Siamo bombardati da ondate di conformismo mediatico, spesso originate da poche ma potentissime concentrazioni di potere tecnologico, economico e finanziario.
Non ci pare più il tempo dei masaniello. Non emergono più figure carismatiche, magari anche populiste, dal basso, dai mondi vitali delle comunità locali, dalla cosiddetta "pancia" delle classi medie e basse, preoccupate o anche arrabbiate, perché impoverite di identità, sicurezza, mezzi spirituali e purtroppo anche materiali.
Ci vengono gonfiati davanti agli occhi dei palloni, dai soldi e dai media di potenti che agiscono dall'alto e da altrove. Palloni gonfi ma spesso fragili e comunque troppo leggeri per resistere alle potenti risacche dei pensieri unici (nel senso di talmente dominanti da essere senza pietà con tutti coloro che pensano diversamente).
Come possiamo difenderci? Una linea di resistenza ci pare essere quella di pretendere, come elettori delle società sé-dicenti democratiche, di votare per persone che vivono in mezzo a noi, nel nostro territorio, che possiamo non dico conoscere, ma almeno incontrare in presenza (fisica), scambiando qualche parola con loro, stringendo loro la mano, essendo magari informati - in forma scritta, magari antica, su carta - delle loro biografie, delle loro esperienze e competenze, delle loro proprietà e dei loro mezzi di sussistenza.
Più vicini essi sono, più sono cresciuti in mezzo a noi, immersi nella nostra stessa economia locale e vita quotidiana, più condividono il nostro accento, la nostra cultura vernacolare, la nostra religione civile, meno sarà facile essere ingannati.
Guai alle società sé-dicenti democratiche, in cui noi persone comuni ci riduciamo a votare per simpatia qualcuno che abbiamo visto in televisione, o sulle reti sociali online, o su altri media.
Guai! Perché le grandi centrali di potere e di sorveglianza ci hanno imposto figure come Monti, Fornero, Letta, Renzi, Conte, Draghi, Giorgetti, Meloni. Nomi che ci permettiamo di citare perché non sono stati e non sono il peggio che poteva capitare in Italia, ma che sono tutti emblematici di quello che l'amico e compagno Pierluigi Piccini definisce una rappresentanza politica che non incide più sulla nostra vita, anche perché la nostra vita non la vivono affatto, da decenni, ormai.
Se siete arrabbiati e vi sentite esclusi e minacciati, non affidatevi al prossimo aspirante napoleone d'Europa, podestà d'Italia, generale dell'italianità, capitano padano, o capobastone appennico o insulare. Soprattutto se viene tenuto tenacemente nascosto chi ne ha finanziato l'ascesa alla condizione di celebrità mediatica.
Collegio per collegio, abbiamo bisogno di poter votare per nuovi leader locali, per il possibile avvento di una più sana circolazione delle elite, senza cui non riusciremo più a garantire una penetrante critica delle concentrazioni di potere, oltre che di vecchi e nuovi sistemi di indottrinamento e sorveglianza.
Prato, 5 febbraio 2026
Mauro Vaiani Ph.D.
blogger di Diverso Toscana
Note:
L'immagine del post è un dettaglio tratto da qui:
https://www.ilpost.it/2023/02/03/palloni-aerostatici-cina-stati-uniti/
Segnaliamo anche un post meno banale di altri sul narcisismo di massa nella politica massificata e dominata dal conformismo dei media:
https://www.larivistaintelligente.it/epidemia-di-narcisismo/patrizia-tenda/
Piccole battaglie concrete per tornare ad eleggere i nostri leader locali:
https://autonomieeambiente.eu/news/431-continua-la-lotta-per-leggi-elettorali-piu-giuste-per-tutti


