Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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martedì 16 settembre 2025

Contro le mega-asl in Toscana


APPELLO A TUTTI I CITTADINI E LE CITTADINE DELLA TOSCANA 
FIRMATE 🖊️ PER IL REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITÀ:

OBIETTIVO, 35.000 FIRME - Ne mancano ancora la metà!

Il quesito referendario chiamerà i cittadini toscani a rispondere alla seguente domanda: “Siete favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del Servizio Sanitario Regionale incentrato in tre Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana n. 84/2015 (“Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Modifiche alla l.r. 40/2005”), al fine di assicurare una maggiore diffusione delle AUSL sul territorio, organizzandole su base provinciale?”

E' importante rivedere radicalmente questo eccesso di centralismo. Devono tornare unità sanitarie locali autonome, nel quadro della scelta - a parole da tutti condivisa - di riportare la sanità vicino alle persone, di avere punti di riferimento diffusi su tutto il territorio: ambulatori di vicinato, case della salute distrettuali, ospedali anche nei territori periferici, ad affiancare i tre grandi ospedali universitari principali (Careggi a Firenze, Cisanello a Pisa, le Scotte a Siena).

Si può e si deve firmare.

Negli uffici URP di molti comuni ci sono i moduli.

Informatevi partendo da qui:

https://www.facebook.com/profile.php?id=61579419887394

Il referendum unisce persone di tutto lo spettro politico della Toscana. Cittadini dall'estrema sinistra all'estrema destra, per dirla in modo semplice. Mancano i "big", però... Con qualche eccezione, per fortuna, dal mondo civico:


Segnaliamo l'impegno dell'amico Andrea Ulmi - candidato di punta della lista MODERATI-CIVICI alle regionali toscane - e uno dei sostenitori del referendum contro le mega-asl (maggiori informazioni cliccando qui)






 

 

 

sabato 24 agosto 2024

A spiritual journey to M.A.H.A.


 

La politica è complicata per tutti e dappertutto, ma qualcosa è sempre possibile fare, con il necessario coraggio, anche di accettare compromessi.

Negli USA una candidatura indipendente alla presidenza è diventata impossibile, grazie ai marchingegni messi in atto nei decenni dalla "Democratic Machine".

Robert F. Kennedy Jr, dopo essere diventato il più credibile terzo incomodo della politica americana da decenni a questa parte, subendo per questo attacchi di ogni tipo dall'establishment, ha quindi deciso che in tutti i cosiddetti "swing states" (detti anche "battleground states") si ritirerà per facilitare la vittoria di Donald Trump. In molte decine di stati i suoi sostenitori continueranno, comunque, la costruzione e la stabilizzazione di nuovi movimenti, politicamente centristi, anche se molto radicali sui temi della salute e dell'ambiente.

I temi cruciali dell'alleanza politica ed elettorale fra il team Kennedy-Shanahan e quello Trump-Vance sono: la fine delle guerre infinite, del militarismo e dell'interventismo americano in ogni scenario, la cosiddetta "dipendenza dalla guerra"; la resistenza contro ogni forma di censura, poiché un conformismo bigotto e autoritario è l'esito ultimo della "closing of American minds", della "cancel culture", dell'isteria "Woke"; infine la lotta per la salute degli esseri umani e di tutto l'ecosistema.

L'adesione di Trump alla battaglia ambientalista e umanitaria di Bobby Kennedy è una sorpresa gigantesca per tutti, compresi coloro che già veneravano il tycoon come candidato anti-establishment. Sarà sincera? Sarà possibile? Saprà Trump, rieletto presidente, contribuire insieme a persone come Kennedy a ridefinire la vita pubblica di un grande stato imperiale che sta decadendo materialmente e moralmente? Questo lo dirà il tempo, ma, come dice Kennedy, lasciare intentata questa impresa sarebbe stato fonte di imbarazzo se non di vergogna per un attivista ormai settantenne come lui.

In uno stato come gli USA, in cui la sanità è lasciata in grandissima parte a Big Pharma e a concentrazioni economiche in cerca di profitto, il risultato è che la spesa sanitaria (pro capita) è il doppio di quella che abbiamo in Europa, ma gli USA, in tutte le statistiche sanitarie, sono posizionati indietro, più indietro di stati molto più poveri.

La verità indicibile, che il mainstream neoliberista cerca di censurare in ogni modo, è che se la sanità genera profitti, i venditori di sanità cercheranno di farci ammalare tutti e di imporci stili di vita che ci facciano restare ammalati per tutta la vita.

Un caro amico che lavora nella rappresentanza farmaceutica mi raccontò una volta che le più potenti Big Pharma hanno il grande obiettivo di vendere medicine (con presunte capacità preventive o stabilizzanti della salute, s'intende) soprattutto ai sani, perché i sani sono molto più dei malati.

Negli Stati Uniti siamo andati ben oltre, o sono finiti ben più in basso - scegliete voi l'espressione più giusta.

Per vendere sempre di più, si drogano di cibi ultraprocessati le persone sin da bambine. Si avvelena l'ambiente in ogni modo possibile (con sostanze che in Europa abbiamo proibito da anni, ormai). Le si fanno ammalare più che in ogni altro angolo del mondo, e soprattutto di malattie croniche, che non uccidono ma le rendono dipendenti per sempre da farmaci. Un circolo vizioso e in definitiva autodistruttivo, anche per l'impero più potente e più ricco del pianeta.

Gli USA sono andati ben oltre quanto paventato dai sostenitori dei limiti del capitalismo, dell'industrialismo, della crescita. Si è spalancato un abisso, che né le sinistre né le destre americane hanno finora saputo affrontare.

Ci sono voluti decenni di ambientalismo (peraltro molto moderato e tutto interno allo status quo di una società liberaldemocratica) per far emergere una voce un pochino più coraggiosa - che peraltro forse non sarebbe mai potuta diventare così forte se non provenisse da una delle famiglie più aristocratiche, ricche e famose d'America, i Kennedy.

Bobby Kennedy Jr diventò più esplicito e più radicale dopo aver visto i molti errori che autorità pubbliche ormai corrotte hanno fatto durante la pandemia Covid. E' diventato ancora più critico e lucido dopo avere appreso che il Covid ha ucciso in America mediamente quattro volte più che nel resto del mondo, a causa della diffusione di massa di malattie croniche che affliggono gli Americani.

Porre fine al declino materiale, fisico, mentale e spirituale delle persone comuni - delle "ordinary people" - negli Stati Uniti, è diventata la sua missione e per questo è diventato il bersaglio di tutti coloro che sono al potere nelle grandi corporazioni americane.

Kennedy poteva essere schiacciato facilmente dai media "mainstream", ma poteva comunque attrarre molti voti da persone che, pur non condividendo la traiettoria populista di Trump, sono comunque ribelli allo status quo. Trump, che ha moltissimi difetti ma non manca di fiuto politico, ha capito che quei voti sarebbero mancati a lui. Ha quindi offerto un'alleanza che Kennedy non ha potuto rifiutare.

Così, il popolo MAGA (Make America Great Again) ha accolto Kennedy e ha accettato di diventare MAHA (Make America Healthy Again).

Come andrà a finire? In un impero così centralizzato, autoritario, violento, dove in molti stati c'è da dubitare persino della correttezza del conteggio dei voti, può succedere di tutto. Anche qualcosa di buono, un qualche segno di resipiscenza e risveglio, nell'interesse delle generazioni future.

Capire cosa è successo in questi anni in America non è semplice (né qui lo si pretende). Conoscere e rispettare lo "spiritual journey" di Kennedy, il viaggio spirituale che lo ha portato, nonostante i suoi molti errori e le ingenuità di una lunga vita, a diventare un politico in prima fila e, potenzialmente, un membro influente della possibile seconda amministrazione Trump, potete partire da un video come questo:

https://youtu.be/HuBdn5m_tXM?si=DnhUeauV98MGwXhF

Buon ascolto e buona riflessione. Sono tutti temi che riguardano anche noi, anzi l'intera umanità.


venerdì 8 settembre 2023

Per una sanità pubblica e prossima, cioè veramente a misura di persona umana

 

Per cosa siamo impegnati nel civismo, nell'ambientalismo, nel territorialismo, in un moderno autonomismo? Perché la società resti umana.

Si riparte dalle cose minime, che una volta davamo per scontate, ma ora non lo sono più.

Le persone hanno diritto a un medico di fiducia, facilmente raggiungibile.

Le comunità - ogni quartiere e ogni paesino - hanno diritto a un ambulatorio di prossimità.

I medici hanno diritto alla piena autonomia scientifica e professionale, sollevati dall'oppressione delle burocrazie (anche quelle dell'ordine dei medici), delle tecnocrazie, delle multinazionali.

Quesi minimi presidi possono essere realizzati solo da forti governi locali, con ampia autonomia finanziaria, normativa, organizzativa. Si riparte sempre dai comuni, insomma.

Invito tutti a seguire questo impegno del nostro PATTO AUTONOMIE E AMBIENTE:

https://www.autonomieeambiente.eu/news/183-per-una-sanita-pubblica-e-prossima


 


giovedì 5 gennaio 2023

L'orgoglio dei prudenti

Avevano ragione, sin dall'inizio, i promotori e i firmatari della Great Barrington Declaration e il mondo dei media, le tecnocrazie, i vertici politici della Repubblica Italiana e della Unione Europea dovranno vergognarsi di fronte alle generazioni future, per aver ridotto al silenzio, perseguitato, ostracizzato i prudenti, gli scettici, i portatori di un pensiero divergente dal loro. Si doveva affrontare il nuovo virus con prudenza, non con il terrore.

 

E' sorprendente e inquietante come la Dichiarazione Great Barrington, sottoscritta da un milione di scienziati, medici, intellettuali e cittadini attivi di tutto il mondo, sia stata ignorata e censurata dal conformismo imperante del centralismo autoritario e sanitario.

Gli anni Venti saranno ricordati per quella che è stata una vera e propria - modernissima e distopica - caccia alle streghe, culminata in molti paesi, fra cui l'Italia, nella vergogna del "green pass". Ammirevoli coloro che hanno resistito nelle piazze, specialmente gli studenti #NoGreenPass, che hanno tenuto accesi i loro cervelli e soprattutto i loro giovani cuori, diventando un segno di speranza per tutti.

C'è voluto tanto coraggio, per essere prudenti! Ce ne vorrà ancora di più nel tempo, perché le pulsioni centraliste e autoritarie delle grandi concentrazioni di potere sono ancora tutte lì che incombono sulle comunità e sui territori (Big Pharma, certo, ma anche tante altre organizzazioni internazionali e centri di potere statale, che sono autentici nidi di vipere).

Per favorire il risveglio e rinvigorire il senso critico e autocritico di tutti, anche di coloro che non hanno saputo resistere all'infame tessera verde e si sono fatti giunco mentre infuriava il vento del conformismo, sperando in cuor loro che durasse il meno possibile, raccomandiamo la lettura di un coraggioso libretto, intitolato "Diario del cambiamento - gli anni che fermarono il mondo", curato da Maria Rosaria Vado per IOD edizioni, appena uscito negli ultimi giorni del 2022.

Una pagina, crediamo iconica, dal libro
"Diario del cambiamento"
- pag. 31 - dal contributo di Gianluca Vitiello

 

Vogliamo citare qui tutti coloro che hanno contribuito a questo piccolo ma denso libro di critica alla gestione centralista e autoritaria della pandemia di Covid-19, provocata dalla famiglia di virus che sono meglio noti come SARS-CoV-2. Lo facciamo nell'ordine in cui sono pubblicati nel libro:

- Maria Rosaria Vado, curatrice e autrice dell'introduzione

- Gianluca Vitiello, autore del contributo "Lock-mondo"

- Chiara Tortorelli, "Metaverso, una scelta consapevole"

- Daniele Ramadan e Alessandro Alfredo Pellegrini, autori di "Ritorno alla filosofia. Il problema odierno è la tecnologia e il problema della tecnologia è la mimesis"

- Bruno Di Pietro, "Ridimensionare Prometeo"

- Giuseppe Cozzolino, "ULTRACORPI... DANNATI... PROGRAMMATI: il cinema ci aveva avvertito"

- Claudia Cipriani, "Il cinema ai tempi del lasciapassare"

- Anila Hanxhari, "La mente, un popolo"

- Emilia Santoro, "Weltschmerz - Dolore"

- Emanuele Baroni e Monica Naef, "Il virus invisibile"

- Luciana Mastrangelo, "Confinamento"

- Mariavittoria Picone, "Corpi spezzati"

- Gianluca Spera, "Tra Orwell e Huxley, due anni distopici"

- Riccardo Bianchini, "La funzione del medico e ordinamento giuridico: una antropologia di Stato"

- Lapo Ferrarese, "Il giorno in cui il mondo impazzì"

- Stefano Saldarelli, "Non ci sarà alcun tasto OFF"

- Remo Bassini, "Le città degli orti, o di Dio"

Amerete queste pagine e, dopo averle lette, amerete ancora di più le vostre autonomie personali, sociali, territoriali, la grande resistenza di ciascuna comunità umana contro chi vuole privarla della propria sovrana e provvidenziale diversità materiale e spirituale.


domenica 11 aprile 2021

Il Senato contro quelli della vigile attesa e della tachipirina


Il Senato della Repubblica delle Autonomie, in un raro momento di saggezza, approva un ordine del giorno per il potenziamento delle cure precoci e domiciliari, come da mesi chiedono Remuzzi, Cavanna e tanti altri. I toni sono moderati. L'ordine del giorno è unitario. Ma la sveglia è suonata, contro quelli della "vigile attesa" e della tachipirina.

Qui la fonte: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1210700.pdf

Qui l'estratto del testo approvato:

Senato della Repubblica

XVIII LEGISLATURA 

313ª Seduta ASSEMBLEA

ALLEGATO A

8 Aprile 2021 

G2 (testo 2) 

Romeo, Castellone, Binetti, Errani, Boldrini, Zaffini, Parente, Pirro, Cantù, Fregolent, Rizzotti, Iori, Richetti, Marinello, Lunesu, Siclari, Mautone, Marin, Stabile, Giuseppe Pisani, Doria, Taverna 

Approvato

Il Senato, premesso che: 

con circolare del 30 novembre 2020 su "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2" il Ministero della salute ha fornito indicazioni operative per la presa in carico dei pazienti con Covid-19 in isolamento domiciliare; nella circolare si evidenzia come il virus abbia rappresentato un agente patogeno sconosciuto alla comunità scientifica internazionale fino al dicembre 2019, il che ha messo in condizione tutte le autorità sanitarie del mondo a confronto con una malattia (la Covid-19) della quale non si sapeva nulla e nei confronti della quale non esistevano protocolli specifici;

la gestione clinica dei pazienti affetti da Covid-19 si è progressivamente evoluta, attraverso il progressivo accumulo di informazioni relative al determinismo patogenetico della condizione morbosa, ai sintomi presentati dai pazienti e alle conoscenze che si sono andate via via accumulando nel tempo; 

le conoscenze maturate hanno indotto la comunità scientifica a differenziare i pazienti a seconda del rischio, al fine di determinare in quali casi sia necessaria l'ospedalizzazione, giacché nelle primissime settimane vi è stata una tendenza generalizzata, dovuta alle scarse conoscenze sulla nuova malattia, a curare tutti i soggetti contagiati da SARS-CoV-2 attraverso il ricovero ospedaliero, anche nei casi in cui la malattia non si è rivelata particolarmente aggressiva e creando i presupposti per un intasamento delle strutture ospedaliere;

solo in una seconda fase, quando le conoscenze mediche si sono dimostrate più solide, essendosi avvantaggiate da un'esperienza clinica ormai significativa, le autorità sanitarie hanno intrapreso un percorso nel quale il ricovero ospedaliero è stato riservato solo ai pazienti che evidenziavano un quadro clinico più severo; 

si è giunti quindi alla doverosa conclusione per cui una corretta gestione dei pazienti affetti da Covid-19 presuppone, da un lato, l'immediata adozione delle cure maggiormente idonee e specifiche per il singolo individuo, dall'altro, l'esigenza di non affollare in maniera non giustificata gli ospedali e soprattutto le strutture di pronto soccorso; 

è necessario, pertanto, alla luce delle esperienze sul territorio superare la previsione della "vigile attesa" prevedendo l'aggiornamento dei protocolli e delle linee guida dando la possibilità per i medici di prescrivere i farmaci ritenuti più opportuni tenuto conto del singolo caso, nel quadro delle indicazioni della comunità scientifica validate dagli organi preposti; (neretto aggiunto da noi del blog)

ne consegue che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, grazie alla presenza capillare nel territorio e alla conoscenza diretta della propria popolazione di assistiti, sono chiamati a svolgere un ruolo cruciale nell'ambito della gestione dei soggetti positivi, in stretta collaborazione con il personale delle USCA (unità speciali di continuità assistenziale) e con eventuali unità di assistenza presenti sul territorio; ciò è fondamentale nell'ottica di un nuovo modello di sanità territoriale che garantisca l'interprofessionalità nell'ambito dei distretti socio-sanitari; 

è inoltre di strategica importanza favorire il lavoro in team multidisciplinari e multiprofessionali, ricorrendo anche a strumenti di telemedicina ed utilizzando software interoperabili affinché i dati clinici ed assistenziali generati nell'ambito dell'assistenza territoriale divengano patrimonio del SSN e dei ricercatori che operano nelle istituzioni di ricerca pubbliche;

considerato che:

il SARS-CoV-2 continuerà a circolare nella comunità nazionale, stres-sando la capacità di risposta delle strutture sanitarie poiché, in attesa di completare la profilassi vaccinale, la Covid-19 non si può considerare al momento eradicabile e pertanto si può ipotizzare una fase, nel medio periodo, di endemia stabile, con possibili incrementi periodici, perlomeno fino alla disponibilità di ulteriori misure di prevenzione e trattamento dell'infezione;

è indispensabile fornire indicazioni operative volte ad identificare precocemente i pazienti con sospetta malattia Covid-19, incentivandone la presa in carico precoce, (neretto aggiunto da noi del blog) migliorare le funzioni assistenziali, tracciare i contatti, assolvere gli obblighi di segnalazione di caso ai fini epidemiologici, garantire la sorveglianza sanitaria e l'assistenza delle persone fragili in quanto più esposte al rischio e necessitanti di una implementata presa in carico; 

sono sempre più numerose, anche sulla scorta delle esperienze internazionali, le evidenze positive, con valenza preventiva rispetto al ricovero in terapia intensiva e sub-intensiva del trattamento precoce delle infezioni, che non potrebbe operarsi senza una rapida ed estesa individuazione delle infezioni medesime; 

la circolare del Ministero della salute richiamata riconosce, tra gli scenari di gestione domiciliare dei pazienti Covid-19, che: a) una corretta gestione del caso fin dalla diagnosi consente di attuare un flusso che abbia il duplice scopo di mettere in sicurezza il paziente e di non affollare in maniera non giustificata gli ospedali e soprattutto le strutture di pronto soccorso; b) i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, grazie alla presenza capillare nel territorio e alla conoscenza diretta della propria popolazione di assistiti, sia in termini sanitari che in termini sociali, devono giocare, in stretta collaborazione con il personale delle USCA econ eventuali unità di assistenza presenti sul territorio, inclusi gli infermieri di comunità, un ruolo cruciale nell'ambito della gestione assistenziale dei malati di Covid-19, riconoscendo un ruolo cruciale ai membri della famiglia o ai conviventi del paziente;

la casa come luogo primario di cura è il punto cardine di una nuova visione della medicina di prossimità che attenua il senso di allontanamento e di perdita delle relazioni quotidiane e apporta una dimensione non solo farmacologica ma anche relazionale al trattamento sanitario; (neretto aggiunto da noi del blog)

in assenza di linee guida aggiornate ed univoche volte a fornire protocolli generali di cura domiciliare dei pazienti Covid-19, si registrano sul territorio nazionale rilevanti diversificazioni tra i protocolli sanitari regionali, evidenziando in alcune Regioni l'implementazione di protocolli definiti nel corso di un costante monitoraggio e aggiornamento delle indicazioni fornite sia sul piano farmacologico che dell'organizzazione e coordinamento della rete territoriale di assistenza da attivare per l'esecuzione degli accertamenti diagnostici; 

la riduzione delle attività ordinarie ha comportato, verosimilmente, una diminuzione dell'assistenza rivolta alle persone con patologie croniche, spesso multiple,aumentandone la condizione di fragilità. Pertanto, garantire la funzionalità dell'intera rete dei servizi territoriali, soprattutto quelli rivolti alle persone più fragili, è un impegno di carattere etico e di rinnovamento culturale, oltre che organizzativo, e rappresenta una responsabilità di sanità pubblica che assume particolare rilevanza nel corso dell'attuale emergenza sanitaria.

Sono infatti soprattutto i soggetti fragili coloro che rischiano di andare incontro a complicanze in caso di infezione da SARS-CoV-2 (6 su 10 delle persone decedute sono ultraottantenni e quasi tutte sono persone fragili) ed è soprattutto a loro tutela che va garantita una presa in carico precoce; così come va assicurata la presa in carico territoriale delle persone dimesse dal ricovero ospedaliero, istituendo un corretto percorso di continuità ospedale-territorio, con l'obiettivo di migliorarne l'appropriatezza offrendo assistenza alla persona ed evitando che questo passaggio diventi occasione di contagio;

l'AIFA, a seguito del decreto-legge cosiddetto "Cura Italia", ha adottato procedure straordinarie e semplificate per la presentazione e l'approvazione delle sperimentazioni e degli usi compassionevoli dei farmaci nell'utilizzo contro il Covid-19. Tale percorso semplificato prevede una valutazione preliminare da parte della commissione tecnico-scientifica (CTS) di AIFA, mentre al comitato etico dell'istituto nazionale malattie infettive "Lazzaro Spallanzani" è affidato il ruolo di comitato etico unico nazionale. Sul sito dell'AIFA è disponibile una sezione apposita dedicata al Covid-19, nella quale sono disponibili tutte le informazioni sulle sperimentazioni in corso. Alla data del 3 aprile 2021 sono state approvate 68 sperimentazioni,

impegna il Governo:

1) ad aggiornare, a cura del Ministero della salute, avvalendosi all'occorrenza dell'Istituto superiore di sanità, AIFA ed AGENAS, i protocolli e linee guida per la presa in carico domiciliare da parte di MMG, PLS e medici del territorio, deipazienti Covid-19 tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo; 

2) ad istituire un tavolo di monitoraggio ministeriale, in cui siano rappresentate tutte le professionalità coinvolte nei percorsi di assistenza territoriale, vista la crescente complessità gestionale e la necessità di armonizzare e sistematizzare tutte le azioni in campo; 

3) ad attivare, per una efficace gestione del decorso, fin dalla diagnosi, interventi che coinvolgano tutto il personale presente sul territorio in grado di fornire assistenza sanitaria, accompagnamento socio-sanitario e sostegno familiare, nel rispetto dell'autonomia regionale; 

4) ad attivarsi affinché le diverse esperienze e dati clinici raccolti dai Servizi sanitari regionali confluiscano in un protocollo unico nazionale di gestione domiciliare del paziente Covid-19; 

5) ad affiancare all'implementazione del protocollo nazionale per la presa in carico domiciliare dei pazienti Covid-19 un piano di potenziamento delle forniture di dispositivi di telemedicina idonei ad assicurare un adeguato e costante monitoraggio dei parametri clinici dei pazienti.

________________

 

domenica 12 aprile 2020

Postcoronavirus: riprende la produzione pubblica e locale di farmaci





Buone notizie dal mondo postcoronavirus: in tutti i territori DOVRA' riprendere la produzione pubblica di farmaci, macchinari e dispositivi di protezione sanitaria, così come DOVRA' essere pubblica la ricerca scientifica nel campo della sperimentazione di nuove modalità di prevenzione e cura.

Nessun territorio si priverà più di centri pubblici di ricerca locali, che ovviamente saranno in rete tra di loro a livello globale, da pari a pari, senza bisogno di mostruosità burocratiche come OMS (WHO), EFA, AIFA, tutte  condizionate da elite centraliste e autoritarie, dalle dittature, dalle lobby globali (non solo quelle farmaceutiche, ma anche assicurative e finanziarie). I centri di ricerca non dovranno essere pochi, ma tanti (anche all'interno delle stesse nazioni), perché il confronto tra di loro sia continuo e sempre acceso, allo scopo di evitare la dittatura di ogni conformismo scientista od economicista. Dovranno essere sempre finanziati dalla fiscalità generale e dovranno essere limitate le donazioni private da parte di singoli e comunque vietate quelle da parte di grandi società anonime.

Ciascun territorio dovrà avere le sue produzioni locali di farmaci e dispositivi sanitari, che dovranno essere integralmente pubblici, sotto lo stretto controllo di politici eletti dalla gente. Le produzioni devono essere locali per due fondamentali motivi geopolitici: a parte l'inaccettabile sfruttamento dei lavoratori poveri di angoli remoti del mondo, non ha alcun altro senso spostare attraverso il pianeta ciò che si può produrre facilmente localmente; in più, come si è visto in tempi di coronavirus, in situazioni di emergenza globale, nessuno può garantirti le forniture, se non la tua produzione e il tuo ingegno locale.
 Tutti i brevetti e tutte le innovazioni di organizzazione e di processo saranno condivisi con ogni altro territorio. Tutti i software dovranno essere aperti e pubblici. Tutto sarà sempre controllabile e confrontabile da parte degli esperti non solo locali, ma soprattutto di altri territori. Nessuna scelta produttiva in sanità è mai neutra. Ci sarà sempre chi crede di più in una medicina di prevenzione, chi preferirà concentrarsi nelle cure, chi crederà di più in una soluzione, chi in un'altra. Solo il confronto critico e autocritico continuo tra istituzioni pubbliche di produzione di tanti paesi e territori diversi, farà in modo che alcune buone pratiche si affermino più di altre.

Né il mercato, né il profitto possono guidare l'approvigionamento dei sistemi sanitari locali, pubblici e universali, che sono necessari alle comunità e ai territori, in tutto il mondo. A capire questo, crediamo, l'epidemia coronavirus un pochino dovrebbe aver aiutato.

Che poi, a ben vedere, quello delle grandi aziende farmaceutiche e della produzione di dispositivi sanitari, non è ormai da tempo, nella globalizzazione, un "mercato", inteso come concorrenza e confronto tra capacità e intelligenze. Al posto del "mercato" c'è solo la bulimia di potere di pochissime e grandissime concentrazioni di ricchezza e di potere (Big Pharma, a loro volta controllate da pochissimi centri di potere finanziario e politico, tipo Blackrock in Occidente e il governo del Partito Comunista Cinese in Oriente).

Per la sussidiarietà orizzontale, per il cosiddetto terzo settore noprofit, per la libera impresa in sanità, resteranno comunque spazi immensi, perché ogni sistema sanitario locale avrà bisogno dell'aiuto di miriadi di piccole e medie istituzioni e aziende. Tali istituzioni (come le Misericordie) e tali imprese (come la Menarini, per esempio), però, dovranno essere tassativamente LOCALI, accettare il controllo politico, essere trasparenti al continuo controllo dell'opinione pubblica, assumersi la responsabilità sociale di supportare il benessere della loro comunità e del loro territorio.
  A nessuno, in nessun campo anche solo minimamente prossimo alla salute pubblica, sarà concesso di brevettare alcunché.

Porremo fine a questo mondo folle, dove ormai la gente, esasperata, finisce con il sospettare che si inventino le malattie, per poi poter inventare i vaccini, per poi brevettarli e costruirci sopra immensi guadagni, che vanno in mano a pochissimi mandarini della finanza internazionale.

Buona Pasqua!

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La foto di corredo al post è uno scatto storico disponibile sull'archivio fotografico storico dello Stabilimento Farmaceutico pubblico di Firenze:
https://www.farmaceuticomilitare.it/



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