Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 3 aprile 2020

Post coronavirus: abolizione della schiavitù delle esternalizzazioni







Quando passerà l'emergenza coronavirus, avremo riacquisito la consapevolezza della necessità e dell'importanza delle pulizie e delle manutenzioni dei nostri palazzi pubblici e privati.

Finalmente torneremo a dare la giusta centralità a chi, dall'ospedale alla scuola, dall'ufficio privato agli spazi pubblici, pulisce e manutiene.

E, se ci scorrerà ancora sangue nelle vene, aboliremo la schiavitù in cui abbiamo relegato queste persone.

Daremo loro un orario dignitoso e ridotto, rispetto a chi fa lavori più sedentari e meno strategici.

Li pagheremo almeno due o tre volte di più di quanto li paghiamo oggi.

Ogni organizzazione pubblica e privata dovrà averli come DIPENDENTI e trattarli come i più importanti dei propri DIPENDENTI.

Finirà la vergogna delle esternalizzazioni e del risparmio sulla loro pelle. Si porrà fine al disprezzo del lavoro manuale. Ci si vergognerà di aver ridotto in condizione servile, precaria e miserabile queste persone.

Capi politici e sindacali, dirigenti pubblici e privati che HANNO OSATO cercare di risparmiare su di loro, dovranno dimettersi, oppure finalmente accettare di ridurre il LORO stipendio e il loro potere, per restituire libertà e dignità a queste persone così importanti.

Prepariamoci, perché avremo la possibilità di cambiare in meglio, almeno questo!

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L'immagine di alcuni di questi lavoratori,
a corredo di questo post, è presa dal sito:
http://www.manutencoop.coop/



martedì 31 marzo 2020

Post coronavirus: chiuse le centrali di strozzinaggio internazionale




Buone notizie dal mondo che ci aspetta dopo il coronavirus: si possono chiudere e smantellare le centrali di strozzinaggio internazionale, a partire da quell'ircocervo di banca europea chiamato MES (o anche ESM, European Stability Mechanism).

Prendiamo lo spunto da una importante presa di posizione di alcune delle forze autonomiste sorelle di Autonomia e Ambiente, per ribadire che il MES è pericoloso e inutile. Si può e si deve chiudere.

La Repubblica Italiana deve denunciarne il trattato istitutivo. Lo abbiamo già detto e approfondito in altri post, ma vale la pena ribadirlo: non abbiamo bisogno di un'altra banca internazionale, gestita in modo privatistico (apparentemente "tecnico" e invece drammaticamente opaco), che faccia prestiti, con tassi da usura e con condizioni capestro, alle comunità e ai territori.

I debiti pubblici delle comunità politiche e dei territori vanno gestiti in modo pubblico, come si faceva prima del 1981. Devono essere cristallizzati in istituzioni bancarie pubbliche, sotto il controllo dell'opinione pubblica di ciascun territorio, senza interessi o solo pagando minimi interessi tecnici.

Ribadiamolo e ricordiamolo sempre.


domenica 29 marzo 2020

Post coronavirus: sconfitta la gestione privata dei debiti pubblici


Cose che cambieranno nel mondo post coronavirus: sarà sconfitta la gestione privata del debito pubblico.

I debiti pubblici, frutto di contingenze storiche e politiche complesse, oltre che di gravi errori, come l'aver scatenato guerre, aver costruito opere pubbliche inutili, o aver fatto corruzione e clientelismo, non sono cosa da far gestire ai privati, pagando interessi di mercato, o sottostando ai ricatti del "differenziale" (spread) tra paesi che operano nella stessa area valutaria.

I debiti pubblici devono essere cristallizzati, da ciascun territorio, in proprie istituzioni finanziarie pubbliche. Non ci si deve pagare alcun interesse, se non strettamente tecnico.

Se i territori indebitati sono fragili, poveri, o peggio sfruttati come colonie interne o neocolonie esterne, devono essere condonati.

In una repubblica come quella italiana, come minimo, non solo si deve tornare a prima del famigerato 1981, ma si deve andare ben oltre, come abbiamo già scritto più volte, già tanti anni fa, su questo blog.





mercoledì 25 marzo 2020

Cosa cambierà? Tutto


Buon 25 marzo 2020, buon Capodanno toscano.
Il grande Karl Deutsch, uno dei padri di un moderno decentralismo, lo aveva già compreso negli anni sessanta: connettere gli esseri umani nella globalizzazione avrebbe avuto conseguenze incredibili, soprattutto nel loro sempre difficile e oggi sempre più complesso rapporto con il potere.
Questa pandemia di coronavirus, la prima che coinvolge un intero pianeta in cui ormai ci sono più cellulari che persone umane viventi, è un evento drammatico che accelera incredibilmente il cambiamento.
Dopo questa globale e faticosa quarantena, non ci sarà alcun ritorno all'obbedienza e alla sottomissione, al centralismo e alla superstizione dell'austerità. 
Fra tante utopie irrealizzabili, scrisse Karl Deutsch nel 1970, la più improbabile di tutte è proprio quella coltivata dai tanti "cari lider" che ci vogliono comandare dagli schermi televisivi, "per il nostro bene": quella secondo cui il mondo possa restare come vogliono loro.
Miliardi di persone, dopo aver fatto ciò che è stato ordinato di fare per rallentare questa seria e pericolosa polmonite virale, avranno avuto tanto più tempo per pensare, avranno notato tante reticenze e tante mancanze da parte dei poteri centrali, avranno toccato con mano cosa vuol dire essere senza ricchezze e senza potere, senza autonomia e senza autosufficienza (come individui e come comunità locali), senza informazioni corrette e senza capacità di critica e di innovazione, nel momento del più estremo bisogno.
Cosa cambierà? Tutto.
E molto più velocemente di quello che molti di noi, studiosi di mobilitazione sociale, oltre che attivisti dell'autogoverno, avremmo mai pensato.
Animo!

domenica 22 marzo 2020

I complotti esistono



Le discussioni sui complotti impazzano, figuriamoci in tempi di pandemia #coronavirus. E' facile accusare o anche essere accusati di complottismo.
Non perdiamo la calma, non chiudiamo le vene del cervello, non asserragliamoci né nel pensiero unico dei media conformisti, né nel dogmatismo e nel sensazionalismo tipico di tanti urlatori e imbonitori che girano in rete.
Proviamo ad ancorarci a ciò che, finché non venga falsificato, va accettato come verità temporaneamente utile a capire ciò che sta accadendo. E' una vecchia massima di Karl Popper, ancora utile per coloro che vogliono difendere una società aperta e un libero dibattito pubblico, oltre che i principi fondamentali della nostra convivenza civile, i nostri diritti costituzionali, le minime garanzie del nostro stato sociale.
Prima considerazione: i complotti esistono. Non possiamo cullarci nell'illusione che le grandi concentrazioni di potere e di ricchezza del nostro tempo, non ci nascondano qualcosa. Questo vale tanto per le grandi potenze, i loro servizi segreti, le organizzazioni internazionali (Unione Europea compresa), le multinazionali, quanto per i grandi poteri interni alla nostra repubblica, cioè ministeri, agenzie, enti, grandi aziende pubbliche e private.
Le grandi concentrazioni di potere e di ricchezze non sono necessariamente guidate da persone malvage, ma dobbiamo tutti essere coscienti che esse sono rette da corpi chiusi, sono governate da vere e proprie caste di persone molto privilegiate. Esse, a ogni tornante pericoloso della storia, penseranno prima di tutto a se stesse, non alle persone umane comuni, tanto meno agli ultimi.
Non possiamo, in verità, fidarci veramente di nessuno, se non dei leader che eleggiamo localmente, territorio per territorio, secondo Costituzione e secondo le migliori tradizioni della nostra "Repubblica delle autonomie". E qualche volta verremo delusi pure da loro...
Seconda considerazione: più ancora che complotti, esistono strutture sbagliate. Tutte le concentrazioni di potere e di ricchezza sono strutture potenti, ma per lo più intrinsecamente sbagliate. Indipendentemente dai fini, più o meno onorevoli, per cui furono create, esse sono fondate su errori politici e sociali profondi. Le strutture sbagliate sono molto più difficili da combattere dei complotti, perché esse sono tuttora ampiamente giustificate e spesso glorificate dal conformismo dominante.
Esse, inoltre, continuano a fare il male anche quando vengono governate da persone ripiene delle migliori intenzioni.
Esempi concreti potrebbero essere quelli della nostra AIFA e della nostra INAIL, le cui procedure il governo è stato costretto a sospendere perché erano assurde (impedivano di fatto la produzione e l'approvvigionamento di mascherine per far fronte all'emergenza coronavirus).
Altro esempio potrebbe essere quello della NATO, un ente inutile, un relitto di un tempo di "guerra fredda", finito ormai da trent'anni, eppure ancora lì, ad esibire muscoli, a riempire i media con la sua retorica, a consumare risorse (e che ha insistito a fare le sue inutili esercitazioni militari "Defender Europe 2020", in molte parti d'Europa, quando ormai era scoppiata l'emergenza coronavirus, contribuendo, in questo modo, alla diffusione del contagio).
Una considerazione finale: un buon modo per distinguere coloro che sono complottisti sterili dai veri critici dello status quo, è sottoporli a un esame critico per capire se essi stanno cercando notorietà per le loro fissazioni e nostalgie, oppure stanno lottando effettivamente contro le strutture sbagliate, contro le pericolose concentrazioni di potere e di ricchezze che tormentano i nostri popoli, gli animali, le piante, gli ecosistemi, il nostro stesso pianeta.
Ce la possiamo fare, se teniamo il cervello acceso.
Non siamo completamente perduti, alla mercè dei "servi delle elite".
Possiamo contare, almeno noi in Europa, persino in Italia, persino nei media di stato, in molte persone normali che non gettano il cervello all'ammasso, che non accettano tutto quello che il potere somministra.
Siccome è domenica, siccome avete forse, per via della quarantena, un pochino più di tempo, vogliamo segnalarvi un esempio di buona informazione, di buona riflessione sulla gravità del momento che stiamo vivendo.
E' un servizio di RaiNews24, intitolato "Covid-19, la via d'uscita".
Qui il link:
http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Speciale-Covid19-La-Via-d-Uscita-03ac7305-9e69-4eec-b42e-cee63851538b.html
All'interno troverete diverse voci ragionevoli e una serie di piccole serie e preziose riflessioni dello scienziato Enrico Bucci.
Buon ascolto, fratelli e sorelle della nostra resistenza non solo contro i complotti, ma soprattutto contro tutte le strutture sbagliate del nostro tempo.

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