Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso

sabato 5 settembre 2026

Il giardino delle autonomie contro il deserto del nazionalismo che avanza


Più ascoltiamo i politici nazionalisti e centralisti, che dominano i media, più siamo convinti che il mondo delle autonomie possa fermarli.

Non lo scriviamo con leggerezza, né con autocompiacimento. Le autonomie e i loro movimenti territoriali e civici stanno ancora costruendo una propria piattaforma comune dalla quale diventare capaci di parlare a tutta l'Italia e oltre. Siamo ancora dei Davide contro Golia e abbiamo da poco cominciato a usare la fionda.

Eppure siamo ottimisti. Il deserto nazionalista avanza in tutta Europa, ma il giardino delle autonomie e dei civismi europei può fermarlo.

Noi costruiamo comunità locali accoglienti, ovunque siamo presenti e impegnati ispirati dai valori della Carta di Chivasso del 1943 e dall'eredità politica che ci è stata lasciata da figure come Chanoux, Matteotti, Olivetti.

Ovunque, peraltro, incontriamo persone di tradizioni politiche altre, ma anch'esse amiche delle autonomie, o semplicemente persone per bene appassionate dei loro territori, con cui possiamo costruire insieme beni comuni duraturi per le generazioni future.

Irrigheremo la terra arida dove si alzano i polveroni nazionalisti, sovranisti, populisti.

Non possiamo redimere coloro che si sono fatti abbagliare dal settarismo e dal bigottismo, ma le autonomie sono in grado, con il buongoverno locale, di ridare speranza ad anziani soli, persone fragili, i lavoratori più umili, artigiani e contadini, curando verde pubblico, decoro e bellezza, scuola, ordine pubblico, qualità dei servizi.

Il nostro autonomismo è guardare alla Valle d’Aosta, alla Svizzera, alla Danimarca.
I nazionalisti invece stanno immaginanso di fare dell’Italia una specie di Turchia, solo più piccola, più vecchia, più povera, più bigotta.

Riprendiamoci il posto che ci spetta nel dibattito politico ed elettorale italiano, con la rete Autonomie e Ambiente e le altre forze locali – sia moderate che progressiste – che lavorano insieme nella famiglia politica europea EFA, insieme a tutti gli amici delle autonomie e del civismo.

 

 

Intervento di Mauro Vaiani Ph.D. (nella foto in alto)

segretario di Autonomie e Ambiente

https://www.autonomieeambiente.eu

Prato, 5 settembre 2026

 


 

 

 

mercoledì 2 settembre 2026

E' sempre tempo di occuparsi del creato


 

E' sempre tempo di occuparsi del creato.

Non è ancora troppo tardi.

Possiamo convertirci, per convertire le nostre economie e tutte le nostre strutture sociali e politiche.

Il cambiamento deve iniziare dal basso, perché solo nella prossimità si possono veramente cambiare le cose, solo vivendo in un territorio si può capire come custodirlo.

Poteri, risorse, competenze oggi concentrate nelle casematte del centralismo devono essere restituiti alle comunità locali, secondo antichi e sempre validissimi principi di sussidiarietà.

Dal 1° settembre al 4 ottobre i cristiani di diverse confessioni celebrano il Tempo del Creato, un periodo di preghiera, ascolto, riflessione su come tornare alla cura della casa comune, rispondendo insieme al grido di dolore della creazione.

Qui una sintesi su come si è arrivati a concepire questa "quaresima" contro l'ecocidio: https://ofm.org/tempo-del-creato-2026.html.

 

 

 

 

mercoledì 26 agosto 2026

Chanoux, Olivetti, Matteotti

 

La politica somiglia sempre più a un deserto che molti s'illudono di attraversare da soli. Il mondo delle autonomie e dei civismi invece intende formare una carovana in cui raccogliere una nuova generazione di leader locali e territoriali.

Non ci unirà un programma, perché proveniamo da storie diverse e da territori molto diversi. Piuttosto una promessa: collaborando, nonostante le leggi elettorali ingiuste e la continua erosione della democrazia che è davanti agli occhi di tutti, alcuni di noi potrebbero entrare nelle istituzioni e allora dedicarsi a tempo pieno agli studi e alle mediazioni necessarie per continuare a costruire una confederazione europea fondata su principi di sussidiarietà, responsabilità, solidarietà, prossimità.

Ci uniremo attorno a delle icone che rappresentano le nostre identità. Attraverso la memoria di alcune figure emblematiche della nostra storia, sappiamo davvero chi siamo e perché intendiamo farci prossimo delle nostre comunità locali, operai della costruzione europea, attivisti della solidarietà internazionale e della pace, garanti della salvaguardia del creato e del benessere delle generazioni future.

Émile Chanoux (Rovenaud, 9 gennaio 1906 – Aosta, 18 maggio 1944) è stato un notaio cattolico valdostano antifascista e antinazionalista, coautore della Carta di Chivasso delle autonomie del 1943, martire della Resistenza in Val d'Aosta e ispiratore della repubblica delle autonomie e dell'Europa delle regioni (a sinistra nell'immagine).

Giacomo Lauro Matteotti (Fratta Polesine, 22 maggio 1885 – Roma, 10 giugno 1924) è stato un grande socialista autonomista, antinazionalista, antibellicista, promotore di autonomie personali, sociali, territoriali (a destra nell'immagine). Ha incarnato un riformismo operoso e determinato nell'emancipazione degli ultimi, senza mai cedere ad alcun estremismo. Per il suo rigore, fu odiato dai settari di sinistra e ucciso dagli squadristi di destra.

Adriano Olivetti (Ivrea, 11 aprile 1901 – Aigle nel Canton Vaud, 27 febbraio 1960) è stato ingegnere, imprenditore, promotore di innovazione, mecenate e filantropo (al centro nell'immagine). Con la fondazione del Movimento Comunità, il 3 giugno 1947, è stato protagonista in Italia di una prima esperienza di rete fra storici autonomisti e nuove energie civiche e territoriali. Fu una feconda sintesi politica tra antiche passioni per le autonomie e un riformismo di respiro europeo e internazionale, capace di contribuire all'azione sociale dei governi italiani della Ricostruzione. Da molti punti di vista, l'esperienza di Adriano Olivetti rappresenta un provvidenziale anello di congiunzione tra Chanoux e Matteotti e ha contribuito a proiettare antichi ideali autonomisti e riformisti verso il futuro.

Chanoux, Olivetti, Matteotti sono fra le più importanti delle nostre diverse robuste radici. Le loro figure sono parte fondamentale della nostra identità politica e culturale. La loro testimonianza è più viva e attuale che mai, anche in questo XXI secolo ormai inoltrato. La loro immagine, più potente di tante parole, è la nostra piattaforma politica ed elettorale per il 2027 e oltre.

Mauro Vaiani

(segretario di Autonomie e Ambiente 
info@autonomieeambiente.eu)

Firenze, 26 agosto 2026, San Zeffirino 


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