Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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sabato 19 maggio 2018

Zero consumo suolo in Toscana, la promessa tradita



 

Secondo questi sindaci toscani, quando dovrebbe essere il momento giusto per sancire davvero il fermo al consumo del nostro suolo?

Riproduciamo integralmente la lettera aperta con cui 38 sindaci toscani chiedono che si consumino altri 130 ettari ancora liberi della Piana (almeno). Praticamente gli ultimi! Per un nuovo aeroporto!

Non c'è bisogno di ulteriori commenti, ma solo di ricordarsi i loro nomi. Questo documento contiene decine di errori politici, economici, sociali, di comunicazione. Li capirete da soli, leggendolo.

Le elezioni verranno. Ricordiamoci di come hanno tradito la loro promessa di concorrere a decidere, finalmente, il fermo del consumo di suolo toscano.

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LETTERA APERTA SULL'AEROPORTO DI FIRENZE

Da molti anni le nostre comunità discutono del progetto di ampliamento dell'aeroporto di Firenze.
Tale infrastruttura segna infatti una crescita costante di passeggeri, ma, allo stesso tempo, convive con evidenti limiti di utilizzo della pista, circondata da un lato dalle pendici del Monte Morello e dall'altro dall'abitato residenziale dell'area Ovest di Firenze.
A causa di queste caratteristiche, figlie del disegno dell 'aeroporto degli anni '30, gli aeromobili che volano su Firenze hanno difficoltà operative già con bassi valori di vento: ogni anno circa 140.000 passeggeri sono deviati su altri scali in situazioni meteorologiche considerate ovunque normali.
Tali difficoltà si scontrano con le opportunità e le richieste di sviluppo economico e sociale, con cui noi Sindaci ci confrontiamo quotidianamente.
La possibilità di uno scalo in prossimità di Firenze, un city-airport come in tante città del mondo, è fondamentale per sostenere le realtà produttive di tutta la Toscana. Le grandi aziende multinazionali, le imprese che esportano prodotti del made in Italy, gli enti di ricerca tecnologica e universitaria, le società che operano nel turismo, necessitano tutte di collegamenti veloci e certi con l'Europa e il resto del mondo. Si tratta del tessuto fondamentale
della nostra economia e per questo sono in gioco migliaia di posti di lavoro, per i nostri giovani e per le nostre comunità.
Le istituzioni e la politica locale per molti anni si sono interrogate su come superare questi limiti mantenendo uno sviluppo coerente di tutta l'aerea. Con l'intervento degli enti competenti è stato definito, come unica soluzione possibile, il nuovo orientamento della pista. E' iniziato quindi un percorso di valutazione seguendo tutte le procedure imposte dalle direttive europee di
settore e dalle leggi italiane.
Il progetto definitivo è stato oggetto di verifica da parte del Ministero dell'Ambiente e del Ministero dei beni e delle attività culturali attraverso la Valutazione di Impatto Ambientale e l'esito positivo ne ha definitivamente stabilito la sostenibilità ambientale. Specifiche indicazioni delineano i singoli passi a cui la società gestore dovrà attenersi per mantenere, negli anni, le
condizioni di sostenibilità e compatibilità ambientale. In particolare sono dettagliati tutti gli interventi necessari per migliorare la zona circostante: laddove oggi vi è un'area quasi abbandonata sorgerà un vero parco metropolitano, con opere di riassetto idraulico e una nuova viabilità, sia automobilistica che ciclopedonale.
Oltre a ciò il nuovo progetto produrrà miglioramenti per migliaia di cittadini residenti nell'area Ovest di Firenzc che, con l'attuale configurazione, sono sottoposti ogni giorno a sorvoli a quote troppo basse con un inquinamento acustico c atmosferico che limita le attività quotidiane.
Inoltre, in questi anni si sono poste le condizioni per uno sviluppo coerente dei principali impianti acroportuali toscani, con la costituzione di una società unica per la gestione degli scali di Firenze e Pisa.
Ci sono, quindi, tutte le condizioni per realizzare finalmente l'ammodernamento
dell'infrastruttura, garantendo una risposta alle richieste del mondo economico e produttivo della Toscana.
Noi amministratori siamo chiamati a decidere, è il compito primario che ci hanno affidato, e non possiamo nuovamcnte dare dimostrazione di inadempienza e immobilismo. Allo stesso modo, non ci interessa la polemica con i sindaci che sono contrari a questa scelta, ma vogliamo piuttosto rivolgerci alle nostre comunità.
l cittadini e le imprese di questa Regione vogliono la nuova pista dell'aeroporto perché da questa passa il futuro di migliaia di posti di lavoro. Le nostre province e tutta la Toscana vogliono agganciare definitivamente i trend dello sviluppo mondiale, dove la forte competitività richiede garanzia di spostamento di uomini e mezzi, e non accontentarsi di essere una periferia nel contesto globale.
Per questo, convinti della bontà e necessità del progetto, noi Sindaci sosteniamo la riqualificazione dell'aeroporto di Firenze e invitiamo tutti i cittadini e tutte le forze sociali, economiche e culturali a impegnarsi attivamente per questo storico obiettivo.

Lista aperta

Hanno già aderito:

• Dario NardeIIa, Sindaco di Firenze
• Bruno Valentini, Sindaco di Siena
• Alessandro Ghinelli, Sindaco di Arezzo
• Brenda Barnini, Sindaco di Empoli
• Francesco Casini, Sindaco di Bagno a Ripoli
• Giampiero Mongatti, Sindaco di Barberino del Mugello
• Paolo Omoboni, Sindaco di Borgo San Lorenzo
• Stefano Passiatore, Sindaco di Dicomano
• Giulia Mugnai, Sindaco di Figline e Incisa Valdarno
• Claudio ScarpeIIi, Sindaco di Firenzuola
• Paolo Sottani, Sindaco di Greve in Chianti
• Alessio Calamandrei, Sindaco di Impruneta
• Angela Bagni, Sindaco di Lastra a Signa
• Tommaso Triberti, Sindaco di Marradi
• Cristian Menghetti, Sindaco di Palazzuolo sul Siena
• Renzo Zucchini, Sindaco di Pelago
• Cristiano Benucci, Sindaco di Reggello
• Daniele Lorenzini, Sindaco di Rignano sull'Amo
• Massimiliano Pescini, Sindaco di San Casciano Val di Pesa
• Alessandro Manni, Sindaco di San Godenzo
• Sandra Fallani, Sindaco di Scandicci
• Federico Ignesti, Sindaco di Scarperia e San Piero a Sieve
• David Baroncelli, Sindaco di Tavemelle Val di Pesa
• Roberto lzzo, Sindaco di Vicchio
• Giacomo Cucini, Sindaco di Certaldo
• Paolo Masetti, Sindaco di Montelupo Fiorentino
• Alessio SpincIIi, Sindaco di Fucecchio
• Giacomo Cucini, Sindaco di Certaldo
• Simona Rossctti, Sindaco di Cerreto Guidi
• Alessandro Giunti, Sindaco di Capraia e Limite
• Giuseppe Torchia, Sindaco di Vinci
• Paolo Pomponi, Sindaco di Montaione
• Paolo Campinoti, Sindaco di Gambassi Tenne
• Alessio Falorni, Sindaco di Castelfiorentino
• Beppe Bellandi, Sindaco di Montecatini Terme
• Maurizio Viligiardi, Sindaco di San Giovanni Valdarno
• Ginetta Menchetti, Sindaco di Civitella Valdichiana
• Giampaolo Tellini, Sindaco di Chiusi della Vema

Appello diffuso dal sindaco Dario Nardella, dal suo profilo Facebook, il
5 maggio 2018 alle 15.31:

Ecco la lettera aperta firmata da una prima lista di 38 sindaci: Firenze e la Toscana hanno bisogno di un aeroporto degno di questo nome. Per questo sulla nuova pista a Peretola non si torna indietro!
Se volete firmare la petizione potete farlo sul portale
https://www.siaeroporto.org
e per chi volesse affrontare nello specifico tutti gli aspetti del progetto, ci vediamo lunedì 7 maggio (2018), ore 19 al Palazzo degli Affari.

#diciamosiallaeroporto

giovedì 31 dicembre 2015

Buon 2016, con il poeta del mondo


La Provvidenza mi ha donato l'amicizia di una grande studiosa di scrittori toscani, Corinna Salvadori Lonergan, professoressa emerita del Trinity College Dublin.
Grazie a lei ho avuto anch'io, nella mia ignoranza, la possibilità di riscoprire Dante nel suo 750° anniversario.
In questo anno che si chiude, Dante si è confermato il poeta del mondo, profeta della giustizia che vince sulla cupidigia e pone le fondamenta della pace fra i popoli.
A Dublino, lo scorso 11 dicembre, si è letto integralmente il suo Paradiso, in nove lingue diverse.
E' stato un momento storico per la cultura e l'unità europea, per i nostri valori, per il nostro futuro.
Ci aspettano anche nel 2016 minacce neocolonialiste, ineguaglianze crescenti, violenze ed estremismi, ma ancora una volta sarà
AD ASTRA PER ASPERA.
Vincerà la bellezza, frutto di uno studio diligente, di un lavoro generoso, dell'amore per le cose fatte bene, che a loro volta sono energie umane che possono fiorire solo nella libertà, nell'autogoverno, nella responsabilità.
Dante continua a illuminare il nostro cammino, qui in Toscana, e quello di tanti nel mondo.
Buon anno a tutti.
 



lunedì 14 dicembre 2015

Un'altra piccola rivoluzione corsa


Fonte: un particolare di una immagine
della campagna elettorale di http://www.femuacorsica.com/ ,
la principale lista attorno a cui si è coagulata
la colazione "Pè a Corsica", guidata da Gilles Simeoni


In Francia non c'è stato il temuto trionfo della reazione, ma piuttosto, nella piccola Corsica, c'è stata una rivoluzione.
In un panorama politico arretrato e diviso, è emersa vittoriosa una delle liste più inclusive e innovative, "Pè a Corsica", arrivata prima nel secondo turno delle elezioni regionali di ieri, domenica 13 dicembre 2015.
In calce a questo post pubblichiamo alcuni dati che lasciano facilmente comprendere come, con questo voto, la Corsica esca faticosamente ma finalmente da un passato politico dominato dalla faziosità e dal clientelismo.
Il nuovo presidente della Corsica sarà Gilles Simeoni, già sindaco di Bastia e a questo punto consacrato come uno dei principali leader del movimento nazionale corso.

I numeri e gli spazi della Corsica sono piccoli: poco più di 8.500 kmq (la Toscana poco più di 22.000); poco più di 300.000 abitanti (la Toscana più di 3 milioni e mezzo). Il messaggio però è importante e globale: la centralità di una idea di autogoverno responsabile, adatto al nostro tempo.
L'idea di autonomia della Corsica è antica e profonda. La prima idea moderna di repubblica corsa risale al 700. La dichiarazione d'indipendenza del dicembre 1730 è forse la prima nel suo genere. Il nome dell'eroe corso Pasquale Paoli è conosciuto a tutti i patrioti e libertari del mondo.
Il cammino è, ovviamente, tutto in salita, come sanno bene Toscani e Sudtirolesi, Catalani e Scozzesi, movimenti civico-liberali e autonomisti libertari di tutto il mondo, ma oggi, intanto, è giusto festeggiare.
Con i nostri studi sulla disintegrazione come speranza nel dopo 1989, stiamo cercando di spiegare e rilanciare una intuizione che era già di Tom Nairn, sin dagli anni '70: l'indipendentismo delle piccole madrepatrie è potenzialmente civico; al contrario del nazionalismo delle grandi potenze, che invece è stato intrinsecamente distruttivo.
La Corsica potrebbe diventare un caso che rafforza i nostri studi, ma non è questo l'importante.
Importante è che la Corsica conosca, sotto un nuovo governo, giorni migliori.
Auguri alla nostra sorella Corsica.

* * *

Chi ha accesso a Facebook, visiti la pagina ufficiale di "Femu a Corsica", la realtà politica attorno a cui si è aggregata la coalizione vincente di "Pè a Corsica".

Chi ha tempo per degli approfondimenti, può leggere questo ottimo articolo del Guardian:
http://www.theguardian.com/world/2015/dec/14/corsican-nationalists-win-historic-victory-in-french-elections








Un appassionato discorso di Edmond Simeoni, il babbo di Gilles Simeoni (nuovo presidente eletto):
http://corsicaoggi.altervista.org/sito/il-discorso-di-edmond-simeoni-dopo-la-vittoria-dei-nazionalisti/

 

* * *

Alcuni dati (Fonte: http://www.francetvinfo.fr/elections/resultats/corse/, consultata oggi 14 dicembre 2015):

Partecipazione al voto: 67,03 %

Vincitore:
Gilles SIMEONI
PÈ A CORSICA
35,34 %
52. 839 voti

Secondo:
Paul GIACOBBI (presidente uscente)
PRIMA A CORSICA (lista della vecchia sinistra isolana)
28,49 %
42.607 voti

Terzo:
José ROSSI
LE RASSEMBLEMENT (unione delle vecchie destre isolane)
27,07 %
40.480 voti

Quarto:
Christophe CANIONI
FRONT NATIONAL CORSE AVEC MARINE LE PEN (la nuova destra non sfonda, come nel resto della repubblica francese)
9,09 %
13.599 voti

Schede bianche:
1,56 % - 2.397

Nulle:
1,38 % - 2.121

Aventi diritto: 229.824

Votanti: 154.043 (67,03 %)

Popolazione: 310.827 habitants (Données Insee 2009)

PS: Il lettore toscano non si meraviglia di leggere così tanti cognomi toscani. Sappiamo bene che la Corsica ci è vicina culturalmente e linguisticamente da sempre.

sabato 28 novembre 2015

Una scomoda verità sull'autodistruzione umana


Dal sito del documentario Cowspiracy


E' accessibile in rete un documentario semplice ma, a nostro parere, piuttosto serio, che manda al grande pubblico un messaggio tanto chiaro quanto scomodo: l'allevamento intensivo degli animali, in particolare dei bovini, inquina da solo più tutte le altre attività umane. La grande industria della carne non è semplicemente sostenibile. Ne' si può pensare di sostituire la carne con un ulteriore sfruttamento del pesce marino. Ogni comunità umana, confrontandosi con il suo clima, il suo ambiente, la sua cultura deve trovare un modo di diventare più vegetariana e meno carnivora (e meno piscivora).
Il documentario si intitola Cowspiracy, un gioco fonetico che combina provocatoriamente le parole cow (la vacca, la bestia) e conspiracy (cospirazione, complotto), ma non aspettatevi ammiccamenti alle grandi paranoie e alle profonde paure del nostro tempo.
Tutto viene comunicato in modo problematico, non evangelico.
C'è anche una morale vegetariana, anzi - visto l'eccessivo uso di latte e latticini che affligge le società americane e americanizzate - c'è anche un esplicito invito vegano, ma, lo ribadiamo, il messaggio resta insieme molto laico e primariamente politico.
Ebbene, mentre a Parigi sta per aprirsi l'ennesima conferenza internazionale sul cambiamento climatico, di grande impatto mediatico ma con una agenda discussa e discutibile, questo documentario contro lo sfruttamento animale può aiutare una riflessione più personale, meno conformista, più ancorata a ciò che possiamo cambiare qui, ora, nella nostra vita, nei nostri rapporti sociali, nelle economie e nel fisco locali, nella nostra terra.

venerdì 13 novembre 2015

Politicamente guasti


Si leggono sui media toscani storie incredibili di scuole che evitano di portare le loro classi a vedere mostre come quella sulla Divina Bellezza, a palazzo Strozzi, strettamente collegate con le ritornanti, insensate polemiche contro i crocefissi.
A tanta ignoranza sul significato spirituale, ma anche culturale e civile, della presenza di un segno come la croce sul territorio toscano, non c'è facile rimedio, ma vale la pena di dare una mano ai pochi che ancora ci provano a denunciare i guasti del politicamente corretto. Ci uniamo a Paolo Ermini, Mario Lancisi, Eugenio Giani, che, in modi diversi e - per fortuna! - non del tutto convergenti, provano a risvegliare tante menti impigrite.
Questi cervelloni politicamente guasti traboccano di un pensiero tanto sbagliato, quanto sottilmente autoritario e tendenzialmente velenoso, che a poco a poco non solo ridicolizza, ma addirittura uccide i valori liberali e sociali che pretenderebbe di difendere.
Si chiede la rimozione di un'antica croce giottesca con crucifisso, mentre si lascia che la scuola pubblica venga squalificata.
Si pretende di non mostrare arte cristiana alla gioventù toscana cresciuta in famiglie non cristiane, ma nello stesso tempo si lasciano intatti i privilegi cattolico-romani in materia di tasse, nomine e prelievi.
Si esigono manifestazioni di fedeltà ad un astratto multiculturalismo, ma non si muove un passo per fermare il traffico di esseri umani e l'importazione di schiavi da far lavorare a basso costo.Si fanno professioni pubbliche di fede anti-razzista, ma l'eguaglianza di opportunità e di doveri, in particolare nel campo del diritto allo studio, che rappresenta il futuro della società toscana, è un miraggio.
Raccomanderemmo minor settarismo e maggiore umiltà, meno laicismo parolaio e più stoica laicità, meno chiacchiere di uguaglianza formale e più giustizia sociale, meno applausi al papa e più concretezza politica.


Crocifisso giottesco della chiesa di Ognissanti a Firenze
Fonte: http://www.stilearte.it

mercoledì 21 ottobre 2015

La signoria di Pisa? Anche no




Stamane sul Corriere Fiorentino, a pagina 3, Claudio Bozza spiega il progetto espansionistico del comune di Pisa. Sarebbe lo stesso sindaco Marco Filippeschi a spingere per annettere a Pisa i comuni vicini di Vecchiano, San Giuliano Terme, Calci, Cascina e Vicopisano.

Avete presente il nostro impegno per comuni-comunità più grandi in Toscana? Ebbene, queste proposte di annessione sono tutto il contrario. Crediamo nell'antico spirito repubblicano di Pisa e della Toscana. Non vogliamo certo l'avvento di nuove signorie.

Quando parliamo di unificazione fra comuni, non pensiamo certo ad aumentare il potere di un centro sulle periferie, di un corpo urbano sulle zone rurali. Né ci interessano ulteriori progetti di espansione urbanistica, in una regione come la nostra, in cui il consumo di suolo, il crollo del valore degli immobili per eccesso di offerta, l'incuria del patrimonio edilizio esistente, la perdita di identità e bellezza del territorio hanno già raggiunto livelli di guardia.

Pisa è una piccola e vivibile città, che deve correggere, non ulteriormente estendere l'urbanizzazione incontrollata e indistinta che ha creato luoghi anonimi, come tutti quelli che ci sono verso Cisanello o verso Cascina.

Sì a un comune di Pisa più grande - non così grande come la vorrebbe Filippeschi - ma con quartieri più belli, con frazioni più riconoscibili, con borghi più a misura d'uomo.

* * *


domenica 5 aprile 2015

Almeno agli Uffizi, basta precariato


Controllando sui motori di ricerca le ultime notizie sugli Uffizi ho trovato questo: il ministro ai beni culturali incontra i rappresentanti dei lavoratori, in vista della stabilizzazione dei precari. Bene, direte. Certo, dico anch'io, solo che leggete bene: si tratta di una notizia d'archivio di undici anni fa, scritta da Sonia Renzini sull'Unità di allora.
Senza fare facili ironie, è un esempio che ci ricorda quanto sia ripetitivo, inefficiente, sgangherato, ridicolo, noioso e pericoloso insieme, il neocentralismo italiano, malattia antica del nostro paese da cui né la prima, né la seconda repubblica, e per ora nemmeno Renzi, sono stati in grado di liberarci.
Oggi, domenica di Pasqua, gli Uffizi sono aperti e sono gratuiti, perché, ancora una volta, il ministro di Roma ha rassicurato i precari di Firenze.
Ne sono felice, ma perché dovremmo continuare così?
Gli Uffizi sono una realtà fantastica, incredibilmente attrattiva, remunerativa. E questo nonostante tutte le sue inefficienze, la pigrizia mentale con cui sono governati, le cattive leggi che ne regolano il funzionamento.
Almeno gli Uffizi potrebbero non avere precari.
Producono risorse che possono sostenere completamente l'istituzione e le realtà minori con essa collegate.
Potrebbero, quindi, qualificare e pagare meglio tutto il loro personale.
Anche chi fa le pulizie o chi stacca i biglietti, agli Uffizi, dovrebbe essere tutto personale interno, di fiducia, qualificato, ben retribuito.

Almeno agli Uffizi, basta con gli inganni, basta sfruttamento, basta accanirsi contro gli umili.
Buona Pasqua di liberazione!


Fonte: http://www.firenzemadeintuscany.com/it/

sabato 4 aprile 2015

Vedremo meno mostri?




Vedremo meno mostruosità edilizie ed urbanistiche?
Ne vedremo abbattere qualcuna, di quelle che hanno reso irriconoscibile la Toscana?
Me lo domando ogni mattina, quando con la mia pandina a metano mi sposto, lungo la direttrice Mezzana-Via Perfetti Ricasoli, da Prato verso Sesto e poi verso Rifredi.
E come potrei non chiedermelo?
Mentre attraverso un territorio consumato e cementificato, vedo laggiù sullo sfondo la linea d'orizzonte di Firenze sfigurata.
La mole esagerata, elefantiaca, disfunzionale del nuovo palazzo di giustizia, le esagerazioni delle varie cooperative, lo scempio di stato dell'ecomostro della scuola carabinieri, e tanti altri disastri, non solo hanno oscurato il cupolone, ma hanno ucciso l'armonia di Firenze.
Collaborando con Alessandro Antichi, dal 2005 al 2010, nell'ufficio del portavoce dell'opposizione nel Parlamento toscano, ho dato una mano con lui e alcuni pochi altri protagonisti di una opposizione trasversale alla vecchia sinistra di allora, a sollevare un movimento di opinione pubblica contro gli scempi edilizi e gli eccessi di consumo di territorio in tutta la Toscana: da Firenze a Monticchiello, da San Miniato alla Versilia, da Livorno alla collina di San Vincenzo, da Poggibonsi a Santa Maria di Castiglion della Pescaia.
In una delle regioni più pianificate d'Italia, infatti, per tutti era diventato difficile lavorare e costruire, mentre gli amici degli amici dei mandarini installati negli uffici tecnici e nelle segreterie politiche dei comuni e della regione, hanno potuto fare il comodo loro, a spese del territorio e del paesaggio.
La legislatura regionale 2010-2015 e la nuova situazione politica hanno portato delle provvidenziali novità, è indubbio.
Mentre a Firenze Matteo Renzi ha realizzato la svolta della crescita zero del consumo di suolo, in regione il nuovo presidente Enrico Rossi, insieme all'assessore Anna Marsan, ha imposto il piano del paesaggio e una politica più conservativa.
Intendiamoci, che un altro piano possa fermare le mentalità sbagliate e gli scempi, è tutto da dimostrare, purtroppo.
Tuttavia non voglio essere pessimista, in questa veglia pasquale.
Troveremo il modo di cambiare, nell'interesse dei più e per il bene delle generazioni future.

sabato 21 marzo 2015

La guerra agli alberi

Qualche scatto fatto da chi scrive, a fine inverno, lungo il Bisenzio.

Anche le nostre autorità locali, quelle che governano gli argini lungo il nostro fiume, fra Prato e Campi, hanno ceduto alla tentazione di fare guerra agli alberi. Precisiamo che questi scatti sono stati fatti prima dell'uragano del 5 marzo scorso.
Crediamo nella primavera, nella rigenerazione, nel miglioramento, sia chiaro. 

Non attacchiamo e non denunciamo nessuno, ma per il futuro vogliamo qualcosa di più: la bellezza come vero e principale indice di buongoverno.

Per questo denunciamo gli errori della capitozzatura degli alberi, della spoliazione degli argini, dell'abbandono dei sentieri e delle piste ciclo-pedonali, dell'assenza di un servizio di raccolta rifiuti. Compresi i tronchi abbandonati dalle ditte che hanno vinto gli appalti al ribasso indetti dai comuni.

Gli argini del nostro Bisenzio hanno bisogno di giardinieri e custodi, non di interventi spot, che somigliano più al passaggio di una guerra che alla manutenzione del verde pubblico.













giovedì 12 aprile 1990

Prato 1990 - La lista verde-civica per le frazioni di Prato

 


12 aprile 1990 - programma 

Lista Verde Nonviolenta Alternativa

elezioni comunali e di quartiere del 5-6 maggio 1990 

Comune e quartieri di Prato

 

QUARTIERI, FRAZIONI, PAESI

Vogliamo che all' interno della città siano potenziati e resi più autonomi i quartieri, le frazioni ed i paesi, restituendo a ciascuno la propria fisionomia, le piazze, le scuole, i giardini, i servizi sociali e sanitari. I quartieri possono diventare un punto di incontro tra i cittadini che vogliono salvaguardare il proprio territorio, assumendosene in prima persona la responsabilità.

 

UNA NUOVA AMMINISTRAZIONE

Per costruire una nuova e più trasparente amministrazione, pensiamo di dover dare un posto privilegiato all' informazione dei cittadini su delibere, dati, atti e documenti della vita comunale e di quartiere in una banca dati accessibile in tempo reale. Crediamo nell' istituzione del referendum comunale e nella riforma degli enti locali per realizzare la massima autonomia delle comunità. Siamo favorevoli all' istituzione della nuova provincia di Prato, purché essa diventi uno strumento di coordinamento tra liberi municipi e assicuri il buon governo delle acque e del territorio della Valbisenzio.

 

CONVIVIALITA' E SOLIDARIETA'

Col recupero di una vita comunitaria a livello di quartieri, di paesi e di frazioni, occorre facilitare: lo sviluppo di centri sociali decentrati ed autogestiti, soprattutto per i giovani; la realizzazione di forme di edilizia agevolata per anziani e giovani coppie; la diffusione di case famiglia per forme di solidarietà e mutua assistenza; il recupero di forme di festa, incontro, celebrazione comunitaria.

 

AMBIENTE E' SALUTE

E' necessario uno sviluppo della prevenzione delle malattie, degli incidenti e degli altri fattori di rischio: igiene del lavoro, prevenzione degli infortuni, educazione sanitaria nelle scuole e nelle famiglie, campagne di educazione alimentare.

Occorre privilegiare i piccoli presidi sanitari decentrati e l' assistenza domiciliare per abbattere i tempi di ricovero e l' ospedalizzazione forzata che è essa stessa fonte di malattie. 

 

PORTARE IL BOSCO IN CITTA'

Risulta dalle statistiche che a Prato ci sia un numero abbastanza alto di metri quadrati di verde per abitante. Peccato che nel calcolo siano considerate anche le aiuole spartitraffico e i parcheggi a foratoni tra i quali crescono stentati fili d' erba. Per una città ben equilibrata è importante sia il verde intorno che dentro la città e, soprattutto, la sua qualità. Al giardino urbano artificiale, costoso da realizzare e da mantenere, preferiamo aree verdi con vegetazione tipica della nostra regione, lasciata crescere spontaneamente, oltretutto più adatte per gli animali che vivono in città.

 

GLI ALTRI ANIMALI

La civiltà di una città si misura anche dal rispetto per gli animali che la abitano, domestici e non. E' necessario uno sforzo culturale prima che finanziario per superare l' attuale rapporto "usa e getta" fra l' uomo e gli altri animali, che è alla base del grave problema del randagismo e di tutte le forme di sfruttamento e crudeltà verso gli animali. Proponiamo un efficiente servizio veterinario di quartiere, canili comunali, campagne di sensibilizzazione per il rispetto verso gli animali, aree apposite dove portarli a passeggio senza guinzaglio. In tutto il territorio del Comune di Prato devono essere vietati l' attività venatoria, la vivisezione e la sperimentazione sugli animali, il commercio di animali esotici, l' uso di animali negli spettacoli.

 

RIAPPROPRIAMOCI DEI NOSTRI RIFIUTI

Ogni giorno centinaia di tonnellate di materie prime vanno ad essere occultate in discariche o vengono incenerite, e creano nel nostro comprensorio una vera e propria emergenza che ci obbliga ad "esportare" i nostri rifiuti con un costo economico elevatissimo. Siamo da anni ad inseguire l' emergenza rifiuti perché non abbiamo mai pensato che si può risolvere il problema alla radice, abolendo il concetto stesso di "rifiuto".

Dobbiamo liberarci dall' USA E GETTA che fa lievitare continuamente la massa dei rifiuti ed ottenere ordinanze che vietino la distribuzione e la vendita di merci ed alimenti confenzionati con imballaggi non riciclabili (come tetrabrick, polistirolo, bottiglie di plastica). Uno sforzo comune dell' amministrazione, degli imprenditori e dei consumatori deve portare ai cambiamenti tecnologici necessari perché l' industria possa limitare la produzione di rifiuti.

Si potrà realizzare una riduzione della tassa sui rifiuti per i cittadini che li raccolgono separatamente o ne producano meno. Dovranno essere moltiplicati in ogni strada i contenitori per la raccolta differenziata, oppure creati dei centri di raccolta che comprino dalla gente i rifiuti differenziati.

Siamo contrari alla mentalità che vede in pochi e grandi impianti di incenerimento e smaltimento la soluzione di tutto il problema rifiuti. E' in ogni caso quanto di più antiecologico, antieconomico ed immorale continuare, come stiamo facendo adesso, ad esportare i nostri rifiuti. Dobbiamo metterci nell' ottica che i rifiuti sono nostri e che quindi dobbiamo riappropriarcene e smaltirli "chiudendo il cerchio" nel nostro territorio comunale.

 

NON SPRECARE L' ULTIMA ACQUA

Tutto ciò che vive sorge dall' acqua. L' acqua non è più un bene illimitato, né gratuito. Di conseguenza dobbiamo impe­gnarci assolutamente contro lo spreco di questo bene, agendo anche qui alla "fonte" del problema.

Perché non rifornire le industrie con acqua non potabilizzata, proveniente so­prattutto da "cicli chiusi" di depurazione? Perché non sostenere l' adozione delle nuove chimiche tessili largamente meno in­quinanti e meno esigenti in consumi idrici? Di certo devono essere chiusi i pozzi abusivi.

Il risparmio idrico, a tutti i livelli, è un' esigenza irrinunciabile. Visto che lungo il percorso degli acquedotti va sprecata un terzo circa dell' acqua captata, propo­niamo una serie di interventi tecnologici che abbattano tali perdite. Deve, anzi, essere costruita una rete idrica alternativa di "acqua buona" da bere, da distribuire attraverso fontanelle pubbli­che disposte strategicamente nei quar­tieri. Dobbiamo infine rinaturalizzare i corsi d' acqua del nostro comprensorio, decemen­tificandoli, riportando alla luce quelli intubati, riqualificando la rete di acque superficiali.

 

TRA LE MURA IL VERDE

Tutta la città deve essere riorganiz­zata per consentire una migliore qualità della vita, specialmente alle fasce so­ciali più deboli. Oggi una vita urbana emarginante, la follia da traffico e da fretta, l' assenza di spazi pedonali e ci­clabili, di aree verdi, di luoghi di in­contro e di socializzazione di uso pub­blico, miete vittime in primo luogo fra i bambini, i giovani e gli anziani.

E' necessario che ogni frazione, borgo e quartiere di Prato siano liberati da strade anguste e pericolose, che l' ec­cesso di traffico ha ridotto a piste di attraversamento da una polo all' altro della città. Ciascuna porzione di città deve avere la propria piazza, che sia an­che isola pedonale e verde, libera dal traffico, vivibile umanamente.

Nel centro storico deve essere allar­gata l' area pedonale e si deve evitare l' espulsione dei residenti e delle attività artigianali. Tutta l' area di interesse storico e artistico della città deve es­sere liberata dalle auto e dai parcheggi, salvaguardando le esi­genze dei residenti. Nel quadro di un generale rafforzamento dei mercati rionali, occorre restituire a a P.za Mercatale l' antica funzione di centro della vendita ambulante del com­prensorio pratese, sottraendola all' at­tuale degradante funzione di parcheggio.

 

MUOVERSI INSIEME

I rioni e i paesi di Prato devono es­sere uniti da corridoi pedonali e cicla­bili e da direttrici efficienti e fre­quenti di trasporto pubblico. Potremo sopprimere i corridoi di ingresso alla parte centrale della città per i mezzi privati e di iniziare ad elettrificare tali corridoi per renderli disponibili al trasporto su tramvia per i tratti più im­portanti.

 

RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

Il recupero del patrimonio edilizio esistente e il blocco delle proposte spe­culative sono un cardine per la nostra fu­tura azione amministrativa. Prato, da "città fabbrica", non deve divenire città di uffici e centri commerciali.

Occorre limitare la politica dei macro­lotti, battendo la dimensione affaristica dei nuovi insediamenti. Essi vanno rica­librati alla reale domanda di sviluppo in­dustriale, senza porre ipoteche sulle ul­time aree libere della piana. Chiediamo che le zone liberate da eventuali trasfe­rimenti industriali siano definitivamente assegnate a verde agricolo o a verde di uso collettivo.


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Nota del redattore di questo blog (24/11/2020)

Trent'anni dopo, rendiamo disponibile integralmente questo documento della antica Lista Verde Nonviolenta Alternativa, attiva a Prato in Toscana all'inizio degli anni novanta. E' la prima lista verde-civica in cui ha militato il titolare di questo blog, Mauro Vaiani, insieme a Fioravante Scognamiglio, Mauro Bernocchi, Athos Macaluso, Fulvio Batacchi, tra gli altri. Sin da allora, trent'anni fa, era iniziato un impegno per una vita più a dimensione di persona umana in Toscana, ripartendo dalle frazioni, dai paesini, da borghi e borgate, da quartieri e rioni. Un tema antico, particolarmente visibile a Prato, per la millenaria resilienza delle sue frazioni, pievi, propositure, parrocchie. Erano anni fecondi per il "Sole che ride", popolato da suggestioni cristiane e ghandiane, connesso con i movimenti civici e civili che si erano resi protagonisti del 1989, il tempo di Alex Langer e di Giannozzo Pucci, ma era anche il tempo in cui i partiti popolari toscani e italiani di quel tempo erano impegnati, da anni, nel decentramento. Il localismo di allora non era nostalgia tanto meno provincialismo, ma un grembo dove maturava, in connessione con i movimenti antitotalitari e anticolonialisti di tutto il mondo, una aspirazione a un autogoverno effettivo, libero e responsabile, di tutti dappertutto, a Est come a Ovest, nel Sud come nel Nord del mondo.


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