Quartiere 1 del Comune di Firenze, sia caricato di funzioni che sono in tutto e per tutto analoghe a quelle di un sindaco.

A sostegno di questa seconda linea riflessione, a favore di una incompatibilità giuridica e non solo politica, si ricordano alcune norme dello Statuto del Comune di Firenze.

L’art. 38 comma 3 ci pare chiarissimo: “Il Comune di Firenze valorizza il Consiglio di quartiere come organismo di gestione di servizi di base, di esercizio delle funzioni delegate, di consultazione, di partecipazione e al tal fine gli attribuisce autonomia funzionale e organizzativa nelle forme e nei modi previsti dal regolamento dei Consigli di quartiere.”. Ma tutto il titolo IV dello Statuto prosegue sullo stesso tenore, inducendo a considerare il quartiere come una articolazione amministrativa con organi elettivi che hanno dignità e compiti paragonabili a quelli di un comune.

Sullo status del presidente di quartiere, più simile a quello di un sindaco o di un assessore che a quello di un semplice consigliere comunale o di quartiere, si veda anche l’art. 44 dello Statuto stesso.

L’analogia è ulteriormente rafforzata dalle previsioni dell’art. 41 dello Statuto, che estendono agli eletti al quartiere le norme su incandidabilità, ineleggibilità, incompatibilità, sospensione, rendicontazione, pubblicità patrimoniale degli eletti al comune. Se i consiglieri di quartiere sono equiparati a consiglieri comunali, diventa ancora più impervio sostenere che il presidente del quartiere non possa essere assimilato a un sindaco.

Ancora a rafforzamento dell’analogia tra il ruolo del presidente di un quartiere di Firenze e quello di un amministratore comunale, si vedano anche le disposizioni del Regolamento dei consigli di quartiere della città (aggiornato in ultimo dalla deliberazione consiliare n. 15 dell’11.3.2019), che recitano:

Art. 2 (Principi) - Le circoscrizioni di decentramento, in cui è diviso il territorio comunale di Firenze, sono denominate quartieri. Nell’ambito dell’unità del Comune, il Consiglio di Quartiere costituisce un’articolazione dell’Amministrazione e concorre alla formazione dei programmi e degli obiettivi dell’Ente nonché alla loro realizzazione.
Il Comune di Firenze valorizza il Consiglio di quartiere quale organismo di consultazione, di partecipazione, di esercizio delle funzioni delegate, di gestione dei servizi di base, prevedendo le necessarie risorse di personale, strumentali e finanziarie atte ad assicurarne l’autonomia organizzativa e funzionale.
Nel rispetto dei criteri direttivi e degli indirizzi programmatici, approvati dal Consiglio Comunale, il Consiglio di Quartiere è organismo di governo del territorio.

Art. 26 (Partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale e della Giunta)
1. La o il Presidente del Consiglio di Quartiere, o una sua o un suo delegato, partecipa con diritto di parola alle sedute:
a. del Consiglio Comunale o della Giunta nei casi previsti dai rispettivi regolamenti;
b. del Consiglio comunale e della Giunta nelle quali sono trattati argomenti riguardanti il territorio e la popolazione del Quartiere su autorizzazione della o del Presidente del Consiglio Comunale o della Sindaca o Sindaco.
3. Ai Presidenti dei Consigli di quartiere è trasmesso l’ordine del giorno del consiglio Comunale e della Giunta.”.

Non è inutile ricordare che questa analogia tra l’essere presidente di un quartiere di Firenze e l’esercizio della funzione di amministratore comunale, è ulteriormente rafforzata dalla previsione dell’elezione diretta del presidente stesso, innovazione voluta dal Comune di Firenze in occasione delle elezioni amministrative del 2019. Si veda in proposito il Regolamento per le elezioni dei consigli di quartiere e dei loro presidenti: Delibera del Consiglio Comunale n. 1478 del 16.11.1998, ultimamente novellata con Delibera n. 5 del 14.01.2019.

3) Il consigliere supplente è incompatibile come gli altri

In terzo luogo, a chi si ostinasse a ignorare le due suddette criticità giuridiche del doppio incarico, invocando magari la natura temporanea della carica regionale di Maurizio Sguanci, consigliere “supplente”, vorremmo ricordare che esiste già un orientamento giurisprudenziale che interpreta le norme di incompatibilità in senso estensivo rispetto alla mera “littera legis” (si veda per esempio C.Cass. 5449/2005).

Non solo si possono e si devono tutelare, oltre la lettera, lo spirito e i principi di incompatibilità riepilogati dall’art. art. 3 della legge 165 del 2004, ma essi sono senz’altro applicabili anche nei confronti di un consigliere regionale “supplente”.

Conclusioni

In conclusione, ci attendiamo dalle vostre assemblee elettive e dalle vostre autorità, una risposta chiara sulla posizione che intendete tenere rispetto al doppio incarico di Maurizio Sguanci, aprendo una riflessione pubblica che affronti i problemi giuridici, non solo quelli politici.

A noi che scriviamo, il doppio incarico appare una grave forzatura, che sfigura la Costituzione, gli Statuti, le norme in vigore. Non risolverlo ci parrebbe un travestimento della legalità, più che rispetto della legge.

In attesa delle vostre risposte, resta ovviamente intatto il diritto dei cittadini elettori residenti nel Quartiere 1 Centro Storico del Comune di Firenze, di far valere le proprie ragioni in ogni altra sede.

Cordiali saluti.

p. Libera Firenze

Fabrizio Valleri, referente e già candidato a sindaco

Mauro Vaiani Ph.D., della segreteria



liberafirenzelistacivica@gmail.com




venerdì 16 ottobre 2020

No a questa tramvia antifiorentina


 

Continua il nostro impegno politico contro la tramvia che si è voluta imporre a Firenze, Scandicci, Novoli, Peretola e che ora si vorrebbe estendere, distruggendo altre porzioni dei viali del Poggi e stravolgendo la vita di interi rioni e paesi, anche a Bagno a Ripoli, a Sesto Fiorentino, a San Donnino e oltre.

Il No a questa tranvia è e deve restare un patrimonio trasversale, sul quale far crescere la consapevolezza di tutti i cittadini. Noi facciamo riferimento agli approfondimenti e alle attività di Italia Nostra e del Coordinamento Ferma Tramvie, al quale alcuni di noi hanno aderito a titolo personale – dato il suo carattere “apolitico” - ed alle osservazioni da questi presentate.

Nella vita politica cittadina per noi resta come principale nodo di resistenza contro questo modello di tramvia la piccola-grande esperienza di Libera Firenze, lista civica, autonomista, ambientalista. 

Insieme a Fabrizio Valleri, già candidato sindaco di Libera Firenze e punto di riferimento di essa, dobbiamo andare avanti e tener alta la guardia.

Se i progetti sbagliati di tramvia sembrano rallentati, è solo perché la crisi sanitaria ed economica causata dalla pandemia ha spazzato via il turismo di massa e sta frenando gli appetiti immobiliari. Sfruttamento turistico e speculazione edilizia, del resto, erano e sarebbero ancora le due ragioni principali per cui gran parte della classe dirigente fiorentina (e purtroppo anche le amministrazioni di Sesto Fiorentino, Bagno a Ripoli e, in parte, Campi Bisenzio) hanno sposato questo progetto assurdo. Per conformismo, o per avidità, si è impedita ogni riflessione critica sugli errori commessi nella progettazione e realizzazione delle linee Scandicci-Firenze-Careggi (T1) e Firenze-Peretola (T2), che pure sono evidenti.

Si guardi, per esempio, questo spot del comune di Sesto Fiorentino sul progetto di allungamento della T2 fino al centro di Sesto. Vorrebbe essere trionfalistico, eppure chiunque abbia mai fatto il pendolare nella Piana, chiunque abita nelle zone interessate, chiunque sia già oggi un utente della tramvia, può capire al volo che si tratta di un tracciato a S lungo, insensato e disegnato non per la gente, ma per servire degli interessi. Solo chi avesse intenzione di fare "airbnb" o di costruire alberghi nelle immediate vicinanze di questo prolungamento, può in qualche modo appoggiarlo. Un intervento, per di più, stupidamente in concorrenza con il treno, che già oggi e molto più velocemente, può portare un sestese in centro a Firenze. Guardatelo e fatevi la vostra opinione:

https://www.facebook.com/watch/?v=770338936842028/

Pubblichiamo inoltre qui, integralmente, perché resti agli atti, un intervento che fa il punto della situazione a oggi (lo abbiamo ricevuto il 14 ottobre 2020), scritto dagli architetti Francesco Re e Paolo Celebre, che hanno sostenuto tecnicamente le attività di Italia Nostra e del Comitato Ferma Tranvie e che sono stati anche, tra l’altro, con il loro “appello per Firenze” insieme ad altri intellettuali tra i promotori della lista civica Libera Firenze per le elezioni comunali del 2019, ispirando il suo “decalogo discriminante” in 10 punti. 

Tra questi 10 punti del 2019, quello critico sulle tramvie fiorentine è non solo ancora attuale ma anzi meriterebbe di essere urgentemente ripreso, da più parti, in modo il più possibile trasversale, dato l’avanzarsi degli adempimenti, rallentati solo dal Covid-19.


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FACCIAMO CHIAREZZA

Nell’intervista rilasciata a Pasqua il sindaco di Firenze diceva che “…Sulla tramvia abbiamo avuto sempre una forte quota di fiorentini, ma anche un notevole apporto di turisti che ha consentito di raggiungere il break even [pareggio], cioè gli obbiettivi finanziari e gestionali. Ora cambia il mondo e dovremo ridiscutere tutto”.

Due settimane dopo, intervistato da Lady Radio, dichiarava che il Comune, per rispettare il contratto di project financing, avrebbe dovuto sborsare 8 milioni di euro per quest’anno. Con il calo di passeggeri prodotto dal Coronavirus l’equilibrio finanziario che reggeva la gestione delle due linee doveva essere rivisto.

L’8 luglio un comunicato stampa del Comune ci informava che era stato raggiunto un accordo transattivo con il concessionario relativo alla richiesta di arbitrato di 470 milioni avanzato a suo tempo dalla Tram di Firenze per lavorazioni aggiuntive e oneri per ridotta produzione. A fronte dei 470 milioni inizialmente richiesti l’importo passava a 2,5 milioni.

Ne derivano alcune domande.

  • Non dovrebbe esser fatta luce su un importo di transazione che passa dal 142% al 13% della spesa ?

  • A quali condizioni la società concessionaria rinuncia ai 282 milioni richiesti nel 2017 e ai 188 del 2019 ?

  • Davvero, come afferma il Comune, il risparmio di 5,2 milioni registrato a fine lavori e le penali applicabili al concessionario giustificano questo repentino accomodamento ?

Il 3 settembre il Sole 24 Ore riferiva sulla volontà del Comune di uscire dal vecchio project financing utilizzando i soldi del Recovery Plan per azzerare la quota di finanza privata e alleggerire i costi sul bilancio comunale, mediante una completa copertura dell’investimento con soldi pubblici. Per Firenze si parlava di 2,5 miliardi, relativi a 120 opere grandi e piccole e con diversi stadi di avanzamento. Tra queste le nuove linee del tram: Piazza della Libertà-Bagno a Ripoli; Piazza della Libertà-Rovezzano; Aeroporto-Sesto Fiorentino; Firenze-Piagge-S.Donnino.

Anche in proposito le domande non mancano.

  • In caso di uscita dal project sarà la stessa Tram di Firenze a condurre la progettazione dell’opera ?

  • Quale sarà la società che realizzerà la V.A.C.S. la Variante al Centro storico per Lavagnini, Libertà e S. Marco ?

  • Quanto è esposto il Comune con Gest, società che gestisce il servizio, relativamente alla soglia minima di passeggeri/anno prevista dal contratto, tenuto conto della drastica contrazione nel periodo del confinamento sanitario?

Grandi cambiamenti sono in corso nel campo della mobilità. A causa dell’epidemia i modi di trasporto individuale risulteranno più sicuri, mentre lo saranno di meno quelli collettivi. I costi di gestione di questi ultimi saliranno mentre crescerà la domanda di modalità individuali o in sharing, economiche ed elettriche.

La capienza massima concessa ad autobus, metropolitane e treni regionali potrebbe passare dall’attuale 80%, sicuro acceleratore di contagi, all'appena più prudente (ed auspicabile) 50%, mentre lo smart working, sceso recentemente a 2,5 milioni, potrebbe risalire verso i 6 milioni di marzo e aprile.

Insomma all’epoca del Coronavirus il trasporto pubblico collettivo costituisce un punto critico e tutto congiura contro la riproposizione di “grandi infrastrutture”, concepite trent’anni fa, come sono ad esempio le tramvie.

Sarebbe più opportuno in questo momento, promuovere una attenta pianificazione dei trasporti, lavorando sulla gestione e preparando un piano della mobilità che adegui il sistema alla rapida evoluzione tecnologica e all’emergenza sanitaria. Su questo punto torneremo con ulteriori riflessioni.

Il documento post Covid “Rinasce Firenze", presentato da Nardella il 27 maggio, ribadisce invece ed accelera l’estensione del sistema tranviario, compresa la novità del tratto di binario fino a palazzo Medici Riccardi, puntando “con ancora maggiore decisione” ad un discutibile primato nazionale per la mobilità elettrica, conquistata attraverso l’estensione di quell’infrastruttura fin nel cuore del Centro storico.

Riguardo alla mobilità green nel documento vi sono molte affermazioni di principio e una insufficienza di misure concrete. L’enfasi sull’estensione del sistema tranviario finisce per ribaltare la gerarchia tra modalità di trasporto, mettendo sullo stesso piano ad esempio tram e treni, relegando di fatto i secondi ad un ruolo secondario.

L’Amministrazione ha del resto sancito lo sbilanciamento a favore del tram opponendo un netto rifiuto alla richiesta di VIA per la linea per Bagno a Ripoli avanzata dalle numerose osservazioni e contributi di decine di associazioni, cittadini e soggetti competenti in materia ambientale (a proposito, la competenza della decisione finale sull’assoggettabilità a VIA della linea 3.2 non è della Regione?).

Recentemente anche l’Ordine degli ingegneri della provincia di Firenze, ha chiesto tra le altre cose, “lo studio di un sistema interconnesso tra ferrovia, tramvia e altri mezzi di trasporto nell’area metropolitana, a partire da un’analisi della domanda sulle principali direttrici”.

Proprio ciò che avrebbe dovuto precedere la realizzazione di qualsiasi linea e che si dovrebbe fare subito. Prima di indebitarsi per completare una rete tranviaria, diventata un puzzle da 2 miliardi di sempre più difficile ricomposizione.

▪ ▪ ▪

Il Comune di Firenze ha lanciato un questionario denominato Firenze Prossima, una campagna di ascolto digitale per immaginare la città del futuro a cui sono invitati tutti coloro che vivono, lavorano, studiano o frequentano quotidianamente la città. C’è un questionario per ognuno dei cinque quartieri da riempire fino al 1° novembre. I risultati, del tutto anonimi, saranno resi noti alla metà del prossimo mese e costituiranno la base per un successivo processo partecipativo in presenza, per la stesura del nuovo Piano Operativo Comunale (l’ex Regolamento Urbanistico).

Vi chiediamo, una volta consultato, di farci sapere il vostro parere. L’iniziativa ha molti difetti, tra i quali, crediamo, l’eccessivo localismo delle domande, l’accentuazione di una visione securitaria della vita di quartiere, e i limiti dei documenti su cui si basa – Documento di avvio del Piano Operativo e Rinasce Firenze – in cui si danno per scontate, con un linguaggio pieno di luoghi comuni, alcune scelte strategiche che scontate non sono. Per di più si tratta di una consultazione informale dei cittadini fatta passare per “partecipazione”, che è tutt'altra cosa, o addirittura per condivisione: un referendum alla rovescia insomma, un plebiscito.

Tuttavia all’interno vi sono anche domande più generali, come il gradimento o meno delle tramvie o dello Scudo Verde che rivestono una certa importanza e per le quali forse un numero significativo di pareri dei firmatari dell’appello potrebbe avere almeno una qualche visibilità, anche in vista di una eventuale partecipazione alle assemblee. Restiamo in attesa del vostro parere per organizzare casomai alcune risposte alle quali attingere.

Francesco Re - Paolo Celebre


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