Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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sabato 5 gennaio 2013

Non spariamo su chi ci ha provato

Non ho mai sparato su chi ci ha provato in politica, perché la politica è la cosa più difficile della terra.
Due articoli di Dagospia ci raccontano come persone potenti e di successo, una volta giunte in politica, inizino a scavarsi la fossa da sole.
Montezemolo è solo un altro che nella vita ce l'ha fatta, ma in politica no.
Monti sarà il prossimo.


sabato 29 dicembre 2012

Monti-amo il centro

Monti e i notabili tentano la resurrezione del centro. La vecchia sinistra e la vecchia destra ringraziano.

domenica 23 dicembre 2012

Io Monti, voi barbari delle pianure

Interessante e bella la conferenza stampa finale di Mario Monti. L'uomo è stato brillante e a tratti persino divertente. Giustamente duro con Berlusconi, con la CGIL, con i populisti, gli illusionisti, gli imbonitori. Troppo acido a volte. A tratti, inutilmente sprezzante, ma del resto è un barone, un vero notabile. Sempre reticente su come domare la spesa e su come realmente abbattere il debito.
Come ha ricordato giustamente Enrico Mentana in un suo twitter, Berlusconi è stato ondivago, ma Monti, sulla questione della sua candidatura, non è stato da meno.
E' stato praticamente, ancora una volta, un tegame.
Questo è quello che ho capito io: noi Italiani, barbari delle pianure, andiamo pure a votare; poi lui, Monti, con calma, sceglierà contenuti, metodi e persone del prossimo governo.

* * *

PS delle 16.30:
Arriva una chiara, necessaria presa di posizione di Oscar Giannino:
http://www.fermareildeclino.it/articolo/una-prima-risposta-allappello-di-monti

* * *

PS di lunedì 24 dicembre, ore 13.13:
Pubblicato dal sito http://www.agenda-monti.it un primo documento di 25 pagine, firmato da Nevio e forse da Pietro Ichino, di una inconsistenza politica davvero preoccupante, una sagra dell'aria fritta. Un documento che non contiene una - dico una - cosa concreta realizzabile sin dal primo giorno di un eventuale mandato parlamentare o di governo. Dura da accettare, da uno che ieri è stato così sprezzante contro i venditori di fumo... E a proposito di Pietro Ichino, o non aveva detto a Matteo Renzi che si voleva candidare alle primarie del PD, conquistandosi il voto e la simpatia di tutti i renziani del suo collegio? Mi sbaglierò, ma l'apertura a Pietro Ichino fatta da Fermare il Declino ieri sera è stata forse un po' troppo ingenua...



sabato 22 dicembre 2012

Ser Gingillo

Così si potrebbe definire, in toscano, uno come Mario Monti, ha scritto il mio amico Giacomo Fiaschi, oppure, con un modo di dire più generale, Sòr Tentenna...
Eccovi un articolo sul Mario Monti che si gingilla, e un altro articolo sul Mario Monti che non c'è. Non perché non voglia, ma molto più semplicemente perché essere un politico capace di cambiare lo status quo è un altro mestiere, molto più sangue e merda, rispetto a quello di essere un professore notabile che passa, meritevolmente magari, da un incarico di successo all'altro.
I vecchi amici liberali che si sono coraggiosamente e per tempo ribellati a Berlusconi, gli amici e i compagni della nostra rete toscana civico-liberale, le tante persone giovani e competenti che avevano aderito all'originario appello riformatore di Montezemolo e Rossi, i tanti renziani che stanno cambiando - con i fatti non a parole - la Toscana, tutti noi, ci meritiamo una discontinuità.
Loro, tutti loro, quelli di Berlusconi e quelli che c'erano prima di Berlusconi, si meritano una bella discontinuità: una lunga pausa di riflessione, lontani dalla vita pubblica e dalla scena politica.
Hanno i loro vostri vitalizi e le loro ingiuste pensioni retributive, che si accontentino. E non si meraviglino se - come ripetono sempre con ammirevole chiarezza morale Oscar Giannino e Fermare il Declino - saranno soggette a una giusta tassazione a favore della riduzione del debito pubblico, che tutti loro, gli uscenti, hanno contribuito a creare.

sabato 15 dicembre 2012

Dall'agenda Monti all'effetto Monti


 

Come simpatizzante dell'Istituto Bruno Leoni e del lavoro politico di Nicola Rossi, come intellettuale impegnato nella rete delle fondazioni di Italia Futura, come attivista civico-liberale e blogger, sono stato fra i sostenitori di un governo di salute pubblica, per la stabilizzazione dei conti della Repubblica, nel bel mezzo della crisi dei debiti sovrani dell'area Euro (e ben oltre quella...).
Ho appoggiato l'agenda Monti, quindi, pur non condividendola del tutto e pur non approvando molti passaggi.
Come tantissimi altri cittadini, inoltre, ho apprezzato lo stile Monti: un cambiamento formale, stilistico, che era necessario.
Ora però siamo a qualcosa di diverso: la rincorsa del notabile Monti da parte di tutti i notabili.
Siamo al tutti insieme disperatamente sotto l'ombrello di Monti.
Non si pronuncia una parola chiara di programma, non si prende una posizione politica trasparente che sia una. Pare sufficiente sperare in Monti.
Questo effetto Monti non mi piace.
Sento Italia Futura Toscana come casa mia, ma il progetto politico di lista civica per la Terza Repubblica che ne è derivato, mi pare abortito.
Se poi sopravvive, come nuova piccola meteora cristiano-sociale, o come ennesima fazione cattolico-liberal-conservatrice, o come succursale per una nuova "comunione e sistemazione", o come ruota di scorta di Casini, o come piuma nella coda del pavoneggiarsi di Monti, tanti auguri, di cuore, ma non mi interessa.


sabato 29 settembre 2012

Quello che un uomo solo non può fare


Il primo ministro Monti, riporta il Corriere della Sera di oggi, sabato 29 settembre, in una corrispondenza di Marco Galluzzo, ha parlato della riforma della legge elettorale italiana, a New York, al Council of Foreign Relations.
"L'aspetto che piace meno alla gente, di questa [attuale] legge, è il potere che hanno i leader di formare le liste e l'impossibilità di esprimere delle preferenze", le quali, invece, ha detto Monti "eroderebbero il potere dei leader e darebbero un ruolo maggiore ai cittadini". Questo ovviamente, ha concluso, avrebbe delle controindicazioni, come "l'influenza delle lobby e la possibilità di accordi poco chiari, un vero pericolo per una democrazia".
Una presa di posizione cauta, rispettabile, un pochino da professore che non vuole esporsi troppo in un grande scontro politico e culturale, qual è quello che oppone, da una parte, i fautori del disastroso ritorno delle preferenze, ai sostenitori dei collegi uninominali e delle primarie, dall'altra.
Le liste bloccate vanno certamente superate, ma con i collegi uninominali e con le primarie, non certo con il grande imbroglio delle preferenze.
Qualcosa, invece, nel sistema politico, culturale e mediatico italiano, continua ad alimentare questa pericolosa illusione che le vecchie preferenze volontarie all'italiana possano migliorare il sistema politico.
Il titolatore del Corriere, per esempio, introduce le parole di Monti così: "E agli americani spiega l'importanza delle preferenze". Un pochino tendenzioso, vero?
Le elite politiche - e anche giornalistiche e culturali - non sembrano per nulla coscienti del fatto che i più grandi disastri morali a cui stiamo assistendo sono causati, oltre che dagli errori di alcuni leader a cui abbiamo concesso troppo potere, proprio dallo strapotere dei signori delle preferenze, che ancora dominano i consigli regionali del Lazio e della Lombardia, del Piemonte e della Sicilia, così come i consigli comunali delle grandi città, così come il Parlamento Europeo.
E che anche il Parlamento italiano, nonostante per ben due volte sia stato formato dai nominati con il Porcellum, è ancora dominato da capi-bastone che si sono formati nella cultura e nel tempo delle preferenze.
Il problema è gigantesco.
Le sue radici storiche.
La sua comprensione difficile.
I cittadini, che vent'anni fa sapevano cos'erano le preferenze e le bocciarono, oggi sono continuamente disinformati. Si conta sulla loro smemoratezza.

La timida presa di posizione di Mario Monti forse non potrà essere facilmente strumentalizzata dai sostenitori del ritorno delle disastrose preferenze, ma ci spiega bene quello che questo uomo da solo non può fare.
La Repubblica ha bisogno di riforme, a partire dal cambiamento della Costituzione.
Le regioni hanno bisogno di autonomia fiscale e responsabilità finanziaria.
Le province devono essere abolite.
I comuni devono essere rafforzati e democratizzati.
Migliaia di enti pubblici e parapubblici, dalla Rai alla Croce Rossa, devono essere avviati allo smantellamento.
Per fare tutto questo Monti non basta.
Non ne ha la struttura mentale, né professionale.
Non è, semplicemente parlando, il suo mestiere, la sua missione, la sua vocazione.
La politica ha bisogno di una nuova generazione di politici, con una visione riformatrice molto più coraggiosa.
E questa nuova generazione di leader moderni non può arrivare altro che da metodi di selezione moderni, come le primarie e i collegi uninominali.
Per questo contro le preferenze, ci giochiamo una partita storica. Non si devono escludere, ma anzi onorare gesti estremi come i quaranta giorni di digiuno di Roberto Giachetti, su un tema così importante.
Ci batteremo fino all'ultimo.


domenica 22 gennaio 2012

Cittadino Filippo Patroni Griffi, un passo indietro

Oggi Mario Monti, intervistato da Lucia Annunziata su Rai Tre, ha detto che sarà lui a chiedere le dimissioni dei suoi ministri e collaboratori che non abbiano saputo dimostrare il giusto distacco e il necessario decoro.
Mi domando se questa perentoria affermazione valga anche per Filippo Patroni Griffi, oppure se per lui valgano delle attenuanti o delle scusanti particolari.
Lo stesso ministro Patroni Griffi ha ammesso di aver approfittato della manna pubblica. Forse non porta alcuna responabilità penale o morale, del fatto che i membri di una casta di burocrati-politici abbiano avuto, in un recentissimo passato, tanti privilegi.
Questo però non diminuisce di una piuma l'inopportunità che una persona che ha così platealmente approfittato della sua posizione, per assicurarsi un importante arricchimento personale, sia parte del massimo consesso del nostro potere esecutivo.
Trovo particolarmente beffardo, se mi posso permettere, che una persona che ha goduto di, come dire, un così grande privilegio, una bella casa in pieno centro a Roma a un prezzo di assoluto favore, abbia presieduto la Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT).
Cittadino Filippo Patroni Griffi, è proprio sicuro di non sentire il bisogno di un passo indietro?


Due articoli da leggere/rileggere:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/domande-patroni-griffi-ministro-indagato/182852/

http://www.ilgiornale.it/interni/patroni_le_dimissionisarebbe_atto_disumano/colosseo-casa-filippo_patroni_griffi/12-01-2012/articolo-id=566582-page=0-comments=1

Ognuno si faccia la sua opinione, ma sia chiaro un principio: questo governo non sarà giudicato dagli elettori, alla fine del suo mandato, per cui è essenziale che vada avanti con severità, vorrei dire con un supplemento di rigore, prima di tutto, verso se stesso.

domenica 13 novembre 2011

Non sopravvalutiamolo

Il governo Mario Monti si farà, non ci sono più alternative. Giurerà, entrerà in carica, farà quel che potrà, gestirà le prossime elezioni. Una preghiera a Giuliano Amato: anche se le chiedono di entrare, rifiuti cortesemente, come si addice a chi sa di aver già avuto e fatto tanto.

Cercando in rete non si trova nulla del Monti pensiero. L'unica posizione politica che ho trovato è quella in favore dell'abolizione del valore legale dei diplomi e delle lauree, che peraltro condivido. Non si trova nulla sugli inizi della sua collaborazione con i potenti, che probabilmente risale al 1981-1982, quando, da giovane professore universitario, viene chiamato a fare delle consulenze al Parlamento. Al governo c'è Giovanni Spadolini. I ministri economici sono Beniamino Andreatta, Giorgio La Malfa, Rino Formica. Peccato che la nostra stampa, Corriere della Sera in testa, si schieri e magari si innamori, senza raccontare (ma si veda nel post scriptum, ndr), senza spiegare.

Girano in rete alcune chicche da cui si capisce che Monti, qualche volta, ha parlato tanto per parlare. In questo gustoso estratto video, Mario Monti esalta l'Euro e la Grecia. In un altro articolo si sbilancia a sopravvalutare la Gelmini e Marchionne. Cose perdonabili, che aiuteranno tutti noi a non sopravvalutare lui.

Il programma di questo governo provvisorio di salute pubblica non può essere altro che quello di domare la spesa pubblica e abbattere il debito. 

Se ci riesce, seguendo le raccomandazioni di Mario Draghi, potrebbe anche prendere qualche provvedimento di liberalizzazione o qualche iniziativa per premiare l'innovazione e rilanciare la competitività. Ma non facciamoci illusioni, scrive Mario Seminerio, il coraggioso economista che combatte contro l'ignoranza economica e gli errori politici e morali della casta che guida l'Unione Europea.

Come scrive Nicola Rossi, il presidente dell'Istituto Bruno Leoni ed esponente di Italia Futura, la priorità non sono affatto le pensioni! E' importante partire dalla "patrimoniale sullo stato", la messa in vendita di diverse centinaia di miliardi di beni pubblici oggi improduttivi, sottoutilizzati o addirittura abbandonati.

E' la mano pubblica la prima che deve pagare la patrimoniale, perché è la più ricca e sprecona. Si tratta, diciamolo, di un obiettivo drammaticamente difficile, da far tremare i polsi anche ai più audaci manager, dove il pericolo di svendere, l'azzardo morale e i rischi di corruzione sono immensi.

La necessaria e colossale vendita di beni pubblici è una iniziativa che deve essere portata avanti non in modo centralistico, ma insieme alle regioni e ai territori, con una leale cooperazione federale fra tutti gli enti della Repubblica, per raggiungere l'obiettivo di una riduzione immediata, apprezzabile, durevole, del debito pubblico.

Dopo aver domato la spesa e il debito pubblici, si potranno giustamente chiedere sacrifici, come chiede Italia Futura, a chi ha grandi fortune, a chi è andato in pensione troppo giovane, agli stipendi della dirigenza pubblica che sono cresciuti fuori da ogni controllo meritocratico o da ogni standard di mercato.

Non ci sembra il caso di entusiasmarsi per un governo provvisorio di salute pubblica, così come non ci siamo entusiasmati per la nomina di Monti a senatore a vita, con tempi e modalità che ci sono parse piuttosto discutibili.

I politici e i grandi commentatori non alimentino l'illusione che si possano fare ora la rivoluzione liberale o le riforme che i primi non hanno saputo fare e i secondi non hanno mai avuto il coraggio di sostenere veramente e fino in fondo. Ci si limiti a sperare che il governo provvisorio faccia qualcosa, velocemente, e con equità, e che duri il meno possibile.

Guardiamo avanti!

* * *

PS del 14 novembre 2011, ore 18.35:

Ci è stato segnalato questo articolo di Libero, che crediamo sia giusto leggere. Sapevamo che Monti era già potente e amico di potenti. Ora sappiamo, con qualche dettaglio, che è stato uno dei tanti consulenti che non ha saputo fare nulla contro l'esplosione della spesa e del debito pubblico italiano. Comprendiamo che, ovviamente, come si diceva di Berlusconi, occorra "contestualizzare". In attesa che il neo-senatore a vita, segnali all'opinione pubblica la sua versione sulle proprie collaborazioni con i governi della Prima Repubblica, esprimiamo una piccola critica al quotidiano Libero: è un peccato che quel giornale, in questi ultimi anni, non abbia mai saputo fare ricerche così puntigliose ed esprimere giudizi così severi, su Berlusconi e tanti, troppi, dei suoi ministri. Sarebbe stato meno fazioso e più utile alle ragioni della parte liberale!

mercoledì 9 novembre 2011

Monti che?

 

Mario Monti senatore a vita?
Non sono d'accordo.
Non ho nulla contro Monti e i grand commis di stato della sua generazione, ci mancherebbe, ma: primo, non hanno saputo essere più lungimiranti, coraggiosi o riformatori di tanti altri leader del loro tempo, altrimenti non saremmo in questa situazione, oppure loro non sarebbero nella loro attuale situazione di privilegiati; secondo, non c'era alcun bisogno di un nuovo senatore a vita.
Una stecca del pur bravo e autorevole presidente Napolitano. Capita.
Lo so che in tanti pensano che Berlusconi, e a maggior ragione molti suoi impresentabili e insopportabili ministri, dovrebbero essere cacciati al più presto.
E so che Monti è uno dei pochi candidati disponibili a fare subito un governo d'emergenza per sostituire il premier uscente.
E posso anche immaginare che Monti, in cambio del grande rischio che correrà assumendosi l'incarico di succedere a Berlusconi, abbia chiesto una qualche forma di garanzia a vita...
Ma andiamo...
Stavamo cercando una "riserva" della Repubblica e ci ritroviamo un'altra figura che non ha voluto rischiare nonostante non fosse certo priva di riserver...

Nella lotta politica, schietta, onesta, a viso aperto, per mandare a casa Berlusconi e i suoi quattro pensionati sfigati, le sue veline e velini, questa nomina di Monti mi sembra - posso dirlo? - controproducente.
Qui c'è bisogno d'aria nuova, davvero.
Via Berlusconi, ma via anche tutti quelli che c'erano prima di lui.
Monti compreso.
C'è qualcun altro che ha il coraggio di farsi avanti?

 

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