Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 24 maggio 2020

Ricordo di Alberto Alesina che era anche uno studioso del successo dei piccoli stati


E' mancato prematuramente Alberto Alesina (1957-2020) e anch'io voglio ricordarlo. Non sono stato suo amico. Non ho condiviso le sue idee sulla austerità (una cura letale, la definirebbe Mario Seminerio). L'ho incontrato solo una volta a margine di una sua conferenza all'Università di Firenze.
Tuttavia voglio onorarlo come uno dei pochi studiosi che hanno messo a fuoco la sostenibilità e l'efficienza dei piccoli stati nell'economia globale, alla faccia di tutti coloro che invocano concentrazioni di ricchezza e di potere.

Per chi volesse conoscere questa parte del suo pensiero e dei suoi studi, ecco una piccola bibliografia:

Alesina, Alberto and Spolaore, Enrico, 1995. On the Number and Size of Nations. Quarterly Journal of Economics,112, no. 4 (1995), pp. 1027-1057.

Alesina, Alberto and Spolaore, Enrico, 2005. War, Peace, and the Size of Countries. Journal of Public Economics, Volume 89, Issue 7, July 2005, pp. 1333-1354.

Alesina, Alberto, Spolaore, Enrico and Wacziarg, Romain, 1997. Economic Integration and Political Disintegration, National Bureau of Economic Research, Inc. - Working Paper 6163, 1997.

Alesina, Alberto, Easterly, William and Matuszeski, Janina, 2006. Artificial States. National Bureau of Economic Research, Inc. - Working Paper 12328, June 2006.




domenica 17 maggio 2020

Patto per la Toscana - Il documento base

Patto per la Toscana – Roberto Salvini Presidente

Salute – Ambiente – Lavoro – Solidarietà - Autonomia


Documento base con i principi comuni
Aggiornamento: domenica 17 maggio 2020

1 Preambolo

La Toscana è la nostra terra, terra di tradizioni e libertà, di trasformazione e manifattura, di stile di vita e benessere, di un patrimonio culturale e naturale che tutto il mondo ammira e che è nostro dovere salvaguardare e rilanciare, superando decenni di miopia politica. Crediamo in noi stessi, nell’AUTONOMIA DELLA TOSCANA secondo la Costituzione, nel LAVORO LOCALE contro gli eccessi della globalizzazione, nella protezione dell’AMBIENTE per la salute di oggi e per il bene delle generazioni future.

In tutta la Toscana BENI COMUNI e SERVIZI PUBBLICI LOCALI sono in pericolo, mettendo così a repentaglio la sicurezza ambientale, sociale, economica delle famiglie e delle imprese. La nostra ricchezza, quella duratura, non soggetta alle perturbazioni della globalizzazione, sta nelle nostre produzioni locali e nei nostri consumi interni, non solo nel turismo. L’esportazione del “fatto in Toscana” è importante, certo, ma una società impoverita, inquinata, invecchiata, dove istruzione e cultura sono in decadenza, non potrà restare a lungo competitiva.

La nostra lista si impegna quindi per:

- restituire centralità alla produzione e ai servizi locali, a partire dalle piccole imprese, valorizzando agricoltura tipica, artigianato di qualità, commercio di prossimità, ristorazione e accoglienza accessibili e sicure;

- manutenere il nostro territorio, i nostri beni culturali, il nostro paesaggio;

- vivere appieno le nostre città e borghi (non ce ne andremo per far posto ai turisti, ma li accoglieremo in comunità locali ben organizzate, vivaci, prospere);

- credere nell’educazione; la scuola migliore deve essere quella più vicina a casa, dove i bambini possano andare a piedi;

- investire per porre fine al divario digitale e, più in generale, nell’innovazione e nella ricerca;

- rilanciare i servizi pubblici locali, che sono una cruciale occasione di lavoro locale e vicino a casa, per i nostri giovani, oltre che punto di riferimento per le famiglie, i bambini, gli anziani, i disabili, i malati;

- ripristinare una sanità pubblica vicina alla gente, fondata su ambulatori di vicinato (di rione, quartiere o contrada nelle città, di frazione in campagna e in montagna), restituendo un ruolo agli ospedali territoriali, mantenendo l’eccellenza dei nostri tre poli clinico-universitari (Firenze, Pisa e Siena);

- più libertà civili ai cittadini, credendo in loro;

- impegno per la dignità, la sicurezza, la piena uguaglianza della donna;

- rifiuto di ogni forma di pregiudizio e discriminazione;

- sostegno a una presenza capillare nei territori di forze di sicurezza locali, contro ogni forma di violenza e di illegalità;

- restituzione ai comuni dei fondi e dei poteri necessari per aiutare concretamente coloro che hanno bisogno di assistenza e promuovere il lavoro socialmente utile;

- lotta alla burocrazia, che discende direttamente dalle troppe leggi che sono in vigore, comprese, purtroppo, anche quelle regionali.

A noi pare evidente e ne abbiamo avuta una ultima conferma con la crisi del coronavirus, l’insufficienza delle attuali strutture della politica toscana, sia di maggioranza che di opposizione. Dobbiamo andare oltre e offrire una speranza a chi è deluso dai partiti, a chi è contro la partitocrazia e il centralismo, a chi non vota più.

Mostriamoci degni del lavoro dei Toscani dei secoli passati. Ascoltiamo e impariamo da chi ha fatto meglio di noi (il Trentino e la Svizzera, tanto per fare degli esempi a noi vicini). Crediamo in noi stessi, qui e ora, nel nostro modo di vivere, nella nostra cultura locale. Valorizziamo le eccellenze e i talenti che guardano al futuro. Restiamo ancorati “ai valori di Toscana”, cantava poeticamente il grande Marasco.

2 Una lista unitaria di resistenza civica in tempo di emergenza

La nostra è una lista civica unitaria, formata da liste civiche, autonomisti, ambientalisti, critici della globalizzazione e altri attivisti critici e indipendenti. E’ inclusiva e ospitale per tutti coloro che non si rassegnano al conformismo e si ribellano al pensiero unico.

Dà voce a tante persone e idee che altrimenti, per colpa delle gravi storture della legge elettorale toscana e del conformismo mediatico, sarebbero ridotti al silenzio. In tempo di emergenza coronavirus, la nostra lista è una iniziativa ancora più necessaria, perché sussistano condizioni minime di democrazia.

E’ una lista di rivolta contro lo strapotere dei capi politici nazionali, i quali, dall’alto e da altrove, comandano “a bacchetta” i loro militanti, catapultando sui territori candidature improbabili.

È finito il tempo dei discorsi vuoti e degli annunci ripetuti, a cui la politica toscana ci ha abituato (a sinistra come a destra). È arrivato il momento di restituire la Toscana ai suoi cittadini. Sostenere la nostra lista significa credere nel nostro futuro, in quello delle nostre famiglie, della nostra gente e delle nostre comunità.

E’ la lista delle periferie dimenticate; dei territori emarginati; della classe media impoverita e dei lavoratori poveri; di contadini, artigiani e piccole imprese oppressi dalla burocrazia; dei cacciatori e dei pescatori veramente appassionati della loro terra; dei piccoli comuni, dei borghi e dei rioni, di tutte le comunità oppresse dal centralismo.

3 Toscana come il Trentino

Dopo decenni di parole, la Costituzione va attuata nella parte in cui promette una Repubblica delle Autonomie.

Portiamo in Toscana il modello Trentino. La provincia autonoma di Trento, territorio autonomo a statuto speciale, è in Italia la regione che sta ottenendo i migliori risultati in termini di prosperità economica e tutela dell'ambiente. Vogliamo avvicinarci il più possibile a quel modello, per migliorare le nostre capacità di autogovernarci con libertà e responsabilità.

4 Centralità dei temi ambientali

Ci poniamo l'obbiettivo della tutela ambientale mettendo al centro la salute umana. Liberi da fanatismi e estremismi ci poniamo l'obbiettivo di eliminare quelle situazioni di inquinamento e sfruttamento eccessivo del territorio che mettono in pericolo la salute umana e la vivibilità delle zone.

La vita umana e le attività economiche devono essere tutte e ovunque, in montagna, campagna, città, sulle coste, in armonia con l’ambiente, senza recare danno alla salute e alla vivibilità dei luoghi.

5 Autonomia dei territori

Così come non vogliamo che continui il centralismo italiano, non vogliamo nemmeno un centralismo toscano. Ogni territorio ha caratteristiche a se stanti, bisogna rispettare le tradizioni e le microeconomie di ogni luogo.

6 Tutela dell’economia locale dalla globalizzazione

Economie e microeconomie locali devono vivere, perché ci rappresentano, danno identità e dignità, assicurano qualità artigianale e continuità e competenza delle manutenzioni, oltre che diversità e bellezza. Non c’è bisogno che siano “competitive”. Esse devono essere protette come beni comuni, attraverso la creazione di clausole e condizioni di favore.

Si devono applicare le riserve – consentite dalla legislazione comunitaria e nazionale – a favore della possibilità di assicurare la maggior parte possibile di beni e servizi necessari alla vita locale, attraverso fornitori locali.

7 Meno grandi opere, più manutenzione

La filosofia delle grandi opere non ci appartiene, scegliamo la compiutezza e la diligenza delle cose veramente necessarie a ciascun territorio.

Siamo entrati nell’età della decrepitezza del calcestruzzo. La situazione è drammatica e da trent’anni non esiste più, a causa della “austerità permanente”, una manutenzione sistematica. Vista la situazione critica delle infrastrutture toscane, dobbiamo adoperarci perché essa sia ripristinata e affidata ad aziende e maestranze locali.

A proposito di grandi opere inutili, ricordiamo che la magistratura ha chiarito che il nuovo aeroporto di Firenze non è fattibile. Lavoriamo quindi perché l’aeroporto di Peretola sia in sicurezza, secondo le prescrizioni previste sin dal 2003. E’ saggio concentrare il traffico aereo toscano su Pisa e rendere Pisa facilmente accessibile e raggiungibile da tutta la Toscana.

8 Sicurezza attraverso la prevenzione

Nei luoghi di vita, lavoro e studio, nella gestione del traffico e dei trasporti pubblici, nell’organizzazione dei servizi ai cittadini, è sempre più chiaro quanto siano cruciali politiche di sicurezza, prevenzione, protezione civile. La regione può e deve dispiegare tutti i suoi poteri per prevenire le morti bianche, il lavoro nero, gli incidenti stradali, perdita di vite umane durante i disastri naturali e i terremoti.

9 Ammalarsi di meno, oltre che curarsi

La crisi del coronavirus ha confermato le ragioni di coloro che da anni lottano per una vita dove ci si ammali di meno, invece che curarsi di più. Ci impegniamo quindi per ridurre progressivamente ogni nocività e ogni forma di inquinamento (senza dimenticare gli inquinamenti invisibili, come quello elettromagnetico).

Lavoreremo per avere centri sanitari di prossimità ovunque, fino all’ultimo paesino della Toscana, dove si possano trovare informazione, prevenzione, possibilità di essere assistiti e controllati, senza doversi recare al pronto soccorso degli ospedali.

10 Dai contributi a pioggia alla concentrazione degli investimenti

Proponiamo un cambiamento radicale nel modo di gestire il denaro pubblico: dai contributi a pioggia (che finiscono sempre per dare poco a pochi), alla concentrazione delle risorse su opere importanti per tutti.

11 Impegno per il pluralismo

Questa è la nostra visione comune, i principi su cui ci impegniamo insieme, mantenendo per il resto libertà, pluralismo, determinazione ad approfondire ascoltando le persone e guardando alla concretezza della vita, volontà ferrea di approfondire e studiare.



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Per coloro che vogliono informazioni su questa coraggiosa e generosa avventura politica toscana del 2020 scrivere a presidenza@comitatolibertatoscana.eu o anche all'autore di questo blog - Purtroppo l'esperienza è stata esclusa dalle elezioni regionali toscane del 2020. Il Patto per la Toscana ha avuto molti limiti, sicuramente, ma è stato annientato da una decisione giuridica più che problematica, assolutamente ingiusta. Un ringraziamento sincero a Roberto Salvini e a tutti coloro che ci hanno messo la faccia, fino all'ultimo, pagando le spese legali e salvando l'onore di tutti coloro che si erano candidati con il Patto per la Toscana (Nota di questo blogger, Mauro Vaiani, 21 dicembre 2020).

 



lunedì 11 maggio 2020

Salvare la democrazia, abolendo l'odiosa tessera elettorale...



Rilancio anche dal mio blog personale una bella presa di posizione di Autonomie e Ambiente, che propone poche urgenti, semplici, possibili cose per salvare la democrazia locale in tempi di coronavirus.

Vi invito a leggerla e a diffonderla, ovviamente, ma voglio aggiungere una cosa come lavoratore del sistema elettorale sostanziale che, come sapete, è affidato a noi che lavoriamo nei comuni.

Ebbene, la semplice abolizione, senza se e senza ma, della odiosa e inutile tessera elettorale, sembra una piccola cosa, ma farebbe, da sola, di più per la salvezza della Repubblica e per tener viva la democrazia, di mille altre cose inutili e impossibili (e spesso costose) che vengono partorite dai "legislatori" di oggi.

Eccovi i link dalle reti sociali di Autonomie e Ambiente, per leggervi questo bel comunicato decentralista della Sorellanza:

https://www.autonomieeambiente.eu/news/13-questioni-urgenti-di-democrazia-nel-dopocoronavirus/

https://www.facebook.com/AutonomieeAmbienteUfficiale/posts/137999864474090

https://twitter.com/rete_aea/status/1259840352023908359/



domenica 10 maggio 2020

Postcoronavirus, il tempo della lotta dei territori contro i poteri alti e lontani



Nel postcoronavirus, dopo questa crisi, che ha reso evidente il fracasso della globalizzazione, abbiamo il dovere di rilanciare, insistere sui nostri temi di decentralismo e restituzione di libertà e autogoverno ai territori.
Lavoriamo, incontriamoci, facciamo conoscere le nostre idee, grazie ad Autonomie e Ambiente e alla rete EFA in tutta Europa.
Restiamo aperti a chiunque condivide almeno qualcuna delle nostre idee.
Noi facciamo la nostra parte dalla Toscana e dalla Sicilia.
Altri territori, regioni, popoli facciano lo stesso.
E' il nostro momento.

Palermo - Firenze, domenica 10 maggio 2020

Francesco Marsala (relazioni esterne del Movimento Siciliani Liberi)
Mauro Vaiani (presidente di Comitato Libertà Toscana)


sabato 9 maggio 2020

Elettrosmog: va fermato e basta


E' inaccettabile l'idea che, poiché è invisibile, si possa lasciar aumentare l'inquinamento elettromagnetico.
Chi scrive ha abbastanza esperienza personale e professionale nel mondo delle reti per negare decisamente che si possa definire in alcun modo "progresso" ottenere più connettività aumentando il numero delle antenne, l'occupazione delle frequenze, l'intensità delle irradiazioni.
Che "progresso" sarebbe quello ottenuto inquinando di più?
Sarebbe "progresso", piuttosto, promuovere programmi per assicurare connettività quando serve e solo quando serve, con meno antenne, consumando sempre meno energia, inquinando e irradiando di meno, come era nelle geniali intuizioni dei pionieri delle reti DECnet e alle origini di Internet.
Per promuovere vero progresso, cioè connettività sufficiente solo quando necessaria e ottenuta con meno elettrosmog, occorrono delle precise condizioni politiche, di cui abbiamo già parlato su questo blog, nei documenti di noi "Liberi Toscani", nella nostra lotta contro il centralismo autoritario.

Le riassumiamo volentieri qui:
- proprietà e manutenzione di tutte le reti devono tornare in mano pubblica e locale (in mano ad autorità vicine alla gente e controllate dalla gente);
- le reti devono tornare ad essere libere e neutrali;
- tutte le tecnologie di comunicazione devono fondarsi su soluzioni aperte, senza brevetti e senza che alcun produttore possa esercitare alcuna forma di monopolio;
- il controllo scientifico e sanitario deve essere rigoroso e costante, da parte di autorità di sanità pubblica, adeguatamente finanziate per tutelarne l'indipendenza.

Invece, tutta l'attuale gestione delle reti cellulari e l'intera partita del passaggio al 5G rappresentano esattamente l'opposto di ciò che sarebbe necessario: moltiplicazione di antenne private in cerca di profitto; modelli di gestione centralisti e autoritari dove sarà sempre più facile la censura; brevetti cinesi e americani; assenza di ogni seria sorveglianza sanitaria pubblica.
Per questo si moltiplicano le richieste di moratoria e di messa in discussione dell'intera gestione delle telecomunicazioni, in tutto il mondo.

Per questo le sottoscriviamo, le appoggiamo e vinceremo.


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