Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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giovedì 1 gennaio 2026

Per la liberazione dall'obbedienza


 

La più grande sfida dell'essere umano globalizzato e socialmente mobilitato del nostro tempo non è tenere a bada la propria aggressività, ma mettere un freno alla propria eccessiva obbedienza. Siamo troppo sottomessi a concentrazioni di potere autoritario, che peraltro sarebbero ormai capaci di distruggere il pianeta dozzine di volte, dopo aver dimostrato di essere in grado di sterminare su scala industriale milioni di uomini.

Questo pensiero di Rita Levi Montalcini, espresso in modo semplice e diretto, merita di aprire il 2026.

La riflessione può essere riascoltata facilmente in rete, per esempio qui e qui.

Quella di incoraggiare la persona umana a uscire dall'obbedienza cieca a ogni forma di centralismo autoritario è la nostra cruciale missione decentralista, il nostro compito autonomista, a cui abbiamo dedicato la vita.

Auguri sinceri.

 

   

  

sabato 24 agosto 2024

A spiritual journey to M.A.H.A.


 

La politica è complicata per tutti e dappertutto, ma qualcosa è sempre possibile fare, con il necessario coraggio, anche di accettare compromessi.

Negli USA una candidatura indipendente alla presidenza è diventata impossibile, grazie ai marchingegni messi in atto nei decenni dalla "Democratic Machine".

Robert F. Kennedy Jr, dopo essere diventato il più credibile terzo incomodo della politica americana da decenni a questa parte, subendo per questo attacchi di ogni tipo dall'establishment, ha quindi deciso che in tutti i cosiddetti "swing states" (detti anche "battleground states") si ritirerà per facilitare la vittoria di Donald Trump. In molte decine di stati i suoi sostenitori continueranno, comunque, la costruzione e la stabilizzazione di nuovi movimenti, politicamente centristi, anche se molto radicali sui temi della salute e dell'ambiente.

I temi cruciali dell'alleanza politica ed elettorale fra il team Kennedy-Shanahan e quello Trump-Vance sono: la fine delle guerre infinite, del militarismo e dell'interventismo americano in ogni scenario, la cosiddetta "dipendenza dalla guerra"; la resistenza contro ogni forma di censura, poiché un conformismo bigotto e autoritario è l'esito ultimo della "closing of American minds", della "cancel culture", dell'isteria "Woke"; infine la lotta per la salute degli esseri umani e di tutto l'ecosistema.

L'adesione di Trump alla battaglia ambientalista e umanitaria di Bobby Kennedy è una sorpresa gigantesca per tutti, compresi coloro che già veneravano il tycoon come candidato anti-establishment. Sarà sincera? Sarà possibile? Saprà Trump, rieletto presidente, contribuire insieme a persone come Kennedy a ridefinire la vita pubblica di un grande stato imperiale che sta decadendo materialmente e moralmente? Questo lo dirà il tempo, ma, come dice Kennedy, lasciare intentata questa impresa sarebbe stato fonte di imbarazzo se non di vergogna per un attivista ormai settantenne come lui.

In uno stato come gli USA, in cui la sanità è lasciata in grandissima parte a Big Pharma e a concentrazioni economiche in cerca di profitto, il risultato è che la spesa sanitaria (pro capita) è il doppio di quella che abbiamo in Europa, ma gli USA, in tutte le statistiche sanitarie, sono posizionati indietro, più indietro di stati molto più poveri.

La verità indicibile, che il mainstream neoliberista cerca di censurare in ogni modo, è che se la sanità genera profitti, i venditori di sanità cercheranno di farci ammalare tutti e di imporci stili di vita che ci facciano restare ammalati per tutta la vita.

Un caro amico che lavora nella rappresentanza farmaceutica mi raccontò una volta che le più potenti Big Pharma hanno il grande obiettivo di vendere medicine (con presunte capacità preventive o stabilizzanti della salute, s'intende) soprattutto ai sani, perché i sani sono molto più dei malati.

Negli Stati Uniti siamo andati ben oltre, o sono finiti ben più in basso - scegliete voi l'espressione più giusta.

Per vendere sempre di più, si drogano di cibi ultraprocessati le persone sin da bambine. Si avvelena l'ambiente in ogni modo possibile (con sostanze che in Europa abbiamo proibito da anni, ormai). Le si fanno ammalare più che in ogni altro angolo del mondo, e soprattutto di malattie croniche, che non uccidono ma le rendono dipendenti per sempre da farmaci. Un circolo vizioso e in definitiva autodistruttivo, anche per l'impero più potente e più ricco del pianeta.

Gli USA sono andati ben oltre quanto paventato dai sostenitori dei limiti del capitalismo, dell'industrialismo, della crescita. Si è spalancato un abisso, che né le sinistre né le destre americane hanno finora saputo affrontare.

Ci sono voluti decenni di ambientalismo (peraltro molto moderato e tutto interno allo status quo di una società liberaldemocratica) per far emergere una voce un pochino più coraggiosa - che peraltro forse non sarebbe mai potuta diventare così forte se non provenisse da una delle famiglie più aristocratiche, ricche e famose d'America, i Kennedy.

Bobby Kennedy Jr diventò più esplicito e più radicale dopo aver visto i molti errori che autorità pubbliche ormai corrotte hanno fatto durante la pandemia Covid. E' diventato ancora più critico e lucido dopo avere appreso che il Covid ha ucciso in America mediamente quattro volte più che nel resto del mondo, a causa della diffusione di massa di malattie croniche che affliggono gli Americani.

Porre fine al declino materiale, fisico, mentale e spirituale delle persone comuni - delle "ordinary people" - negli Stati Uniti, è diventata la sua missione e per questo è diventato il bersaglio di tutti coloro che sono al potere nelle grandi corporazioni americane.

Kennedy poteva essere schiacciato facilmente dai media "mainstream", ma poteva comunque attrarre molti voti da persone che, pur non condividendo la traiettoria populista di Trump, sono comunque ribelli allo status quo. Trump, che ha moltissimi difetti ma non manca di fiuto politico, ha capito che quei voti sarebbero mancati a lui. Ha quindi offerto un'alleanza che Kennedy non ha potuto rifiutare.

Così, il popolo MAGA (Make America Great Again) ha accolto Kennedy e ha accettato di diventare MAHA (Make America Healthy Again).

Come andrà a finire? In un impero così centralizzato, autoritario, violento, dove in molti stati c'è da dubitare persino della correttezza del conteggio dei voti, può succedere di tutto. Anche qualcosa di buono, un qualche segno di resipiscenza e risveglio, nell'interesse delle generazioni future.

Capire cosa è successo in questi anni in America non è semplice (né qui lo si pretende). Conoscere e rispettare lo "spiritual journey" di Kennedy, il viaggio spirituale che lo ha portato, nonostante i suoi molti errori e le ingenuità di una lunga vita, a diventare un politico in prima fila e, potenzialmente, un membro influente della possibile seconda amministrazione Trump, potete partire da un video come questo:

https://youtu.be/HuBdn5m_tXM?si=DnhUeauV98MGwXhF

Buon ascolto e buona riflessione. Sono tutti temi che riguardano anche noi, anzi l'intera umanità.


mercoledì 12 giugno 2024

Un'estate in cui è in gioco il futuro della Repubblica

 

Quest'estate ci giochiamo la Repubblica come la conosciamo.

Forse non tutti possono intuirlo, ma per il momento ci basta che lo comprendano 500.000 persone.

Tanti sono i sottoscrittori che servono per depositare quattro quesiti referendari abrogativi delle parti più indecenti del Rosatellum, l'ultima e per molti aspetti la peggiore delle leggi elettorali antidemocratiche che da vent'anni erodono il pluralismo politico e la democrazia italiana.

Se ci riusciamo, anche solo a depositare i quattro quesiti, metteremo in crisi la deriva che ci sta portando verso il podestà d'Italia.

Se falliamo, faremo un passo avanti verso il precipizio.

Qui il messaggio di Autonomie e Ambiente che ha contibuito sin dall'inizio all'avvio di questa iniziativa ispirata alle idee e alle lotte di Felice Besostri:

https://autonomieeambiente.eu/news/323-una-firma-per-la-rappresentanza-questestate

Qui il sito su cui informarsi, donare, contribuire in qualche modo alla campagna, firmare online:

https://www.iovoglioscegliere.it/

La raccolta firme inizia il 15 giugno 2024 e terminerà entro il 15 settembre.

Firmate, senza esitazione, per riprenderci la rappresentanza e porre fine a questo ventennio dei "nominati".

giovedì 16 maggio 2024

A Milano, con EFA e il mondo delle autonomie, per un'Europa diversa

Oggi a Milano, EFA e Autonomie e Ambiente sono protagonisti per un'Europa diversa.

Protagonisti dei lavori saranno:

Maylis Roßberg, "spitzenkandidatin" EFA 

Lorena López de Lacalle, presidente EFA 

Mauro Vaiani, vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente

Giovanni Poggiali, unico autonomista candidato alle elezioni europee (nel Nordest, lista Azione-Siamo Europei)

Insieme con molti altri leader del civismo, dell'ambientalismo, delle reti di solidarietà e di resistenza contro l'erosione della democrazia, i ciarlatani del falso autonomismo, gli aspiranti podestà d'Italia e napoleone d'Europa.

 

Per consultare l'agenda della giornata:

https://autonomieeambiente.eu/news/300-efa-milano-16-maggio-2024-conferenza-stampa



giovedì 25 agosto 2022

Parlare di autonomie ma senza autonomisti

 


Il Meeting di Rimini 2022 ha dedicato mercoledì 24 settembre 2022 un incontro al tema estremamente caro a questo blog: la Repubblica delle Autonomie. Non si pensi a un momento di approfondimento. Diciamo che è stato un "talk", che ha concesso agli intervenuti giusto il tempo di lanciare qualche slogan. Una occasione sprecata, in poche parole.

Sono intervenuti: Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Friuli Venezia Giulia; Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Andrea Prete, presidente Unioncamere. Ha introdotto e moderato Francesco Magni, ricercatore di Pedagogia Generale e Sociale all’Università degli Studi di Bergamo. 

Il mondo di CL (Comunione e Liberazione) non è certamente ostile alle autonomie. Sicuramente credono nella sussidiarietà (forse più in quella orizzontale che favorisce lo sviluppo delle loro opere che in quella verticale, ma non facciamo polemiche su questo qui e ora). 

Il Meeting è comunque un appuntamento di grande rilievo, ma forse proprio per questo la delusione di chi scrive è ancora più netta.

E' stata una successione di comizietti pronunciati da persone che o non sanno nulla, o non fanno nulla, o addirittura sono contrarie alle autonomie. Se si voleva parlare di autonomie senza autonomisti, ci si è riusciti.

Scontati e prevedibili, peraltro, questi comizietti, parole pronunciate con supponenza ma prive di spessore e anzi minate dai più triti pregiudizi alimentando i quali le elite dominanti da trent'anni si adoperano per soffocare l'ideale di una Repubblica delle Autonomie (e di una Europa delle regioni, dei popoli, dei territori).

Alcuni degli errori più marchiani (che in alcuni momenti sono scesi al livello di vere e proprie dissonanze cognitive):

- hanno parlato di autonomie quasi che esse fossero una problematica di "management", una scelta di organizzazione dei servizi (ovviamente perseguendo la riduzione dei costi...), invece che un problema di democrazia, partecipazione, inclusione; in questo si sono distinti la Gelmini e Fedriga e la cosa non meraviglia purtroppo; 

- hanno parlato con leggerezza di una "semplificazione" attraverso la digitalizzazione, che significherebbe, a loro parere, spogliare i territori dei propri centri decisionali, di studio, di competenza; una volta che a un territorio si toglie una istituzione o un ufficio - fosse anche uno dei più inutili, come una Camera di commercio - si innesca un processo di spopolamento e di fuga di risorse umane, economiche e sociali, che non può certo essere compensato dall'accesso di un impiegato in telelavoro a un portale "nazionale"; in questo, e ne sono dispiaciuto, si è distinto Andrea Prete; capita, se si va a un dibattito sulle autonomie senza essere un autonomista;

- hanno fatto chiudere l'incontro con una invettiva antiautonomista trita e ritrita, quella del sindaco di Napoli Manfredi, contro il pericolo che nuove autonomie possano "aumentare il divario" fra cittadini e territori; c'è un limite a tutto, anche alla disonestà intellettuale di un professore che la "autonomia" della sua Università, guarda caso, se la teneva ben stretta; gli attuali "divari", gentile signor sindaco, sono l'eredità di un secolo e mezzo di centralismo, non certo di processi autonomistici, i quali, al contrario, quando erano stati avviati i divari avevano cominciato a ridurli; le cose vanno invece molto peggio da quando un centralismo italiano (ed europeo, e austeritario) ha ripreso il sopravvento nel sistema politico italiano.

Unica presenza che, con il suo breve saluto iniziale, va salvata, è quella di Luca Beccari, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, la Cooperazione Economica Internazionale e le Telecomunicazioni della Repubblica di San Marino. Ha ricordato, con poche e semplici parole, che la sua comunità di trentamila abitanti, pur così piccola e così permeabile da tutti i guai che l'Italia e l'Europa possono provocare, riesce a vivere e a fornire ai suoi cittadini tutto quanto è essenziale.

E' possibile, oltre che più umano, vivere in comunità più ristrette che si autogovernano e quindi è in quella direzione che si deve andare. Questa è la nostra convinzione, alla faccia dei soloni autonomisti solo a parole e dei demagoghi antiautonomisti.


domenica 29 maggio 2022

OraToscana per cinque SI' ai referendum del 12 giugno 2022

 

Continuano gli appelli del mondo civico ambientalista autonomista toscano per il voto e per i cinque SI' ai referendum del 12 giugno 2022. Sarà ancora un difficile battiquorum, ma non possiamo certo rassegnarci. Testimonieremo la nostra fedeltà alla Costituzione e agli ideali delle autonomie personali, sociali, territoriali, fino alla fine.


Firenze, 29/5/2022 - OraToscana, in vista del 12 giugno 2022, invita alla massima partecipazione popolare al voto e a votare CINQUE SI’ ai referendum popolari abrogativi. Aderiamo alle considerazioni espresse da Mauro Vaiani, il blogger di Diverso Toscana e nostro garante, oltre che all’appello lanciato da una delle liste civiche ambientaliste autonomiste più significative della Toscana, Un Cuore per Vecchiano. Dopo due anni di dolore e terrore, di centralismo autoritario e discriminazione, di crisi economica e sociale e ora di guerra, dobbiamo reagire, uscire di casa, tener desta la speranza, aggrapparci alla Costituzione. Votiamo SI’ su tutte e cinque le schede, non contro i magistrati, ma contro l’immobilità e l’ignavia della politica centralista, da decenni incapace di darci una giustizia giusta. Informiamoci sui quesiti e sugli argomenti del referendum, a partire dal sito web dei promotori:

https://www.referendumgiustiziagiusta.it/

 

 



sabato 28 maggio 2022

Cinque SI' dal Cuore di Vecchiano

 

 
 

Diffondiamo il testo integrale di un messaggio a favore di CINQUE SI' AI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA del prossimo 12 giugno 2022, pubblicato da una delle voci più autorevoli del civismo ambientalista e autonomista toscano, quella di Un Cuore per Vecchiano, lista civica ambientalista, autonomista di Vecchiano, rappresentata in consiglio comunale dal dott. Vincenzo Carnì.

Vecchiano, 27 maggio 2022 

I diritti che non esercitiamo vanno perduti:

appello al voto e a votare

cinque SI’

Domenica 12 giugno 2022, i cittadini di tutta la Repubblica italiana sono chiamati al voto su cinque referendum popolari abrogativi in materia di giustizia. Il nostro gruppo civico ambientalista autonomista, UN CUORE PER VECCHIANO, ha deciso di diffondere, pur nel rispetto del nostro pluralismo interno e della libertà di coscienza e di voto di tutti, un appello al voto e a votare cinque volte SI’.

E' assolutamente comprensibile che, in questi anni orribili di crisi e di guerra, molti siano poco informati, poco motivati, poco convinti, ma noi lanciamo un allarme elementare: guai all'indifferenza di chi se ne sta chiuso in casa, pensando che tutto ciò che avviene fuori dalla porta sia poco importante o non lo riguardi.

Sicuramente andranno al voto in massa tutti coloro che sono stati vittime della GIUSTIZIA INGIUSTA, ma noi chiediamo a tutti i concittadini e compaesani di andare a votare non contro i magistrati o contro partiti e sindacati che sono complici del disastro del sistema giudiziario italiano, MA PERCHE’ DOBBIAMO FAR CAPIRE AL PARLAMENTO CHE LE COSE DEVONO CAMBIARE, PER DIFENDERE LA REPUBBLICA E LA COSTITUZIONE, PER TENER DESTA LA SPERANZA, PER IL BENE DELLE GENERAZIONI FUTURE.

 

Una guida ai cinque referendum

 

Referendum n. 1 SCHEDA ROSSA:

Si chiede l'ABROGAZIONE della LEGGE SEVERINO. La decadenza automatica di sindaci e amministratori locali condannati, anche solo in primo grado, ha creato vuoti di potere e la sospensione temporanea dai pubblici uffici di innocenti poi reintegrati al loro posto. La vittoria del Sì restituirebbe ai giudici la responsabilità di decidere se applicare o meno l’interdizione dai pubblici uffici.


Referendum n. 2 SCHEDA ARANCIONE:
Si chiedono LIMITI ALL’ABUSO DELLA CUSTODIA CAUTELARE. Ogni anno migliaia di innocenti vengono privati della libertà senza che abbiano commesso alcun reato e prima di una sentenza anche non definitiva. Resterebbero ovviamente possibili misure cautelare per prevenire la fuga, l'inquinamento delle prove, il pericolo concreto e attuale pericolo che si commettano altri delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza.

Referendum n. 3 SCHEDA GIALLA:
Si chiede la SEPARAZIONE FUNZIONE DEI MAGISTRATI. Ci sono magistrati che lavorano anni per costruire castelli accusatori in qualità di pubblici ministeri (accusatori) e poi, senza alcun controllo o filtro, chiedono di diventare giudici. Se sono stati avventati come accusatori, che credibilità possono avere come giudici terzi e imparziali?

Referendum n. 4 SCHEDA GRIGIA:
Partecipazione dei membri laici alle deliberazioni dei consigli giudiziari. Si chiede che alla VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI, istruita attraverso i consigli giudiziari locali, possano esprimersi anche i membri laici, cioè i rappresentanti delle università e degli avvocati.

Referendum n. 5 SCHEDA VERDE:
Si chiede una modifica minima delle regole di ELEZIONE DEL CSM. Con il voto Sì, si aumentano le possibilità di concorrere anche per magistrati indipendenti fuori dal sistema "Palamara" e dalle correnti.

Grazie al blog Diverso Toscana di Mauro Vaiani (garante regionale di OraToscana e segretario della rete italiana Autonomie e Ambiente) per gli spunti.

Per coloro che intendono approfondire, consigliamo il sito dei promotori:

https://www.referendumgiustiziagiusta.it/

 

mercoledì 2 febbraio 2022

Fateci votare le persone

 


 

La Repubblica italiana è in una drammatica crisi. L'Unione Europea è malata di tecnocrazia. Nel mondo si moltiplicano le posture neoimperialiste e neocolonialiste. Siamo divisi dalle inquietanti conseguenze del "Green Pass" come strumento di sorveglianza universale. Gli umili, i fragili, le periferie soffrono. Davanti a tutto questo, OraToscana fa un gesto politico necessario e urgente. Poiché nel 2023 dovremo eleggere un nuovo Parlamento ridotto a 400 deputati e 200 senatori, che dovrà guidarci lungo tempi estremamente difficili, dobbiamo arrivare a quelle prossime elezioni politiche in modo ragionevole. Mauro Vaiani, garante di OraToscana, ha mandato la nostra piccola voce ai due presidenti delle Commissioni Affari costituzionali del Senato e della Camera, il senatore Dario Parrini (PD) e il deputato Giuseppe Brescia (Cinque Stelle), rispettivamente (nella foto sopra).

Mentre i vertici delle altre istituzioni navigano tra problemi quotidiani enormi, sperando che ci portino fuori dallo stato di emergenza al più presto, alle due Commissioni spetta di correggere al più presto la legge elettorale. Si deve assicurare la rappresentanza di tutti i territori e di tutte le idee, vecchie e nuove. Si deve restituire ai cittadini il potere di scegliere le persone che faranno parte delle nuove camere. Questo è il loro dovere, pena l'ulteriore aumento dell'astensionismo, l'approfondirsi delle divisioni, la distruzione della coesione civile della Repubblica.

Nell'attuale temperie politica, tornare a votare per le persone, oltre che per una lista, è fondamentale. Sono le persone che faranno la differenza e daranno stabilità, nella prossima XIX legislatura. 

Qui in calce il testo integrale della lettera del dott. Mauro Vaiani al sen. Parrini e all'on. Brescia, datata oggi 2 febbraio 2022, giorno della Candelora.

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OraToscana

Rete di civismo, ambientalismo, autonomismo in Toscana

https://t.me/OraToscana - https://www.facebook.com/OraToscana - oratoscana@gmail.com



Prato, La Candelora, 2 febbraio 2022


Fateci scegliere le persone

lettera aperta
al sen. Dario Parrini (pres. della I Commissione del Senato - Affari Costituzionali)
e all’on. Giuseppe Brescia (pres. della I Commissione della Camera - Affari Costituzionali)



Gentili presidenti Parrini e Brescia,

è arrivato il momento politicamente utile per correggere la legge elettorale, in modo da arrivare alle elezioni politiche del 2023, avendo ripristinato le condizioni per una elezione serena dei futuri 400 deputati e 200 senatori.

Si riparta dal lavoro concreto che avete già avviato, con umiltà e senza voli pindarici.

Due le speranze che tanti movimenti civici, ambientalisti e autonomisti – non solo la nostra rete OraToscana – coltivano:

1) ciascun cittadino possa votare in una circoscrizione di dimensioni contenute (mai comunque più grande della sua regione o provincia autonoma), in modo da poter scegliere, oltre a un partito, anche due persone: una donna e un uomo, da liste corte e riconoscibili;

2) si semplifichi la presentazione delle liste e le si mettano tutte, le vecchie e le nuove, in condizioni di parità, almeno di fronte agli adempimenti richiesti per essere ammesse e comparire sulle schede elettorali.

Il dopo pandemia è durissimo e lo sarà ancora a lungo; i problemi quotidiani sono drammatici, soprattutto per gli umili, i fragili, le periferie. In questa crisi non abbiamo bisogno di meno, ma di più democrazia. Le persone devono sentire che vale la pena tornare a votare!

Sinceri auguri di buon lavoro.


Mauro Vaiani Ph.D.

garante e coordinatore di OraToscana

 

(Mauro Vaiani, OraToscana)

 


 

lunedì 4 ottobre 2021

Si ricomincia da Vecchiano

 

Se parlate con diverse persone di UN CUORE PER VECCHIANO, lista civica ambientalista autonomista, vi diranno che non sono contente. Molte sono alla prima esperienza, ma avrebbero voluto fare meglio e fare di più. Eppure hanno fatto tanto! Hanno raggiunto il 7.2% dei voti e hanno eletto un consigliere comunale, il bravo e competente Vincenzo Carnì.

Erano una lista più unica che rara, l'unica veramente autonoma dai partiti, da tutti i partiti centralisti, una novità assoluta nella storia contemporanea di Vecchiano. Erano, sono e intendono essere una squadra, per un impegno civico a lungo termine per restituire potere e controllo alle comunità locali, ai territori, alle persone, a cominciare dalla salute, bene comune primario; per una svolta ambientale, che include una visione davvero coraggiosa sull'agricoltura e idee fortemente innovative sull'economia locale; per una scelta autonomista, che guardi se non alla Svizzera, almeno al modo in cui si autogovernano i comuni del Trentino.

In tempi drammatici, di crisi sanitaria e sociale, di centralismo autoritario, d'impoverimento delle famiglie e delle piccole imprese, queste persone hanno tenuto testa alle altre due squadre, ben più dotate di ricchezze e di potere (il centrosinistra allargato ai Cinque Stelle di Insieme per Vecchiano e il centrodestra di Vecchiano Civica).

Anche sul tema dei conflitti d'interesse hanno tenuto il punto, contro il rischio dell'eccessivo protagonismo di imprenditori dell'edilizia privata nella politica comunale, in nome del rispetto del suolo, dell'acqua, dei beni comuni ambientali e culturali.

Se c'è un vero rammarico, è quello di non essere riusciti a raggiungere tante persone di Vecchiano che da anni non votano più. Anche a causa della pandemia, non sono bastati questi primi anni di lavoro (Un Cuore per Vecchiano è nata nel 2018). Occorre più tempo, più audacia, più studio, più creatività.

Si cambiano le cose solo con costanza e diligenza, studiando e provando, sbagliando e correggendosi.

Si costruisce una mentalità autonomista solo essendo autonomi.

Si rifonda un movimento popolare, con un programma socialmente avanzato, che proietti nel futuro gli antichi ideali - particolarmente forti a Vecchiano - attraverso la generosità, l'inclusione, l'ascolto, la capacità di dialogo a 360° gradi con tutti i propri paesani.

Le persone di Vecchiano della lista civica ambientalista autonomista hanno fatto tanto ma è giusto che non si sentano soddisfatte. Da tutto il resto della Toscana (e oltre) ora dobbiamo aiutarle a restere autonome, autonomiste, civiche e ambientaliste.

Chi vuole, chi può, chi desidera fare (non chiacchierare) resti in contatto con il canale Telegram OraToscana: https://t.me/OraToscana.

 


 




lunedì 27 settembre 2021

Angelina Rappuoli, una di noi, candidata a Siena

 


La nostra amica Angelina Rappuoli è candidata alle suppletive (XII Circoscrizione Toscana - Collegio uninominale 12) di Siena e di parte della provincia di Arezzo.

Angelina è consigliere comunale di Sinalunga, esperta e attiva, eletta con una sua lista indipendente (l'ultima volta nel 2019, con il 12,8% dei voti).

L'abbiamo conosciuta durante il coraggioso anche se gracile tentativo di far partecipare alle elezioni regionali della Toscana del 2020, il Patto per la Toscana (ne ha parlato anche il dott. Claudio Maestri sul suo importante blog I Simboli della Discordia).

E' stato il Movimento Nazionale Italiano (MNI) a chiederle di candidarsi. Il MNI è un movimento della galassia rossobruna, ma non uno dei tanti. E' stato uno dei più coerenti, attivi e leali alleati del Patto per la Toscana. E' un movimento amico della Repubblica delle Autonomie, della Costituzione, dei territori.

Angelina Rappuoli ha accettato questa candidatura con generosità. Su di lei possono contare coloro che vogliono tenersi distinti e distanti dai partiti più centralisti e più autoritari. Lotterà per il ritorno dei beni comuni del Monte dei Paschi di Siena ai nostri territori. S'impegnerà per una svolta ambientale gestita dal basso, dalle persone, dalle famiglie, dalle piccole imprese, dalle comunità locali.

Vorremmo aggiungere che su Angelina possono contare anche coloro che intendono mettersi di traverso rispetto al #GreenPass della sorveglianza universale.

Competono con Angelina Rappuoli, nello stesso collegio:

Marco Rizzo, Partito Comunista
Tommaso Agostini, M3V
Enrico Letta, PD e altri di centrosinistra
Tommaso Marrocchesi Marzi, Centrodestra
Elena Golini, Potere al popolo
Mauro Aurigi, Italexit con Paragone

Si vota domenica 3 ottobre e lunedì 4 ottobre mattina fino alle 15.

Cara Angelina questo blog (a cominciare dal suo titolare), ti fanno un affettuoso in bocca al lupo e che naturalmente vivano lupi e lupe di Toscana, persone come te.

 

domenica 12 settembre 2021

Il proibizionismo è criminogeno, quindi è necessario firmare

 


Sappiamo da sempre che il proibizionismo non funziona, anzi è criminogeno.

Decenni di propaganda, di pensiero unico dei media, di menzogne e diversivi con cui organizzazioni internazionali, grandi potenze, apparati statali, partiti e sindacati, hanno tentato di farci il lavaggio del cervello, non cambiano questa realtà. Riconnettiamo i puntini e riprendiamoci uno sguardo più sincero e più umile sul mondo.

Una percentuale immensa delle risorse della giustizia e delle forze dell'ordine sono consumate nella voragine del proibizionismo! Le carceri sono piene di poveracci che si sono ritrovati emarginati da questa immonda politica. Le casse delle mafie sono sempre piene di denaro fresco, grazie al proibizionismo!

Legalizzare è l'unico modo per tenere sotto controllo i consumi e i comportamenti, anche i più discutibili. Quella della canapa, peraltro, è un consumo davvero poco discutibile. La sua proibizione danneggia milioni di persone malate! Ha reso difficile e problematica persino una antica tradizionale attività agricola, che in tempi di conversione ecologica sarebbe invece sempre più necessaria.

Per questo bisogna firmare (questo blogger lo ha fatto, nda):

https://referendumcannabis.it/

Tirate fuori il vostro SPID e usatelo. Subito!

 



sabato 4 settembre 2021

Un Cuore per Vecchiano, il domani della politica toscana

 


Riceviamo e volentieri rilanciamo:

E' ufficiale, alle elezioni comunali di Vecchiano dei prossimi 3-4 ottobre 2021, sarà presente la lista civica ambientalista autonomista "Un Cuore per Vecchiano". Il comune ha 12.000 abitanti, è in provincia di Pisa, in una posizione strategica ai confini con la Versilia e con Lucca. Il suo territorio spazia dal parco nazionale di San Rossore, al basso corso del Serchio, al lago di Massaciuccoli, ricco di un patrimonio naturale e culturale immenso.

La lista candida come sindaco il dott. Vincenzo Carnì, informatore scientifico classe 1964. In lista ci sono sette donne e nove uomini. Questi i 16 nominativi, nell'ordine in cui compaiono nella lista: 1) Enrico Botta (consulente e autore); 2) Giuliano Baldacci (pensionato); 3) Luca Boccia (operaio); 4) Francesco Grossi (imprenditore agricolo); 5) Debora Melani (impiegata in azienda privata); 6) Simone Morteo (impiegato nel terzo settore); 7) Letizia Petrucci (babysitter); 8) Giulia Rimonti (impiegata in azienda privata); 9) Raffaele Rindi (artigiano); 10) Elisabetta Scatena (insegnante); 11) Roberto Stella (detto anche "zio", trasportatore); 12) Maria Elena Toscano (impiegata in azienda di consegne); 13) Cinzia Tozzi (pensionata); 14) Silvia Vannucci (imprenditrice servizi agli animali e nel turismo); 15) Mauro Vaiani (impiegato comunale, studioso e attivista, da anni vicino al civismo autonomista di Vecchiano); 16) Massimo Baldacci (odontotecnico).

Il gruppo civico è stato fondato nel 2018. Tra i suoi mentori ricordiamo Ione Orsini, da decenni impegnata nella vita politica del suo comune natale, e Mauro Vaiani, l'esponente civico, ambientalista e autonomista che, sin dagli anni in cui viveva e lavorava a Pisa, si è appassionato a Vecchiano e al suo territorio.

Era ormai un decennio che, fallite o esaurite le vecchie esperienze di alleanza tra civismo e alcune (poche) porzioni liberali del centrodestra toscano, il mondo civico ambientalista e autonomista lavorava per una proposta politica innovativa.  Si è lavorato sodo e si dovrà ancora lavorare tanto per coinvolgere ampi strati sociali in una nuova stagione autonomista, dopo le delusioni cocenti che ci hanno riservato il centrosinistra, i Cinque Stelle, il centro e il centrodestra.

Sono state fatte da "Un Cuore per Vecchiano" delle scelte molto nette: assoluta indipendenza dai partiti nazionali; esclusione dalla lista di chiunque fosse portatore di anche solo eventuali conflitti d'interesse; pur senza entrare in polemiche inutili sugli anni che sono stati lasciati passare senza sufficiente impegno politico e amministrativo, promuovere un drastico rinnovamento delle persone elette in consiglio comunale. Fare il consigliere comunale d'opposizione è veramente dura, oggi, non solo nei piccoli e medi comuni, e quindi ripetiamolo: nessun rancore, ma nessuna riproposizione del già visto. 

Sui conflitti d'interesse, "Un Cuore per Vecchiano" vuole essere chiara e precisa, per non lasciar adito ad alcuna speculazione: costruttori, architetti e geometri, nel campo dell'edilizia privata, sono portatori d'interessi legittimi, ma è assolutamente preferibile che le loro istanze siano decise da organi e commissioni di cui essi stessi non fanno parte.

Nella lista "Un Cuore per Vecchiano" sono rappresentate competenze e categorie professionali su cui si dovrà basare il futuro di Vecchiano: educazione, arte, cultura, salute, servizi alla persona, innovazione tecnologica, agricoltura, artigianato, turismo, logistica.

Il simbolo evoca con semplicità il tema del “Cuore” che è stata la parola chiave di questa iniziativa civica ambientalista e autonomista sin dalla sua partenza. All’interno del cuore c’è un profilo che evoca il campanile di Vecchiano. Bianco e rosso sono i colori dominanti, come si addice alla nostra identità toscana. Il verde sullo sfondo ci ricorda che la svolta ambientalista è cruciale per le generazioni future. I tre colori, bianco, rosso e verde, ricordano quelli della Repubblica delle Autonomie.

Nel programma, depositato ieri all'albo pretorio del comune (e che questo blog si propone di approfondire, ndr), si affrontano temi cruciali sul futuro di Vecchiano e delle sue frazioni, Avane, Filettole, Nodica, Migliarino. E' necessaria la svolta ambientale, che nel breve termine significa custodia e cura del territorio, la fine di ogni ulteriore cementificazione, la depurazione, la sostenibilità dell'agricoltura. Nel medio-lungo termine, la svolta ambientale deve significare che si ricostruisce una economia locale, che si riciclano localmente i rifiuti, che si diventa un comune che consuma poca energia e solo di origine rinnovabile, che si riduce anche, con una iniziativa pubblica, l'inquinamento che non si vede, quello elettromagnetico.

Si trovano nel programma stimoli di grande profondità sul futuro della salute dei nostri abitanti, che non può essere fondata altro che sulla prossimità e la prevenzione, oltre che sul rispetto della dignità e della libertà della persona umana (altro che centralismo sanitario e "greenpass", ndr).

Infine, nel programma, emerge forte la cultura delle autonomie, della partecipazione, della costruzione di una democrazia che non sia solo andare a votare ogni cinque anni per un sindaco-podestà e per una maggioranza precotta (come purtroppo prevedono le attuali norme elettorali, ndr).

"Un Cuore per Vecchiano" è un piccolo miracolo. Le radici civiche, ambientaliste, autonomiste c'erano ed erano già profonde, ma, dopo questi due anni terribili di chiusure, propaganda, terrore, è stato solo grazie alla dimensione umana della vita dei cinque paesi che formano il comune, che si è potuta formare una lista così innovativa, sottoscritta da 100 cittadini nel giro, letteralmente, di poche ore.

Con la partecipazione alle elezioni, fa un decisivo passo avanti un progetto a lungo termine per un radicale rinnovamento della vita civica e politica del comune di Vecchiano. E' anche una speranza per il domani di tutto il mondo civico, autonomista e ambientalista della Toscana. 

E' passato solo un anno dal generoso, faticoso, gracile (e infine ingiustamente bloccato) tentativo del Patto per la Toscana, per una "Toscana come il Trentino", per una rete "Libera Toscana", per una nuova generazione di leader locali, per esprimere una capacità di lavoro politico autonomo (fatto da Toscani per la Toscana), per mettere in rete liste civiche, realtà ambientaliste, piccoli movimenti autonomisti o amici delle autonomie. 

Questa lista civica ambientalista e autonomista di Vecchiano dimostra che quella necessità di civismo, ambientalismo, autonomismo, è più viva che mai ed è il domani migliore che si possa augurare alla politica toscana, in questo momento storico in cui i partiti nazionali sembrano, politicamente parlando, degli zombie tenuti in vita solo dal potere e dai media che ne sono al servizio.

"Un Cuore per Vecchiano" deve farcela, mettendoci il CUORE.

Auguri di buona campagna al candidato sindaco Vincenzo Carnì. Complimenti al gruppo di coordinamento, composto da Debora Melani, Roberto Stella, Maria Elena Toscano, Enrico Botta, Elisabetta Scatena e dal vecchio attivista "esterno" Mauro Vaiani. Un saluto pieno di affetto e di rispetto per la garante della lista, Ione Orsini.

Un gruppo di liberi toscani

 per maggiori informazioni, scrivete a: uncuorepervecchiano@gmail.com

per conoscere meglio la lista: https://www.facebook.com/UnCuoreperVecchiano/

 

* * * 

Da La Nazione di Pisa del 28/8/2021, la bella pagina dedicata ai giovani e ai lavoratori della lista civica ambientalista autonomista Un Cuore per Vecchiano



sabato 3 luglio 2021

Salviamo Santo Spirito

Pubblichiamo qui integralmente la petizione promossa da un gruppo di cittadini fiorentini, che verrà portata al Consiglio comunale. Già la sola raccolta di firme ha provocato un vasto movimento di opinione e di emulazione, che sta mettendo in crisi la narrazione del "decoro" nella città dei resort per pochi e del turismo scriteriato di massa per tutti gli altri. 


 

PETIZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZE
 

ex art. 91 Statuto del Comune


SALVIAMO SANTO SPIRITO


Noi sottoscritti residenti nel comune di Firenze ci rivolgiamo al Consiglio comunale per chiedere un cambiamento radicale nella gestione dello spazio pubblico di Santo Spirito e più in generale, di tutta l’area UNESCO.

Le persone di qualsiasi fascia di età ed estrazione sociale devono avere una città aperta e accessibile. Le piazze di ogni rione devono essere luoghi aperti ed accessibili a tutti, di incontro, socializzazione, ricreazione, ospitalità e spiritualità. Senza piazza, l’antica Agorà, non sarebbe nata l’aspirazione alla Democrazia. Non tradiamo i nostri valori!

Gli ultimi provvedimenti della giunta hanno minato le libertà individuali. A subire la repressione sono stati non tanto i visitatori, quanto i residenti. Chiediamo invece alle istituzioni una gestione più lungimirante degli spazi pubblici: meno turismo di massa, usa e getta; meno tavolini e meno consumismo; più cultura e spazio al tessuto sociale di quartiere e stimoli positivi per i giovani.

La Firenze-Disneyland dei ricchi, dei resort e dei ristoranti per pochi, è la strada maestra verso il fallimento.

Chiediamo quindi da parte delle amministrazioni la possibilità di un confronto ed un ascolto. Chiediamo che i soldi pubblici vengano spesi al pro del cittadino, non in installazioni orrende o “concorsi” per raccogliere altre idee che andrebbero ad aggiungersi alle tante richieste di buon senso – provenienti da ogni parte politica – che la giunta ha sinora ignorato.

Chiediamo rigore ogni giorno, non ondate isteriche di repressione; più alberi e lasciati crescere; più panchine pubbliche e cestini dei rifiuti; controllo regolare dei bagni che devono essere aperti a tutti, non solo ai clienti; il rispetto rigoroso degli orari in cui si deve fermare la musica; la raccolta quotidiana dei rifiuti; più pulizia delle strade; il rispetto delle regole di parcheggio.

Chiediamo che la giunta riconosca di dover cambiare strada, invece di continuare a creare rabbia e conflitto tra i residenti stessi. Vogliamo un percorso condiviso per risolvere la complessa questione di una gestione sensata dello spazio e delle risorse. Ricordiamoci che questo quartiere di Firenze è patrimonio dell’umanità.


Firenze, San Giovanni, 24 giugno 2021


Primi sottoscrittori:

1) Fabrizio Valleri (valleri.fabrizio@gmail.com

2) Tarek Hassaniem (tarekhassanien@yahoo.it)

3) Fausto Giampellegrini (fgiampellegrin@gmail.com

4) Fabio Di Puccio (fabiodipiu@libero.it)

 

Per maggiori informazioni e per firmare, personalmente e fisicamente, la petizione, seguire gli inviti del gruppo Facebook:

https://www.facebook.com/groups/2938475209757004

 

mercoledì 17 marzo 2021

Autonomie e Ambiente per la salute secondo Costituzione


 

Si avviano oggi, mercoledì 17 marzo 2021, i lavori della II Assemblea Generale di Autonomie e Ambiente. Vengono resi pubblici i materiali raccolti nelle settimane trascorse, per i delegati delle forze territoriali che fanno parte di questa sorellanza di decentralisti.

Il tema dell'assemblea è:

Ritorno alla Costituzione
 

e agli Statuti

 

Fermare insieme il centralismo autoritario
Salvare la Repubblica delle Autonomie
Costruire un futuro di autogoverno per tutti dappertutto
nella Repubblica Italiana
e nell'Europa delle regio
ni, dei territori, dei popoli


Un primo contributo è quello lasciato dal prof. Giuseppe Remuzzi (nella foto), dell'Istituto Mario Negri, che non ha potuto intervenire in assemblea ma ha acconsentito che la rete federalista e decentralista rivedesse alcune sue interviste del recente passato. Remuzzi è stato tra i primi a definire la necessità di cure precoci, domiciliari, personalizzate per i malati Covid. Altro che vigile attesa e tachipirina, come dicevano invece le direttive del centralismo autoritario del ministero della Sanità e della AIFA.

Il tema della necessità di una svolta, fuori dal terrore e verso la cura, è peraltro già noto ai lettori di questo blog.

Gli autonomisti si erano spesi, sin dai primi tempi della pandemia (e dell'infodemia e della sindemia), per una politica di gestione dei gravi problemi emersi in prossimità, con la centralità della sanità di vicinato. Avevano ragione e ora si attende che posizioni sagge come quella del prof. Remuzzi vengano valorizzate dalle autorità.

C'è forse qualcosa di provvidenziale nel fatto che i lavori siano stati aperti ufficialmente oggi, in questo #17marzo che molti vorrebbero celebrazione patriottarda della c.d. "unità italiana" e contro il quale molti inveiscono con rabbia gridando #iononfesteggio il centralismo e il colonialismo interno.

I lettori del nostro blog lo sanno: noi siamo per la primavera delle autonomie, per la Repubblica delle Autonomie, per l'Europa delle regioni. Queste sono le uniche Italia ed Europa possibili, per non farsi schiacciare tra retorica e rabbia, per guardare con speranza a prospettive di autogoverno di tutti dappertutto.

La politica dei decentralisti è l'unica speranza per la "SALUS REI PUBLICAE" e quindi dei suoi cittadini. 

La II Assemblea Generale degli autonomisti e dei decentralisti attivi nei territori della Repubblica Italiana ospiterà altri interventi importanti tra i quali:

1) Prof. Luca Pardi (CNR, piemontese ma oggi radicato in Toscana, coautore del volume “Picco per capre”, 2017 – vedi profilo a https://www.apocalottimismo.it/luca-pardi/) Affrontare la crisi ambientale, perché non c’è tempo da perdere

2) Prof. Massimo Costa (Università di Palermo, che ha partecipato con E. Grazzini, G. Ortona, B. Bossone, M. Cattaneo, S. Sylos Labini agli studi sulle monete fiscali – mèntore del movimento Siciliani Liberi – vedi https://www.massimocosta.blog/)
Proposte concrete per spezzare le catene del debito, sperimentare monete locali complementari (sia fiscali che di solidarietà), aprire la strada a una radicale riforma della Eurozona

3) Cons. Massimo Moretuzzo (Capogruppo del Patto per l’Autonomia nel Consiglio regionale Friuli – Venezia Giulia)
I beni comuni al centro dell’impegno delle autonomie, per la valorizzazione delle peculiarità locali nella transizione ecologica e nella ricostruzione, dal basso, di una nuova stagione di giustizia sociale.

4) Sen. Dott. Albert Lanièce (Gruppo delle Autonomie al Senato – Union Valdôtaine)
Le autonomie in questo momento storico della vita repubblicana ed europea – Impegno per la ricostruzione – Il protagonismo delle autonomie nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Oltre ai contributi preregistrati e ai documenti raccolti, l'assemblea proseguirà con due sessioni online:

PRIMA SESSIONE dedicata all’Europa e alla solidarietà internazionale, venerdì 19 marzo 2021 (dalle 20,30)

Politica europea, per l’Europa delle regioni, dei territori, dei popoli, con il coraggio di immaginare una Europa dove ci sia posto per l’autogoverno catalano, corso, scozzese

Politica estera, per rilanciare l’anticolonialismo, opporsi alla moltiplicazione degli interventi armati all’estero, solidarietà con i popoli oppressi e dimenticati, come i Saharwi, il Trigrè, il Somaliland.

Ci saranno interventi di dirigenti di Alleanza Libera Europea – European Free Alliance, https://www.e-f-a.org/ , il partito europeo dei popoli senza stato, delle minoranze linguistiche, dei territori).

SECONDA SESSIONE dedicata al nostro impegno per la Repubblica delle Autonomie, sabato 20 marzo 2021 (dalle ore 16.00)

Dibattito aperto per lasciar emergere i temi che stanno a cuore ai diversi territori e le proposte programmatiche che ci uniranno in vista della nostra partecipazione alle prossime elezioni politiche. Temi già all’attenzione di tutti:

- centralità della svolta ambientalista, che noi crediamo essere realizzabile solo attraverso cambiamenti profondi nelle nostre economie locali, tesi all’integrale valorizzazione della salute contro tutte le nocività (anche invisibili), dei beni comuni, dei servizi pubblici universali gestiti localmente, delle nostre diversità e peculiarità

- resistere alle torsioni centraliste e autoritarie che hanno caratterizzato la gestione della crisi sanitaria, economica e sociale, restituendo margini di autonomia ai territori nella gestione della ripartenza e dei fondi straordinari che saranno disponibili

- la necessità di usare questo tempo di (almeno apparente) tregua politica, per varare in Parlamento una legge elettorale più giusta; la Repubblica è in piena emergenza democratica; da decenni ormai i cittadini non riescono più a scegliere, nome e cognome, i propri rappresentanti territoriali (maggiori informazioni sulla nostra posizione:

https://www.autonomieeambiente.eu/news/24-una-legge-elettorale-piu-giusta-per-tutti

Per maggiori informazioni e per seguire i lavori:

info@autonomieeambiente.eu

https://www.autonomieeambiente.eu

Ufficio stampa del Patto per l’Autonomia Friuli-Venezia Giulia:

press@pattoperlautonomia.eu



giovedì 26 novembre 2020

History Repeating - La storia si ripete?

C'è dell'iperbole ovviamente in questo video, con la giusta ironia. Grazie a Renzo - Lorenzo, dj, creativo, videomaker e autentico X-man di Prato in Toscana - per questo suo tocco di grazia.

La critica radicale del centralismo autoritario non riguarda solo quello che si ammanta di "nazionalismo italiano", ma anche coloro che si atteggiano a vestali di "europeismo" e "globalismo". 

Non critichiamo solo l'immenso potere che si è accumulato nelle opache cabine di regia di Palazzo Chigi, della Protezione Civile, del Ministero della Sanità, della Commissione Europea, ma anche il populismo inconcludente dei "cari lider" della opposizione se-dicente di "centrodestra", i quali - ce lo hanno già dimostrato perché sono in politica da decenni, i vari Salvini e Meloni - se fossero al potere non sarebbero molto diversi dai membri del gabinetto Conte. 

La nostra speranza è guardare ai paesi più piccoli, più decentrati, più partecipati, più coesi, fondati su massicce dosi di senso civico e corresponsabilità, nella libertà e nell'autogoverno di tutti, dappertutto, dalla Svizzera alla Svezia, dal Costarica a Taiwan.

Mentre finalmente si intravede la fine del 2020, annus horribilis, con questa creazione di Renzo vi auguriamo ogni bene per le imminenti feste, dalla Festa della Toscana del 30 novembre prossimo a tutte quelle che seguiranno.

 

domenica 15 novembre 2020

Centralismo orgia del potere

 


Il centralismo è una macchina infernale: ti priva di risorse e competenze; poi ti maramaldeggia perché da solo non ce la fai; se ti viene incontro, il suo abbraccio è mortale, ti soffoca ancora di più; dopo l'intervento dall'alto, ti ritrovi ancora meno libero e meno capace; il circolo vizioso poi si ripete, fino alla completa distruzione di quella che una volta chiamavi la tua casa.

Il centralismo è intrinsecamente autoritario, una vera e propria orgia di potere. 

Tutti coloro che ci parlano di più "Italia", più "Europa", più "globalizzazione", in questo anno terribile di crisi sanitaria e sociale, sono più o meno coscientemente subalterni al centralismo. 

I peggiori sono i più candidi, quelli che credono davvero nella loro narrazione, secondo la quale i problemi generati dalla globalizzazione, dall'austerità europea, dall'autoritarismo degli organi centralisti italiani, sarebbero risolti dagli stessi meccanismi che li hanno creati.

Insomma, si torna sempre lì: temi il centralismo anche quando porta doni... Anche quando promette una qualche superiorità tecnica o scientifica, una presunta superiorità morale, una più stringente etica pubblica, o anche una sanità migliore.

Soffermiamoci, sulla questione sanitaria, che il centralismo intende usare per blandirci, accusando di inettitudine le amministrazioni regionali e locali che il centro stesso ha nel tempo sottofinanziato, svuotato di competenze, paralizzato con la metastasi normativa.

Questa brutta infezione del Covid-19 non è ancora passata e non siamo qui a fare discorsi minimizzatori. L'ISTAT sta chiarendo, man mano che arrivano i dati ufficiali dai comuni, che nella Repubblica Italiana avremo una maggiore mortalità, ma tutto sommato comparabile con quella delle peggiori influenze e polmoniti degli anni scorsi. Il punto non è mai stato quello di considerare il coronavirus come una peste o, all'opposto, una invenzione.

Una volta passato il panico iniziale, ci siamo resi conto che avremmo dovuto frenare la nostra socialità e la nostra economia, per non ritrovarci il 5% della popolazione in gravi condizioni di sofferenza e di pericolo. Perché questo dicono, ormai, i dati mondiali e locali: 5 persone su 100 colpite dal coronavirus hanno e avranno bisogno di aiuto. Non sono poche! Ma non è una piaga biblica!

Cruciale sarebbe stato e dovrebbe essere ancora vivere in modo ragionevole questo problema di salute pubblica.

Chi ha il raffreddore e la febbre dovrebbe poter stare a casa, non imbottirsi di medicinali per continuare ad andare in giro (a "produrre", se dipendente, o a "lottare per sopravvivere", se autonomo...). 

Chi è malato dovrebbe essere seguito da una medicina di prossimità, dal suo medico di famiglia (che ci deve essere e deve essere reperibile...), e la maggior parte dei controlli e delle cure dovrebbe essere disponibile nel suo paese, nel suo quartiere, nel suo vicinato. 

Gli ospedali, dotati anche di strumenti di diagnostica avanzata e di terapia intensiva, dovrebbero ancora esserci in tutti i territori e tutti dovrebbero essere dotati di una organizzazione in grado di fronteggiare l'emergenza di un pericolo infettivo senza abbandonare o mettere in pericolo gli altri malati (non c'è solo il coronavirus!). 

Le comunità locali dovrebbero avere capacità produttiva locale, anche e soprattutto in materia sanitaria e farmaceutica (per non trovarsi impotenti come è avvenuto in Italia e in altri paesi "avanzati" con la mancanza di mascherine ed altri ben più importanti dispositivi di protezione individuale). 

Gli anziani dovrebbero poter rimanere a casa loro il più possibile e le persone non più autosufficienti dovrebbero essere ospitate in strutture pubbliche (e comunque mai a scopo di profitto). 

In caso di diffusione di virus vecchi e nuovi, la vita sociale e gli eventi pubblici dovrebbero essere contenuti ed eventualmente sospesi, ma localmente, puntualmente, temporaneamente, sulla base di valutazioni che devono essere fatte da competenti e responsabili autorità locali.

Questa epidemia avrebbe dovuto mettere in luce, per chi avesse voluto vedere, quanto infelice sia la vita nei grandi stati centralisti e autoritari e quanto invece sia migliore la vita quotidiana in paesi piccoli ma con forti e competenti autorità locali, dalla Svizzera, alla Nuova Zelanda, a Taiwan.

Invece... Invece non è andata e non sta andando così!

Abbiamo avuto, al contrario, da parte del governo della nostra Repubblica il prolungamento dello stato di emergenza ben oltre le paure dei primi mesi. Il potere è stato concentrato nelle mani di commissari e cabine di regia della Protezione Civile, delle agenzie centrali, dei ministeri.

OMS, tecnocrazie europee, centrali mediatiche sono state peraltro complici di questa eccezionalmente opaca concentrazione di potere e di ricchezze.

Non ci meravigliamo che, dopo decenni di austerità forzata, ora, improvvisamente, si stanno persino stampando soldi o almeno (nell'Eurozona) lasciando lievitare debiti, pur di tenere in piedi questa sconcertante bulimia di poteri emergenziali.

A chi ancora non capisse quanto grandi siano i pericoli di questo approccio centralista e autoritario, vorremmo suggerire di approfondire alcuni fatti: il fallimento dei grandi acquisti centralizzati (non solo i banchi a rotelle, ma anche la opaca vicenda del mancato potenziamento dei posti di terapia intensiva, che non è stata affatto una responsabilità delle autorità locali); l'eccessivo strangolamento normativo e finanziario delle autonomie locali ha generato ritardi nel dispiegare nei territori i controlli preventivi, i rifugi per i contagiati, le squadre di intervento domiciliare (le cosiddette USCA, Unità Specialistiche Continuità Assistenziale); l'ipertrofia normativa centralista ha causato ingiustizie insopportabili nella distribuzione degli aiuti economici e sociali. Il centralismo italiano, oltre che autoritario e arrogante, si consente sempre di essere anche cialtrone e crudele.

Infine, ma anche questo non meraviglia, di tutte le possibili strategie a lungo termine per convivere con i pericoli del coronavirus, i centralismi italiano ed europeo stanno puntando su avventati e secretati acquisti di vaccini, invece che sulla prevenzione e il contenimento dell'infezione. 

Intanto sui media impazza la grancassa populista e reazionaria dell'attacco a tutte le autonomie! Le regioni non hanno fatto la loro parte! Le autorità locali vanno strigliate! I governatori e i sindaci sono malati di protagonismo... Già, loro... Quelli di Roma invece...

Mai un approfondimento, mai un cenno di autocritica da parte dei poteri centrali, mai una riflessione sul fatto che se interi territori sono malguidati da anni o decenni, un po' di responsabilità ce l'avrà pure anche la politica nazionale e nazionalista che ha imposto dall'alto presidenti (in Sardegna e in Lombardia per esempio) e commissari (come in Calabria)!

Intanto, nelle commissioni Affari Istituzionali delle due camere, si portano avanti progetti di distruzione della Repubblica delle Autonomie, come la legge Federico Fornaro (morte del Senato delle Regioni) e le proposte firmate tra gli altri da Dario Parrini che ricalcano il progetto Boschi-Renzi-Verdini di cancellazione delle autonomie regionali (sì, quello bocciato nel 2016).

Coloro che credono nell'autogoverno di tutti, dappertutto, si stanno già muovendo. Coloro che vogliono difendere la attuale Repubblica delle Autonomie (almeno quelle attuali!) devono allearsi. Coloro che sono impegnati per il proprio territorio, con progetti civici, localisti e ambientalisti, devono mettersi in rete.

Questo tempo di quarantene non passi invano. Prepariamoci a resistere e a contrattaccare.

Per approfondire:

https://www.autonomieeambiente.eu/news/21-unire-le-forze-territoriali-qui-e-ora

http://diversotoscana.blogspot.com/2020/03/salviamo-la-repubblica-dal-virus-del.html

https://www.liberu.org/nuovo-assalto-centralista-questa-volta-camuffato-da-emergenza-sanitaria/


martedì 14 luglio 2020

venerdì 19 giugno 2020

Ribellione, resistenza, rinascita, in dialogo con R2020



Il messaggio è semplice e diretto: #RIBELLIONE #RESISTENZA #RINASCITA R2020 - MOLTIPLICHEREMO I FUOCHI DI RESISTENZA, COSÌ CHE VI SIA IMPOSSIBILE REPRIMERCI TUTTI.

R2020 promette di essere qualcosa di diverso dall'ennesimo tentativo di rifondare i Cinque Stelle. Capiremo meglio, dopo il loro convegno del 30 giugno 2020, se sapranno resistere alla tentazione di fondare un altro "movimento" nazionale, che finirebbe per essere centralista, autoritario, opaco come lo sono ormai purtroppo tutti i movimenti politici centralisti in questi tempi difficili per la Repubblica delle Autonomie.

I promotori sono tre persone che dovrebbero aver imparato l'amara lezione su cosa vuol dire entrare nella politica italiana senza avere ideali profondi e progetti seri e concreti perché la Repubblica ritorni alla Costituzione, alle autonomie, alla valorizzazione dell'autogoverno dei territori, come è purtroppo accaduto ai Cinque Stelle. Essi sono: SARA CUNIAL, contadina e deputata del Gruppo Misto (ex Cinque Stelle), diventata famosa in tutto il mondo per i suoi attacchi alle grandi case farmaceutiche, a Bill Gates, alla OMS, in questo momento difficile di pandemia; IVAN CATALANO, perito meccanico, attivista antimilitarista, ex parlamentare Cinque Stelle; DAVIDE BARILLARI, informatico e consigliere regionale del Lazio (cacciato anche lui dai Cinque Stelle).

Gli intenti sono nobili e sono sicuramente anticentralisti, antiautoritari, anticolonialisti. Scrivono nel loro sito web: "Cittadini, gruppi, associazioni e comitati, parlamentari e amministratori locali, chiunque abbia a cuore la tutela del BENE COMUNE e la difesa dei DIRITTI COSTITUZIONALI: costruiamo INSIEME un’unica RETE. (...)  Siamo cittadini liberi che vogliono vivere in un Paese libero. Nel nostro lavoro di portavoce dei cittadini nelle istituzioni abbiamo lavorato per il Bene Comune, la tutela della salute, dell’ambiente e delle future generazioni, avendo sempre la Costituzione come faro del nostro agire. Oggi abbiamo percepito la necessità di fare di più. Così nasce R2020, per mettere al servizio della collettività uno strumento di aggregazione per i vari movimenti, i singoli e i gruppi, che già oggi si battono per gli stessi interessi. Con la consapevolezza che non siamo né i soli né pochi a ripudiare questa situazione e a immaginare un futuro diverso.".


Alcuni attivisti toscani di Libera Firenze, della Costituente Libera Toscana, promotori del Patto per la Toscana (Roberto Salvini Presidente), persone che guardano con speranza a Autonomie e Ambiente, accettano la sfida del reciproco ascolto e del dialogo.
 
Sabato 20 giugno 2020 alle 17.30, R2020 ha organizzato una maratona oratoria in piazza Santa Croce, a Firenze, con questi interventi:
  • Sara Cunial, Parlamentare della Repubblica
  • Massimo Fioranelli, Medico specializzato in Cardiologia e Medicina Interna. Professore Associato in Fisiologia
  • Antonietta Gatti, Fisico e Bioingegnere Ricercatrice e Docente Universitaria
  • Guido Gheri, Fondatore di Radio Studio 54
  • Stefano Manera, Dottore in Medicina e Chirurgia specializzato in Anestesia e Rianimazione
  • Maurizio Martucci, Portavoce Nazionale Alleanza Italiana Stop 5G
  • Cosimo Massaro, Esperto di politiche monetarie
  • Stefano Montanari, Dottore in Farmacia e Scienziato esperto di nanoparticelle
  • Paolo Orio, Presidente Associazione Italiana Elettrosensibili
  • Rossella Ortolani, Docente scuola primaria
  • Marcello Pamio, Saggista e divulgatore
  • Carlo Prisco, Avvocato e dottore di ricerca in filosofia del diritto
  • Mauro Scardovelli, Psicoterapeuta, giurista, musicoterapeuta e fondatore di Aleph Umanistica APS
  • Luca Speciani, Medico e agronomo nutrizionista, presidente di Ampas, direttore de L’Altra Medicina

Alcuni, pochi, ma ci saremo, perché dobbiamo capire meglio cosa sta succedendo, perché abbiamo temi in comune, perché crediamo (da sempre) nella necessità  delle realtà locali civiche, autonomiste, ambientaliste di fare rete tra di loro.







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