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domenica 31 maggio 2026

Prato è le sue frazioni


 

Stavolta ci potremmo essere. Le frazioni potrebbero tornare a essere considerate quello che sono sempre state: il tesoro di Prato, il vero segreto della qualità della vita di cui ancora godiamo nonostante i guasti dell'eccesso di cementificazione e degli inquinamenti che si accumulano da quando è iniziato il boom industriale di Prato.

E' stato appena eletto Matteo Biffoni, un sindaco popolare, appassionato di Prato, competente (perché è già stato sindaco per dieci anni, dal 2014 al 2024), capace di ascolto.

Il nuovo mandato di Biffoni è stato reclamato dalle persone comuni, dopo l'interruzione dell'amministrazione Bugetti. Sia detto senza polemiche, senza rancore e senza sminuire nessuno dei protagonisti in campo nella politica pratese: durante l'anno di commissariamento del Comune di Prato (2025-2026) i partiti non avevano elaborato nulla di alternativo. Era naturale che i cittadini si rivolgessero all' "usato sicuro".

La vittoria al primo turno di Matteo Biffoni è stata resa travolgente dal grande successo della sua lista civica unitaria: oltre 11.000 voti, il 17% dei voti validi, 7 consiglieri indipendenti eletti. In consiglio comunale sono arrivate persone nuove, anche nelle altre liste. C'è l'occasione per un cambiamento.

La nuova stagione di Prato deve essere centrata sulla valorizzazione della sua storia più antica: siamo decine di frazioni, quelle che nella profondità del tempo erano chiamate "popoli".

I neofiti della "città dei 15 minuti a piedi" si accorgono di aver adottato uno slogan che suona nuovo e invece è, almeno per Prato e forse per la Toscana, la semplice e salutare riscoperta dell'acqua calda.

Le antiche frazioni, i popoli, di Prato sono riuscite in buona parte a sopravvivere alle colate di cemento e ai piani regolatori faraonici della seconda metà del Novecento, perché hanno garantito poche semplici cose essenziali per tutti, paesino per paesino: una chiesa, dei circoli per socializzare, una scuola elementare, un cimitero, alcuni negozi e servizi di prossimità, una tradizione di buon vicinato.

La prossimità era stata dimenticata, negli anni dello sviluppismo. Perché alcune generazioni, i boomer ma anche quelle immediatamente successive, erano giovani; trovavano lavoro in qualsiasi angolo della Piana e magari oltre; erano in grado di comprarsi case lontano dai loro genitori e parenti; si permettevano sempre la macchina; non temevano di fare chilometri ogni giorno per cercare novità, soluzioni o semplicemente divertimento; non si curavano affatto che servizi essenziali potessero mancare nel loro vicinato.

Anche la politica, soprattutto la pianificazione territoriale urbanistica, le frazioni le aveva dimenticate.

Per buona parte del Novecento hanno dominato tutto il mondo industrializzato e urbanizzato i teorizzatori della polarizzazione spaziale per poli e funzioni delle città. Si era creduto che le città dovessero tutte diventare megalopoli indistinte, all'interno delle quali pianificare la separazione fra le funzioni vitali: residenza, lavoro, servizi. 

Le città dovevano sviluppare rapidamente interi quartieri dormitorio. Gli abitanti poi, attraverso infrastrutture pesanti come autostrade urbane, treni e metropolitane, dovevano essere messi in grado di raggiungere tutti gli altri poli: i poli scolastici, le zone industriali, i grandi centri commerciali, i poli direzionali.

Questa mentalità oggi ci appare piuttosto sinistra, ma è stata dominante per decenni. Non pochi erano rassegnati, o addirittura auspicavano, che una città come Prato dovesse scomparire, insieme alle altre comunità e comuni della Piana, all'interno di un'unica area metropolitana fiorentina indistinta. 

Con il senno di oggi, notiamo un paradosso: proprio ciò di cui le elite dominanti si avvantaggiavano dal basso, veniva sminuito dall'alto. I partiti si vantavano di controllare circoli e piazze di paese e di periferia, ma i loro vertici trascuravano proprio i luoghi dove avevano le loro radici popolari.

La visione polarizzante era stata però anche criticata, già a partire dagli anni Settanta, grazie agli urbanisti che ne avevano intuito l'insostenibilità. Si doveva svoltare verso città policentriche, costituite da quartieri e borgate più autosufficienti, quindi più vivibili.

Al rifiuto dell'omologazione metropolitana hanno contribuito i promotori di democrazia dal basso, che hanno promosso il moderno decentramento dei grandi comuni, con la formazione di consigli di quartiere e di municipi. Per inciso, quella della partecipazione urbana degli anni Settanta è stata una grande stagione democratica, purtroppo distrutta dalle ondate di antipolitica populista e dai fanatici dell'austerità.

Hanno contribuito al cambiamento di mentalità, sin dagli anni Ottanta, i pionieri delle autonomie urbane e della sostenibilità ambientale anche dentro le aree più intensamente cementificate, i promotori di quella che a Firenze è stata chiamata la rivoluzione rionale e in Toscana la rivoluzione paesana per tutti i territori eccessivamente antropizzati.

Ci hanno messo del loro, per il bene di Prato e delle sue frazioni, anche i promotori della Provincia di Prato, persone grandi come Roberto Giovannini e Rolando Caciolli (che chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere quando si è affacciato come giovane civico, cristiano, ambientalista, alla vita pubblica della città, NdA).

La Provincia di Prato era una naturale conseguenza, negli anni Novanta, di una visione di Toscana policentrica e formata da autonomie locali forti, internamente coese, capaci di dare attuazione ai principi costituzionali (ed europei) di sussidiarietà e solidarietà.  

Con grande ritardo, con grande fatica, nonostante la resistenza di potenti interessi economici e immobiliari (e oggi anche dei grandi speculatori del turismo di massa nei piccoli borghi e nelle città d'arte), la prossimità è diventata la questione cruciale del XXI secolo.

Dove non era arrivata l'apertura mentale a una visione di comunità urbane più a misura di persona umana, è arrivata la forza della demografia.

Il grande invecchiamento della popolazione ha reso urgente per la maggioranza delle persone il ritorno a una vita di prossimità, perché gli anziani usano sempre meno, e su distanze decrescenti, auto, motori, ma anche biciclette e mezzi pubblici. Mentre hanno un bisogno vitale, finché possono, di camminare, per garantirsi la miglior vecchiaia possibile.

Agli anziani si sono aggiunte le ultime ondate migratorie. Esse sono non solo più eterogenee e quindi a rischio di maggior spaesamento, rispetto agli arrivi del secolo scorso, ma anche, più trivialmente, meno fortunate delle precedenti.

Oggi l'immigrato che arriva in un territorio come quello di Prato si accorge ben presto che la dignità e l'autonomia economica - figuriamoci il successo, l'arricchimento - non sono più così probabili come lo sono state per gli immigrati del secondo dopoguerra e dei decenni successivi.

Diventa urgente, quindi, che anche gli ultimi arrivati siano rapidamente integrati in comunità di prossimità, con una forte identità, senso civico, doveri e diritti.

Tornare a pensare Prato come un insieme di frazioni non è passatismo, semmai rispetto della storia e della vita. E' davvero una sfida affascinante:

- si dovranno immaginare forme di rappresentanza democratica dal basso, perché i cambiamenti si fanno attraverso la partecipazione, non calando soluzioni dall'alto;

- ciascuna frazione dovrà tornare ad avere una sua bellezza e propri caratteri distintivi, che la rendano diversa da ogni altra;

- ognuna di esse dovrà valutare, attraverso forme di perequazione urbanistica e di coprogettazione tra mano pubblica e proprietari privati, come valorizzare la piazza, un centro commerciale naturale, i luoghi di culto, il cimitero, i monumenti, i beni comuni;

- ripensare Prato attraverso le sue frazioni riporterà il senso del limite anche per il raggiungimento concreto degli obiettivi di "consumo zero" del suolo, di rigenerazione urbana, di rinaturalizzazione;

- ciascuna frazione potrà diventare una migliore custode dei propri giardini di prossimità, dei propri orti, dei propri alberi;

- la frazione dovrà promuovere la coesione sociale tra i residenti, accogliendo al proprio interno sia l'edilizia pubblica popolare, che case di vario pregio per ogni ceto sociale; così ciascuna frazione dovrebbe tendere ad avere una composizione sociale vicina a quella della media cittadina; non devono esistere pezzi di città che siano ghetti etnici o classisti;

- gli esperti di cui si avvalgono le amministrazioni pubbliche devono diventare specialisti di una o più frazioni, per proteggerle dai guasti idro-geologici;

- in ciascuna di esse si devono potenziare i percorsi ciclo-pedonali di prossimità; ciascuna deve avere le sue strade curate, le sue isole pedonalizzate, una qualche protezione dal traffico esterno;

- ciascuna frazione dovrebbe essere curata da personale di vigilanza dedicato, che padroneggi le situazioni attraverso la conoscenza delle persone e dei problemi;

- il personale di manutenzione deve essere stabile, in modo che conosca e si affezioni alla frazione; questo vale per gli spazzini, per i giardinieri, per gli idraulici, per gli elettricisti, per i postini, per i piccoli trasportatori, per tutti gli operatori che danno servizi pubblici di manutenzione.

Le frazioni di Prato sono ciascuna un microsmo vitale per le generazioni future. 

Le affidiamo ai nuovi eletti e a questa nuova amministrazione Biffoni, con speranza. 

Mauro Vaiani Ph.D.
(studioso e attivista di autonomie e di civismi in Toscana)*

 

* Insieme ai Civici di Prato per le Autonomie, con l'area Prato Civica Solidale, Mauro Vaiani ha contribuito alla formazione della lista civica unitaria Biffoni Sindaco, lista che ha partecipato con successo alle elezioni comunali di Prato del 24-25 maggio 2026. NdR. 

 

martedì 26 maggio 2026

11.000 volte GRAZIE

 


Per la precisione: 11.642. Questi sono i voti ricevuti dalla lista civica unitaria "Biffoni Sindaco", secondo i risultati provvisoriamente registrati dal portale Eligendo, pari al 17,30% dei voti validi.

La partecipazione al voto è stata ancora una volta bassa: hanno votato solo 73.666 concittadini pratesi su  132.218 aventi diritto, pari al 55,72%. E' convinzione diffusa che senza questa operazione civica e civile (insieme ad altre che si sono presentate in città), la partecipazione sarebbe stata ancora più bassa.

Abbiamo così contribuito al ritorno di un leader del centrosinistra, Matteo Biffoni, alla guida della città, di cui era già stato sindaco dal 2014 al 2024. Biffoni è una persona che ha qualità indubbie di competenza e di ascolto. Adesso avrà anche la forza di innovare, di far partire quella "nuova stagione" che ha promesso alla città che ama.

E' stata una esperienza fortunata - c'è mai un successo politico senza un pizzico di fortuna? - ma anche una proposta civica e politica di grande generosità e freschezza, che è stata premiata mettendosi al centro della grande popolarità personale di Matteo Biffoni. La lista ha raccolto certamente anche l'insoddisfazione nei confronti dei partiti, ma mai è stata antipolitica.

I 32 candidati non sono stati trainanti, quanto a raccolta di voti personali, ma hanno trasmesso una bella immagine di gruppo civico, unito, ricco di valori di solidarietà e prossimità. Si è formata un'area civica e popolare che ha grandi potenzialità, in un momento in cui Prato chiede profondi cambiamenti nella macchina amministrativa, nella qualità della vita quotidiana, nella sicurezza e nella legalità.

Il fatto che alcuni di noi - compreso chi scrive - abbiano "smosso" meno di quello che speravano non diminuisce in nulla la bellezza di questa grande operazione popolare, che deve continuare. 

Qui i nomi di tutte le persone candidate, ordinate secondo il consenso ricevuto (i primi sette saranno consiglieri):

VANNUCCI LUCA
PIERALLI ELENA
SBOLGI GIACOMO
LONGOBARDI GIOVANNI
QUITADAMO LAURA
MUGNAIONI SANDRA
RIZZUTO SIMONE
RAMOGIDA CATERINA
SARTI MORENO
BERNI CHIARA
BURANI MARCO
GRANIERI MARIA GIOVANNA
VACCAI RICCARDO
BARTOLOZZI SARA
TASSI COSTANZA
COPPINI MARIA VITTORIA
PROVENZANO ROBERTO
SCIROCCO CRISTIANA
GASPARRINI ELISABETTA
PUGGELLI SIMONE
PORCU ROBERTO
VAIANI MAURO
BERTINI ANDREA
VARGIU RITA
RISALITI ANDREA
BORSACCHI LEONARDO
GARGINI MARIA CRISTINA
D'ALO' BERNARDO
FALATO RAFFAELE
DE RIENZO VENANZIO
BIANCALANI LUCIANA
MADOU MEOKOBA REBECCA
 

Grazie sinceramente a tutti coloro che ci hanno incoraggiato e sostenuto.

Mauro Vaiani

(funzionario pubblico, studioso, attivista delle autonomie,
candidato civico indipendente per Mezzana e per Prato) 

 

mercoledì 20 maggio 2026

Ettari di tetti e il futuro di Prato

 


Diffondiamo da qui un comunicato stampa di Mauro Vaiani (candidato civico indipendente nella lista BIFFONI SINDACO) sulla valorizzazione degli spazi e dei tetti dei fabbricati industriali, che - com'era prevedibile in questa breve campagna elettorale amministrativa a Prato - non ha trovato spazio sui media più diffusi del distretto tessile. Segnaliamo peraltro la lodevole eccezione di questo sito di notizie metropolitane, che ha dato spazio alla riflessione di Vaiani sui tetti e gli spazi di Prato. Vaiani, nel suo romanzo utopico ottimista, "Cosmonauta Francesco", ha raccontato una Mezzana e una Prato totalmente liberate dalla schiavitù del fossile e del fissile, ma anche più vivibili perché più belle. Se sarà eletto lo vedremo impegnato a contribuire a questo grande cambiamento verso una vita più umana e più in pace, tra gli uomini e con il creato, che è l'aspirazione profonda di tutti (Ndr 20 maggio 2026). 

Ettari di tetti di Prato da rigenerare per rendere reale la transizione energetica

In questi ultimi giorni Mauro Vaiani, candidato di Mezzana della lista civica unitaria “Biffoni Sindaco”, ha visitato alcuni degli storici stanzoni del quartiere. “Il territorio di Prato è coperto da ettari di tetti – ha dichiarato - un patrimonio immenso, di edilizia industriale, oltre che civile, frutto di decenni di fatica e sacrifici da parte della generazione che ha costruito il distretto industriale”.

Si deve guardare a queste superfici come una responsabilità, secondo Vaiani, perché si sono raggiunti i limiti della cementificazione possibile della Piana. Quegli stessi tetti, però, sono una opportunità di manutenzione e rigenerazione, una speranza di lavoro.

Sono lo spazio adatto a ospitare impianti fotovoltaici e mini-eolico, con tecnologie innovative e anche più belle di quelle che abbiamo visto negli ultimi decenni, senza bisogno di deturpare il paesaggio toscano, senza violare le colline e le montagne.

Non c’è alcun bisogno di consumare altro suolo per le rinnovabili, sostiene Vaiani, perché Prato ha spazi enormi in cui ospitare forme innovative di conservazione dell’energia, quelle “batterie” senza le quali la transizione verso le energie rinnovabili non sarà mai compiuta.

A Prato, in aree industriali e artigianali oggi svuotate o addirittura decadenti, si possono ospitare il riciclaggio di tutti i materiali legati alle tecnologie rinnovabili. Continuando così a coltivare la storica capacità pratese di stoccare, rigenerare, riusare tutti i materiali in una vera economia circolare.

Queste opportunità, conclude Vaiani, richiede anche risorse umane, cioè la valorizzazione della formazione tecnica e del lavoro manuale, che a Prato non hanno mai smesso di essere onorati e considerati dalle famiglie e dai giovani, ma che lo stato e la regione sistematicamente trascurano. La formazione professionale deve tornare centrale per l’integrazione e il futuro dei giovani.

Rigenerando gli spazi industriali, si potrà incoraggiare una nuova generazione di imprenditori del fare “sostenibile”, che poi non è altro che la soddisfazione del “fare bene”, un sentimento che è storicamente centrale nell’identità pratese.

Mezzana di Prato, 14 maggio 2026
 

Mauro Vaiani Ph.D.
 

--- le foto allegate sono gentilmente concesse da Vaiani e dal comitato Biffoni Sindaco 



martedì 19 maggio 2026

Uniti con Prato Civica Solidale nella lista Biffoni Sindaco


 

Lunedì 18 maggio 2026 nel Salone del Gonfalone della Provincia di Prato si sono riuniti tanti concittadini per conoscere e incontrare i candidati dell'area Prato Civica Solidale, che partecipa insieme ad altre esperienze civiche e culturali al progetto di lista civica unitaria "Biffoni Sindaco".

Nella foto, da sinistra: Mauro Vaiani, Caterina Ramogida, Matteo Biffoni, l'on. Paolo Ciani (Demos), Sandra Mugnaioni, Moreno Sarti.

Questo il simbolo della lista civica unitaria:


Con la sua presenza e il suo intervento, Paolo Ciani, ha testimoniato come l'impegno civico unitario della lista Biffoni Sindaco sia in sintonia con i dialoghi in corso in tutta la Repubblica tra civismi locali e territoriali, appassionati di autonomie, realtà d'ispirazione cristiano-sociale, gruppi riformisti.

Erano presenti altri candidati della lista civica, fra i quali Raffaele Falato e Chiara Berni. I civici di Prato sono chiamati ad allargare la partecipazione e a promuovere nuove competenze nella vita amministrativa della città, dei quartieri, delle frazioni.

I candidati dell'area civica solidale hanno presentato le proprie esperienze e priorità: Caterina Ramogida, così conosciuta e impegnata nel mondo della scuola; Sandra Mugnaioni, la sua risalente esperienza nel sociale e nella promozione culturale dei valori che costruiscono la pace; Moreno Sarti, il suo lavoro come avvocato civilista e il suo ancoraggio ai valori della famiglia, della legalità, della sicurezza.

Mauro Vaiani ha ricordato il suo impegno di una vita perché non sia dimenticata la Repubblica delle Autonomie voluta, assieme agli altri Costituenti, da Piero Calamandrei e da Tristano Codignola. Dopo diversi anni di impegno politico-culturale nel mondo delle autonomie italiane ed europee, ha raccolto la richiesta che gli è stata fatta dalla gente del suo quartiere, Mezzana di Prato, per portare un contributo di competenza e serietà, a partire dalla manutenzione delle cose più piccole, come candidato consigliere civico e indipendente. A Mezzana Vaiani è in campagna elettorale con Caterina Ramogida, la popolare professoressa del Buzzi.

Vaiani ha voluto affrontare di petto anche un interrogativo pesante che è sempre presente in questa campagna elettorale: la richiamata di Matteo Biffoni a fare, per la terza volta, dopo il breve intervallo della giunta di Ilaria Bugetti, il sindaco di Prato, è - per sintetizzare brutalmente - una minestra riscaldata?

Il ritorno di Matteo Biffoni, ha sostenuto Vaiani, è senz'altro il segno di una crisi della politica. Nessun partito, dopo il ritiro della sindaca Bugetti, ha saputo far emergere nuove personalità credibili. La crisi dei partiti è strettamente collegata con le gravi difficoltà del tempo che stiamo vivendo nella città e nelle comunità locali. La scelta di Biffoni, dopo che era stato eletto a furor di popolo in regione, è stata difficile, è rischiosa, ma soprattutto molto generosa.

Eppure in questo quadro complesso c'è un lato assolutamente positivo, ha concluso Vaiani: nei momenti davvero difficili, è provvidenziale potersi affidare a una persona di grande competenza e capacità di ascolto, disposta ad affrontare in modo innovativo vecchi problemi irrisolti e nuove sfide da far tremare i polsi. Non si possono cambiare davvero le cose senza conoscerle a fondo. Questa è la grande opportunità della ricandidatura Biffoni che un mondo civico, spesso critico e sempre indipendente, ha voluto cogliere.

* * * 


venerdì 15 maggio 2026

Rimoderniamo il pallaio e lavoriamo per il nuovo centro civico di Mezzana


 

Un chiarimento sul progetto
di un nuovo centro civico per Mezzana
e sul rinnovamento del pallaio comunale


Comunicato stampa di Mauro Vaiani (candidato civico indipendente nella lista BIFFONI SINDACO)

Sono oltre due anni che insieme all'Associazione civile Il Cittadino (di cui sono presidente), al Circolo Arci Lanciotto Ballerini - Prato, all'ASD del bocciodromo comunale, all'ARCI e a tante cittadine e cittadini di #Mezzana, stiamo lavorando a un progetto di un nuovo centro civico per il nostro quartiere.

Con serietà (e con garbo, coinvolgendo dirigenti, volontari, cittadini frequentatori del circolo e del pallaio), stiamo esaminando la possibilità che questo nuovo centro di aggregazione possa essere realizzato rinnovando la struttura del pallaio comunale nei giardini di Viale Montegrappa a Mezzana.

Abbiamo ottenuto - in tempi non sospetti, molto prima della ricandidatura - l'appoggio determinato di Matteo Biffoni. Questo progetto è uno dei motivi per cui mi sono candidato nella Lista Civica Biffoni26.

Siamo felici che altri ne facciano oggi un tema di campagna elettorale, ma ricordiamo sommessamente a tutti che si tratta di un lavoro che è stato principiato dai soci e dai dirigenti del nostro antico circolo Lanciotto Ballerini.

Mezzana di Prato, 15 maggio 2026


 

 

 

lunedì 4 maggio 2026

Prossimità, scuole, legalità per Prato


 

Lo scorso 30 aprile 2026, vigilia del Primo Maggio, i candidati dell'area Prato Civica Solidale nella lista civica unitaria "BIFFONI SINDACO" si sono incontrati al Circolo Ballerini di Mezzana.

“Ritorno alla Prossimità” era il tema dell'incontro, dedicato all'idea di rendere Prato e tutte le sue frazioni luoghi in cui ogni cittadino possa raggiungere a piedi tutti i servizi essenziali.

All’evento hanno partecipato i candidati (nella foto, da sinistra): Simone Puggelli, Caterina Ramogida, Mauro Vaiani, Sandra Mugnaioni e Moreno Sarti.

Nel confronto con gli abitanti di Mezzana e di Prato Est, Mauro Vaiani ha parlato della "città dei 15 minuti": «Non stiamo inventando la ruota, ma riscoprendo qualcosa di antico. Riscopriamo l’antica prossimità delle frazioni e delle borgate pratesi. E' un ritorno a una dimensione autenticamente umana della vita quotidiana». Vaiani ha poi promesso impegno per un cambio di metodo nell’amministrazione: «Devono tornare l'ascolto e la diligenza: ogni intervento, dalla manutenzione ordinaria alle grandi opere, deve nascere dal coinvolgimento diretto di chi quei luoghi li vive ogni giorno».

Le necessità delle scuole e dell’istruzione pubblica è stato approfondito da Caterina Ramogida, che ha messo a disposizione la propria esperienza educativa per costruire una scuola che non lasci indietro nessuno, specialmente nel supporto agli studenti che devono apprendere l’italiano. Su questo punto, Sandra Mugnaioni ha riportato i dati allarmanti forniti da un dirigente scolastico locale: a fronte di una necessità territoriale di 25 docenti per l'insegnamento dell'italiano come lingua seconda (classe A23), il Ministero ne ha assegnati a Prato soltanto 2. Una criticità che penalizza pesantemente l’integrazione e il sistema scolastico cittadino.

L’avvocato Moreno Sarti ha fatto chiarezza sugli aspetti normativi della campagna elettorale, confermando, codici alla mano, la piena legittimità della ricandidatura di Matteo Biffoni.

Simone Puggelli ha ripercorso i passi che hanno portato alla formazione dell'area Prato Civica Solidale, sottolineando come lo spirito della componente nella lista “Biffoni Sindaco” sia quella di rimettere al centro i bisogni concreti della comunità attraverso una partecipazione attiva e trasparente.

L’incontro di Mezzana conferma la volontà dell'area civico-solidale e dell'intera lista civica "Biffoni Sindaco" di proseguire un percorso di cura del territorio partendo dai quartieri, dalle frazioni, dalle periferie, per una Prato sempre più umana, sicura, accessibile, solidale.

Fonte: ufficio stampa di Prato Civica Solidale

Prato, Primo Maggio 2026

 

venerdì 24 aprile 2026

Prato Civica Solidale con Biffoni

 



L'area Prato Civica Solidale si è formata a Prato, la grande città industriale della Toscana, nel 2025, a seguito dell'incontro fra esponenti civici indipendenti, gli attivisti del mondo delle autonomie impegnati nelle diverse reti (Civici di Prato per le Autonomie-OraToscana-Civici Toscani-Cuore d'Italia-Autonomie e Ambiente-EFA), persone d'ispirazione cristiano-sociale, esponenti di DEMOS, fra i quali la consigliera comunale uscente Sandra Mugnaioni.

Il simbolo dell'area Prato Civica Solidale

 

In un momento difficile della storia di Prato, non solo per il recente commissariamento ma soprattutto per il manifestarsi di gravi problemi ambientali, sociali e di legalità nell'economia, il gruppo promotore di Prato Civica Solidale è stato sollecitato a impegnarsi in un'area civica più vasta, che potesse esprimere un progetto di governo. Si sono incontrati con altre esperienze civiche e democratiche e hanno infine deciso di confluire nella lista civica unitaria che sosterrà "BIFFONI SINDACO".

Il simbolo della lista civica unitaria Biffoni Sindaco 2026 

 

Matteo Biffoni, già sindaco di Prato nel decennio 2014-2024, è stato richiamato a ricandidarsi dal suo partito, il PD, e da vasti settori della cittadinanza, perché in un momento così complesso si è guardato a una persona di comprovata competenza, grande capacità d'ascolto, consenso diffuso in città e nelle frazioni. Biffoni, con generosità, dopo che era stato eletto a furor di popolo consigliere regionale l'anno scorso, si è messo a disposizione.

Prato Civica Solidale intende contribuire al governo della città mettendo al centro la persona, le comunità, l’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale, la conversione ecologica dell'economia, la prossimità e il decentramento dei servizi comunali, la legalità economica e la sicurezza.

Cinque sono le persone espresse da Prato Civica Solidale e candidate nella lista Biffoni (nella foto in alto, da sinistra): Simone Puggelli, Mauro Vaiani, Caterina Ramogida, Sandra Mugnaioni, Moreno Sarti. Puggelli è musicista e dirigente DEMOS; Vaiani è funzionario pubblico e attivista ben noto nel mondo dei civismi e delle autonomie in Toscana e oltre; Ramogida è una popolare professoressa all'Istituto Buzzi; Mugnaioni è insegnante in pensione e già in passato consigliera comunale DEMOS); Sarti, avvocato impegnato nel mondo cattolico, si avvicina alla politica attiva con questa candidatura. Tutti i candidati si caratterizzano per un civismo ancorato a valori cristiano-sociali, popolari, riformisti, e per la loro indipendenza professionale e politica.

La componente, con i suoi eventuali eletti, manterrà autonomia e identità politica, all'interno del movimento civico unitario che sostiene il programma di governo di Matteo Biffoni per il mandato 2026-2031, facendosi portavoce in consiglio comunale di istanze specifiche legate alla partecipazione, alla sussidiarietà, alla ricostruzione dei legami sociali. 

Prato, forse il comune italiano con la più alta percentuale d'immigrati (uno su quattro dei suoi oltre 200.000 abitanti è immigrato e non ancora cittadino della Repubblica), ha bisogno di una nuova stagione politica e amministrativa, in cui senso civico, collaborazione e accoglienza prevalgano su vecchie logiche di potere, scontro, diffidenza, sfruttamento. Prato Civica Solidale può contribuire, con la competenza, l'esperienza e la serietà dei suoi esponenti candidati.

* * *  

Prato, 24 aprile 2026

 

mercoledì 5 gennaio 1994

Un circolo dei circoli verso un polo dei valori

La scomparsa prematura di Massimo Carlesi mi ha spinto a ricercare nell'archivio una bella cosa che avevo fatto insieme a lui. La metto a disposizione del blog Diverso Toscana come un piccolo omaggio a un pratese di valore (Nota di Mauro Vaiani, 19 marzo 2023)


Il Circolo dei Circoli
prologo di intesa del 5 gennaio 1994


Prato ha bisogno di un profondo cambiamento; una svolta storica, non solo politica; un ricam­bio di classe dirigente, non solo un passaggio di cariche; una libera­zione di ener­gie, coraggio, capacità, intraprendenza, spe­ranza, non un voto per lasciare le cose come stanno.

Le prossime elezioni comunali, le prime con l' ele­zione diretta del sindaco, sono un' occasione per un impe­gno in prima persona di coloro che sono ancorati a dei precisi valori; che si sento­no espressione, sia pure sempre parzia­le, della società civile; che sono portatori di espe­rienze non compromesse con le passate gestioni ammini­strative.

Per realizzare questo cambiamento abbiamo deciso di te­nere dei forum pubblici, in modo itine­rante, nei di­versi paesi di Prato.

Dai forum è emersa la necessità di mettersi al ser­vizio del bene comune della città e dei paesi di Prato, se­condo il principio per cui i nostri partiti, movimenti, gruppi e cir­coli sono strumenti per la ricerca del buongo­verno e non apparati che antepongono i propri interessi a quelli della comunità.

In ogni altro livello politico locale o nazionale noi conser­viamo la nostra libertà di persone e di gruppi e non cede­remo a logiche o fedeltà di schieramento e di appara­to.

La nostra collaborazione per la candidatura di un nuovo sindaco e per una legislatura di cam­biamento è e sarà pos­sibile solo in quanto assolutamente libera da se­condi fini e da calcoli di carriera politica o di partito.

Siamo convinti che il comune di Prato, a comincia­re dai suoi vertici, abbia bisogno di una ritro­vata indipen­denza spirituale e culturale, ancora prima che politica, dopo la stagione del cini­smo e dell' irresponsabilità delle burocra­zie.

Riteniamo di poter creare un "polo dei valori" che permet­ta l' autocandidatura, a primo sindaco pratese eletto dal popolo, di una persona nuova e credibile, che venga da una vita di studio e di lavoro.

Ciascuno di noi intende sostenere una riscoperta della di­gnità della vita umana: dal concepi­mento all' ac­coglienza concreta, dalla tutela della salute alla protezione nel tempo della nascita e della morte.

L' ente locale dovrà mettersi al servizio di questi valori coinvolgendo le risorse presenti nell' ambito del volonta­riato, dell' associazionismo, della società civile.

Tutte le regole, gli strumenti, le strutture, le perso­ne, gli enti e le aziende comunali devono tor­nare al servi­zio dei cittadini, cioè di ogni persona umana che vive a Prato,, considerata come soggetto concretamente portatore di di­ritti e di doveri.

Il comune deve strutturare l' ufficio imposte in modo effi­ciente e cristallino, mettendolo in grado di ope­rare contro l' evasione fiscale, anche e soprattutto per po­ter diminuire la pressione tribu­taria sui cittadini.

L' amministrazione locale deve adoperarsi per la ricostru­zione della legalità e della fiducia, anche richie­dendo il rinnovamento e il potenziamento degli uffici finanziari, di polizia, di rap­presentanza dello stato e della regione.

Le strutture, gli uffici e le aziende devono funzio­nare in economia, trasparenza, rigore, principi chiari di imprendi­torialità, garantendo in ogni caso solidarietà alla persona e alla famiglia e non alle burocrazie.

Deve iniziare la costruzione di una città senza bar­riere, accessibile in ogni suo angolo ai di­sabili, ai bam­bini, agli anziani, a cominciare dalla correzione di mar­ciapiedi e scalini e dalla moltiplicazione di segnaletica specifica e di iconografia adeguata.

La città deve moltiplicare i luoghi di accoglienza ed i punti di informazione e tenere aperti al pubblico i propri uffici, in modo da essere leggibile e comprensibile, oltre che per i suoi citta­dini, per i visitatori, i turisti, gli stra­nieri.

Nell' interesse nostro e delle future generazioni, dobbiamo operare per la conservazione eco­logica dell' ambiente e la salvaguardia del nostro territorio, ponendo nuovi e più severi limiti alle devastazioni di un malinteso sviluppo, alla cementificazione, alla crescita di produzioni e con­sumi inutili se non pericolosi, ai consumi idrici, all' in­quinamento dell' aria.

La raccolta dei rifiuti deve essere pagata da chi ef­fettiva­mente li produce e da chi non è dispo­nibile a diffe­renziarli e a riciclarli.

Lo smaltimento dei rifiuti deve basarsi sulla molte­plicità dei centri di raccolta, sul contributo delle iniziative pri­vate e di quartiere, sull' esistenza di molti impianti di modeste dimensioni e di varia tecnologia, più facilmente controllabili e sostituibili nel tempo.

Finalmente potremo fare un nuovo piano regolatore che restituisca dignità e bellezza alla vita di paese, che fermi il degrado idrogeologico e renda possibile la rinatu­ralizza­zione di alcuni torrenti e gore, nonché il manteni­mento od il ripristino di aree umide e laghetti, che conser­vi la pre­senza nel comune di un verde spontaneo, che in­centivi i cittadini ad investire nell' abbelli­mento e nel re­stauro delle proprie proprietà.

Il centro storico non è l' unico luogo della città da recupe­rare, abbellire, rendere più accogliente e più abita­bile, perché ci sono altri centri, chiese, antiche case colo­niche, frazioni, che hanno dei valori artistici e architetto­nici da recuperare e valorizzare per la vita culturale e turi­stica di Prato.

Prato deve avere strade integralmente pedonaliz­zate nel centro storico e nei paesi, zone a traffico limitato per i residenti, parcheggi ben distribuiti.

Le linee di trasporto pubblico devono essere essen­ziali, pubblicizzate, incentivate, ben servite, di facile con­sulta­zione anche per chi non conosce la città, di grande stabi­lità nel tempo, con procedure di pagamento il più possi­bile automatizzate.

Per la diversificazione economica di Prato ci sono possibi­lità nei campi del recupero edilizio e dei restauri, del turi­smo, dell' agricoltura tradizionale e biologica, del rilancio di piccolo artigia­nato, maestrìe, botteghe, studi, della cre­scita di circoli, cinema, teatri e cultura, purché si dia spa­zio all' iniziativa privata e a gente che crede vera­mente nel lavoro e nella creatività perso­nale.

Prato deve valorizzare il pluralismo educativo, po­ten­ziando i servizi comunali per tutte le scuole e incenti­vando nuovi progetti scolastici, formativi, universitari, sia pubblici che di coope­rative, comunità, associazioni e pri­vati.

Questi sono solo i primi punti unificanti di questa risco­perta di tradizioni e libertà, di questa coalizione civi­ca di valori apertamente proclamati ed interessi trasparen­te­mente perseguiti.

I veri e propri programmi di lavoro dovranno esse­re ela­borati dal sindaco autocandidato che avrà superato le pri­marie che il nostro "circolo dei circoli" intende cele­brare.

Il sindaco autocandidato dovrà enunciare chiara­mente le cose che si possono fare in quattro anni di buon­governo e nominare le persone che ritiene idonee ad af­fiancarlo sin dalle prime battute della campagna eletto­rale.

I cittadini, espressione di questo schieramento, che si can­dideranno a sostenerlo nel prossimo consiglio co­munale, rispetteranno l' autonomia del sindaco, sviluppe­ranno con libertà la propria visione del bene comune di Prato e for­niranno alla nuova amministrazione un soste­gno co­strut­tivo sui grandi indirizzi della vita cittadina.

I pratesi devono votare nella primavera del 1994 per libe­rarsi al più presto di un' amministra­zione che si è messa in campagna elettorale, a spese della cittadinanza, senza che le elezioni fossero state convocate.

I consiglieri comunali, i consiglieri di quartiere, i rappre­sentanti e i dirigenti eletti negli enti e nelle aziende colle­gate al comune, sono invitati a contribuire affinché questa scadenza sia ri­spettata, dimettendosi collettivamen­te e contestualmente entro giovedì 10 marzo 1994.

Dopo il varo di questo manifesto per "un polo dei valori", i firmatari promuoveranno una raccol­ta di adesio­ni, per­sonali e organizzate e la raccolta di candidature per la ca­rica di sindaco, al fine di poter tenere al più presto le con­sultazioni primarie e dare inizio alla campagna eletto­rale amministrativa.

redatto da M.Carlesi, C.Pacini, M.Vaiani

 

* * *

lunedì 22 maggio 1989

Veraforza con Tavo Burat

Mauro Vaiani, il titolare di questo blog, è stato un precoce attivista cristiano-sociale, libertario, autonomista, civico, ambientalista, ben prima del 1989. Era impegnato con "Veraforza", un circolo sperimentale e forse anche troppo audace per i tempi. Invitò a Prato Tavo Burat a parlare di un concetto assolutamente rivoluzionario per quei tempi, la "bioregione". Lo fece per dare una spina dorsale all'autonomismo pratese, che a quei tempi lottava per diventare una piccola provincia e resistere alle tendenze dominati, che puntavano già all'urbanizzazione dell'intera piana e quindi alla trasformazione di Prato (e di tutta la Piana pistoiese-pratese-fiorentina) in una periferia della città metropolitana. Pubblichiamo qui alcuni frammenti di come fu pensata e comunicata quella iniziativa, a quei tempi. Interessante fu, nell'occasione, il dialogo con gli attivisti di Carmignano che si opponevano alla Provincia di Prato, per difendere il legame con Firenze del loro Montalbano. Tavo Burat suggerì loro che forse i comuni medicei, invece che opporsi alla provincia di Prato, avrebbero dovuto lottare per un loro autogoverno, considerata la loro integrazione con Pistoia, Prato e Firenze, ma anche la loro peculiarietà. Grazie al visionario e lungimirante Tavo Burat, quello che poteva essere uno scontro "provinciale" tra favorevoli e contrari alla provincia di Prato, diventò una occasione seminale per lanciare alle generazioni future un messaggio ben più profondo. Per conoscere meglio la figura di Tavo Burat, si approfitti dell'omaggio che gli ha reso nel 2024 il Forum 2043 di Autonomie e Ambiente. Ndr 13 gennaio 2024.


 

Un profilo di Veraforza nel 1989

Veraforza è stata fondata ufficialmente (dopo un anno di attività informale) il 12 Marzo del 1987, anniversario dell' inizio della marcia del sale di Ghandi, nella nostra città. Il nome è una particolare traduzione del termine hindi "SATYAGRAHA", e significa, appunto "ricerca di una verità che si faccia strada per se stessa, senza violenza, attraverso la pratica del dialogo tra le culture, la tolleranza tra le persone, la comune passione per l' uomo". Le attività sono avviate con incontri tra italiani e stranieri sui temi della nonviolenza, recupero dei valori di Ghandi, M.Luther King, valori ambientali e approfondimento dei temi internazionali. 

Veraforza ha registrato presso il Tribunale di Prato una rivista di "lettere", "C.P.1121", destinata a far intervenire uomini e donne della nostra città e di fuori su alcuni problemi che fanno incrociare la partecipazione civica alla vita della città e la passione per i problemi globali (il commercio internazionale della droga, il mercato delle armi, l' energia, il recupero dei beni culturali, la promozione della condizione della donna, la tutela della popolazione zingara).

Veraforza conta tra i propri affiliati amministratori e militanti indipendenti di diversi partiti ed aree religiose e culturali.

Il Movimento, per quanto culturale, non ha però rinunciato ad esprimersi su alcuni temi: come in occasione dei referendum sull' energia nucleare, o dei diritti dei lavoratori nelle piccole aziende, la tutela dei migranti, l' auspicata unificazione europea.

Prato, 21 Aprile 1989

 

L'incontro con Tavo Burat del 22 maggio 1989

Il 22 Maggio 1989, presso l'Auditorium della Cassa di Risparmio "Il Pino", si è tenuto il convegno intitolato "PROVINCIA SI, PROVINCIA NO, area metropolitana o bioregioni?". Relatore principale è stato il prof. Tavo Burat.

Veraforza ringrazia il Comitato per la Provincia di Prato per la disponibilità dimostrata nella preparazione della serata e per il significativo intervento pubblicato sul nostro giornale "C.P.1121", sui temi storici e politici dell' autonomia. Prato è impegnata in una discussione profonda sul proprio futuro istituzionale, grazie all'impegno del dott. Caciolli e dell' on. Giovannini, esponenti di riferimento del comitato pro-provincia di Prato.

Quanto all'intervento di esponenti contrari alla provincia di Prato, in particolare di Paolo Cintolesi di Carmignano, possiamo confermare che non è stato uno sterile scontro, ma un momento di ASCOLTO e RIFLESSIONE CULTURALE sulle autonomie delle città e dei territori.

I temi che, per offrire un servizio alla città, insieme a Tavo Burat, abbiamo voluto far emergere, sono quelli dello sviluppo di "bioregioni", cioè distretti (di dimensioni variabili, secondo la volontà delle popolazioni) a scapito del centralismo statale, nel quadro di una societa' meno violenta e meno inquinata.


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1989 a touch of grace abolizione delle province e delle prefetture Alberto Contri alternativa civico-liberale ambientalismo Andrea Ulmi anti-imperialismo Anticolonialismo antiglobalismo antimilitarismo Antiproibizionismo Archivio cose toscaniste Archivio di Toscana Libertaria verso Toscana Insieme Archivio Gaymagazine Archivio Vaiani autogoverno della Sardegna autogoverno della Sicilia autogoverno della Toscana autogoverno di tutti dappertutto autonomie ambiente lavoro Autonomie e Ambiente autonomismo basta cicche BijiKurdistan borgate borghi e comuni brigate d'argento Bruno Salvadori bussini Campi Bisenzio Candelora Capitale Carrara chi può creare valore Chivasso cittadinanza attiva civismo come domare la spesa Comitato anti-Rosatellum confederalismo contro contro gli ecomostri contro il bipolarismo contro il centralismo contro il virus del centralismo autoritario contro la dittatura dello status quo coronavirus Corsica Cosmonauta Francesco dalla mailing list di Toscana Insieme Decentralism International decentralismo dialogo autogoverno Disintegration as hope don Domenico Pezzini don Lorenzo Milani Draghistan ecotoscanismo EFA Emma Bonino English Enrico Rossi eradication of poverty Eugenio Giani Eurocritica Europa delle regioni European Free Alliance Fabrizio Valleri Fare Città fare rete Festa della Toscana Fi-Po Link fine del berlusconismo Forum 2043 frazioni Friuli Venezia Giulia garantismo gay alla luce del sole Gaza Giacomo Fiaschi Gianni Pittella Gioiello Orsini Giovanni Poggiali Giulietto Chiesa giustizia giusta Hands off Syria Hawaii Homage to Catalonia Hope after Pakistan Il disastro delle vecchie preferenze in difesa degli alberi In difesa di Israele Inaco Rossi indipendenze innocenza tradita internazionalismo Italia Futura Karl W. Deutsch Kennedy la bellezza come principale indice di buongoverno Lahaina leggi elettorali più giuste Leonard Peltier Libera Europa Libera Firenze Libera Toscana Liberi Fiorentini Liberiamo l'Italia Libertà in Iran libertino liste di proscrizione localismo Lucca 2012 Mario Monti Massimo Carlesi Matteo Biffoni Matteo Renzi Maui Maurizio Sguanci Mauro Vaiani memoria storica meno dipendenza Mezzana Michele Emiliano monete locali Moretuzzo NO a questa tramvia antifiorentina no al podestà d'Italia no al presidenzialismo no al sindaco d'Italia no elettrosmog NoGreenPass Noi stessi NoMES nonviolenza Ora e sempre resistenza ora toscana OraToscana Oscar Giannino pace e lavoro Palestina Patto Autonomie Ambiente Patto per la Toscana Peace Is Possible - War Is Not Inevitable pionieri popolano postcoronavirus Prato Prima di tutto la libertà primarie Primavera araba 2011 quartieri quattrini al popolo Queer Faith radici anarchiche e socialiste realismo fondato sui princìpi referendum Besostri Renzo Giannini Repubblica delle Autonomie ricostruzione di una moralità pubblica riforma elettorale toscana riformismo ritorno alla Costituzione rivoluzione liberale rivoluzione paesana rivoluzione rionale Romagna SaharaLibre salute pubblica San Carlo San Vincenzo Santa Cecilia Sergio Salvi sessantennio Siena silver brigades Simone Caffaz solidarietà toscana spezzare le catene del debito statuto pubblico dei partiti Stefania Ferretti Stefania Saccardi Svizzera tener desta la speranza territori The Scottish Side of History Too Big To Fail? Torre del Lago Toscana Toscana Civica tradizioni e libertà Tunisia Ugo di Toscana uninominale Union Valdôtaine Vannino Chiti Vecchiano veraforza Via dall'Afghanistan Vincenzo Simoni vittime yes in my backyard