Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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giovedì 28 febbraio 2013

PD, PDL, Cinque Stelle, Fare per Fermare il Declino

Condivido totalmente questa intervista di D'Alema. PD, PDL e Cinque Stelle, tutte e tre le forze maggiori presenti in parlamento devono corresponsabilizzarsi per fare alcune cose essenziali, prima di tornare al voto. Le cose stanno così, che piaccia o meno.
No allo sfascismo. Sfascisti mai.
Tutti si preparino per tornare al voto presto, ma solo con regole nuove, con collegi uninominali e primarie obbligatorie. Anche Renzi, anche i miei amici di Fare per Fermare il Declino, anche Oscar Giannino, a cui ho lasciato stamane questo messaggio:

In politica, come e più che nella vita, chi cade nel fango deve sapersi rialzare, chi ha pagato i suoi sbagli deve avere una altra opportunità. La costanza e la competenza nel medio-lungo termine sono necessarie! [Non basta] l'energia concentrata in una breve campagna elettorale. Se e quando si vota, io voterò per Oscar Giannino come coordinatore nazionale e leader. Mi permetto di segnalare: http://diversotoscana.blogspot.it/2011/05/la-rivoluzione-liberale-come-u... , una bella pagina di Weber, da raccomandarsi a tutti coloro che in politica non vogliono essere solo elettori attivi e sovrani, ma anche elettori passivi al servizio della propria comunità. Un abbraccio a tutti.

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giovedì 21 febbraio 2013

Premio Oscar


Bravo Oscar Giannino, umile e coerente.
Sul sito di Fermare il Declino, leggete il comunicato sul suo passo indietro e sul nuovo incarico a Silvia Enrico.
Leggete anche queste parole molto serie e molto belle di Mario Seminerio.
Confermo il mio sostegno a Fermare il Declino nelle elezioni di domenica e lunedì prossimi.
Non so quanto possa contare la mia opinione, ma dico che non sono affatto sicuro che sia giusto che Oscar Giannino, che verrà senz'altro eletto, debba per forza lasciare il seggio.
In politica non ci si improvvisa e il gruppo parlamentare potrebbe avere disperato bisogno di una persona competente come lui, almeno per partire e, aggiungo, nel caso si delinii una breve legislatura costituente, la sua esperienza sui guasti politici degli ultimi decenni potrebbe essere davvero preziosa.
Avanti quindi.
Buon voto a tutti.
La nostra voglia di cambiare è forte.
Qualcosa lunedì 25 febbraio sera sarà cambiato, io ci credo.




martedì 19 febbraio 2013

Se aspettiamo quello perfetto...


Mi spiace che girassero in rete riferimenti a studi universitari di Oscar Giannino che lui non ha fatto. Giannino ha dichiarato, con semplicità, di aver sbagliato a non farli correggere per tempo, in passato.

Capita a tutti di sbagliare, specialmente alle persone davvero brave, che fanno tante cose, come lui. Le trappole della comunicazione sono tante e ci si può cascare. La character assassination, però, va respinta e con fermezza.

Poi, che si attacchi Giannino su questo è, paradossalmente, positivo. Significa che fa davvero paura. Bene!

Non abbiamo bisogno di persone perfette, in politica. Anche perché non esistono e se esistessero, sarebbero probabilmente fanatici o ingenui, categorie entrambe abbastanza pericolose.

Abbiamo bisogno, invece, più semplicemente, di persone che facciano quello che promettono.
Voterò Giannino non perché sia perfetto, ma perché è competente e determinato. Può portare alla Camera, volando sopra il 4%, e al Senato, superando l'8% in Lombardia e Veneto, proprio ciò che serve in questo momento.

Abbiamo bisogno che si formi un governo politico a termine, concentrato sulla protezione dei poveri, mentre si taglia agli alti burocrati.

Abbiamo bisogno che non sia eletto al Quirinale un pensionato d'oro o un boiardo di stato.

Abbiamo bisogno che sia affidato a una sola camera il controllo sul governo nazionale e all'altra il coordinamento dei governi regionali, il tutto con drastica riduzione del numero dei parlamentari.

Abbiamo bisogno di collegi uninominali e primarie obbligatorie.

E tutto questo deve essere fatto in un anno o due al massimo, per poi tornare subito a votare. La XVII legislatura della Repubblica deve essere la più operosa e la più breve, insieme. Ne va della qualità della nostra vita!

Per questo ci serve Giannino, stavolta. Poi magari lo butteremo via.

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martedì 29 gennaio 2013

Giannino Unchained


Un omaggio di Bruno Bozzetto a Oscar Giannino
Si rafforza ogni giorno di più la speranza che Oscar Giannino, con la sua lista Fare per Fermare il Declino, possa superare il 4% ed entrare alla Camera.
Gli ultimi sondaggi dicono che il 3% è superato e ogni giorno qualche cittadino in più si avvicina, si convince, si mobilita.
Nel mio piccolo, quasi ogni giorno, semplicemente raccontando che lui c'è, qualcuno dei miei amici e colleghi si decide a votare per lui, almeno alla Camera.
Oscar Giannino, nonostante i non pochi problemi che la sua iniziativa ha dovuto superare, fra i quali il vero e proprio pacco che fu rifilato a lui e a parecchi altri, incluso chi scrive, alcuni mesi fa, da un gruppo di aspiranti notabili, sta finalmente bucando il muro di gomma della rassegnazione, dell'indifferenza e dell'incomprensione.
Quando lo lasciano parlare, i cittadini lo capiscono e ne comprendono la serietà.
Svizzera, Svezia, sono i suoi modelli di federalismo, welfare e competitività.
Parla di numeri e di obiettivi concreti, una mosca bianca in un mondo di chiacchieroni a vanvera.
Rischia personalmente, in un mondo di potenti e privilegiati che cascano sempre in piedi.
E' l'unico maverick veramente minaccioso per la dittatura dello status quo.
In cima al suo programma ci sono i giovani, le donne, le piccole imprese, le famiglie che pagano il mutuo della prima casa, gli innovatori, i creativi.
Può farcela perché - e finalmente! - in queste elezioni politiche 2013 conteranno qualcosa coloro che guardano più Internet che la televisione, coloro che consultano più le fonti originali che certe superficiali e tendenziose sintesi giornalistiche.
Comunque vada, il prossimo parlamento non potrà fare molto di più che tagliare qualche poltrona e qualche privilegio, dimezzare i parlamentari, togliere il bicameralismo paritario, varare una legge elettorale più decente.Oscar Giannino ha capito anche questo e, a differenza di altri, lo dice apertamente e farà quello che dice.
Votiamolo.
Non ce ne pentiremo.


giovedì 3 gennaio 2013

In bocca al lupo, Oscar


 

Un cordiale in bocca al lupo a Oscar Giannino e la mia personale gratitudine per il coraggio da leone con cui si getta solitario nella mischia elettorale, con la sua lista Fare - Fermare il Declino, presentata ieri alla stampa.
Sarà l'unica lista liberista.
Sarà anche l'unica lista con candidati civico-liberali davvero indipendenti dalla vecchia politica, davvero ribelli alla dittatura dello status quo.
Si parva licet, mi unisco ai riconoscimenti che sta ricevendo da Luca Ricolfi, da Gad Lerner e da tanti altri.
 

sabato 22 dicembre 2012

Ser Gingillo

Così si potrebbe definire, in toscano, uno come Mario Monti, ha scritto il mio amico Giacomo Fiaschi, oppure, con un modo di dire più generale, Sòr Tentenna...
Eccovi un articolo sul Mario Monti che si gingilla, e un altro articolo sul Mario Monti che non c'è. Non perché non voglia, ma molto più semplicemente perché essere un politico capace di cambiare lo status quo è un altro mestiere, molto più sangue e merda, rispetto a quello di essere un professore notabile che passa, meritevolmente magari, da un incarico di successo all'altro.
I vecchi amici liberali che si sono coraggiosamente e per tempo ribellati a Berlusconi, gli amici e i compagni della nostra rete toscana civico-liberale, le tante persone giovani e competenti che avevano aderito all'originario appello riformatore di Montezemolo e Rossi, i tanti renziani che stanno cambiando - con i fatti non a parole - la Toscana, tutti noi, ci meritiamo una discontinuità.
Loro, tutti loro, quelli di Berlusconi e quelli che c'erano prima di Berlusconi, si meritano una bella discontinuità: una lunga pausa di riflessione, lontani dalla vita pubblica e dalla scena politica.
Hanno i loro vostri vitalizi e le loro ingiuste pensioni retributive, che si accontentino. E non si meraviglino se - come ripetono sempre con ammirevole chiarezza morale Oscar Giannino e Fermare il Declino - saranno soggette a una giusta tassazione a favore della riduzione del debito pubblico, che tutti loro, gli uscenti, hanno contribuito a creare.

martedì 18 dicembre 2012

Ricordi, risvegli, primarie

Questo scatto a fianco rappresenta per me un momento indimenticabile. Siamo a Campi, nel bel teatro Dante, gremito all'inverosimile da una iniziativa di Fermare il Declino, sabato 15 dicembre 2012. Mentre si aspetta Oscar Giannino, Federica Piran, la blogger di Tramonti sul Nordest, dopo averci fatto alzare tutti in piedi, sta leggendo ad alta voce i nomi delle decine di imprenditori che si sono suicidati nella sua terra. Un momento di ricordo per le vittime della crisi, certo, ma anche vittime di una cultura, di una politica, di uno stato, che sono sbagliati, che vanno cambiati.
Accanto a lei, sul palco, gli altri organizzatori dell'incontro: il bravo Giordano Masini, coordinatore regionale del movimento; Mauro Pelatti, esponente toscano di "Imprese Che Resistono"; Gianni Bini, attivista di Campi, battezzato dalla stampa locale "l'anti Verdini". Segni di risveglio, di voglia di cambiare, di contribuire a un drastico ricambio di personale politico. La Toscana è cambiata.
Oscar Giannino è stato più entusiasmante del solito. Straordinaria la sua attenzione ai temi sociali, a come si può incamminarci con equità verso meno spesa pubblica, meno tasse, meno debito, senza far pagare l'austerità agli umili, ma intaccando le posizioni di rendita dei privilegiati immeritevoli.
Ha voluto nuovamente ribadire che farà di tutto perché le liste di Fermare il Declino siano presenti alle prossime elezioni e siano selezionate dal basso, con forme di primarie, magari online. Il comitato promotore ne sta discutendo proprio in queste ore.
Un traguardo ammirevole, per il raggiungimento del quale tutti coloro che si definiscono libertini toscani, che partecipano al nostro dialogo civico-liberale locale, che lavorano da anni per l'alternativa civico-liberale in Toscana, non possono far mancare il proprio personale contributo.

* * *

sabato 15 dicembre 2012

Dall'agenda Monti all'effetto Monti


 

Come simpatizzante dell'Istituto Bruno Leoni e del lavoro politico di Nicola Rossi, come intellettuale impegnato nella rete delle fondazioni di Italia Futura, come attivista civico-liberale e blogger, sono stato fra i sostenitori di un governo di salute pubblica, per la stabilizzazione dei conti della Repubblica, nel bel mezzo della crisi dei debiti sovrani dell'area Euro (e ben oltre quella...).
Ho appoggiato l'agenda Monti, quindi, pur non condividendola del tutto e pur non approvando molti passaggi.
Come tantissimi altri cittadini, inoltre, ho apprezzato lo stile Monti: un cambiamento formale, stilistico, che era necessario.
Ora però siamo a qualcosa di diverso: la rincorsa del notabile Monti da parte di tutti i notabili.
Siamo al tutti insieme disperatamente sotto l'ombrello di Monti.
Non si pronuncia una parola chiara di programma, non si prende una posizione politica trasparente che sia una. Pare sufficiente sperare in Monti.
Questo effetto Monti non mi piace.
Sento Italia Futura Toscana come casa mia, ma il progetto politico di lista civica per la Terza Repubblica che ne è derivato, mi pare abortito.
Se poi sopravvive, come nuova piccola meteora cristiano-sociale, o come ennesima fazione cattolico-liberal-conservatrice, o come succursale per una nuova "comunione e sistemazione", o come ruota di scorta di Casini, o come piuma nella coda del pavoneggiarsi di Monti, tanti auguri, di cuore, ma non mi interessa.


domenica 9 dicembre 2012

Che c'entra Casini?

Le iniziative politiche di Italia Futura sono sempre partite da una richiesta precisa ai politici che hanno retto il paese nell'era di Berlusconi e Prodi: fatevi da parte.
Identica richiesta la abbiamo fatta, con umiltà ma con determinazione, ai capi politici che sono ai vertici della politica italiana da prima di Berlusconi e Prodi.
Senza rancori, senza settarismi, senza giustizialismi, senza populismi, la rete delle fondazioni di Italia Futura è sorta per contribuire a un rinnovamento profondo, con l'ambizione di fare finalmente le riforme attese da decenni: via il bicameralismo paritario; via i ministeri statali nelle materie devolute alle regioni; via le province; via il finanziamento pubblico dei partiti; via i vitalizi e le pensioni d'oro; dismissioni e liberalizzazioni; un programma ambizioso per ridurre gradualmente il debito, le spese, tutte le tasse, ma specialmente quelle sul lavoro, sui giovani, sulle donne.
Più penso e ripenso a queste ambizioni, più mi domando: che c'entra Casini?
Dovrei aggiungere anche: perché non si aprono delle consultazioni fra gli aderenti alla convention per la Terza Repubblica? E perché non si lavora per una partecipazione alle elezioni insieme a Fermare il Declino, di cui tanti di noi sono parte costituente, il cui programma abbiamo contribuito a elaborare e lanciare?


venerdì 26 ottobre 2012

Verso una nuova repubblica (non c'è pasto gratis per chi vuole davvero cambiare...)


E' uscito l'invito a partecipare alla convention nazionale che si stava preparando all'interno della rete di Italia Futura. Coloro che condividono questo appello e si sentono di poter contribuire alla costruzione di una nuova repubblica, sono invitati a Roma per sabato 17 novembre 2012.

Intellettuali e imprenditori, attivisti civico-liberali, amministratori locali di cultura riformista, esponenti di associazioni di volontariato, sindacalisti, pensano che si possa dire addio ai partiti e alla politica di oggi, nella costruzione di una terza repubblica, dimostrando di aver imparato dagli errori della cosiddetta seconda repubblica e - aggiungiamo noi - stando ben attenti a non guardare indietro, con impropria nostalgia, verso la partitocrazia della prima.

"Crediamo - scrivono - che il nostro paese non sia condannato a vivere di furbizie ed espedienti ma possa prosperare sui propri talenti e le proprie virtù, scommettendo sul potenziale di chi è attualmente escluso dalle opportunità di crescita e sviluppo a partire dai giovani e dalle donne".

Ecco l'elenco, in ordine rigorosamente alfabetico, dei promotori:

Gregorio Arena
Ernesto Auci
Andrea Ballabio
Maurizio Baradello
Francesco Bonami
Raffaele Bonanni
Giovanni Borri
Paolo Borzatta
Massimo Bucci
Alessandro Buzzi
Carlo Calenda
Vincenzo Camporini
Vasco Cannatà
Agostino Capozzo
Andrea Carandini
Ennio Cascetta
Andrea Casolari
Gianfranco Cattai
Stefano Ceci
Mario Ceroli
Carlo Costalli
Lorenzo Cuocolo
Stefano Dambruoso
Luca De Vecchi
Lorenzo Dellai
Marco Delli Zotti
Tito Di Maggio
Luca Di Montezemolo
Piercamillo Falasca
Pietro Ferrari
Alberto Fontana
Gianmarco Gabrieli
Alberto Galassi
Stefania Giannini
Agostino Giovagnoli
Mario Giro
Maria Gomierato
Benedetto Ippolito
Mario Marazziti
Enrico Marcora
Salvatore Matarrese
Paolo Mazzanti
Stefano Micelli
Raoul Minetti
Andrea Moltrasio
Diego Mosna
Edoardo Nesi
Floriano Noto
Andrea Olivero
Cinzia Palazzetti
Francesca Pasinelli
Cinzia Pecchio
Simone Perillo
Gaetano Piepoli
Carlo Pontecorvo
Beniamino Quintieri
Andrea Riccardi
Walter Ricciardi
Andrea Romano
Nicola Rossi
Florindo Rubbettino
Marco Simoni
Giulio Sottanelli
Alberto Stancanelli
Irene Tinagli
Riccardo Tozzi
Franco Vaccari
Federico Vecchioni
Alessio Vianello
Enrico Zanetti
Giuseppe Zollino

E' la prova che si sta tentando di costruire qualcosa di grande, una compagine politica popolare e liberale molto ampia.

Avanti così!

* * *

PS delle 14:

Poche ore fa ci arriva una mail negativa - forse troppo apodittica - da Fermare il Declino, che riproduciamo in calce. Per il momento ci limitiamo a dire che siamo preoccupati da questa divaricazione, che speriamo ancora sia temporanea.

Ecco il testo:

Gentili amiche, cari amici,

come avete notato, mancano le firme dei fondatori di Fermare il Declino al manifesto promosso dal centro cattolico e dai dirigenti di Italia Futura. Il motivo è incredibilmente facile. Nel testo del manifesto non troverete 6 concetti che per noi rappresentavano una conditio sine qua non:

taglio alla spesa, riduzione del debito tramite privatizzazioni, liberalizzazioni, selezione democratica dei leader, meritocrazia nella PA e nella giustizia e concorrenza nella sanità e istruzione.
Legittime diverse di opinioni, ma noi siamo nati per essere inclusivi non per fare operazioni partitiche senza contenuti ideali coerenti con quello che proponiamo. Si continua nella nostra opera con lo stesso spirito rispettoso verso chi ha compiuto scelte diverse dalle nostre, ma fermi nei nostri convincimenti e rafforzati nell'entusiasmo.
Un caro saluto a tutti,
Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales

* * *

PPS delle 18:

Altri aggiornamenti usciti nella giornata...

- Oscar Giannino si lamenta di tempi e modi di elaborazione del documento e dice no al Monte-Bona

- Andrea Romano gli risponde che tempi e modi si potevano modificare, purché si trovasse una maggiore intesa sulla valutazione del governo Monti

C'è da preoccuparsi? Le riforme hanno bisogno di vaste alleanze fra coraggiosi. Sarebbe meglio allearsi oggi, prima delle elezioni, piuttosto che dopo... Ma... Non c'è pasto gratis per chi vuole davvero cambiare le cose...



 

lunedì 15 ottobre 2012

Giannino per le primarie e l'uninominale


Oscar Giannino ha parlato ieri, domenica 14 ottobre 2012, a Viareggio, nel bel salone sul mare del Principe di Piemonte, gremito da una folla davvero notevole, più numerosa persino di quella che era presente a Firenze, in una analoga iniziativa, lo scorso 30 settembre.
Ha parlato della sua storia, del suo lavoro, delle competenze e dell'esperienza che può offrire, insieme a Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales e agli altri quasi 30.000 firmatari dell'appello "Fermare il declino", e insieme a Italia Futura, a Zero Positivo, a tutti gli altri gruppi e movimenti che possono contribuire a una alternativa civico-liberale.
Ha ribadito i temi che gli stanno più a cuore: lo spostamento del peso del fisco dal lavoro alle rendite; più lavoro, più dignità, più welfare per le donne, i giovani, le piccole imprese, i creativi, gli innovatori; l'abbattimento del peso del debito pubblico non solo attraverso l'austerità e tanto meno solo attraverso gli avanzi di bilancio, ma attraverso la valorizzazione dell'immensa manomorta delle proprietà pubbliche.
Fermare il Declino sta lavorando a una grande aggregazione di persone diverse, che non sono e non saranno d'accordo su tutto, ma sicuramente lavoreranno insieme sui 10 punti dell'appello originario dei promotori, sul programma per trasformarci da sudditi in cittadini di Nicola Rossi, sulle riforme costituzionali minime e condivise che la Repubblica aspetta da decenni.
Gli abbiamo chiesto di pensare a un undicesimo punto: una scelta di campo a favore delle primarie e dei piccoli collegi, contro il ritorno delle vecchie preferenze all'italiana. Come i nostri pochi lettori sanno, questa scelta costituisce un vero spartiacque politico, fra due visioni davvero diverse della politica: con le primarie e con i piccoli collegi, vaste maggioranze di cittadini attivi hanno voce in capitolo e controllano gli eletti; con le preferenze, invece, sono gli eletti a controllare i loro elettori-clienti.
Oscar Giannino ci ha risposto limpidamente: i promotori di Fermare il Declino sono per i piccoli collegi e, se riusciranno a essere eletti, li introdurranno nelle leggi elettorali. Le primarie, invece, indipendentemente dalle scelte che stanno maturando nell'attuale parlamento, sono un segnale forte che Fermare il Declino può dare subito e che intende dare. Forse il parlamento uscente non ci darà i collegi uninominali, ma questa vasta aggregazione civica e liberale, ha ribadito Giannino, farà le primarie e le trasformerà in un segno di distinzione della qualità della propria offerta politica.




* * *
 





domenica 30 settembre 2012

Attorno a cosa unire un polo civico e liberale



 

Oggi, domenica 30 settembre, a Firenze, all'Hotel Baglioni, Oscar Giannino ha risposto a decine di domande e ha parlato a lungo a una folta assemblea di sostenitori del suo appello Fermare il declino, di cui anche chi scrive, insieme a tantissimi di Italia Futura, siamo firmatori.
Ha molto insistito sulla necessità di far qualcosa subito per i veri poveri, gli umili, le famiglie con figli, le piccole imprese, i giovani. Ha detto parole importanti contro lo sfruttamento e l'emarginazione delle donne nella nostra società. Non è diventato socialista, è e resta un liberista, ma da vero liberista sa che senza restituire speranza e reddito ai meno abbienti, lavoro ai giovani, opportunità alle donne, la nostra economia non ripartirà.
Occorre l'austerità, certo, ma occorrono anche - e subito - delle alternative alla austerità, perché la nostra società si rimetta in moto, torni a crescere.
Dove troveremo le risorse da dedicare al nostro impegno per includere socialmente, liberare il lavoro, incoraggiare l'innovazione? Si potrbbe cominciare, ha fatto un solo esempio Giannino, chiedendo un contributo di solidarietà a quel mezzo milione di persone che hanno una pensione (retributiva, non contributiva) superiore ai 4.000 Euro al mese. Hanno ricevuto un grande privilegio dalla Repubblica. Possono essere chiamati a restituire qualcosa. Giannino ha detto una cosa molto scomoda, ma molto seria e coraggiosa.
Ci sono ovviamente, Giannino li ha ricordati, i 20 punti pubblicati da Perotti sul Sole 24 Ore, per ridurre subito i costi della politica, che coincidono con l'elaborazione portata avanti da Italia Futura e da altre aggregazioni civiche.
C'è da costruire, ha insistito tanto su questo, una grande coalizione sociale e politica, capace di lavorare, ventre a terra, per decenni, per smantellare migliaia di ammistrazioni ed enti pubblici e parapubblici inutili o superati, mettere a frutto la manomorta dei patrimoni pubblici per abbattere il debito, sburocratizzare la Repubblica, rendere più snelli e più responsabili gli enti locali.
Così lo stato comincerà a pagare i suoi debiti e smetterà di essere al di sopra delle leggi. Noi cittadini cominceremo il lungo cammino per trasformarci, finalmente, da sudditi a sovrani della Repubblica.
Giannino ha detto cose importanti su tante altre riforme, contro le burocrazie, contro l'irresponsabilità dei mandarini della pubblica amministrazione, contro la vecchia politica.
Ha riconosciuto i meriti di Monti, ma anche parlato della necessità di andare oltre.
Ha espresso attenzione per la grande sfida di Renzi, che, per le novità politiche e culturali di cui è portatore, potrebbe diventare il principale interlocutore.
A Renzi va riconosciuto un grande coraggio, in questo paese dove potrebbero far di tutto, cambiando le regole delle primarie e poi, magari, riformando contro di lui la legge elettorale solo dopo la sua eventuale vittoria alle primarie, pur di fermarlo.
L'iniziativa politica di Fermare il declino è difficile, ma è necessaria, ha concluso. Deve contribuire a unire decine di milioni di cittadini, produttori e lavoratori, connessi a Internet e attenti ai problemi delle nostre comunità. Se non si muovono milioni di cittadini sovrani, davanti al suicidio di un'altra generazione di politici a cui stiamo assistendo, il nostro paese andrà incontro al disastro.
Oscar Giannino ha parlato di una coalizione vasta, unita attorno a poche cose necessarie per salvare l'Italia, con il massimo pluralismo e la totale libertà di coscienza su tutto il resto. Un modo nuovo di stare insieme in una stagione di ricostruzione nazionale, senza portarci dietro le vecchie divisioni del passato.
Ha ricordato i tanti fallimenti civici e liberali del passato. Ha scherzato sul fallimento della lista Giannini del 1992.
Ci ha infine confermato, questo per noi è stato davvero importante, la sua incrollabile adesione a una democrazia fondata sui collegi uninominali e sulle primarie, con il rifiuto del disastroso ritorno delle vecchie preferenze. E' un tema importante, che ci deve distinguere, in meglio, dalla vecchia e spesso cattiva politica.
D'altra parte, che credibilità avremmo, nel voler lanciare dei nuovi leader, se li lasciassimo selezionare con le regole sbagliate che non hanno mai prodotto altro che disastri? Avanti, con i collegi uninominali e con le primarie.
Guardiamo avanti, non indietro.

* * *

Ci è piaciuto. Nei prossimi giorni cercheremo di offrire una nostra chiave di lettura sulle possibilità che si aprono con la sua coraggiosa proposta, con le importanti cose che ha detto Montezemolo sul Corriere di oggi, con le attività di tanti nostri amici delle liste e dei movimenti civici presenti sul territorio, con le innovazioni possibili con la candidatura di Matteo Renzi. Sono tante cose diverse, ma sono possibili delle sintesi e delle sinergie. E tutte possono comunque concorrere ai miglioramenti civici, liberali, federalisti, ai quali chi scrive ha dedicato la propria vita.
Non ci sottrarremo dalla necessità di spiegare, nei prossimi giorni, su perché consideriamo necessaria, invece, una separazione netta, in termini di personale e programmi, fra il nostro mondo civico-liberale e quello di Casini, Fini e Rutelli. La loro area è piena di persone straordinarie, ma il loro orizzonte politico è purtroppo ristretto allo status quo, di cui essi hanno fatto parte fino a oggi. I cittadini si aspettano una nuova generazione di politici. E hanno ragione.

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