Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Mauro Vaiani (nella foto con Lorena Lopez, presidente di EFA, la famiglia politica europea delle autonomie). Vaiani interviene come garante di OraToscana, il ramo toscano della rete italiana Autonomie e Ambiente, di cui è segretario, oltre che come esponente del civismo toscano. Un grido nel deserto, forse, ma anche un pensiero coraggioso nel giorno della festa di San Rocco, protettore anche dei prigionieri.
Le
carceri, l’ennesimo disastro
del centralismo
Firenze, 16 agosto 2026 - Comunicato stampa di Mauro Vaiani, garante
di OraToscana e segretario della rete AeA
Parlare di carceri non porta
voti, anzi ne fa perdere, è stato detto anche questo ponte di
Ferragosto. Il mondo delle autonomie e dei civismi però non si tira
indietro.
Dopo
decenni di parole al vento e di morte nelle carceri per detenuti e
detenenti, noi porteremo avanti una idea semplice, radicale,
trasversale a tutte le persone di buona volontà: i carceri non
possono essere una discarica sociale in cui seppellire clandestini,
tossicodipendenti e malati mentali.
L’Italia è la vergogna
d’Europa.
Dopo
decenni di chiacchiere e di fantomatici “piani carcere” da parte di
tutti i governi, crediamo che le cose possano cambiare solo dal
basso.
In
Toscana Sollicciano
va abbattuto
e le altre carceri toscane in condizioni miserevoli devono essere
ristrutturate e sanate. Il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria
centrale (l’ormai famigerato DAP), fra tanti enti inutili del
centralismo, si è dimostrato particolarmente incapace, anche solo di
emettere una qualche parola di protesta per la gravità della
situazione.
Il
principio di sussidiarietà suggerisce che alle regioni, alle
province, ai sindaci dovrebbe essere date le risorse per agire, se
necessario con poteri commissariali straordinari.
Portiamo principi di autonomia
e responsabilità anche nel mondo delle carceri, per essere degni del
pensiero illuminato di Cesare Beccaria, accolto nella Costituzione
repubblicana.
Mauro Vaiani Ph.D. - garante
di OraToscana – Segretario AeA
Il civismo politico ed elettorale è più vivo che mai. Le ultime elezioni locali in Italia, ma anche altrove in Europa, lo hanno confermato.
E' un piccolo miracolo, il successo di una politica di prossimità, considerato che le concentrazioni di potere mediatico esaltano solo le contrapposizioni, a suon di slogan, urla e accuse reciproche, tra pochi leader televisivi (e i non pochi esponenti politici locali che li scimmiottano).
Civismo è una parola ombrello, sotto il quale troviamo persone e situazioni diverse: cittadini che in modo autonomo e indipendente si candidano alle elezioni perché pensano di poter contribuire, magari con spirito bipartisan, a una buona amministrazione locale; persone e gruppi che hanno scelto per tempo di militare in liste civiche locali e movimenti territoriali - non solo quelli storici ma anche esperienze recenti e innovative - per amore delle proprie autonomie; infine cittadini, non solo attivisti ma spesso veri e propri leader locali, che
hanno dovuto rompere, per mille motivi, con le loro appartenenze
politiche verticali e nazionali, per privilegiare un impegno orizzontale
e locale, spesso raccogliendo un consenso trasversale.
Le persone che partecipano alla vita politica locale in queste forme autonome, locali, indipendenti e civiche non sono e non si considerano migliori dei militanti dei movimenti politici verticali. Non sono arrivati dalla Luna o da Marte. Sono - siamo - in questo inizio di XXI secolo come i nostri concittadini. Ne condividiamo gli stessi pregiudizi, fobie, limiti, miopie, incompetenze. Come tutti gli altri possiamo avere la testa piena di ciò con cui veniamo bombardati ogni giorno dai media: eccessi di populismo, o al contrario di eccessiva fiducia nella tecnocrazia; subalternità a ideologie troppo liberiste o troppo socialiste; conformismo rispetto al pensiero unico dominante, oppure scetticismo e pessimismo; e così via.
Al contrario dei figuranti della scena mediatica nazionale, gli attivisti del civismo ci sono però prossimi.
Vivono vicino a noi. Li conosciamo personalmente. Ci siamo stretti la mano. Li incontriamo spesso per strada o sui mezzi pubblici. Sappiamo che lavoro fanno e come si mantengono. Possono piacere tanto, poco o anche per nulla, ma ci sono preziosi perché non possono ignorarci, né ignorare i nostri problemi quotidiani.
Se le loro visioni e i loro programmi sono fallaci, essi ne subiranno le conseguenze insieme a noi. Su di loro possiamo contare, se sono necessarie correzioni di rotta o anche inversioni a "U".
Nei casi peggiori, diciamocelo, è anche più facile sostituirli, perché nel mondo vivo di una comunità locale, dove ci si può trovare, parlarsi e capirsi perché siamo immersi nella stessa cultura vernacolare, è più facile accordarsi per cambiare ciò che deve cambiare.
Il civismo dei cittadini indipendenti e appassionati della propria comunità locale è sempre generativo di autonomie personali, sociali, territoriali, oltre che amico delle autonomie storiche, delle diversità e delle biodiversità. Da esso riemergono spontaneamente valori antichi e sempre nuovi, quindi autentici, di sussidiarietà e solidarietà. Valori centrali nella nostra tradizione cristiana, in ogni umanesimo, in tutte le tradizioni riformiste. I civismi sono portatori di idee e metodi spontaneamente confederali, che possono frenare i guasti e gli eccessi della polarizzazione e della verticalizzazione politica.
I cittadini che fanno civismo nel loro comune e nei loro territori, è come se riscrivessero ogni giorno la Carta di Chivasso del 1943, le Dichiarazioni universali, i Trattati europei, la Costituzione italiana, anche se la stragrande maggioranza magari ha poca familiarità con questi antichi documenti... I valori dichiarati dai rappresentanti delle alte valli alpine, nel cuore dell'Europa, si applicano a tutti i territori, sosteneva Émile Chanoux, martire antifascista della Valle d'Aosta e coautore della Carta di Chivasso del 1943.
I cittadini - che l'amica Francesca Marrazza chiamerebbe civisti, non solo civici - non sono in campo contro le sinistre o contro le destre, anzi mai contro, sempre per: per sostenere leader locali capaci di ascolto e competenza (rara avis!), oppure per congedare amministratori che si sono trasformati in "ras" del territorio; per migliorare una comunità dove le cose vanno già abbastanza bene, oppure per rovesciare una situazione amministrativa in cui le cose vanno male.
I leader politici centrali (e spesso centralisti) non possono prescindere dai cittadini in carne e ossa, che fanno civismo nei loro territori. Né possono illudersi di poterli controllare dall'alto, magari con leggi elettorali sempre più ingiuste, o con scorciatoie bonapartiste. Se si vuole veramente fermare l'erosione della democrazia e la sua degenerazione in mediacrazia, si dovrà restituire alle comunità locali la facoltà di far emergere i loro leader locali nei livelli istituzionali più alti. I civismi appassionati di autonomie dovranno dimostrarsi capaci di fare rete, con modalità confederali. Una sfida non facile, ma una necessità.
Civismi e leader locali devono prendere l'iniziativa, perché senza di essi, senza prossimità, sussidiarietà e solidarietà, senza una democrazia fondata sulla stretta di mano, il futuro potrebbe davvero essere sinistro.
Siamo minacciati da vecchie e nuove forme di centralismo autoritario, ondate di conformismo mediatico, concentrazioni di potere economico e tecnologico, tecniche di sorveglianza universale sempre più penetranti, populisti, estremisti e altri cinici imprenditori dell'odio, che non aspettano altro che di prosperare sul declino del nostro senso civico. Tuttavia, come è stato dimostrato in diverse realtà (fra cui la nostra Prato, nda), finché c'è un civismo ancorato ai valori delle comunità locali, questi poteri alti, lontani, disumanizzanti, possono ancora essere disarmati e fronteggiati, per assicurare alle generazioni future una vita che sia ancora di magnifica umanità.
Animo!
Mauro Vaiani Ph.D.
studioso e attivista in Toscana e nel mondo delle autonomie
La foto del post è un dettaglio preso da qui: https://www.tvsvizzera.it/tvs/svizzera-istruzioni-per-luso/assemblee-comunali-dove-le-svizzere-e-gli-svizzeri-decidono-sulle-questioni-che-li-riguardano-da-vicino/89802778
L'area Prato Civica Solidale si è formata a Prato, la grande città industriale della Toscana, nel 2025, a seguito dell'incontro fra esponenti civici indipendenti, gli attivisti del mondo delle autonomie impegnati nelle diverse reti (Civici di Prato per le Autonomie-OraToscana-Civici Toscani-Cuore d'Italia-Autonomie e Ambiente-EFA), persone d'ispirazione cristiano-sociale, esponenti di DEMOS, fra i quali la consigliera comunale uscente Sandra Mugnaioni.
Il simbolo dell'area Prato Civica Solidale
In un momento difficile della storia di Prato, non solo per il recente commissariamento ma soprattutto per il manifestarsi di gravi problemi ambientali, sociali e di legalità nell'economia, il gruppo promotore di Prato Civica Solidale è stato sollecitato a impegnarsi in un'area civica più vasta, che potesse esprimere un progetto di governo. Si sono incontrati con altre esperienze civiche e democratiche e hanno infine deciso di confluire nella lista civica unitaria che sosterrà "BIFFONI SINDACO".
Il simbolo della lista civica unitaria Biffoni Sindaco 2026
Matteo Biffoni, già sindaco di Prato nel decennio 2014-2024, è stato richiamato a ricandidarsi dal suo partito, il PD, e da vasti settori della cittadinanza, perché in un momento così complesso si è guardato a una persona di comprovata competenza, grande capacità d'ascolto, consenso diffuso in città e nelle frazioni. Biffoni, con generosità, dopo che era stato eletto a furor di popolo consigliere regionale l'anno scorso, si è messo a disposizione.
Prato Civica Solidale intende contribuire al governo della città mettendo al centro la persona, le comunità, l’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale, la conversione ecologica dell'economia, la prossimità e il decentramento dei servizi comunali, la legalità economica e la sicurezza.
Cinque sono le persone espresse da Prato Civica Solidale e candidate nella lista Biffoni (nella foto in alto, da sinistra): Simone Puggelli, Mauro Vaiani, Caterina Ramogida, Sandra Mugnaioni, MorenoSarti. Puggelli è musicista e dirigente DEMOS; Vaiani è funzionario pubblico e attivista ben noto nel mondo dei civismi e delle autonomie in Toscana e oltre; Ramogida è una popolare professoressa all'Istituto Buzzi; Mugnaioni è insegnante in pensione e già in passato consigliera comunale DEMOS); Sarti, avvocato impegnato nel mondo cattolico, si avvicina alla politica attiva con questa candidatura. Tutti i candidati si caratterizzano per un civismo ancorato a valori cristiano-sociali, popolari, riformisti, e per la loro indipendenza professionale e politica.
La
componente, con i suoi eventuali eletti, manterrà autonomia e identità politica, all'interno del movimento civico unitario che sostiene il programma di governo di Matteo Biffoni per il mandato 2026-2031, facendosi portavoce in consiglio comunale di istanze specifiche legate alla
partecipazione, alla sussidiarietà, alla ricostruzione dei legami sociali.
Prato, forse il comune italiano con la più alta percentuale d'immigrati (uno su quattro dei suoi oltre 200.000 abitanti è immigrato e non ancora cittadino della Repubblica), ha bisogno di una nuova stagione politica e amministrativa, in cui senso civico, collaborazione e accoglienza prevalgano su vecchie logiche di potere, scontro, diffidenza, sfruttamento. Prato Civica Solidale può contribuire, con la competenza, l'esperienza e la serietà dei suoi esponenti candidati.
In un mondo inquinato a rischio di ecocidio, pieno di tiranni capaci di genocidio dei loro stessi popoli, non dobbiamo sentirci impotenti, né disperati.
C'è almeno una cosa che ciascuno di noi può ancora e quindi deve fare: lottare per il bene della propria comunità, nel proprio territorio. Se non si può più farlo con una vita attiva, si può sempre attraverso la preghiera.
Fare comunità con il nostro prossimo, cioè con i nostri vicini, ci rende pienamente umani ed è il principale contributo che possiamo dare, nella nostra breve e precaria vita, al bene delle generazioni future.
Fare la nostra parte per la propria comunità locale è il più solido punto di appoggio per poi costruire un dignitoso benessere personale e familiare, oltre che per diventare capaci di autentica solidarietà internazionale e intergenerazionale.
A coloro che lasciano fiorire dentro di sé questa antica verità antropologica, quindi speriamo a tutti dappertutto, la Pasqua porti forza e speranza, fino alla fine, finché non riposeremo nella Provvidenza, che si è incarnata nel Cristo che ha resuscitato il suo amico fraterno Lazzaro.
Un traguardo importante per OraToscana, la nostra rete di civismi e autonomismi toscani: il 22 novembre 2025 a Nodica di Vecchiano terremo la III Assemblea, a partire dalle 16.
I risultati delle elezioni regionali della Toscana, tenutesi domenica 12 e lunedì 13 ottobre 2025, sono ormai chiari. Grazie a una efficace collaborazione fra ufficio elettorale regionale e ministero dell'interno, tutti i dati essenziali sono già disponibili su questo portale: https://elezioni.interno.gov.it/risultati/20251012/regionali/retrospettivi/primoturno/09.
Anche a voler fare la tara dei pochi estremisti che ormai praticano un astensionismo tanto militante quanto minoritario, del numero sempre più grande di cittadini toscani che lavorano e risiedono fuori regione oppure all'estero, del crescente numero di grandi anziani che sono sempre più esclusi dalla vita comunitaria, è evidente che continua la silenziosa fuga dei cittadini dal voto. Questo è il dato più vistoso e più sfidante.
Dobbiamo continuare la lotta per avere regole elettorali più giuste per tutti. Dobbiamo ribellarci al fatto che ogni votazione sia ridotta all'ennesimo referendum fra i capi delle due attuali piramidi politiche, quella di centrosinistra e quella di centrodestra. I tifosi dei due schieramenti continuano a contarsi, ma tanti altri cittadini scappano da questo loro bipolarismo e dalla loro alternanza al potere, che non produce riforme per il bene di tutti, ma carriere, privilegi e potere per pochissimi.
E' stata una corsa a chi perdeva meno voti. L'ha vinta il candidato incombente del centrosinistra, Eugenio Giani, che ha perso solo 100.000 voti circa dal 2020 al 2025. Alessandro Tomasi, sfidante di centrodestra e persona di un certo livello di competenza e serietà, ha perso quasi 150.000 rispetto a quelli che aveva preso la meteora salviniana Ceccardi cinque anni fa.
Tutti i partiti hanno perso voti, con l'eccezione dei pochi riformisti e moderati che hanno accolto qualche candidato civico e indipendente, sia a sinistra che a destra. Anche questo dovrà far riflettere.
Come OraToscana ringraziamo, per la generosità con cui si sono spese, alcune figure che hanno tentato di portare un po' di novità e di diversità: Francesco Carbini (civico riformista, circoscrizione di Arezzo); Andrea Ulmi (civico moderato, circoscrizione di Grosseto); Alessandro Giorgi (civico autonomista della circoscrizione di Pisa); Salvatore Bimonte (giovane esponente cristiano-sociale di Prato). Ce ne sono state molte altre, di persone generose che si sono candidate nei loro territori, ma che sono state ignorate dai media. Appiattiti, questi ultimi, sull'infausto plebiscito Giani-Tomasi.
Le nostre congratulazioni a: Diletta Fanfani, eletta a Livorno nella lista AVS, una figura indipendente e amica dei nostri civismi; Federico Eligi, riformista indipendente e competente, eletto a Pisa nella lista Casa Riformista.
Il nuovo consiglio regionale ha visto purtroppo aumentare il numero dei "nominati", attraverso listini e candidature bloccate, a spese di figure che hanno invece avuto un autentico appoggio popolare.
Nonostante ciò, è comunque più articolato e plurale del precedente. Si possono quindi creare occasioni di dialogo, di critica e autocritica, di riforme. Che nessuno degli eletti si sottragga alla grande responsabilità di servire tutti i territori della Toscana, non solo la propria parte politica.
OraToscana, lo ricordo, è convocata per la sua terza assemblea generale a Nodica di Vecchiano, il prossimo 22 novembre 2025, per Santa Cecilia. Continueremo a lavorare per allargare e rafforzare, in dialogo con tutte le realtà comunali e territoriali con cui da anni siamo in contatto, la nostra rete di civismi appassionati delle autonomie personali, sociali, territoriali, in rete con Autonomie e Ambiente e con la famiglia europea dei territori e delle regioni, European Free Alliance.
Lettera aperta - Appello a unirsi fra liste e movimenti civici
autonomi della Toscana per favorire candidature indipendenti alle imminenti elezioni regionali del 12-13
ottobre 2025
Cari concittadini e concittadine della Toscana,
le prossime elezioni regionali rappresentano un'altra importante
opportunità per rinnovare il nostro impegno verso un futuro migliore
per le nostre comunità.
In un contesto politico sempre più polarizzato, è fondamentale fare
appello alla collaborazione tra le diverse liste e realtà civiche
autonome e libere, in modo da dare voce a tutti coloro che non si
riconoscono pienamente nei tradizionali schieramenti politici.
Le realtà civiche e autonome hanno dimostrato nel corso degli anni
la loro capacità di affrontare tematiche nuove e urgenti, portando
avanti progetti che rispondono in modo diretto alle esigenze dei
cittadini.
L'unione di queste forze, che si fondano sui principi di trasparenza,
partecipazione, valorizzazione di competenze locali, responsabilità
sociale e ambientale, può rappresentare un valore aggiunto, se non
addirittura un’alternativa solida e concreta agli attuali partiti,
che sono piramidi verticistiche, i cui capi sono spesso lontani dai
problemi quotidiani delle persone, delle famiglie, delle imprese,
delle istituzioni e delle comunità locali.
Collaborando e unendo le nostre forze potremmo generare:
1. Rappresentatività
Potremmo portare in consiglio regionale una rappresentanza più ampia
e diversificata, capace di ascoltare e rispondere alle richieste di
tutti i cittadini.
2. Progettualità
La collaborazione tra diverse realtà civiche autonome permetterebbe
di costruire progetti condivisi, fondati su obiettivi comuni e
migliori pratiche, che possano generare risultati tangibili per la
comunità.
3. Innovazione politica
Le realtà civiche e autonome, libere dai condizionamenti delle
piramidi politiche, potrebbe porsi come laboratorio di innovazione,
promuovendo nuove idee e modalità di governance più partecipativa e
inclusiva.
4. Superamento delle divisioni
In un mondo in cui le divisioni sembrano sempre più accentuate, in
cui ai cittadini viene imposto di essere meri tifosi di un forzato
bipolarismo, la nostra capacità di unire diversità e di costruire
insieme un futuro di condivisione, cooperazione, riforme, sarebbe un
segnale forte e necessario.
Invitiamo quindi tutte le liste e realtà civiche, le forze autonome
e libere, i riformisti, a confrontarsi e a definire insieme un
programma elettorale minimo condiviso e a esprimere delle candidature
indipendenti, per riflettere le esigenze e le aspirazioni dei
cittadini comuni, esclusi dall’attuale bipolarismo e dalle sue
degenerazioni.
È il momento di lavorare insieme per un obiettivo condiviso: il
benessere della nostra comunità e il rafforzamento della democrazia
locale in Toscana.
In questa fase preparatoria delle elezioni, vi chiediamo di
considerare quest'appello.
Investiamo il nostro tempo e le nostre energie per costruire una
piattaforma che possa realmente fare la differenza.
Insieme possiamo essere d’aiuto per un futuro migliore, fondato su
valori di equità, giustizia e solidarietà.
La scomoda verità di quest'estate in cui si avvicinano le elezioni regionali in Toscana è che i vertici delle due principali piramidi politiche si stanno organizzando per occupare tutto lo spazio del dibattito pubblico. Non si sono nemmeno curati di confermare ufficialmente i loro due candidati (Giani per il centrosinistra, Tomasi per il centrodestra), perché tanto i capi sanno già che saranno i loro nominati ad avere tutto lo spazio mediatico. Ai cittadini toscani sarà concesso solo il plebiscito fra quello di sinistra e quello di destra, chiunque essi saranno.
Si sa già anche che i due candidati del bipolarismo, chiunque essi siano, vorrebbero avere ciascuno di loro una lista di fiancheggiatori che chiamano civica solo perché non avrà simboli di partito. La lista civica di Giani sarebbe organizzata da quadri del PD e forse anche di Italia Viva. La lista civica di Tomasi sarebbe organizzata grazie a dirigenti del centrodestra. Usiamo il condizionale solo perché i partiti, in entrambi gli schieramenti sono ancora dubbiosi. Stanno cercando di valutare quanto queste liste civetta aggiungano alle due coalizioni e quanti posti possano però portare via alle liste di partito.
Cosa c'entra tutto questo con la necessità assoluta di tornare a eleggere nelle istituzioni candidati civici veramente protagonisti, autonomi e liberi? Ovviamente nulla!
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da L'Altra Toscana un comunicato che ribadisce la necessità di un cambiamento ben più profondo di questo teatrino in cui i civici sarebbero relegati al ruolo di comparse.
Viareggio 27 luglio 2025
CIVISMO VERO, SENZA FINZIONI: LA SERIETÀ COME VALORE RIVOLUZIONARIO
Ancora una volta, in vista delle elezioni, assistiamo al solito copione già visto troppe volte. A destra come a sinistra sbucano liste “civiche” costruite a tavolino, solo per fare da stampella ai partiti. Non rappresentano territori, non nascono da percorsi autentici: sono liste civetta, concepite per moltiplicare simboli e voti, senza alcun radicamento reale.
Troppo spesso, queste liste evitano persino la raccolta firme, grazie a escamotage e scorciatoie burocratiche. Un passaggio obbligatorio per tutte le vere forze civiche diventa, per loro, un ostacolo da aggirare. Con cavilli e forzature, ottengono privilegi che usano per impedire ad altri – proprio a chi segue le regole – di partecipare. Una competizione falsata, dove chi ha i mezzi per piegare le regole le usa contro chi le rispetta.
Il civismo che stiamo costruendo in Toscana è l’opposto di tutto questo. Non ha doppi fondi, non cerca scorciatoie, non si traveste. Non finge apertura dove c’è solo calcolo. Non inventa finte autonomie dove ci sono solo obbedienze silenziose.
La nostra forza è una sola, e non abbiamo bisogno di nasconderla dietro trame o manovre: la serietà. In un tempo dominato dalla furbizia, dai giochetti e dai trucchi di palazzo, la serietà è un valore rivoluzionario. Serietà nel modo in cui si sta nella competizione democratica. Serietà nel non prendere in giro i cittadini. Serietà nel costruire una proposta politica che non nasce dalla paura di perdere un posto, ma dalla volontà di cambiare davvero le cose.
Chi gioca con le regole non può mai essere parte della soluzione. Noi, semplicemente, le rispettiamo. E questo – oggi – è già una forma di radicale discontinuità.
Giorgio Del Ghingaro per il Coordinamento L’Altra Toscana
Riceviamo e volentieri diffondiamo una nota da L'Altra Toscana, riunione di civismi liberi e autonomi della Toscana, che ha come punto di riferimento Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio. Si criticano gli schieramenti di centrosinistra e di centrodestra (con i loro candidati regionali toscani indicati ma peraltro non ancora ufficializzati, Giani e Tomasi). Vogliono farsi delle loro liste di appoggio "non di partito"? Forse le faranno, ammesso e non concesso che ottengano il permesso dai loro vertici nazionali, ma non chiamatele per favore liste civiche, perché saranno liste civetta.
Comunicato stampa 20 luglio 2025 L’ALTRA TOSCANA:
“LISTE CIVETTE, NON CIVICHE. IL VERO CIVISMO È LIBERO DAI PARTITI”
In questi giorni si torna a parlare di “liste civiche” come ricetta per le prossime elezioni regionali in Toscana. Alcuni propongono di riciclare facce note del centrosinistra e del centrodestra sotto mentite spoglie civiche, nella speranza di riattivare un consenso ormai logorato. Ma chi vogliono prendere in giro? Noi de L’Altra Toscana diciamo chiaramente: non tutte le liste che si definiscono “civiche” sono davvero tali. Troppe volte si assiste alla nascita di comitati o sigle che si proclamano civiche, ma che di fatto sono espressione diretta dei partiti, funzionali a loro strategie, incubate nei corridoi del potere. Le chiamano civiche, ma sono civette: servono a distrarre, a confondere, a “ripulire” volti e simboli ormai logori. Non sono alternative ai partiti: sono la loro stampella mascherata. Il vero civismo, quello che L’Altra Toscana porta avanti con coerenza e trasparenza, nasce dai territori, non dalle segreterie. È un civismo autonomo, partecipato, orizzontale, che parte dai bisogni concreti delle comunità, non dai giochi tattici tra ex sindaci, dirigenti e capibastone. È un civismo che non ha padroni, che si misura con il potere, non che cerca un posto a tavola. Se i partiti hanno perso credibilità, non è con le finte liste civiche che la ritroveranno. La sfiducia si combatte con un nuovo patto civico tra cittadini liberi, non con le “operazioni di maquillage” elettorale. L’Altra Toscana si batte per una Regione più giusta, trasparente, sobria e solidale. Senza sponsor né padrini. Il nostro è un progetto davvero civico e libero: aperto, partecipato, costruito dal basso. Chi cerca il “civismo telecomandato” resti pure nei palazzi. La Toscana ha bisogno di aria nuova, non di vecchie strategie col trucco.
Il potere d'indire le elezioni nella Repubblica Italiana è sempre stato usato e abusato da coloro che sono già "dentro" e si sentono purtroppo padroni delle istituzioni. Eugenio Giani, presidente uscente e incombente della Toscana, sta però esagerando. Riceviamo e pubblichiamo integralmente una ferma protesta dei civici de L'Altra Toscana, a firma di Giorgio Del Ghingaro, garante del coordinamento e sindaco di Viareggio.
IL
BALLETTO DELLE DATE PER LE REGIONALI È
UNO SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA
Il
balletto stucchevole sulle date delle prossime elezioni regionali in
Toscana, con il presidente Giani che continua a lanciare ipotesi e
proclami senza alcuna ufficialità, è ormai diventato uno spettacolo
indecoroso, un
insulto alla partecipazione democratica.
A
oggi non esiste ancora una data certa, non ci sono candidati
ufficiali, solo
proclami a orologeria dettati da logiche di potere, non da senso
istituzionale.
Da
settimane assistiamo a un valzer di date ipotetiche, dichiarazioni
ambigue e silenzi strategici:
non
c’è ancora,
nessun
calendario trasparente, nessun elenco di candidati:
l’intero
processo elettorale appare più come una manovra di palazzo che un
percorso democratico trasparente.
Ma
c’è di più, e di peggio.
Se
davvero si andrà al voto a ottobre, come ventilato, si configura una
vera e propria violazione dello spirito democratico: i soggetti
politici che non sono rappresentati in Consiglio regionale oggi — e
che quindi devono raccogliere le firme per presentare le proprie
liste — si troveranno con tempi strettissimi per farlo, nel cuore
dell’estate, quando la partecipazione popolare è naturalmente più
difficile.
Un
ostacolo non casuale, ma scientificamente progettato per tagliare
fuori ogni voce scomoda o alternativa.
Non
è la prima volta che accade: già in passato, in
Toscana e in altre regioni, il sistema di raccolta firme è stato
usato come barriera più che come garanzia.
Nel 2010 diverse liste furono escluse dalla competizione regionale
proprio per cavilli legati alla tempistica e alla validazione delle
sottoscrizioni. L’Associazione
Luca Coscioni da anni denuncia l’impossibilità per nuovi soggetti
politici di partecipare ad armi pari,
e nel 2022 ha chiesto senza successo la digitalizzazione delle firme,
oggi ampiamente praticabile ma ancora ignorata dal legislatore.
Anche
in occasioni recenti, come le elezioni europee del 2024, l’Italia è
finita nel mirino delle istituzioni europee per aver modificato le
regole elettorali a pochi mesi dal voto, imponendo una raccolta firme
onerosa e opaca, in violazione dei più elementari principi
democratici.
Si
parla tanto di mancata partecipazione della gente alla vita pubblica
e di astensionismo e poi si fa di tutto per allontanare ancor di più
i cittadini e comprimere le forme di democrazia.
È
un ostacolo pratico che diventa un ostacolo politico.
Si impedisce, nei fatti, la partecipazione di nuove forze, si
ostacola il pluralismo, si chiude la porta in faccia a chi vuole
rappresentare un’altra idea di Toscana.
Quando
la burocrazia diventa arma politica, la democrazia è sotto assedio.
Quello che sta accadendo in Toscana è grave: non è solo negligenza,
è una manovra consapevole per piegare le regole all’interesse di
pochi. Si
impedisce la nascita di alternative, si soffoca il pluralismo, si
chiude la porta al cambiamento.
L’Altra
Toscana c’è, e ci sarà. Chiediamo chiarezza, subito. Chiediamo
tempi certi e accessibili per tutti.
Chiediamo che non si giochi sulla pelle della democrazia.
La
Toscana merita molto di più di questo teatrino. E merita, come è
stato in altri momenti della sua storia, trasparenza, equità e
rispetto delle regole comuni.
Giorgio
Del Ghingaro
Sindaco
di Viareggio e garante del coordinamento civico L’Altra Toscana
Nell'accogliente contesto dell'Hotel Florence Metropole, a Firenze, si sono riuniti stamane, 28 giugno 2025, ottanta amministratori locali e attivisti de "L'Altra Toscana", per la presentazione del proprio manifesto. Lo pubblichiamo integralmente, per fare apprezzare la freschezza e la novità del linguaggio del documento, elaborato da questa innovativa rete toscana di coordinamento dei civismi e di altre realtà politiche autonome, libere, locali.
Il manifesto è stato presentato da Giovanni Bellosi (Scandicci Civica),
Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi), Mauro Vaiani (Ora Toscana - Civici di
Prato per le autonomie), Renzo Luchi (Cittadini per Fiesole), Francesco
Carbini (Liste Civiche Sangiovannesi).
A inizio lavori hanno portato un saluto Serena Bavuso, assessora a Lamporecchio (che ha sostituito la sindaca civica Anna
Trassi, all'ultimo momento impossibilitata); David Saisi (sindaco civico di
Gallicano), Alessandro Polcri (sindaco civico di Anghiari e presidente
della provincia di Arezzo).
Il dibattito è stato coordinato da Anna Ravoni (già sindaca di Fiesole) e Federico D'Anniballe (Cambiamo Ponsacco).
Ha concluso, con un appassionante intervento, il sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro, garante e coordinatore della rete L'Altra Toscana.
Approfondimenti e ulteriori notizie saranno presto diffuse. Nel frattempo ecco qui il testo integrale del manifesto.
MANIFESTO POLITICO DEL CIVISMO IN TOSCANA promosso da L’Altra Toscana
Il tempo del protagonismo
1. Una nuova grammatica per una nuova Toscana La Toscana del 2025 chiede un linguaggio politico nuovo. I modelli del passato, basati su appartenenze rigide e su un potere distante dai territori, hanno esaurito la loro spinta propulsiva. In questo vuoto si afferma una nuova pratica: il civismo. Un civismo autentico, radicato, autonomo. Non un’ideologia, ma un metodo. Non una bandiera, ma un progetto collettivo. Una politica che nasce dal basso, dalla concretezza delle esperienze locali, e che torna ai cittadini con risultati visibili e verificabili.
2. Il civismo è partecipazione che governa Il civismo non è un’eccezione, ma un’alternativa reale. Amministra bene dove è messo alla prova. Parla con onestà. Decide con responsabilità. In Toscana esistono esempi chiari di civismo amministrativo efficace, capace di affrontare crisi profonde e generare rinascita. L’Altra Toscana nasce da queste esperienze: non come somma di liste, ma come espressione matura di una volontà popolare che chiede serietà, competenza e visione.
3. Il tempo del protagonismo: dalla Toscana che subisce alla Toscana che propone Una regione intera si risveglia. Non più spettatrice dei giochi politici decisi altrove, ma protagonista del proprio destino. Città medie, aree interne, borghi, periferie urbane: in tutta la Toscana cresce la consapevolezza che è tempo di agire insieme. L’Altra Toscana è la casa di questo nuovo protagonismo: una rete di cittadini, amministratori, esperienze civiche che non si rassegnano alla marginalità e costruiscono, ogni giorno, la Toscana possibile.
4. Il civismo come infrastruttura democratica Lontano dalla retorica e dai professionismi della politica, il civismo si struttura. Costruisce reti, promuove formazione, attiva intelligenze collettive. E’ il tempo di mettere a comune le buone pratiche locali per costruire un progetto regionale forte, autonomo, credibile. Il civismo toscano oggi è pronto per questa sfida: non come testimonianza, ma come proposta di governo.
5. Le priorità di una Toscana civica • Sanità pubblica e territoriale: più accessibilità, meno attese. Cura e prevenzione come diritti fondamentali. • Territorio e rigenerazione: investimenti pubblici in progetti partecipati, nei centri storici e nelle aree marginali. • Beni comuni: acqua, suolo, paesaggio e cultura da riconoscere e gestire con responsabilità condivisa. • Lavoro dignitoso e impresa diffusa: promuovere il lavoro vero, sostenere chi innova e chi tiene viva l’economia locale. • Innovazione tecnologica sostenibile come mezzo per supportare iniziative giovanili, protezione dell’ambiente e accelerazione dell’apparato burocratico • Trasporto pubblico: da migliorare e rendere concretamente fruibile in tutto il territorio regionale. • Tutela diffusa: la Toscana quale unicum non replicabile, con le sue eccellenze in tutto il suo territorio, che meritano pari dignità di salvaguardia, senza disparità di attenzione tra le diverse parti del territorio regionale. • Partecipazione aperta e confronto costante: un’amministrazione sempre frutto di confronto con la cittadinanza, pronta a recepire istanze ed idee. • Sicurezza sociale: più presenza, servizi diffusi, comunità forti e coese. • Scuola, cultura, giovani: formazione civica, spazi pubblici, educazione alla partecipazione democratica.
6. Un metodo prima ancora che un programma L’Altra Toscana non nasce per replicare ciò che non funziona, ma per offrire un metodo nuovo: trasparente, condiviso, aperto. Le decisioni devono essere comprensibili e partecipate. La politica non è proprietà di pochi, ma spazio di corresponsabilità. Il civismo non promette miracoli, ma si impegna a rendere ogni scelta leggibile, ogni risorsa tracciabile, ogni risultato misurabile.
Conclusione – L’Altra Toscana è già cominciata L’Altra Toscana non è un’idea astratta. È ciò che già esiste nei territori che funzionano. È ciò che si vede ogni volta che una comunità sceglie di rimboccarsi le maniche. È ciò che accade quando l’ascolto, la competenza e il rispetto diventano pratica politica. Ci uniamo con modalità confederali che rispettano e anzi promuovono le nostre autonomie e diversità, lasciando emergere proposte comuni, competenze ed energie, una nuova generazione di leader locali. Il nostro obiettivo non è cambiare casacche, ma aprire spazi nuovi. Ricostruire fiducia. Unire ciò che è disperso. Restituire alla politica il senso dell’utilità. E ai cittadini, il gusto di esserci.
* * *
Nella foto uno sguardo d'insieme sugli 80 partecipanti all'evento
Giorgio Del Ghingaro, referente e garante della rete civica "L'Altra Toscana" (#AltraToscana), nei lunghi anni in cui ha ben amministrato prima Capannori e poi Viareggio non ha mai lasciato le cose come le ha trovate. Le ha sempre coraggiosamente migliorate. Nel tempo, questa figura di cattolico democratico si è reso completamente indipendente dalle due piramidi che dominano - e devastano - la politica italiana e toscana (il centrosinistra e il centrodestra).
Un sondaggio, diffuso oggi e largamente commentato sulla stampa locale, ha dimostrato che è uno dei nuovi leader in cui i Toscani potrebbero riporre la loro fiducia.
Dalla rete civica "L'Altra Toscana" abbiamo ricevuto una nota che pubblichiamo volentieri e pressoché integralmente:
Toscana 2025: i cittadini chiedono una terza via che parte
dal basso. Appuntamento a Giugno per la presentazione del Manifesto
programmatico de L'altra Toscana.
Nel cuore della
Toscana, a pochi mesi dalle elezioni regionali del 2025, un recente
sondaggio realizzato da Winpoll racconta con chiarezza un cambiamento
profondo in atto nel tessuto politico regionale: i cittadini toscani
mostrano una crescente insofferenza verso i due blocchi tradizionali,
centrodestra e centrosinistra, e manifestano una domanda forte e diffusa
di una terza via. Una via che parta dal basso, che sia autonoma,
libera, concreta.
Il dato più significativo è che il 55% degli
intervistati si dice pronto a votare un candidato civico, indipendente
dalle alleanze partitiche. Questo consenso è trasversale a generazioni,
aree geografiche e sensibilità politiche: tra gli under 30 raggiunge il
58%, supera il 60% tra gli elettori di Lega, 5 Stelle e Forza Italia, e
arriva a picchi come il 66% a Livorno e il 63% a Lucca. È la fotografia
nitida di un popolo che chiede rappresentanza fuori dagli schemi e
lontana dalle vecchie logiche di apparato.
A rispondere a questa
richiesta crescente è in corso un importante coordinamento regionale di
realtà civiche toscane - L'Altra Toscana - le quali, pur nella loro autonomia locale, stanno
costruendo una rete capace di affrontare le sfide regionali con uno
sguardo nuovo, pragmatico e condiviso. Questo coordinamento mira a
portare in Regione una visione civica autentica, fondata sulla
partecipazione dei cittadini, la competenza amministrativa e la
concretezza delle proposte.
A guidare questa prospettiva di
rinnovamento è Giorgio Del Ghingaro, sindaco civico di lungo corso,
esperto, competente e dalla forte personalità, che ha fatto del civismo
un sistema di governo libero, trasversale e profondamente radicato nei
territori, ottenendo risultati eccellenti nella gestione della cosa
pubblica. La sua figura rappresenta oggi un punto di riferimento per chi
crede che sia possibile amministrare con serietà, visione e autonomia
dai partiti.
In un quadro in cui i cittadini indicano come
priorità assolute sanità (62%), sicurezza (31%), lavoro (24%) e costo
della vita (19%), emerge chiaramente il desiderio di una politica
vicina, concreta, non ideologica. Ed è proprio qui che si colloca la
proposta civica: una terza via che parte dal basso, costruita sui
territori, e guidata da chi ha già dimostrato di saper fare buona
amministrazione.
E' quindi possibile un cambiamento, proveniente dalla società civile, da una nuova generazione di leader - locali, ma
"glocal" - ancorati a una visione lungimirante, per il bene delle
generazioni future.
Prato, 15 maggio 2025 Festa della Madonna di Montenero, patrona della Toscana
Si è svolto oggi sabato 5 aprile 2025, a Firenze all'Hotel Hilton, l'evento pubblico di presentazione del coordinamento di realtà civiche autonome "L'Altra Toscana". Circa centocinquanta persone hanno partecipato all'incontro. Il coordinamento avrà come referente regionale il sindaco civico di Viareggio, il dott. Giorgio Del Ghingaro.
Attraverso il collegamento permanente di una trentina di liste e gruppi civici della Toscana è in corso di elaborazione un programma comune per la regione. In una delle bozze si legge, nell'introduzione:
Su
iniziativa di una nuova generazione di leader civici della Toscana, costituiamo il coordinamento “Altra Toscana” fra liste,
movimenti, realtà civiche della nostra regione.
Siamo civici
autonomi, impegnati con generosità e competenza per il buongoverno
dei nostri territori, per le persone, le famiglie, gli anziani, i
giovani, i bambini, le generazioni future.
Siamo diversi,
per origine e formazione politica e culturale: gruppi civici
spontanei, inclusivi e trasversali, ispirati dai valori della
Costituzione e uniti attorno a istanze locali; storici attivisti
delle autonomie personali, sociali, territoriali; persone
protagoniste di un buon civismo di scopo, che hanno messo in agenda
per i loro comuni e per i loro territori ciò che da decenni viene
trascurato dai partiti.
Ci accomuna
l’urgenza di rinnovare la politica toscana, affrontando insieme i
problemi politici interterritoriali, rispettando e anzi promuovendo
le rispettive autonomie e diversità, per lasciare emergere, dal
basso verso l’alto, con metodo confederale, proposte comuni,
competenze ed energie.
Qui di seguito una cronaca, a caldo, di questa intensa mattinata di lavoro, moderata dalla giornalista Carlotta Buracchi.
Ha aperto i lavori il prof. Stefano Rolando, l'autore di "Civismo politico" (Rubettino, 2015), che ha parlato del civismo come necessità di ricostruire fiducia e partecipazione in un panorama politico ridotto in macerie. Un civismo originale e autonomo, che non deve esaurirsi in un mero collateralismo alle forze politiche oggi dominanti. Un civismo che sappia essere "G-Local", secondo l'intuizione di Piero Bassetti (il padre della Regione Lombardia).
E' stata cruciale, nella meditazione di Rolando, la necessità di vedere città, territori, regioni, come protagoniste della vita europea, ponendo quindi argine al ritorno dei nazionalismi (che hanno provocato decine di milioni di morti, nei conflitti mondiali e nel colonialismo). I politici che tornano a parlare più di "nazione" che di repubblica, o di paese, rischiano una deriva identitaria, peraltro fondata su una identità "immota", che in realtà è inesistente. Gli Italiani e gli Europei sono sempre continuamente cambiati, nella storia e ancora di più nella globalizzazione. Siamo immersi nel vortice dei cambiamenti resi possibile nell'era digitale, incredibilmente più veloci di quelli che sono stati sin qui fenomeni materiali, come lo spostamento fisico delle persone da un continente all'altro.
Il civismo ha avuto leader importanti nella storia della Repubblica e Rolando ha voluto ricordare Aldo Capitini, Adriano Olivetti, Marco Pannella. Persone che hanno saputo imporre ai partiti di allora temi concreti per il bene delle persone e delle comunità. Oggi i civismi hanno ancora una volta il dovere di mettere in discussione lo status quo, soprattutto quello imposto dagli attuali partiti, che sono ridotti a piramidi lideristiche.
Il secondo contributo culturale è stato quello di Giampaolo Sodano, oggi direttore della rivista Il Mondo Nuovo e protagonista della Federazione Civica Europea, una delle realtà che ha iniziato a tessere il dialogo interterritoriale fra civismi dei diversi territori. Sodano ha ricordato che il mondo è stravolto e distratto dalla rivoluzione digitale. Il computer che ciascuno di noi ha in tasca è uno strumento potentissimo, che pochi di noi sanno veramente controllare, sanno usare senza esserne "usati". Questo però non riduce, ma anzi aumenta la necessità di pensiero, profondità, spessore culturale, generosità politica, per affrontare problemi del mondo che, come la crisi ambientale e la concentrazione di potere finanziario, sono estremamente materiali, altro che virtuali.
Non verranno risolti dal continuo chiacchiericcio e dalle attraenti distrazioni disponibili sui nostri telefonini, ma dal ritorno in campo di leader politici che aspirino a servire, come statisti, le persone umane di oggi e le generazioni future.
Da notare che in questa iniziativa tutta locale, regionale, toscana, nata dal basso, orizzontale e inclusiva, si stanno incontrando e intersecando diverse reti: coordinamenti civici territoriali e provinciali che erano già attivi, come l'iniziativa "Toscana dei Cittadini", promossa dai civici di Scandicci e da altri giovani leader di cui abbiamo già parlato più volte su questo blog; il "Patto Civico Intra Tevere et Arno" che ha eletto Marta Mancianti nel consiglio provinciale di Arezzo l'anno scorso; esponenti delle reti di amministratori locali d'ispirazione cristiana; simpatizzanti del mondo cristiano-sociale; persone impegnate nel sociale e nel volontariato; esponenti locali che hanno rotto con il verticalismo dei partiti tradizionali; gli storici attivisti per le autonomie personali, sociali, territoriali di OraToscana (a loro volta collegati con altri territori italiani ed europei attraverso Autonomie e Ambiente e EFA-Alleanza Libera Europea); cittadini che hanno partecipato a iniziative civiche regionali del passato, come Orgoglio Toscano, Patto per la Toscana, Toscana Civica; persone di altre reti piccole o grandi d'impegno civico e ambientale.
Hanno portato un saluto: Giampaolo Giannoni (dirigente regionale del sindacato infermieri NURSIND); il consigliere regionale civico Andrea Ulmi (Gruppo misto - Merito e Lealtà); Alessandro Polcri (presidente civico della Provincia di Arezzo). Sono stati presenti Paolo Marrocchesi (Toscana Civica) e Alecs Bianchi (Rete Civica - Progetto Emilia-Romagna).
Fra gli intervenuti ricordiamo: Giovanni Bellosi (Scandicci Civica), uno dei più attivi fra i promotori e garanti della nuova rete "Altra Toscana"; Mauro Vaiani (OraToscana); Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi); Riccardo Galimberti (RiBella Firenze); Benedetta Manetti (Più Certaldo); Catia Naldini (Liste Civiche Sangiovannesi); Riccardo Tartaglia (Cittadini per Fiesole); Francesca Marrazza (RiBella Firenze); Federico D'Anniballe (Insieme Cambiamo Ponsacco); Francesco Carbini (Liste Civiche Sangiovannesi - centro culturale Agorà); Marco Cannito (Città Diversa - Livorno); Andrea Poggianti (La mia Empoli - lista civica); Marco Donati (Scelgo Arezzo). Molte altre persone presenti hanno dovuto rinunciare a parlare per inevitabili limiti di tempo.
Nel dibattito sono emerse le questioni che stanno più a cuore alle persone e alle comunità locali nella nostra Toscana: la necessità di prossimità nella sanità; le questioni sociali; la compiutezza e l'ammodernamento delle infrastrutture; l'innovazione economica; la protezione dell'ambiente e di un cibo sano prodotto dall'agricoltura locale. Non è mancato, da più parti, un riferimento all'erosione drammatica della partecipazione e della democrazia, di cui sono responsabili le piramidi politiche del centrosinistra e del centrodestra. I partiti che appartengono a questi due schieramenti dominanti sono autoreferenziali, chiusi, incapaci di far emergere nuove competenze, ossessionati dalla spartizione di posti.
Giovanni Bellosi e Mauro Vaiani hanno voluto fare una battuta sul magheggio del "40%", che è stato annunciato dal centrodestra in Parlamento in questi ultimi giorni: questi partiti che ormai convincono a votare solo il 40% degli elettori, vogliono far vincere i loro sindaci con il solo 40% dei voti validi. Una triste competizione a chi prende meno voti e più potere. Il centrosinistra, se fosse veramente sincero nell'opporsi a un quorum di solo il 40% per l'elezione dei sindaci, dovrebbe avere il coraggio di togliere lo stesso quorum che vige nella legge elettorale regionale e che ha consentito loro di evitare sempre il temuto ballottaggio.
Le conclusioni sono state affidate al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, un amministratore di lunga esperienza e di comprovata autonomia dalle attuali piramidi politiche dominanti (tutte), che ama definirsi "civico, libero, matto".
Nell'accettare di essere il referente e portavoce regionale del coordinamento "Altra Toscana", Del Ghingaro ha riassunto alcuni degli impegni programmatici che questa nuova realtà civica toscana sta scrivendo, per poi trasformarli in fatti concreti, per il bene delle persone e delle comunità: per una sanità pubblica e universale, in cui non si deve solo spendere di più, ma riformare, semplificare, riportare sul territorio, da rendere sempre più vicina a una popolazione che - grazie al cielo - invecchia perché vive più a lungo; per l'innovazione, la sostenibilità ambientale, la prosperità dei distretti industriali, che sono un patrimonio prezioso della Toscana; per l'ambiente, su cui continua un impegno per "rifiuti zero" e per una economia circolare, di cui Del Ghingaro è stato, ormai da un quarto di secolo, un operoso realizzatore, non uno dei tanti "annunciatori". Il sindaco di Viareggio ha aggiunto anche delle riflessioni sulle politiche sociali, sul diritto alla casa e sull'integrazione nel lavoro di chi è rimasto indietro, perché la povertà cresce, anche in Toscana.
L'Altra Toscana ha dimostrato di esserci e di poter avviare, con umiltà e competenza, un lavoro comune, diventando punto di riferimento per centinaia di realtà civiche della Toscana.
Chiudiamo invitandovi all'ascolto di un breve estratto dall'intervento di Giorgio Del Ghingaro, dedicato all'ambiente.
Sabato prossimo, 5 aprile 2025, a partire dalle 9.30, presso l'Hotel Hilton Florence Metropole, una nuova generazione di leader civici toscani si presenta pubblicamente, annunciando l'avvio di un lavoro comune per un'altra Toscana.
L'albergo che ospiterà l'evento si trova in Via del Cavallaccio, nel rione di San Bartolo a Cintoia, zona nota per la multisala e perché lì s'incontrano lo stradone verso l'Indiano e la FI-PI-LI. La torre dell'hotel è ben visibile anche a distanza.
Promuovono l'iniziativa civismi di differenti storie, culture, territori. Ne ricordiamo solo alcuni: Giovanni Bellosi (Scandicci Civica), Francesca Marrazza e Riccardo Galimberti (RiBella Firenze), Anna Ravoni e Renzo Luchi (Cittadini per Fiesole), Federico D'Anniballe (Insieme Cambiamo Ponsacco), Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi), Pierluigi Piccini (Per Siena), Marta Mancianti
(consigliere provinciale Patto Civico Arezzo), Francesco Carbini (Agorà - Liste Civiche Sangiovannesi), Marco Donati (Scelgo Arezzo), Enrico Buoncompagni (Movimento Civico Fare
Ora Figline-Incisa), Andrea Ridi (Più Certaldo), Marco Cannito (Città Diversa - Livorno), Ione Orsini (Un Cuore per Vecchiano). Secondo Mauro Vaiani, garante di OraToscana (realtà in rete con
Autonomie e Ambiente e con EFA), questo nuovo dialogo interterritoriale
fra civismi può risvegliare la partecipazione, frenare l'erosione della
democrazia, rigenerare le autonomie personali, sociali, territoriali.
Nella mattinata si ascolteranno due contributi da fuori Toscana: Stefano Rolando, studioso e accademico che si è fatto promotore di un "buon civismo di scopo" ancorato ai valori della Costituzione; Giampaolo Sodano, giornalista e promotore della Federazione Civici Europei (una delle esperienze pionieristiche di collaborazione interterritoriale fra civismi e movimenti politici locali). Seguiranno interventi da diverse delle liste e dei gruppi civici locali che hanno promosso l'evento.
Concluderà i lavori uno degli amministratori civici più autonomi, dinamici, operosi e competenti della Toscana: Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio.
Due regioni storiche italiane, la Romagna e la Toscana hanno ora un punto di riferimento in più in Europa. Due reti politiche relativamente recenti, ma eredi di un autonomismo assai risalente, attive nei due territori, sono state accolte nella famiglia politica europea EFA (European Free Alliance), nel corso dell'assemblea generale tenutasi oggi 19 marzo 2025, festa di San Giuseppe.
Sono Rumâgna Unida
e OraToscana, forze sorelle protagoniste di Autonomie e Ambiente, l'alleanza
italiana a cui fanno riferimento i movimenti territoriali attivi nella
nostra Repubblica e che condividono i valori e la storia dell'Alleanza
Libera Europea. Una terza realtà politica accolta in EFA è Chunta Aragonesista, partito per l'autogoverno della storica Aragona, comunità autonoma del Regno di
Spagna.
Sia pure forti delle loro profonde radici nella storia della Repubblica, della Liberazione, del Risorgimento, le due comunità politiche sorelle e vicine si trovano davanti una nuova responsabilità. Per Rumâgna Unida
e OraToscana è una grande sfida saper organizzarsi e crescere in modo nuovo, aperto ai civismi e ai liberi elettori, lontani dalle due piramidi politiche del centrosinistra e del centrodestra.
Una sfida che andava accettata, perché altrimenti non lo farà nessun altro. Sono tutti seduti dalla parte di vecchi e nuovi centralismi, nazionalismi, conformismi. Dalla parte delle comunità locali sono rimasti solo questi pochi eroici propugnatori di autonomia.
La Repubblica delle autonomie e l'Europa delle regioni, dei territori, dei popoli, hanno trovato degli avvocati. Continua e viene rilanciato l'impegno per la sussidiarietà, contro ogni centralismo, per le autonomie personali, sociali, territoriali di tutti e dappertutto, in questi anni terribili di guerra, crisi, continue emergenze ambientali e sociali.
Romagna e Toscana, antiche regioni d'Europa, i loro abitanti, le piccole imprese, gli agricoltori, gli artigiani, le comunità locali, i quartieri degradati, i piccoli paesi, le aree interne che si stanno spopolando, i tanti anziani, i pochi bambini, tutti hanno bisogno che nel continente persista, aggiornata ai tempi di oggi, quell'ideale comunità di sicurezza, di libertà, di prosperità, di cui abbiamo in parte goduto dopo la tragedia delle due guerre mondiali.
Si resta fedeli ai valori e alle parole della Carta di Chivasso del 1943, alle tradizioni democratiche e autonomiste romagnole e toscane, ai valori fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana e dai trattati europei, e si va avanti, senza pregiudizi, senza settarismi, senza paura di cambiare ciò che c'è da cambiare.
Siamo persone diverse perché siamo cresciuti in territori diversi e perché non crediamo che esistano soluzioni uguali ai problemi concreti dei nostri diversi territori.
Alcuni di noi hanno radici nelle parole eterne della Carta di Chivasso, in una cultura delle autonomie personali, sociali, territoriali, assai risalente, di grande valore non solo europeo ma universale.
Alcuni di noi avevano cominciato a impegnarsi politicamente in formazioni antiche o più recenti, ma le abbiamo presto abbandonate, per il loro insopportabile verticismo. Tutte le piramidi politiche stanno andando a sbattere, perché sono guidate da leader che hanno fatto carriera gridando slogan sui media e non amministrando le comunità locali. Esse si tengono in vita vampirizzando la democrazia: meno gente va a votare, più ingiuste sono le regole con cui si va a votare, più il potere economico, finanziario e mediatico si concentra, più esse s'illudono di sopravvivere, in barba ai loro epici fallimenti.
Alcuni di noi hanno abbracciato l'impegno civico diretto in autonomia, formando gruppi civici locali indipendenti, partecipando alle proprie elezioni locali dandosi come unico scopo una stagione di buongoverno con buon senso.
Ci siamo incontrati attraverso varie reti: le autonomie; l'ispirazione cristiano-sociale e le opere della solidarietà; le lotte ambientaliste per le generazioni future; antichi valori socialisti e liberali che meritano di sopravvivere alla degenerazione dei partiti; l'amicizia e la collaborazione diretta fra amministratori locali per risolvere problemi interterritoriali.
Abbiamo dimostrato che si possono eleggere consiglieri e amministratori locali più in sintonia con le comunità, più rispettosi degli elettori, più operosi e più efficaci, perché indipendenti dall'ignoranza, dalle dissonanze cognitive, dai pregiudizi, dal potere di chi sta più in alto e altrove.
Viviamo in un mondo pieno di potenti che, non riuscendo a sistemare le cose per tutti, si limitano a sistemare se stessi. Il nostro prossimo difficile compito è quindi dimostrare che sappiamo esprimere una nuova generazione di leader locali competenti, con il consenso necessario per entrare nelle istituzioni superiori, con la generosità e la lungimiranza necessarie per portarvi un grande progetto di cambiamento fondato sulla concretezza e sulla sussidiarietà, per migliorare la vita quotidiana di tutte le persone, non solo la propria.
Decine di liste civiche e realtà impegnate nei territori della Toscana si sono incontrate a Viareggio venerdì 10 gennaio 2025, all'Hotel Esplanade, a seguito di un invito del sindaco Giorgio Del Ghingaro.
E' stato un incontro di lavoro, dedicato alla situazione politica, amministrativa ed elettorale della regione Toscana. Decine di amministratori comunali e di attivisti locali sono in rete dall'estate scorsa a livello regionale. Nelle diverse province la collaborazione intercomunale è ancora più risalente.
Si tratta di comunità politiche locali che agiscono in modo autonomo e sono libere da ogni dipendenza dai partiti centrali della Repubblica, per scelta culturale e politica.
Si sono confrontate con serenità e con generosità, sottraendo tempo al lavoro, alle famiglie, al loro impegno locale, per ragionare su cosa è possibile fare di fronte ai guasti della partitocrazia, nella sua ultima incarnazione: un bipolarismo forzato, verticista, centralista e autoritario. Due piramidi politiche dominano la vita pubblica italiana e toscana, il centrodestra e il centrosinistra, alternandosi al potere senza riuscire a selezionare competenze e senza produrre miglioramenti concreti nella vita dei cittadini. Riempiono i media ma svuotano le urne, ha detto Mauro Vaiani, il garante di OraToscana: vanno a votare sempre meno persone, i loro tifosi, perché la maggioranza dei cittadini non si sente più rappresentata da loro.
I gruppi civici autonomi della Toscana sono tutti diversi, concentrati sui diversi problemi e sulle urgenze dei diversi territori. Nel medio-lungo termine il loro dialogo produrrà certamente profondi cambiamenti politici, culturali e istituzionali. Anche nel breve termine, però, è possibile fare qualcosa, è stato detto in tutti gli interventi: si può partecipare alle elezioni regionali toscane del 2025, con l'obiettivo ambizioso di costringere i due maggiori schieramenti al ballottaggio.
Un'avventura civica democratica, un sogno lo ha definito Giovanni Bellosi (leader di Scandicci Civica), è possibile, per portare in consiglio regionale alcune figure competenti e indipendenti, salvaguardando il patrimonio più prezioso che è stato visibile in questo incontro come nei precedenti: la
presenza di una nuova generazione di leader locali e delle loro comunità
di attivisti, ciascuna ricca di competenze e capacità d'innovazione.
Giorgio Del Ghingaro, che incarna una esperienza di buongoverno ventennale - sempre indipendente dai vertici partitici, ma mai antipolitica - ha proposto di lavorare uniti e ispirati dalle parole che sono il motto della sua coalizione civica viareggina: concretezza (quella che ha consentito di salvare Viareggio dal dissesto); bellezza (Viareggio la sta ritrovando); felicità (quella che progressivamente ritorna nella vita quotidiana delle famiglie e delle imprese di Viareggio).
Non si dà nulla per scontato, perché si devono scegliere alcune priorità programmatiche e vanno scritte delle regole comuni. Anzi sarà difficile, perché stiamo vivendo un momento storico dominato da ondate di greve conformismo, in cui la partecipazione democratica dal basso viene scoraggiata in ogni modo da molti: dai vertici dei partiti (in particolare dai "nominati" dal Rosatellum), dalle concentrazioni di potere economico e mediatico, dai sedicenti esperti delle tecnocrazie, dall'arroganza (e ignoranza) dei populisti.
Grazie a una rete di moderatori - personalità provenienti da ciascuna
delle tredici circoscrizioni elettorali della Toscana - inizia ora un
lavoro di cucitura di un patto politico, programmatico, organizzativo
ed elettorale fra centinaia di realtà comunali che devono collaborare restando però se stesse, civiche e libere. E anche un po' "matte", ha scherzato Del Ghingaro (che ha sempre risposto con il sorriso e con il lavoro ai tanti che lo hanno osteggiato).
Si sono svolti a Imola, all'Hotel Donatello, i giorni 6 e 7 dicembre 2024, i lavori della IV assemblea generale di Autonomie e Ambiente (AeA).
Ci sono stati momenti di studio e di ascolto su come in autonomia ci si può prendere cura dei nostri territori, di socialità, di conoscenza reciproca fra delegati e invitati provenienti da tutti i territori italiani e anche dalle realtà europee.
C'è stata, infine, una mattinata di discussione politica che ha condotto Autonomie e Ambiente a confermarsi come garante dell'autonomia politica e organizzativa dei civismi, ovviamente di quelli autonomi dalla partitocrazia e dal bipolarismo velenoso di questi ultimi decenni.
La sfida è ambiziosa: far emergere una nuova generazione di leader locali, riportare poteri e risorse alle istituzioni locali, far decidere agli abitanti di un territorio le cose per loro importanti, riscoprire la sussidiarietà. E tutto questo farlo in questa Repubblica italiana in cui la democrazia viene erosa ogni giorno da regole sempre più ingiuste, da oligarchie politiche sempre più chiuse in se stesse, dal governo più centralista della storia della Repubblica (che è stato portato al potere da quella congrega di ciarlatani leghisti che ancora si spacciano per "autonomisti", quando ormai invece sono ormai nazionalisti estremisti, "italianisti").
Attraverso delle registrazioni, la segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente cercherà di mettere a disposizione di tutti i contenuti programmatici e politici dell'assemblea di Imola.
Qui limitiamoci a ricordare:
il prof. Vittorio Daniele (Università della Magna Graecia di Catanzaro) ha spiegato come storicamente nascono i divari territoriali in Italia
la dott.ssa Ornella Mancin (medico di famiglia - presidente di Cooperativa Medicina Futura) ha raccontato una straordinaria esperienza di sanità pubblica e prossima
Sergio Bagnasco, vicepresidente Comitato Referendario per la Rappresentanza (Co.Re.Ra.), ci ha spiegato quanto ancora l'Italia sia immersa in una partitocrazia
Joël Farcoz, il presidente della Union Valdôtaine, ha portato una riflessione politica su come restituire voce, in Italia e in Europa, a tutti i territori
Roberto Visentin (presidente Autonomie e Ambiente – vicepresidente EFA) ha spiegato come Autonomie e Ambiente sia l'unica rete capace di alleare senza diventare ostaggi di nuove egemonie
l'avv. Michele Zuddas, uno dei promotori della proposta di legge popolare "Pratobello 2024" in Sardegna, ci ha parlato del grande movimento popolare per una transizione ecologica sottratta alla speculazione delle multinazionali, quelle che vogliono riempire di impianti eolici e fotovoltaici i nostri territori, senza ascoltare noi che ci abitiamo
Domenico Galbiati, uno dei dirigenti di Insieme, ha confermato i tanti valori e obiettivi politici che il suo e altri movimenti cristiano-sociali hanno in comune con AeA
Renato Soru, il leader della Coalizione Sarda che ha sfidato il bipolarismo coatto e velenoso in Sardegna, ha mandato un messaggio importante di interesse per questa solida esperienza di confederalismo politico aperto a tutti i nuovi movimenti sociali e politici che nascono nei territori
L'esponente civico toscano Riccardo Galimberti (nella foto insieme a Silvia Lidia Fancello e a Mauro Vaiani, che presiedevano e moderavano il dibattito) ha raccontato la nascente esperienza di dialogo fra tutti i civici autonomi, liberi, innovativi della Toscana.
L'assemblea di Imola non sarebbe stata possibile senza il supporto e la generosità della forza politica territoriale locale, Rumâgna Unida, dello storico Movimento per l'Autonomia della Romagna e di alcuni cittadini impegnati nel civismo imolese.
Realizzare autentiche e durature autonomie personali, sociali, territoriali, è una missione spirituale e culturale, non solo politica. Dopo il disastro leghista e della loro "differenziata", c'è da ricostruire persino il significato di parole come autonomia, autogoverno, autodeterminazione. Autonomie e Ambiente è l'unica comunità politica che può riuscirci, perché la nostra idea di autonomia è fondata non sulla polvere della demagogia di
pochi leader mediatici, ma sulla roccia della competenza e della generosità, provate sul campo, di
migliaia di amministratori locali.