Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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domenica 16 agosto 2026

Abbattere Sollicciano e ricostruire il sistema carcerario con le autonomie


 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Mauro Vaiani (nella foto con Lorena Lopez, presidente di EFA, la famiglia politica europea delle autonomie). Vaiani interviene come garante di OraToscana, il ramo toscano della rete italiana Autonomie e Ambiente, di cui è segretario, oltre che come esponente del civismo toscano. Un grido nel deserto, forse, ma anche un pensiero coraggioso nel giorno della festa di San Rocco, protettore anche dei prigionieri.

 

Le carceri, l’ennesimo disastro
del centralismo

Firenze, 16 agosto 2026 - Comunicato stampa di Mauro Vaiani, garante di OraToscana e segretario della rete AeA


Parlare di carceri non porta voti, anzi ne fa perdere, è stato detto anche questo ponte di Ferragosto. Il mondo delle autonomie e dei civismi però non si tira indietro.

Dopo decenni di parole al vento e di morte nelle carceri per detenuti e detenenti, noi porteremo avanti una idea semplice, radicale, trasversale a tutte le persone di buona volontà: i carceri non possono essere una discarica sociale in cui seppellire clandestini, tossicodipendenti e malati mentali.

L’Italia è la vergogna d’Europa.

Dopo decenni di chiacchiere e di fantomatici “piani carcere” da parte di tutti i governi, crediamo che le cose possano cambiare solo dal basso.

In Toscana Sollicciano va abbattuto e le altre carceri toscane in condizioni miserevoli devono essere ristrutturate e sanate. Il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria centrale (l’ormai famigerato DAP), fra tanti enti inutili del centralismo, si è dimostrato particolarmente incapace, anche solo di emettere una qualche parola di protesta per la gravità della situazione.

Il principio di sussidiarietà suggerisce che alle regioni, alle province, ai sindaci dovrebbe essere date le risorse per agire, se necessario con poteri commissariali straordinari.

Portiamo principi di autonomia e responsabilità anche nel mondo delle carceri, per essere degni del pensiero illuminato di Cesare Beccaria, accolto nella Costituzione repubblicana.


Mauro Vaiani Ph.D. - garante di OraToscana – Segretario AeA


 

martedì 11 agosto 2026

In memoria di Stefano Marcelli

 

Il 6 agosto 2026 la pagina Facebook di Stefano Marcelli ha pubblicato il suo congedo dalla vita terrena.

Ci uniamo al cordoglio della famiglia, degli amici, di tutti coloro con cui aveva lavorato e che lo conoscevano.

Abbiamo avuto anche noi l'onore di conoscerlo, in occasione delle risalenti lotte nonviolente per la libertà in Iran e dell'impegno istituzionale della Toscana per la liberazione del dissidente iraniano Akbar Ganji.

Buon viaggio nel seno della Provvidenza, caro Stefano Marcelli.

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sabato 13 giugno 2026

Per un civismo delle strette di mano


 

Il civismo politico ed elettorale è più vivo che mai. Le ultime elezioni locali in Italia, ma anche altrove in Europa, lo hanno confermato. 

E' un piccolo miracolo, il successo di una politica di prossimità, considerato che le concentrazioni di potere mediatico esaltano solo le contrapposizioni, a suon di slogan, urla e accuse reciproche, tra pochi leader televisivi (e i non pochi esponenti politici locali che li scimmiottano).

Civismo è una parola ombrello, sotto il quale troviamo persone e situazioni diverse: cittadini che in modo autonomo e indipendente si candidano alle elezioni perché pensano di poter contribuire, magari con spirito bipartisan, a una buona amministrazione locale; persone e gruppi che hanno scelto per tempo di militare in liste civiche locali e movimenti territoriali - non solo quelli storici ma anche esperienze recenti e innovative - per amore delle proprie autonomie; infine cittadini, non solo attivisti ma spesso veri e propri leader locali, che hanno dovuto rompere, per mille motivi, con le loro appartenenze politiche verticali e nazionali, per privilegiare un impegno orizzontale e locale, spesso raccogliendo un consenso trasversale.

Le persone che partecipano alla vita politica locale in queste forme autonome, locali, indipendenti e civiche non sono e non si considerano migliori dei militanti dei movimenti politici verticali. Non sono arrivati dalla Luna o da Marte. Sono - siamo - in questo inizio di XXI secolo come i nostri concittadini. Ne condividiamo gli stessi pregiudizi, fobie, limiti, miopie, incompetenze. Come tutti gli altri possiamo avere la testa piena di ciò con cui veniamo bombardati ogni giorno dai media: eccessi di populismo, o al contrario di eccessiva fiducia nella tecnocrazia; subalternità a ideologie troppo liberiste o troppo socialiste; conformismo rispetto al pensiero unico dominante, oppure scetticismo e pessimismo; e così via.

Al contrario dei figuranti della scena mediatica nazionale, gli attivisti del civismo ci sono però prossimi.

Vivono vicino a noi. Li conosciamo personalmente. Ci siamo stretti la mano. Li incontriamo spesso per strada o sui mezzi pubblici. Sappiamo che lavoro fanno e come si mantengono. Possono piacere tanto, poco o anche per nulla, ma ci sono preziosi perché non possono ignorarci, né ignorare i nostri problemi quotidiani.

Se le loro visioni e i loro programmi sono fallaci, essi ne subiranno le conseguenze insieme a noi. Su di loro possiamo contare, se sono necessarie correzioni di rotta o anche inversioni a "U".

Nei casi peggiori, diciamocelo, è anche più facile sostituirli, perché nel mondo vivo di una comunità locale, dove ci si può trovare, parlarsi e capirsi perché siamo immersi nella stessa cultura vernacolare, è più facile accordarsi per cambiare ciò che deve cambiare.

Il civismo dei cittadini indipendenti e appassionati della propria comunità locale è sempre generativo di autonomie personali, sociali, territoriali, oltre che amico delle autonomie storiche, delle diversità e delle biodiversità. Da esso riemergono spontaneamente valori antichi e sempre nuovi, quindi autentici, di sussidiarietà e solidarietà. Valori centrali nella nostra tradizione cristiana, in ogni umanesimo, in tutte le tradizioni riformiste. I civismi sono portatori di idee e metodi spontaneamente confederali, che possono frenare i guasti e gli eccessi della polarizzazione e della verticalizzazione politica.

I cittadini che fanno civismo nel loro comune e nei loro territori, è come se riscrivessero ogni giorno la Carta di Chivasso del 1943, le Dichiarazioni universali, i Trattati europei, la Costituzione italiana, anche se la stragrande maggioranza magari ha poca familiarità con questi antichi documenti... I valori dichiarati dai rappresentanti delle alte valli alpine, nel cuore dell'Europa, si applicano a tutti i territorisosteneva Émile Chanoux, martire antifascista della Valle d'Aosta e coautore della Carta di Chivasso del 1943.

I cittadini - che l'amica Francesca Marrazza chiamerebbe civisti, non solo civici - non sono in campo contro le sinistre o contro le destre, anzi mai contro, sempre per: per sostenere leader locali capaci di ascolto e competenza (rara avis!), oppure per congedare amministratori che si sono trasformati in "ras" del territorio; per migliorare una comunità dove le cose vanno già abbastanza bene, oppure per rovesciare una situazione amministrativa in cui le cose vanno male.

I leader politici centrali (e spesso centralisti) non possono prescindere dai cittadini in carne e ossa, che fanno civismo nei loro territori. Né possono illudersi di poterli controllare dall'alto, magari con leggi elettorali sempre più ingiuste, o con scorciatoie bonapartiste. Se si vuole veramente fermare l'erosione della democrazia e la sua degenerazione in mediacrazia, si dovrà restituire alle comunità locali la facoltà di far emergere i loro leader locali nei livelli istituzionali più alti. I civismi appassionati di autonomie dovranno dimostrarsi capaci di fare rete, con modalità confederali. Una sfida non facile, ma una necessità.

Civismi e leader locali devono prendere l'iniziativa, perché senza di essi, senza prossimità, sussidiarietà e solidarietà, senza una democrazia fondata sulla stretta di mano, il futuro potrebbe davvero essere sinistro.

Siamo minacciati da vecchie e nuove forme di centralismo autoritario, ondate di conformismo mediatico, concentrazioni di potere economico e tecnologico, tecniche di sorveglianza universale sempre più penetranti, populisti, estremisti e altri cinici imprenditori dell'odio, che non aspettano altro che di prosperare sul declino del nostro senso civico. Tuttavia, come è stato dimostrato in diverse realtà (fra cui la nostra Prato, nda), finché c'è un civismo ancorato ai valori delle comunità locali, questi poteri alti, lontani, disumanizzanti, possono ancora essere disarmati e fronteggiati, per assicurare alle generazioni future una vita che sia ancora di magnifica umanità.

Animo!

Mauro Vaiani Ph.D.

studioso e attivista in Toscana e nel mondo delle autonomie

 

La foto del post è un dettaglio preso da qui: https://www.tvsvizzera.it/tvs/svizzera-istruzioni-per-luso/assemblee-comunali-dove-le-svizzere-e-gli-svizzeri-decidono-sulle-questioni-che-li-riguardano-da-vicino/89802778

 

domenica 31 maggio 2026

Prato è le sue frazioni


 

Stavolta ci potremmo essere. Le frazioni potrebbero tornare a essere considerate quello che sono sempre state: il tesoro di Prato, il vero segreto della qualità della vita di cui ancora godiamo nonostante i guasti dell'eccesso di cementificazione e degli inquinamenti che si accumulano da quando è iniziato il boom industriale di Prato.

E' stato appena eletto Matteo Biffoni, un sindaco popolare, appassionato di Prato, competente (perché è già stato sindaco per dieci anni, dal 2014 al 2024), capace di ascolto.

Il nuovo mandato di Biffoni è stato reclamato dalle persone comuni, dopo l'interruzione dell'amministrazione Bugetti. Sia detto senza polemiche, senza rancore e senza sminuire nessuno dei protagonisti in campo nella politica pratese: durante l'anno di commissariamento del Comune di Prato (2025-2026) i partiti non avevano elaborato nulla di alternativo. Era naturale che i cittadini si rivolgessero all' "usato sicuro".

La vittoria al primo turno di Matteo Biffoni è stata resa travolgente dal grande successo della sua lista civica unitaria: oltre 11.000 voti, il 17% dei voti validi, 7 consiglieri indipendenti eletti. In consiglio comunale sono arrivate persone nuove, anche nelle altre liste. C'è l'occasione per un cambiamento.

La nuova stagione di Prato deve essere centrata sulla valorizzazione della sua storia più antica: siamo decine di frazioni, quelle che nella profondità del tempo erano chiamate "popoli".

I neofiti della "città dei 15 minuti a piedi" si accorgono di aver adottato uno slogan che suona nuovo e invece è, almeno per Prato e forse per la Toscana, la semplice e salutare riscoperta dell'acqua calda.

Le antiche frazioni, i popoli, di Prato sono riuscite in buona parte a sopravvivere alle colate di cemento e ai piani regolatori faraonici della seconda metà del Novecento, perché hanno garantito poche semplici cose essenziali per tutti, paesino per paesino: una chiesa, dei circoli per socializzare, una scuola elementare, un cimitero, alcuni negozi e servizi di prossimità, una tradizione di buon vicinato.

La prossimità era stata dimenticata, negli anni dello sviluppismo. Perché alcune generazioni, i boomer ma anche quelle immediatamente successive, erano giovani; trovavano lavoro in qualsiasi angolo della Piana e magari oltre; erano in grado di comprarsi case lontano dai loro genitori e parenti; si permettevano sempre la macchina; non temevano di fare chilometri ogni giorno per cercare novità, soluzioni o semplicemente divertimento; non si curavano affatto che servizi essenziali potessero mancare nel loro vicinato.

Anche la politica, soprattutto la pianificazione territoriale urbanistica, le frazioni le aveva dimenticate.

Per buona parte del Novecento hanno dominato tutto il mondo industrializzato e urbanizzato i teorizzatori della polarizzazione spaziale per poli e funzioni delle città. Si era creduto che le città dovessero tutte diventare megalopoli indistinte, all'interno delle quali pianificare la separazione fra le funzioni vitali: residenza, lavoro, servizi. 

Le città dovevano sviluppare rapidamente interi quartieri dormitorio. Gli abitanti poi, attraverso infrastrutture pesanti come autostrade urbane, treni e metropolitane, dovevano essere messi in grado di raggiungere tutti gli altri poli: i poli scolastici, le zone industriali, i grandi centri commerciali, i poli direzionali.

Questa mentalità oggi ci appare piuttosto sinistra, ma è stata dominante per decenni. Non pochi erano rassegnati, o addirittura auspicavano, che una città come Prato dovesse scomparire, insieme alle altre comunità e comuni della Piana, all'interno di un'unica area metropolitana fiorentina indistinta. 

Con il senno di oggi, notiamo un paradosso: proprio ciò di cui le elite dominanti si avvantaggiavano dal basso, veniva sminuito dall'alto. I partiti si vantavano di controllare circoli e piazze di paese e di periferia, ma i loro vertici trascuravano proprio i luoghi dove avevano le loro radici popolari.

La visione polarizzante era stata però anche criticata, già a partire dagli anni Settanta, grazie agli urbanisti che ne avevano intuito l'insostenibilità. Si doveva svoltare verso città policentriche, costituite da quartieri e borgate più autosufficienti, quindi più vivibili.

Al rifiuto dell'omologazione metropolitana hanno contribuito i promotori di democrazia dal basso, che hanno promosso il moderno decentramento dei grandi comuni, con la formazione di consigli di quartiere e di municipi. Per inciso, quella della partecipazione urbana degli anni Settanta è stata una grande stagione democratica, purtroppo distrutta dalle ondate di antipolitica populista e dai fanatici dell'austerità.

Hanno contribuito al cambiamento di mentalità, sin dagli anni Ottanta, i pionieri delle autonomie urbane e della sostenibilità ambientale anche dentro le aree più intensamente cementificate, i promotori di quella che a Firenze è stata chiamata la rivoluzione rionale e in Toscana la rivoluzione paesana per tutti i territori eccessivamente antropizzati.

Ci hanno messo del loro, per il bene di Prato e delle sue frazioni, anche i promotori della Provincia di Prato, persone grandi come Roberto Giovannini e Rolando Caciolli (che chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere quando si è affacciato come giovane civico, cristiano, ambientalista, alla vita pubblica della città, NdA).

La Provincia di Prato era una naturale conseguenza, negli anni Novanta, di una visione di Toscana policentrica e formata da autonomie locali forti, internamente coese, capaci di dare attuazione ai principi costituzionali (ed europei) di sussidiarietà e solidarietà.  

Con grande ritardo, con grande fatica, nonostante la resistenza di potenti interessi economici e immobiliari (e oggi anche dei grandi speculatori del turismo di massa nei piccoli borghi e nelle città d'arte), la prossimità è diventata la questione cruciale del XXI secolo.

Dove non era arrivata l'apertura mentale a una visione di comunità urbane più a misura di persona umana, è arrivata la forza della demografia.

Il grande invecchiamento della popolazione ha reso urgente per la maggioranza delle persone il ritorno a una vita di prossimità, perché gli anziani usano sempre meno, e su distanze decrescenti, auto, motori, ma anche biciclette e mezzi pubblici. Mentre hanno un bisogno vitale, finché possono, di camminare, per garantirsi la miglior vecchiaia possibile.

Agli anziani si sono aggiunte le ultime ondate migratorie. Esse sono non solo più eterogenee e quindi a rischio di maggior spaesamento, rispetto agli arrivi del secolo scorso, ma anche, più trivialmente, meno fortunate delle precedenti.

Oggi l'immigrato che arriva in un territorio come quello di Prato si accorge ben presto che la dignità e l'autonomia economica - figuriamoci il successo, l'arricchimento - non sono più così probabili come lo sono state per gli immigrati del secondo dopoguerra e dei decenni successivi.

Diventa urgente, quindi, che anche gli ultimi arrivati siano rapidamente integrati in comunità di prossimità, con una forte identità, senso civico, doveri e diritti.

Tornare a pensare Prato come un insieme di frazioni non è passatismo, semmai rispetto della storia e della vita. E' davvero una sfida affascinante:

- si dovranno immaginare forme di rappresentanza democratica dal basso, perché i cambiamenti si fanno attraverso la partecipazione, non calando soluzioni dall'alto;

- ciascuna frazione dovrà tornare ad avere una sua bellezza e propri caratteri distintivi, che la rendano diversa da ogni altra;

- ognuna di esse dovrà valutare, attraverso forme di perequazione urbanistica e di coprogettazione tra mano pubblica e proprietari privati, come valorizzare la piazza, un centro commerciale naturale, i luoghi di culto, il cimitero, i monumenti, i beni comuni;

- ripensare Prato attraverso le sue frazioni riporterà il senso del limite anche per il raggiungimento concreto degli obiettivi di "consumo zero" del suolo, di rigenerazione urbana, di rinaturalizzazione;

- ciascuna frazione potrà diventare una migliore custode dei propri giardini di prossimità, dei propri orti, dei propri alberi;

- la frazione dovrà promuovere la coesione sociale tra i residenti, accogliendo al proprio interno sia l'edilizia pubblica popolare, che case di vario pregio per ogni ceto sociale; così ciascuna frazione dovrebbe tendere ad avere una composizione sociale vicina a quella della media cittadina; non devono esistere pezzi di città che siano ghetti etnici o classisti;

- gli esperti di cui si avvalgono le amministrazioni pubbliche devono diventare specialisti di una o più frazioni, per proteggerle dai guasti idro-geologici;

- in ciascuna di esse si devono potenziare i percorsi ciclo-pedonali di prossimità; ciascuna deve avere le sue strade curate, le sue isole pedonalizzate, una qualche protezione dal traffico esterno;

- ciascuna frazione dovrebbe essere curata da personale di vigilanza dedicato, che padroneggi le situazioni attraverso la conoscenza delle persone e dei problemi;

- il personale di manutenzione deve essere stabile, in modo che conosca e si affezioni alla frazione; questo vale per gli spazzini, per i giardinieri, per gli idraulici, per gli elettricisti, per i postini, per i piccoli trasportatori, per tutti gli operatori che danno servizi pubblici di manutenzione.

Le frazioni di Prato sono ciascuna un microsmo vitale per le generazioni future. 

Le affidiamo ai nuovi eletti e a questa nuova amministrazione Biffoni, con speranza. 

Mauro Vaiani Ph.D.
(studioso e attivista di autonomie e di civismi in Toscana)*

 

* Insieme ai Civici di Prato per le Autonomie, con l'area Prato Civica Solidale, Mauro Vaiani ha contribuito alla formazione della lista civica unitaria Biffoni Sindaco, lista che ha partecipato con successo alle elezioni comunali di Prato del 24-25 maggio 2026. NdR. 

 

martedì 26 maggio 2026

11.000 volte GRAZIE

 


Per la precisione: 11.642. Questi sono i voti ricevuti dalla lista civica unitaria "Biffoni Sindaco", secondo i risultati provvisoriamente registrati dal portale Eligendo, pari al 17,30% dei voti validi.

La partecipazione al voto è stata ancora una volta bassa: hanno votato solo 73.666 concittadini pratesi su  132.218 aventi diritto, pari al 55,72%. E' convinzione diffusa che senza questa operazione civica e civile (insieme ad altre che si sono presentate in città), la partecipazione sarebbe stata ancora più bassa.

Abbiamo così contribuito al ritorno di un leader del centrosinistra, Matteo Biffoni, alla guida della città, di cui era già stato sindaco dal 2014 al 2024. Biffoni è una persona che ha qualità indubbie di competenza e di ascolto. Adesso avrà anche la forza di innovare, di far partire quella "nuova stagione" che ha promesso alla città che ama.

E' stata una esperienza fortunata - c'è mai un successo politico senza un pizzico di fortuna? - ma anche una proposta civica e politica di grande generosità e freschezza, che è stata premiata mettendosi al centro della grande popolarità personale di Matteo Biffoni. La lista ha raccolto certamente anche l'insoddisfazione nei confronti dei partiti, ma mai è stata antipolitica.

I 32 candidati non sono stati trainanti, quanto a raccolta di voti personali, ma hanno trasmesso una bella immagine di gruppo civico, unito, ricco di valori di solidarietà e prossimità. Si è formata un'area civica e popolare che ha grandi potenzialità, in un momento in cui Prato chiede profondi cambiamenti nella macchina amministrativa, nella qualità della vita quotidiana, nella sicurezza e nella legalità.

Il fatto che alcuni di noi - compreso chi scrive - abbiano "smosso" meno di quello che speravano non diminuisce in nulla la bellezza di questa grande operazione popolare, che deve continuare. 

Qui i nomi di tutte le persone candidate, ordinate secondo il consenso ricevuto (i primi sette saranno consiglieri):

VANNUCCI LUCA
PIERALLI ELENA
SBOLGI GIACOMO
LONGOBARDI GIOVANNI
QUITADAMO LAURA
MUGNAIONI SANDRA
RIZZUTO SIMONE
RAMOGIDA CATERINA
SARTI MORENO
BERNI CHIARA
BURANI MARCO
GRANIERI MARIA GIOVANNA
VACCAI RICCARDO
BARTOLOZZI SARA
TASSI COSTANZA
COPPINI MARIA VITTORIA
PROVENZANO ROBERTO
SCIROCCO CRISTIANA
GASPARRINI ELISABETTA
PUGGELLI SIMONE
PORCU ROBERTO
VAIANI MAURO
BERTINI ANDREA
VARGIU RITA
RISALITI ANDREA
BORSACCHI LEONARDO
GARGINI MARIA CRISTINA
D'ALO' BERNARDO
FALATO RAFFAELE
DE RIENZO VENANZIO
BIANCALANI LUCIANA
MADOU MEOKOBA REBECCA
 

Grazie sinceramente a tutti coloro che ci hanno incoraggiato e sostenuto.

Mauro Vaiani

(funzionario pubblico, studioso, attivista delle autonomie,
candidato civico indipendente per Mezzana e per Prato) 

 

mercoledì 20 maggio 2026

Ettari di tetti e il futuro di Prato

 


Diffondiamo da qui un comunicato stampa di Mauro Vaiani (candidato civico indipendente nella lista BIFFONI SINDACO) sulla valorizzazione degli spazi e dei tetti dei fabbricati industriali, che - com'era prevedibile in questa breve campagna elettorale amministrativa a Prato - non ha trovato spazio sui media più diffusi del distretto tessile. Segnaliamo peraltro la lodevole eccezione di questo sito di notizie metropolitane, che ha dato spazio alla riflessione di Vaiani sui tetti e gli spazi di Prato. Vaiani, nel suo romanzo utopico ottimista, "Cosmonauta Francesco", ha raccontato una Mezzana e una Prato totalmente liberate dalla schiavitù del fossile e del fissile, ma anche più vivibili perché più belle. Se sarà eletto lo vedremo impegnato a contribuire a questo grande cambiamento verso una vita più umana e più in pace, tra gli uomini e con il creato, che è l'aspirazione profonda di tutti (Ndr 20 maggio 2026). 

Ettari di tetti di Prato da rigenerare per rendere reale la transizione energetica

In questi ultimi giorni Mauro Vaiani, candidato di Mezzana della lista civica unitaria “Biffoni Sindaco”, ha visitato alcuni degli storici stanzoni del quartiere. “Il territorio di Prato è coperto da ettari di tetti – ha dichiarato - un patrimonio immenso, di edilizia industriale, oltre che civile, frutto di decenni di fatica e sacrifici da parte della generazione che ha costruito il distretto industriale”.

Si deve guardare a queste superfici come una responsabilità, secondo Vaiani, perché si sono raggiunti i limiti della cementificazione possibile della Piana. Quegli stessi tetti, però, sono una opportunità di manutenzione e rigenerazione, una speranza di lavoro.

Sono lo spazio adatto a ospitare impianti fotovoltaici e mini-eolico, con tecnologie innovative e anche più belle di quelle che abbiamo visto negli ultimi decenni, senza bisogno di deturpare il paesaggio toscano, senza violare le colline e le montagne.

Non c’è alcun bisogno di consumare altro suolo per le rinnovabili, sostiene Vaiani, perché Prato ha spazi enormi in cui ospitare forme innovative di conservazione dell’energia, quelle “batterie” senza le quali la transizione verso le energie rinnovabili non sarà mai compiuta.

A Prato, in aree industriali e artigianali oggi svuotate o addirittura decadenti, si possono ospitare il riciclaggio di tutti i materiali legati alle tecnologie rinnovabili. Continuando così a coltivare la storica capacità pratese di stoccare, rigenerare, riusare tutti i materiali in una vera economia circolare.

Queste opportunità, conclude Vaiani, richiede anche risorse umane, cioè la valorizzazione della formazione tecnica e del lavoro manuale, che a Prato non hanno mai smesso di essere onorati e considerati dalle famiglie e dai giovani, ma che lo stato e la regione sistematicamente trascurano. La formazione professionale deve tornare centrale per l’integrazione e il futuro dei giovani.

Rigenerando gli spazi industriali, si potrà incoraggiare una nuova generazione di imprenditori del fare “sostenibile”, che poi non è altro che la soddisfazione del “fare bene”, un sentimento che è storicamente centrale nell’identità pratese.

Mezzana di Prato, 14 maggio 2026
 

Mauro Vaiani Ph.D.
 

--- le foto allegate sono gentilmente concesse da Vaiani e dal comitato Biffoni Sindaco 



martedì 19 maggio 2026

Uniti con Prato Civica Solidale nella lista Biffoni Sindaco


 

Lunedì 18 maggio 2026 nel Salone del Gonfalone della Provincia di Prato si sono riuniti tanti concittadini per conoscere e incontrare i candidati dell'area Prato Civica Solidale, che partecipa insieme ad altre esperienze civiche e culturali al progetto di lista civica unitaria "Biffoni Sindaco".

Nella foto, da sinistra: Mauro Vaiani, Caterina Ramogida, Matteo Biffoni, l'on. Paolo Ciani (Demos), Sandra Mugnaioni, Moreno Sarti.

Questo il simbolo della lista civica unitaria:


Con la sua presenza e il suo intervento, Paolo Ciani, ha testimoniato come l'impegno civico unitario della lista Biffoni Sindaco sia in sintonia con i dialoghi in corso in tutta la Repubblica tra civismi locali e territoriali, appassionati di autonomie, realtà d'ispirazione cristiano-sociale, gruppi riformisti.

Erano presenti altri candidati della lista civica, fra i quali Raffaele Falato e Chiara Berni. I civici di Prato sono chiamati ad allargare la partecipazione e a promuovere nuove competenze nella vita amministrativa della città, dei quartieri, delle frazioni.

I candidati dell'area civica solidale hanno presentato le proprie esperienze e priorità: Caterina Ramogida, così conosciuta e impegnata nel mondo della scuola; Sandra Mugnaioni, la sua risalente esperienza nel sociale e nella promozione culturale dei valori che costruiscono la pace; Moreno Sarti, il suo lavoro come avvocato civilista e il suo ancoraggio ai valori della famiglia, della legalità, della sicurezza.

Mauro Vaiani ha ricordato il suo impegno di una vita perché non sia dimenticata la Repubblica delle Autonomie voluta, assieme agli altri Costituenti, da Piero Calamandrei e da Tristano Codignola. Dopo diversi anni di impegno politico-culturale nel mondo delle autonomie italiane ed europee, ha raccolto la richiesta che gli è stata fatta dalla gente del suo quartiere, Mezzana di Prato, per portare un contributo di competenza e serietà, a partire dalla manutenzione delle cose più piccole, come candidato consigliere civico e indipendente. A Mezzana Vaiani è in campagna elettorale con Caterina Ramogida, la popolare professoressa del Buzzi.

Vaiani ha voluto affrontare di petto anche un interrogativo pesante che è sempre presente in questa campagna elettorale: la richiamata di Matteo Biffoni a fare, per la terza volta, dopo il breve intervallo della giunta di Ilaria Bugetti, il sindaco di Prato, è - per sintetizzare brutalmente - una minestra riscaldata?

Il ritorno di Matteo Biffoni, ha sostenuto Vaiani, è senz'altro il segno di una crisi della politica. Nessun partito, dopo il ritiro della sindaca Bugetti, ha saputo far emergere nuove personalità credibili. La crisi dei partiti è strettamente collegata con le gravi difficoltà del tempo che stiamo vivendo nella città e nelle comunità locali. La scelta di Biffoni, dopo che era stato eletto a furor di popolo in regione, è stata difficile, è rischiosa, ma soprattutto molto generosa.

Eppure in questo quadro complesso c'è un lato assolutamente positivo, ha concluso Vaiani: nei momenti davvero difficili, è provvidenziale potersi affidare a una persona di grande competenza e capacità di ascolto, disposta ad affrontare in modo innovativo vecchi problemi irrisolti e nuove sfide da far tremare i polsi. Non si possono cambiare davvero le cose senza conoscerle a fondo. Questa è la grande opportunità della ricandidatura Biffoni che un mondo civico, spesso critico e sempre indipendente, ha voluto cogliere.

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venerdì 15 maggio 2026

Rimoderniamo il pallaio e lavoriamo per il nuovo centro civico di Mezzana


 

Un chiarimento sul progetto
di un nuovo centro civico per Mezzana
e sul rinnovamento del pallaio comunale


Comunicato stampa di Mauro Vaiani (candidato civico indipendente nella lista BIFFONI SINDACO)

Sono oltre due anni che insieme all'Associazione civile Il Cittadino (di cui sono presidente), al Circolo Arci Lanciotto Ballerini - Prato, all'ASD del bocciodromo comunale, all'ARCI e a tante cittadine e cittadini di #Mezzana, stiamo lavorando a un progetto di un nuovo centro civico per il nostro quartiere.

Con serietà (e con garbo, coinvolgendo dirigenti, volontari, cittadini frequentatori del circolo e del pallaio), stiamo esaminando la possibilità che questo nuovo centro di aggregazione possa essere realizzato rinnovando la struttura del pallaio comunale nei giardini di Viale Montegrappa a Mezzana.

Abbiamo ottenuto - in tempi non sospetti, molto prima della ricandidatura - l'appoggio determinato di Matteo Biffoni. Questo progetto è uno dei motivi per cui mi sono candidato nella Lista Civica Biffoni26.

Siamo felici che altri ne facciano oggi un tema di campagna elettorale, ma ricordiamo sommessamente a tutti che si tratta di un lavoro che è stato principiato dai soci e dai dirigenti del nostro antico circolo Lanciotto Ballerini.

Mezzana di Prato, 15 maggio 2026


 

 

 

sabato 9 maggio 2026

Comunità locali operatrici di pace

 


Ernesto Maria Ruffini, promotore dei comitati Più Uno, ha partecipato ieri a Prato, nella sede della provincia, a un incontro con il candidato sindaco Matteo Biffoni. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Gianni Rossi.

Non è stato solo un appuntamento elettorale di sostegno al candidato Biffoni, che si ripresenta a Prato sostenuto dalle forze del centrosinistra e da una lista civica unitaria ("Biffoni Sindaco") in cui sono confluite diverse anime, fra cui quelle dell'area "Prato Civica Solidale".

E' stato un momento di riflessione per guardare un po' più lontano: la costruzione della pace mondiale - addirittura - può cominciare proprio dal buongoverno delle comunità locali, dalla loro autonomia, dall'investimento nei loro valori civili e sociali.

Ernesto Ruffini, già alla guida dell'Agenzia delle Entrate per un decennio, ha iniziato, con i suoi comitati Più Uno, una campagna civica per l'allargamento del centrosinistra, a partire dai valori antifascisti e cristiano-sociali della sua famiglia (è figlio di Attilio Ruffini, partigiano cattolico e fondatore della Democrazia Cristiana).

La politica, nella sua visione, deve essere qualcosa di più che un "contratto", uno scambio fra eletti ed elettori. Deve essere l'accettazione di un rischio, non di un "programma". Deve mirare a cambiamenti per le generazioni future, non a "sistemare se stessi".

Erano presenti all'incontro i cinque candidati civici indipendenti dell'area "Prato Civica Solidale": Sandra Mugnaioni, Simone Puggelli, Caterina Ramogida, Moreno Sarti, Mauro Vaiani. Per quest'ultimo l'incontro è stato l'occasione per far conoscere a Ruffini l'esperienza del mondo delle autonomie che è raccolto nella rete "Autonomie e Ambiente" (AeA), che è partner EFA (European Free Alliance) nella Repubblica Italiana.

 

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lunedì 4 maggio 2026

Prossimità, scuole, legalità per Prato


 

Lo scorso 30 aprile 2026, vigilia del Primo Maggio, i candidati dell'area Prato Civica Solidale nella lista civica unitaria "BIFFONI SINDACO" si sono incontrati al Circolo Ballerini di Mezzana.

“Ritorno alla Prossimità” era il tema dell'incontro, dedicato all'idea di rendere Prato e tutte le sue frazioni luoghi in cui ogni cittadino possa raggiungere a piedi tutti i servizi essenziali.

All’evento hanno partecipato i candidati (nella foto, da sinistra): Simone Puggelli, Caterina Ramogida, Mauro Vaiani, Sandra Mugnaioni e Moreno Sarti.

Nel confronto con gli abitanti di Mezzana e di Prato Est, Mauro Vaiani ha parlato della "città dei 15 minuti": «Non stiamo inventando la ruota, ma riscoprendo qualcosa di antico. Riscopriamo l’antica prossimità delle frazioni e delle borgate pratesi. E' un ritorno a una dimensione autenticamente umana della vita quotidiana». Vaiani ha poi promesso impegno per un cambio di metodo nell’amministrazione: «Devono tornare l'ascolto e la diligenza: ogni intervento, dalla manutenzione ordinaria alle grandi opere, deve nascere dal coinvolgimento diretto di chi quei luoghi li vive ogni giorno».

Le necessità delle scuole e dell’istruzione pubblica è stato approfondito da Caterina Ramogida, che ha messo a disposizione la propria esperienza educativa per costruire una scuola che non lasci indietro nessuno, specialmente nel supporto agli studenti che devono apprendere l’italiano. Su questo punto, Sandra Mugnaioni ha riportato i dati allarmanti forniti da un dirigente scolastico locale: a fronte di una necessità territoriale di 25 docenti per l'insegnamento dell'italiano come lingua seconda (classe A23), il Ministero ne ha assegnati a Prato soltanto 2. Una criticità che penalizza pesantemente l’integrazione e il sistema scolastico cittadino.

L’avvocato Moreno Sarti ha fatto chiarezza sugli aspetti normativi della campagna elettorale, confermando, codici alla mano, la piena legittimità della ricandidatura di Matteo Biffoni.

Simone Puggelli ha ripercorso i passi che hanno portato alla formazione dell'area Prato Civica Solidale, sottolineando come lo spirito della componente nella lista “Biffoni Sindaco” sia quella di rimettere al centro i bisogni concreti della comunità attraverso una partecipazione attiva e trasparente.

L’incontro di Mezzana conferma la volontà dell'area civico-solidale e dell'intera lista civica "Biffoni Sindaco" di proseguire un percorso di cura del territorio partendo dai quartieri, dalle frazioni, dalle periferie, per una Prato sempre più umana, sicura, accessibile, solidale.

Fonte: ufficio stampa di Prato Civica Solidale

Prato, Primo Maggio 2026

 

venerdì 24 aprile 2026

Prato Civica Solidale con Biffoni

 



L'area Prato Civica Solidale si è formata a Prato, la grande città industriale della Toscana, nel 2025, a seguito dell'incontro fra esponenti civici indipendenti, gli attivisti del mondo delle autonomie impegnati nelle diverse reti (Civici di Prato per le Autonomie-OraToscana-Civici Toscani-Cuore d'Italia-Autonomie e Ambiente-EFA), persone d'ispirazione cristiano-sociale, esponenti di DEMOS, fra i quali la consigliera comunale uscente Sandra Mugnaioni.

Il simbolo dell'area Prato Civica Solidale

 

In un momento difficile della storia di Prato, non solo per il recente commissariamento ma soprattutto per il manifestarsi di gravi problemi ambientali, sociali e di legalità nell'economia, il gruppo promotore di Prato Civica Solidale è stato sollecitato a impegnarsi in un'area civica più vasta, che potesse esprimere un progetto di governo. Si sono incontrati con altre esperienze civiche e democratiche e hanno infine deciso di confluire nella lista civica unitaria che sosterrà "BIFFONI SINDACO".

Il simbolo della lista civica unitaria Biffoni Sindaco 2026 

 

Matteo Biffoni, già sindaco di Prato nel decennio 2014-2024, è stato richiamato a ricandidarsi dal suo partito, il PD, e da vasti settori della cittadinanza, perché in un momento così complesso si è guardato a una persona di comprovata competenza, grande capacità d'ascolto, consenso diffuso in città e nelle frazioni. Biffoni, con generosità, dopo che era stato eletto a furor di popolo consigliere regionale l'anno scorso, si è messo a disposizione.

Prato Civica Solidale intende contribuire al governo della città mettendo al centro la persona, le comunità, l’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale, la conversione ecologica dell'economia, la prossimità e il decentramento dei servizi comunali, la legalità economica e la sicurezza.

Cinque sono le persone espresse da Prato Civica Solidale e candidate nella lista Biffoni (nella foto in alto, da sinistra): Simone Puggelli, Mauro Vaiani, Caterina Ramogida, Sandra Mugnaioni, Moreno Sarti. Puggelli è musicista e dirigente DEMOS; Vaiani è funzionario pubblico e attivista ben noto nel mondo dei civismi e delle autonomie in Toscana e oltre; Ramogida è una popolare professoressa all'Istituto Buzzi; Mugnaioni è insegnante in pensione e già in passato consigliera comunale DEMOS); Sarti, avvocato impegnato nel mondo cattolico, si avvicina alla politica attiva con questa candidatura. Tutti i candidati si caratterizzano per un civismo ancorato a valori cristiano-sociali, popolari, riformisti, e per la loro indipendenza professionale e politica.

La componente, con i suoi eventuali eletti, manterrà autonomia e identità politica, all'interno del movimento civico unitario che sostiene il programma di governo di Matteo Biffoni per il mandato 2026-2031, facendosi portavoce in consiglio comunale di istanze specifiche legate alla partecipazione, alla sussidiarietà, alla ricostruzione dei legami sociali. 

Prato, forse il comune italiano con la più alta percentuale d'immigrati (uno su quattro dei suoi oltre 200.000 abitanti è immigrato e non ancora cittadino della Repubblica), ha bisogno di una nuova stagione politica e amministrativa, in cui senso civico, collaborazione e accoglienza prevalgano su vecchie logiche di potere, scontro, diffidenza, sfruttamento. Prato Civica Solidale può contribuire, con la competenza, l'esperienza e la serietà dei suoi esponenti candidati.

* * *  

Prato, 24 aprile 2026

 

martedì 14 ottobre 2025

Chi ha vinto la corsa a perdere meno

 


Riceviamo e pubblichiamo 

I risultati delle elezioni regionali della Toscana, tenutesi domenica 12 e lunedì 13 ottobre 2025, sono ormai chiari. Grazie a una efficace collaborazione fra ufficio elettorale regionale e ministero dell'interno, tutti i dati essenziali sono già disponibili su questo portale: https://elezioni.interno.gov.it/risultati/20251012/regionali/retrospettivi/primoturno/09.

Anche a voler fare la tara dei pochi estremisti che ormai praticano un astensionismo tanto militante quanto minoritario, del numero sempre più grande di cittadini toscani che lavorano e risiedono fuori regione oppure all'estero, del crescente numero di grandi anziani che sono sempre più esclusi dalla vita comunitaria, è evidente che continua la silenziosa fuga dei cittadini dal voto. Questo è il dato più vistoso e più sfidante.

Dobbiamo continuare la lotta per avere regole elettorali più giuste per tutti. Dobbiamo ribellarci al fatto che ogni votazione sia ridotta all'ennesimo referendum fra i capi delle due attuali piramidi politiche, quella di centrosinistra e quella di centrodestra. I tifosi dei due schieramenti continuano a contarsi, ma tanti altri cittadini scappano da questo loro bipolarismo e dalla loro alternanza al potere, che non produce riforme per il bene di tutti, ma carriere, privilegi e potere per pochissimi. 

E' stata una corsa a chi perdeva meno voti. L'ha vinta il candidato incombente del centrosinistra, Eugenio Giani, che ha perso solo 100.000 voti circa dal 2020 al 2025. Alessandro Tomasi, sfidante di centrodestra e persona di un certo livello di competenza e serietà, ha perso quasi 150.000 rispetto a quelli che aveva preso la meteora salviniana Ceccardi cinque anni fa.

Tutti i partiti hanno perso voti, con l'eccezione dei pochi riformisti e moderati che hanno accolto qualche candidato civico e indipendente, sia a sinistra che a destra. Anche questo dovrà far riflettere.

Come OraToscana ringraziamo, per la generosità con cui si sono spese, alcune figure che hanno tentato di portare un po' di novità e di diversità: Francesco Carbini (civico riformista, circoscrizione di Arezzo); Andrea Ulmi (civico moderato, circoscrizione di Grosseto); Alessandro Giorgi (civico autonomista della circoscrizione di Pisa); Salvatore Bimonte (giovane esponente cristiano-sociale di Prato). Ce ne sono state molte altre, di persone generose che si sono candidate nei loro territori, ma che sono state ignorate dai media. Appiattiti, questi ultimi, sull'infausto plebiscito Giani-Tomasi. 

Le nostre congratulazioni a: Diletta Fanfani, eletta a Livorno nella lista AVS, una figura indipendente e amica dei nostri civismi; Federico Eligi, riformista indipendente e competente, eletto a Pisa nella lista Casa Riformista.

Il nuovo consiglio regionale ha visto purtroppo aumentare il numero dei "nominati", attraverso listini e candidature bloccate, a spese di figure che hanno invece avuto un autentico appoggio popolare.

Nonostante ciò, è comunque più articolato e plurale del precedente. Si possono quindi creare occasioni di dialogo, di critica e autocritica, di riforme. Che nessuno degli eletti si sottragga alla grande responsabilità di servire tutti i territori della Toscana, non solo la propria parte politica.

OraToscana, lo ricordo, è convocata per la sua terza assemblea generale a Nodica di Vecchiano, il prossimo 22 novembre 2025, per Santa Cecilia. Continueremo a lavorare per allargare e rafforzare, in dialogo con tutte le realtà comunali e territoriali con cui da anni siamo in contatto, la nostra rete di civismi appassionati delle autonomie personali, sociali, territoriali, in rete con Autonomie e Ambiente e con la famiglia europea dei territori e delle regioni, European Free Alliance.

 

Firenze, 14 ottobre 2025 

Mauro Vaiani

garante di OraToscana

https://www.biancorosso.me

 

 

 

  


venerdì 26 settembre 2025

Liberi Fiorentini per una svolta civica con Ulmi


 

Riceviamo e volentieri diffondiamo dagli amici Liberi Fiorentini e Liberi Toscani:

Liberi Fiorentini – Liberi Toscani

https://www.facebook.com/LiberiFiorentini

Firenze, 25 settembre 2025

Comunicato stampa

Il sostegno dei Liberi Fiorentini - Liberi Toscani ai candidati civici della lista “Noi MODERATI-CIVICI per Tomasi”


Come Liberi Fiorentini e Liberi Toscani abbiamo accolto l’invito della nostra famiglia politica, quella delle autonomie e dei civismi collegati nella rete OraToscana, a votare liberamente e consapevolmente, scegliendo delle persone.

Abbiamo deciso di appoggiare la lista dei “Noi MODERATI-CIVICI”, perché in essa sono candidate persone amiche del civismo e delle autonomie da sempre. Lo stesso faranno i nostri amici antichi autonomisti moderati, orfani di quello che ha rappresentato l’antica Lega Toscana, prima della deriva centralista ed estremista.

La lista MODERATI-CIVICI, trascinata da figure competenti e indipendenti come il dott. Andrea Ulmi, sarà la vera sorpresa di queste elezioni regionali.

Basta con la polarizzazione al vetriolo! Tutti i cittadini sentono il bisogno di moderazione, concretezza, cooperazione fra parti politiche diverse. Qualità che il dott. Andrea Ulmi dimostrò di possedere quando votò per l’attuazione delle norme sul fine vita.

Potremo contare sul dott. Ulmi e sugli altri candidati civici, quando si tratterà di promuovere l’autonomia delle persone e dei loro medici curanti, per liberarli dal tirannico verticismo del sistema sanitario regionale (Ulmi è fra i promotori del referendum consultivo contro le mega-ASL).

Lavoreremo con il dott. Ulmi sulla restituzione di risorse ai comuni e ai territori, perché i problemi ambientali e sociali devono essere affrontati secondo principi umani e cristiani di sussidiarietà, dalle autorità locali più vicine, quelle che sono a contatto diretto con coltivatori diretti, artigiani, piccoli negozi, comunità locali, famiglie, anziani, tutte le persone (e i loro animali – ricordiamo, per inciso, che è stata di questo civismo l’iniziativa della legge “Ulmi” sulla sepoltura degli animali di affezione insieme ai loro “umani”).

Il dott. Andrea Ulmi si è impegnato, come civico della lista MODERATI-CIVICI, a portare nel prossimo Parlamento toscano l’esigenza di più partecipazione e democrazia, a cominciare dalle correzioni necessarie alla legge elettorale toscana per far entrare in consiglio più voci, in rappresentanza di tutti i territori e di tutte le sensibilità politiche e culturali.

* * *

 

 

martedì 16 settembre 2025

Contro le mega-asl in Toscana


APPELLO A TUTTI I CITTADINI E LE CITTADINE DELLA TOSCANA 
FIRMATE 🖊️ PER IL REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITÀ:

OBIETTIVO, 35.000 FIRME - Ne mancano ancora la metà!

Il quesito referendario chiamerà i cittadini toscani a rispondere alla seguente domanda: “Siete favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del Servizio Sanitario Regionale incentrato in tre Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana n. 84/2015 (“Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Modifiche alla l.r. 40/2005”), al fine di assicurare una maggiore diffusione delle AUSL sul territorio, organizzandole su base provinciale?”

E' importante rivedere radicalmente questo eccesso di centralismo. Devono tornare unità sanitarie locali autonome, nel quadro della scelta - a parole da tutti condivisa - di riportare la sanità vicino alle persone, di avere punti di riferimento diffusi su tutto il territorio: ambulatori di vicinato, case della salute distrettuali, ospedali anche nei territori periferici, ad affiancare i tre grandi ospedali universitari principali (Careggi a Firenze, Cisanello a Pisa, le Scotte a Siena).

Si può e si deve firmare.

Negli uffici URP di molti comuni ci sono i moduli.

Informatevi partendo da qui:

https://www.facebook.com/profile.php?id=61579419887394

Il referendum unisce persone di tutto lo spettro politico della Toscana. Cittadini dall'estrema sinistra all'estrema destra, per dirla in modo semplice. Mancano i "big", però... Con qualche eccezione, per fortuna, dal mondo civico:


Segnaliamo l'impegno dell'amico Andrea Ulmi - candidato di punta della lista MODERATI-CIVICI alle regionali toscane - e uno dei sostenitori del referendum contro le mega-asl (maggiori informazioni cliccando qui)






 

 

 

martedì 19 agosto 2025

Conoscersi, confrontarsi, unirsi, il compito dei civismi in Toscana e oltre

 



Lettera aperta - Appello a unirsi fra liste e movimenti civici autonomi della Toscana per favorire candidature indipendenti alle imminenti elezioni regionali del 12-13 ottobre 2025

Cari concittadini e concittadine della Toscana,

le prossime elezioni regionali rappresentano un'altra importante opportunità per rinnovare il nostro impegno verso un futuro migliore per le nostre comunità.

In un contesto politico sempre più polarizzato, è fondamentale fare appello alla collaborazione tra le diverse liste e realtà civiche autonome e libere, in modo da dare voce a tutti coloro che non si riconoscono pienamente nei tradizionali schieramenti politici.

Le realtà civiche e autonome hanno dimostrato nel corso degli anni la loro capacità di affrontare tematiche nuove e urgenti, portando avanti progetti che rispondono in modo diretto alle esigenze dei cittadini.

L'unione di queste forze, che si fondano sui principi di trasparenza, partecipazione, valorizzazione di competenze locali, responsabilità sociale e ambientale, può rappresentare un valore aggiunto, se non addirittura un’alternativa solida e concreta agli attuali partiti, che sono piramidi verticistiche, i cui capi sono spesso lontani dai problemi quotidiani delle persone, delle famiglie, delle imprese, delle istituzioni e delle comunità locali.

Collaborando e unendo le nostre forze potremmo generare:

1. Rappresentatività

Potremmo portare in consiglio regionale una rappresentanza più ampia e diversificata, capace di ascoltare e rispondere alle richieste di tutti i cittadini.

2. Progettualità

La collaborazione tra diverse realtà civiche autonome permetterebbe di costruire progetti condivisi, fondati su obiettivi comuni e migliori pratiche, che possano generare risultati tangibili per la comunità.

3. Innovazione politica

Le realtà civiche e autonome, libere dai condizionamenti delle piramidi politiche, potrebbe porsi come laboratorio di innovazione, promuovendo nuove idee e modalità di governance più partecipativa e inclusiva.

4. Superamento delle divisioni

In un mondo in cui le divisioni sembrano sempre più accentuate, in cui ai cittadini viene imposto di essere meri tifosi di un forzato bipolarismo, la nostra capacità di unire diversità e di costruire insieme un futuro di condivisione, cooperazione, riforme, sarebbe un segnale forte e necessario.


Invitiamo quindi tutte le liste e realtà civiche, le forze autonome e libere, i riformisti, a confrontarsi e a definire insieme un programma elettorale minimo condiviso e a esprimere delle candidature indipendenti, per riflettere le esigenze e le aspirazioni dei cittadini comuni, esclusi dall’attuale bipolarismo e dalle sue degenerazioni.

È il momento di lavorare insieme per un obiettivo condiviso: il benessere della nostra comunità e il rafforzamento della democrazia locale in Toscana.

In questa fase preparatoria delle elezioni, vi chiediamo di considerare quest'appello.

Investiamo il nostro tempo e le nostre energie per costruire una piattaforma che possa realmente fare la differenza.

Insieme possiamo essere d’aiuto per un futuro migliore, fondato su valori di equità, giustizia e solidarietà.

Crediamoci, parliamoci, facciamo accadere qualcosa insieme!


Prato, 16 agosto 2025, San Rocco


Paolo Marrocchesi (Toscana Civica)

Mauro Vaiani (OraToscana – Autonomie e Ambiente,
copromotore de L’Altra Toscana)



domenica 27 luglio 2025

Per un civismo protagonista, non comparsa


 

La scomoda verità di quest'estate in cui si avvicinano le elezioni regionali in Toscana è che i vertici delle due principali piramidi politiche si stanno organizzando per occupare tutto lo spazio del dibattito pubblico. Non si sono nemmeno curati di confermare ufficialmente i loro due candidati (Giani per il centrosinistra, Tomasi per il centrodestra), perché tanto i capi sanno già che saranno i loro nominati ad avere tutto lo spazio mediatico. Ai cittadini toscani sarà concesso solo il plebiscito fra quello di sinistra e quello di destra, chiunque essi saranno.

Si sa già anche che i due candidati del bipolarismo, chiunque essi siano, vorrebbero avere ciascuno di loro una lista di fiancheggiatori che chiamano civica solo perché non avrà simboli di partito. La lista civica di Giani sarebbe organizzata da quadri del PD e forse anche di Italia Viva. La lista civica di Tomasi sarebbe organizzata grazie a dirigenti del centrodestra. Usiamo il condizionale solo perché i partiti, in entrambi gli schieramenti sono ancora dubbiosi. Stanno cercando di valutare quanto queste liste civetta aggiungano alle due coalizioni e quanti posti possano però portare via alle liste di partito.

Cosa c'entra tutto questo con la necessità assoluta di tornare a eleggere nelle istituzioni candidati civici veramente protagonisti, autonomi e liberi? Ovviamente nulla!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da L'Altra Toscana un comunicato che ribadisce la necessità di un cambiamento ben più profondo di questo teatrino in cui i civici sarebbero relegati al ruolo di comparse.

 

Viareggio 27 luglio 2025
 

CIVISMO VERO, SENZA FINZIONI: LA SERIETÀ COME VALORE RIVOLUZIONARIO
 

Ancora una volta, in vista delle elezioni, assistiamo al solito copione già visto troppe volte. A destra come a sinistra sbucano liste “civiche” costruite a tavolino, solo per fare da stampella ai partiti. Non rappresentano territori, non nascono da percorsi autentici: sono liste civetta, concepite per moltiplicare simboli e voti, senza alcun radicamento reale.

Troppo spesso, queste liste evitano persino la raccolta firme, grazie a escamotage e scorciatoie burocratiche. Un passaggio obbligatorio per tutte le vere forze civiche diventa, per loro, un ostacolo da aggirare. Con cavilli e forzature, ottengono privilegi che usano per impedire ad altri – proprio a chi segue le regole – di partecipare. Una competizione falsata, dove chi ha i mezzi per piegare le regole le usa contro chi le rispetta.

Il civismo che stiamo costruendo in Toscana è l’opposto di tutto questo. Non ha doppi fondi, non cerca scorciatoie, non si traveste. Non finge apertura dove c’è solo calcolo. Non inventa finte autonomie dove ci sono solo obbedienze silenziose.

La nostra forza è una sola, e non abbiamo bisogno di nasconderla dietro trame o manovre: la serietà. In un tempo dominato dalla furbizia, dai giochetti e dai trucchi di palazzo, la serietà è un valore rivoluzionario. Serietà nel modo in cui si sta nella competizione democratica. Serietà nel non prendere in giro i cittadini. Serietà nel costruire una proposta politica che non nasce dalla paura di perdere un posto, ma dalla volontà di cambiare davvero le cose.

Chi gioca con le regole non può mai essere parte della soluzione. Noi, semplicemente, le rispettiamo. E questo – oggi – è già una forma di radicale discontinuità.


Giorgio Del Ghingaro
per il Coordinamento L’Altra Toscana 

domenica 20 luglio 2025

Servono liste civiche, non liste civetta

Riceviamo e volentieri diffondiamo una nota da L'Altra Toscana, riunione di civismi liberi e autonomi della Toscana, che ha come punto di riferimento Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio. Si criticano gli schieramenti di centrosinistra e di centrodestra (con i loro candidati regionali toscani indicati ma peraltro non ancora ufficializzati, Giani e Tomasi). Vogliono farsi delle loro liste di appoggio "non di partito"? Forse le faranno, ammesso e non concesso che ottengano il permesso dai loro vertici nazionali, ma non chiamatele per favore liste civiche, perché saranno liste civetta.

 


 

Comunicato stampa 20 luglio 2025
L’ALTRA TOSCANA: 

“LISTE CIVETTE, NON CIVICHE. IL VERO CIVISMO È LIBERO DAI PARTITI”
 

In questi giorni si torna a parlare di “liste civiche” come ricetta per le prossime elezioni regionali in Toscana. Alcuni propongono di riciclare facce note del centrosinistra e del centrodestra sotto mentite spoglie civiche, nella speranza di riattivare un consenso ormai logorato. Ma chi vogliono prendere in giro?
Noi de L’Altra Toscana diciamo chiaramente: non tutte le liste che si definiscono “civiche” sono davvero tali. Troppe volte si assiste alla nascita di comitati o sigle che si proclamano civiche, ma che di fatto sono espressione diretta dei partiti, funzionali a loro strategie, incubate nei corridoi del potere. Le chiamano civiche, ma sono civette: servono a distrarre, a confondere, a “ripulire” volti e simboli ormai logori. Non sono alternative ai partiti: sono la loro stampella mascherata.
Il vero civismo, quello che L’Altra Toscana porta avanti con coerenza e trasparenza, nasce dai territori, non dalle segreterie. È un civismo autonomo, partecipato, orizzontale, che parte dai bisogni concreti delle comunità, non dai giochi tattici tra ex sindaci, dirigenti e capibastone. È un civismo che non ha padroni, che si misura con il potere, non che cerca un posto a tavola.
Se i partiti hanno perso credibilità, non è con le finte liste civiche che la ritroveranno. La sfiducia si combatte con un nuovo patto civico tra cittadini liberi, non con le “operazioni di maquillage” elettorale.
L’Altra Toscana si batte per una Regione più giusta, trasparente, sobria e solidale. Senza sponsor né padrini. Il nostro è un progetto davvero civico e libero: aperto, partecipato, costruito dal basso. Chi cerca il “civismo telecomandato” resti pure nei palazzi.
La Toscana ha bisogno di aria nuova, non di vecchie strategie col trucco.
 

L’Altra Toscana 

 

sabato 5 luglio 2025

L'uscente e incombente Giani sta esagerando...

 


Il potere d'indire le elezioni nella Repubblica Italiana è sempre stato usato e abusato da coloro che sono già "dentro" e si sentono purtroppo padroni delle istituzioni. Eugenio Giani, presidente uscente e incombente della Toscana, sta però esagerando. Riceviamo e pubblichiamo integralmente una ferma protesta dei civici de L'Altra Toscana, a firma di Giorgio Del Ghingaro, garante del coordinamento e sindaco di Viareggio.

 

IL BALLETTO DELLE DATE PER LE REGIONALI È UNO SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA

Il balletto stucchevole sulle date delle prossime elezioni regionali in Toscana, con il presidente Giani che continua a lanciare ipotesi e proclami senza alcuna ufficialità, è ormai diventato uno spettacolo indecoroso, un insulto alla partecipazione democratica.

A oggi non esiste ancora una data certa, non ci sono candidati ufficiali, solo proclami a orologeria dettati da logiche di potere, non da senso istituzionale.

Da settimane assistiamo a un valzer di date ipotetiche, dichiarazioni ambigue e silenzi strategici: non c’è ancora, nessun calendario trasparente, nessun elenco di candidati: l’intero processo elettorale appare più come una manovra di palazzo che un percorso democratico trasparente.

Ma c’è di più, e di peggio.

Se davvero si andrà al voto a ottobre, come ventilato, si configura una vera e propria violazione dello spirito democratico: i soggetti politici che non sono rappresentati in Consiglio regionale oggi — e che quindi devono raccogliere le firme per presentare le proprie liste — si troveranno con tempi strettissimi per farlo, nel cuore dell’estate, quando la partecipazione popolare è naturalmente più difficile.

Un ostacolo non casuale, ma scientificamente progettato per tagliare fuori ogni voce scomoda o alternativa.

Non è la prima volta che accade: già in passato, in Toscana e in altre regioni, il sistema di raccolta firme è stato usato come barriera più che come garanzia. Nel 2010 diverse liste furono escluse dalla competizione regionale proprio per cavilli legati alla tempistica e alla validazione delle sottoscrizioni. L’Associazione Luca Coscioni da anni denuncia l’impossibilità per nuovi soggetti politici di partecipare ad armi pari, e nel 2022 ha chiesto senza successo la digitalizzazione delle firme, oggi ampiamente praticabile ma ancora ignorata dal legislatore.

Anche in occasioni recenti, come le elezioni europee del 2024, l’Italia è finita nel mirino delle istituzioni europee per aver modificato le regole elettorali a pochi mesi dal voto, imponendo una raccolta firme onerosa e opaca, in violazione dei più elementari principi democratici.

Si parla tanto di mancata partecipazione della gente alla vita pubblica e di astensionismo e poi si fa di tutto per allontanare ancor di più i cittadini e comprimere le forme di democrazia.

È un ostacolo pratico che diventa un ostacolo politico. Si impedisce, nei fatti, la partecipazione di nuove forze, si ostacola il pluralismo, si chiude la porta in faccia a chi vuole rappresentare un’altra idea di Toscana.

Quando la burocrazia diventa arma politica, la democrazia è sotto assedio. Quello che sta accadendo in Toscana è grave: non è solo negligenza, è una manovra consapevole per piegare le regole all’interesse di pochi. Si impedisce la nascita di alternative, si soffoca il pluralismo, si chiude la porta al cambiamento.

L’Altra Toscana c’è, e ci sarà. Chiediamo chiarezza, subito. Chiediamo tempi certi e accessibili per tutti. Chiediamo che non si giochi sulla pelle della democrazia.

La Toscana merita molto di più di questo teatrino. E merita, come è stato in altri momenti della sua storia, trasparenza, equità e rispetto delle regole comuni.

Giorgio Del Ghingaro

Sindaco di Viareggio e garante del coordinamento civico L’Altra Toscana

 

Viareggio, 4 luglio 2025

 

 

 

 

sabato 28 giugno 2025

Il manifesto del civismo libero e autonomo de L'Altra Toscana


 

Nell'accogliente contesto dell'Hotel Florence Metropole, a Firenze, si sono riuniti stamane, 28 giugno 2025, ottanta amministratori locali e attivisti de "L'Altra Toscana", per la presentazione del proprio manifesto. Lo pubblichiamo integralmente, per fare apprezzare la freschezza e la novità del linguaggio del documento, elaborato da questa innovativa rete toscana di coordinamento dei civismi e di altre realtà politiche autonome, libere, locali.

Il manifesto è stato presentato da Giovanni Bellosi (Scandicci Civica), Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi), Mauro Vaiani (Ora Toscana - Civici di Prato per le autonomie), Renzo Luchi (Cittadini per Fiesole), Francesco Carbini (Liste Civiche Sangiovannesi).

A inizio lavori hanno portato un saluto Serena Bavuso, assessora a Lamporecchio (che ha sostituito la sindaca civica Anna Trassi, all'ultimo momento impossibilitata); David Saisi (sindaco civico di Gallicano), Alessandro Polcri (sindaco civico di Anghiari e presidente della provincia di Arezzo). 

Il dibattito è stato coordinato da Anna Ravoni (già sindaca di Fiesole) e Federico D'Anniballe (Cambiamo Ponsacco).

Ha concluso, con un appassionante intervento, il sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro, garante e coordinatore della rete L'Altra Toscana.

Approfondimenti e ulteriori notizie saranno presto diffuse. Nel frattempo ecco qui il testo integrale del manifesto.

 


 

MANIFESTO POLITICO DEL CIVISMO IN TOSCANA
promosso da L’Altra Toscana
 

Il tempo del protagonismo 

1. Una nuova grammatica per una nuova Toscana
La Toscana del 2025 chiede un linguaggio politico nuovo. I modelli del passato, basati su appartenenze rigide e su un potere distante dai territori, hanno esaurito la loro spinta propulsiva. In questo vuoto si afferma una nuova pratica: il civismo.
Un civismo autentico, radicato, autonomo. Non un’ideologia, ma un metodo. Non una bandiera, ma un progetto collettivo. Una politica che nasce dal basso, dalla concretezza delle esperienze locali, e che torna ai cittadini con risultati visibili e verificabili.

2. Il civismo è partecipazione che governa
Il civismo non è un’eccezione, ma un’alternativa reale. Amministra bene dove è messo alla prova. Parla con onestà. Decide con responsabilità.
In Toscana esistono esempi chiari di civismo amministrativo efficace, capace di affrontare crisi profonde e generare rinascita. L’Altra Toscana nasce da queste esperienze: non come somma di liste, ma come espressione matura di una volontà popolare che chiede serietà, competenza e visione.


3. Il tempo del protagonismo: dalla Toscana che subisce alla Toscana che propone
Una regione intera si risveglia. Non più spettatrice dei giochi politici decisi altrove, ma protagonista del proprio destino. Città medie, aree interne, borghi, periferie urbane: in tutta la Toscana cresce la consapevolezza che è tempo di agire insieme.
L’Altra Toscana è la casa di questo nuovo protagonismo: una rete di cittadini, amministratori, esperienze civiche che non si rassegnano alla marginalità e costruiscono, ogni giorno, la Toscana possibile.


4. Il civismo come infrastruttura democratica
Lontano dalla retorica e dai professionismi della politica, il civismo si struttura. Costruisce reti, promuove formazione, attiva intelligenze collettive.
E’ il tempo di mettere a comune le buone pratiche locali per costruire un progetto regionale forte, autonomo, credibile. Il civismo toscano oggi è pronto per questa sfida: non come testimonianza, ma come proposta di governo.


5. Le priorità di una Toscana civica
• Sanità pubblica e territoriale: più accessibilità, meno attese. Cura e prevenzione come diritti fondamentali.
• Territorio e rigenerazione: investimenti pubblici in progetti partecipati, nei centri storici e nelle aree marginali.
• Beni comuni: acqua, suolo, paesaggio e cultura da riconoscere e gestire con responsabilità condivisa.
• Lavoro dignitoso e impresa diffusa: promuovere il lavoro vero, sostenere chi innova e chi tiene viva l’economia locale.
• Innovazione tecnologica sostenibile come mezzo per supportare iniziative giovanili, protezione dell’ambiente e accelerazione dell’apparato burocratico
• Trasporto pubblico: da migliorare e rendere concretamente fruibile in tutto il territorio regionale.
• Tutela diffusa: la Toscana quale unicum non replicabile, con le sue eccellenze in tutto il suo territorio, che meritano pari dignità di salvaguardia, senza disparità di attenzione tra le diverse parti del territorio regionale.
• Partecipazione aperta e confronto costante: un’amministrazione sempre frutto di confronto con la cittadinanza, pronta a recepire istanze ed idee.
• Sicurezza sociale: più presenza, servizi diffusi, comunità forti e coese.
• Scuola, cultura, giovani: formazione civica, spazi pubblici, educazione alla partecipazione democratica.


6. Un metodo prima ancora che un programma
L’Altra Toscana non nasce per replicare ciò che non funziona, ma per offrire un metodo nuovo: trasparente, condiviso, aperto. Le decisioni devono essere comprensibili e partecipate. La politica non è proprietà di pochi, ma spazio di corresponsabilità.
Il civismo non promette miracoli, ma si impegna a rendere ogni scelta leggibile, ogni risorsa tracciabile, ogni risultato misurabile.


Conclusione – L’Altra Toscana è già cominciata
L’Altra Toscana non è un’idea astratta. È ciò che già esiste nei territori che funzionano. È ciò che si vede ogni volta che una comunità sceglie di rimboccarsi le maniche. È ciò che accade quando l’ascolto, la competenza e il rispetto diventano pratica politica.
Ci uniamo con modalità confederali che rispettano e anzi promuovono le nostre autonomie e diversità, lasciando emergere proposte comuni, competenze ed energie, una nuova generazione di leader locali.
Il nostro obiettivo non è cambiare casacche, ma aprire spazi nuovi. Ricostruire fiducia. Unire ciò che è disperso.
Restituire alla politica il senso dell’utilità. E ai cittadini, il gusto di esserci.

 

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Nella foto uno sguardo d'insieme sugli 80 partecipanti all'evento 

Per maggiori informazioni un primo contatto: laltratoscana@gmail.com

 

 

 


 

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