Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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giovedì 13 agosto 2026

Sostiene Vaiani: le autonomie stanno liberandosi dalla cappa salvinista


 

In un comunicato stampa diffuso oggi Mauro Vaiani (segretario di Autonomie e Ambiente, nella foto) sostiene che le autonomie stanno finalmente liberandosi dalla cappa soffocante del salvinismo. Pubblichiamo integralmente l'intervento.

Autonomie e Ambiente – EFA
Segreteria interterritoriale
https://www.autonomieeambiente.eu

Incrinato il tetto di cristallo
che ha schiacciato le autonomie
nella politica italiana
per un quarto di secolo

Firenze, 13 agosto 2026 - Comunicato stampa di Mauro Vaiani, segretario AeA

La recente ricorrenza dei 25 anni dalla scomparsa dello studioso federalista e liberale Gianfranco Miglio (morto a Como il 10 agosto 2001) sono diventati una insperata occasione di risveglio del mondo delle autonomie civiche europee. Lo stimato autore del libro “Una Repubblica migliore per gli Italiani”, scritto nel 1983, ci sorride forse dal cielo.

Si è incrinato il tetto di cristallo che per quasi trent’anni ha schiacciato e fatto scomparire dai media e dal dibattito pubblico italiano le autonomie civiche europee.

La piramide leninista della Lega Salvini, in decenni di potere, non ha prodotto alcun serio avanzamento della Repubblica delle Autonomie voluta dai Costituenti del 1948. Al contrario è diventata, insieme alle altre forze populiste, un pericolo per la costruzione di una Europa delle regioni, dei territori, dei popoli.

La cricca populista dei salvinisti sta finalmente saltando e a migliaia gli amministratori locali sinceramente autonomisti stanno tornando a organizzarsi in modo autonomo, locale e confederale, come è nelle tradizioni autonomiste antifasciste radicate nei valori della Carta di Chivasso del 1943. Tradizioni e valori autonomisti che sono stati salvaguardati in Italia e in Europa dalla rete di Autonomie e Ambiente, dalla Union Valdôtaine, dalle forze – sia moderate che progressiste – che stanno insieme nella famiglia politica europea EFA.

* * *

 

mercoledì 18 febbraio 2026

Quale è il peso elettorale delle autonomie


Dopo tanti anni spesi per i valori delle autonomie, dopo aver fondato nel 2019 la sorellanza Autonomie e Ambiente (AeA, un necessario ma aggiornato strumento confederale al servizio delle autonomie e dei civismi di tutta la Repubblica Italiana), dopo aver riagganciato le autonomie dei nostri territori all'Alleanza Libera Europea (ALE / EFA, European Free Alliance), noi siamo certi di avere un peso nella pubblica opinione. Un peso elettorale per ora limitato, ma sufficiente a difendere tradizioni, libertà, diversità e biodiversità per le generazioni future.

Se i media praticassero più par condicio e facessero meno chiappa-clic (clickbaiting) con i "fenomeni", forse potremmo finalmente uscire più rapidamente, come autonomisti di AeA e di EFA, dal cono d'ombra in cui siamo al momento.

Non siamo urlatori, né provocatori, né populisti, né estremisti, né folkloristici, né ricchi, né potenti, ma cosa accadrebbe se i media di approfondimento politico ci dessero almeno lo spazio che è stato dato (in ultimo, ma prima di lui a tanti altri aspiranti masaniello, podestà e napoleoni) all'ormai notorio fenomeno de "Il mondo al contrario"?

Lo scopriremo, prima o poi, perché le nostre radici sono antiche e profonde; siamo fedeli ai valori della Carta di Chivasso del 1943; sono centinaia le amministrazioni competenti che esprimiamo in tutta Europa (alcune più progressiste, altre più moderate).

Le autonomie, con le loro forze storiche e con le nuove realtà civili, civiche e civiste, sono qui per restare. La Repubblica delle autonomie è l'unica che abbiamo. L'Europa delle Regioni, dei Territori, dei Popoli, è l'unica possibile.

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martedì 14 ottobre 2025

Chi ha vinto la corsa a perdere meno

 


Riceviamo e pubblichiamo 

I risultati delle elezioni regionali della Toscana, tenutesi domenica 12 e lunedì 13 ottobre 2025, sono ormai chiari. Grazie a una efficace collaborazione fra ufficio elettorale regionale e ministero dell'interno, tutti i dati essenziali sono già disponibili su questo portale: https://elezioni.interno.gov.it/risultati/20251012/regionali/retrospettivi/primoturno/09.

Anche a voler fare la tara dei pochi estremisti che ormai praticano un astensionismo tanto militante quanto minoritario, del numero sempre più grande di cittadini toscani che lavorano e risiedono fuori regione oppure all'estero, del crescente numero di grandi anziani che sono sempre più esclusi dalla vita comunitaria, è evidente che continua la silenziosa fuga dei cittadini dal voto. Questo è il dato più vistoso e più sfidante.

Dobbiamo continuare la lotta per avere regole elettorali più giuste per tutti. Dobbiamo ribellarci al fatto che ogni votazione sia ridotta all'ennesimo referendum fra i capi delle due attuali piramidi politiche, quella di centrosinistra e quella di centrodestra. I tifosi dei due schieramenti continuano a contarsi, ma tanti altri cittadini scappano da questo loro bipolarismo e dalla loro alternanza al potere, che non produce riforme per il bene di tutti, ma carriere, privilegi e potere per pochissimi. 

E' stata una corsa a chi perdeva meno voti. L'ha vinta il candidato incombente del centrosinistra, Eugenio Giani, che ha perso solo 100.000 voti circa dal 2020 al 2025. Alessandro Tomasi, sfidante di centrodestra e persona di un certo livello di competenza e serietà, ha perso quasi 150.000 rispetto a quelli che aveva preso la meteora salviniana Ceccardi cinque anni fa.

Tutti i partiti hanno perso voti, con l'eccezione dei pochi riformisti e moderati che hanno accolto qualche candidato civico e indipendente, sia a sinistra che a destra. Anche questo dovrà far riflettere.

Come OraToscana ringraziamo, per la generosità con cui si sono spese, alcune figure che hanno tentato di portare un po' di novità e di diversità: Francesco Carbini (civico riformista, circoscrizione di Arezzo); Andrea Ulmi (civico moderato, circoscrizione di Grosseto); Alessandro Giorgi (civico autonomista della circoscrizione di Pisa); Salvatore Bimonte (giovane esponente cristiano-sociale di Prato). Ce ne sono state molte altre, di persone generose che si sono candidate nei loro territori, ma che sono state ignorate dai media. Appiattiti, questi ultimi, sull'infausto plebiscito Giani-Tomasi. 

Le nostre congratulazioni a: Diletta Fanfani, eletta a Livorno nella lista AVS, una figura indipendente e amica dei nostri civismi; Federico Eligi, riformista indipendente e competente, eletto a Pisa nella lista Casa Riformista.

Il nuovo consiglio regionale ha visto purtroppo aumentare il numero dei "nominati", attraverso listini e candidature bloccate, a spese di figure che hanno invece avuto un autentico appoggio popolare.

Nonostante ciò, è comunque più articolato e plurale del precedente. Si possono quindi creare occasioni di dialogo, di critica e autocritica, di riforme. Che nessuno degli eletti si sottragga alla grande responsabilità di servire tutti i territori della Toscana, non solo la propria parte politica.

OraToscana, lo ricordo, è convocata per la sua terza assemblea generale a Nodica di Vecchiano, il prossimo 22 novembre 2025, per Santa Cecilia. Continueremo a lavorare per allargare e rafforzare, in dialogo con tutte le realtà comunali e territoriali con cui da anni siamo in contatto, la nostra rete di civismi appassionati delle autonomie personali, sociali, territoriali, in rete con Autonomie e Ambiente e con la famiglia europea dei territori e delle regioni, European Free Alliance.

 

Firenze, 14 ottobre 2025 

Mauro Vaiani

garante di OraToscana

https://www.biancorosso.me

 

 

 

  


domenica 2 marzo 2025

La fallacia della corsa a costituire nuovi partiti all'italiana

 


Si avvicina la primavera e ricominciano i tentativi di fondare nuovi partiti centralizzati, "nazionali", con i migliori propositi di rinnovare la vita politica di tutta la Repubblica Italiana. I tentativi sono talvolta nobili ma anche irrimediabilmente fallaci.

L'articolo 49 della Costituzione italiana garantisce a tutti i cittadini il diritto di associarsi in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica italiana e oggi anche, per estensione e grazie alle garanzie contenute nei trattati e nella legislazione unionale, anche la politica europea. Eppure questo diritto è stato sequestrato dalle elite attualmente al potere a Roma, a Milano, a Bruxelles. Finché non avremo spezzato almeno le catene più pesanti, fondare nuovi partiti "nazionali" non servirà.

Sono in essere feroci e implacabili meccanismi centralisti, tecnocratici, in definitiva autoritari, che stanno rendendo la Repubblica e l'Unione un travestimento della democrazia.

Per fermare questa deriva occorrono coraggiose lotte dal basso per riprenderci la rappresentanza, non nuovi partiti che, in questo quadro, finirebbero per essere uguali a quelli esistenti (sempre che il tirannico bipolarismo dominante e le trappole del maggioritario all'italiana non li uccidano in culla).

Queste lotte riguardano il pluralismo dell'informazione, a cominciare da quella locale, per porre un argine all'analfabetismo funzionale delle persone e alle ondate di terrificante conformismo che ci sommergono quotidianamente; un ordinamento semplificato per l'associazionismo politico, che renda possibile anche al più piccolo gruppo civico locale di formarsi, agire, candidarsi, anche nel più piccolo comune; un finanziamento pubblico a tutti i movimenti politici direttamente proporzionale al loro consenso elettorale; norme di procedimento elettorale che rendano semplice candidarsi, anche a personalità civiche e indipendenti; circoscrizioni elettorali di dimensioni contenute, dove sia possibile agli elettori conoscere davvero i candidati; leggi elettorali più giuste per tutti, che restituiscano agli elettori il potere di scegliere le persone da cui essi vogliono essere rappresentati.

Dobbiamo inoltre abbattere il totem della cosiddetta "governabilità". Abbiamo accettato per decenni come "normale" un'idea che invece è assurda e fonte di molti guai: quella secondo cui ogni capo esecutivo deve avere automaticamente anche una maggioranza di eletti a lui fedeli negli organi legislativi. Così, dopo una successione vergognosa di leggi elettorali che sono state ciascuna una "porcata" peggiore della precedente, le elezioni sono ridotte a una sorta di plebiscito fra pochi leader mediatici, mentre non sappiamo più, letteralmente, chi verrà eletto a rappresentare il nostro territorio. Anzi sappiamo già prima di votare che le assemblee saranno riempite non da persone elette da noi, ma scelte dall'alto e da pochi, sulla base di criteri di fedeltà al capo (se non in base a logiche ancora più opache).

Possiamo e quindi dobbiamo porre fine a questo scandalo. Ci sono molti altri modi per eleggere un esecutivo stabile senza sacrificare la rappresentanza, la rappresentanza, l'autonomia e l'indipendenza degli eletti nelle assemblee legislative!

Queste lotte per la rappresentanza sono già iniziate, per esempio con il Comitato Besostri, che si è ispirato alle antiche lotte per la giustizia elettorale condotte dal compianto avvocato socialista.

Sono attive in Italia e in Europa molte energie locali, civiche, autonome, indipendenti, a cominciare da quelle che cooperano attraverso Autonomie e Ambiente e EFA. Esse possono e quindi devono conoscersi, cooperare, eventualmente confederarsi per portare avanti insieme un cambiamento profondo dal basso.

Sono lotte cruciali, perché l'erosione della democrazia sta distruggendo la coesione sociale, alimenta l'assenteismo, scoraggia ogni forma di partecipazione, semina discordia, settarismo, populismo, estremismo.

Non possiamo più accettare di vivere in una finta democrazia dominata da pochi leader mediatici e dalle loro schiere di fedelissimi sempre più "nominati" che "eletti".

Lottiamo per fare spazio a una nuova generazione di leader locali, espressa dai mondi vivi delle autonomie, del civismo, della sussidiarietà, della solidarietà, del buongoverno che unisce e include trasversalmente persone che hanno storie politiche differenti, delle iniziative concrete per la protezione delle comunità e degli ecosistemi locali.

Anche in una società come quella europea, invecchiata, inquinata, impoverita, stordita dallo strapotere dei media, minacciata da paurose concentrazioni di potere, ci sono ancora persone coraggiose e generose, che si candidano a guidarci.

Dobbiamo incoraggiarle e aiutarle, soprattutto a essere consapevoli dei tetti invisibili che sono sopra la loro testa, a liberarsi dei pesi morti, a spezzare almeno alcune delle catene.

 

Mauro Vaiani Ph.D.

Garante di OraToscana

Vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente

 

venerdì 10 gennaio 2025

Il civismo autonomo riunito a Viareggio

 



Decine di liste civiche e realtà impegnate nei territori della Toscana si sono incontrate a Viareggio venerdì 10 gennaio 2025, all'Hotel Esplanade, a seguito di un invito del sindaco Giorgio Del Ghingaro.

E' stato un incontro di lavoro, dedicato alla situazione politica, amministrativa ed elettorale della regione Toscana. Decine di amministratori comunali e di attivisti locali sono in rete dall'estate scorsa a livello regionale. Nelle diverse province la collaborazione intercomunale è ancora più risalente. 

Si tratta di comunità politiche locali che agiscono in modo autonomo e sono libere da ogni dipendenza dai partiti centrali della Repubblica, per scelta culturale e politica. 

Si sono confrontate con serenità e con generosità, sottraendo tempo al lavoro, alle famiglie, al loro impegno locale, per ragionare su cosa è possibile fare di fronte ai guasti della partitocrazia, nella sua ultima incarnazione: un bipolarismo forzato, verticista, centralista e autoritario. Due piramidi politiche dominano la vita pubblica italiana e toscana, il centrodestra e il centrosinistra, alternandosi al potere senza riuscire a selezionare competenze e senza produrre miglioramenti concreti nella vita dei cittadini. Riempiono i media ma svuotano le urne, ha detto Mauro Vaiani, il garante di OraToscana: vanno a votare sempre meno persone, i loro tifosi, perché la maggioranza dei cittadini non si sente più rappresentata da loro.

I gruppi civici autonomi della Toscana sono tutti diversi, concentrati sui diversi problemi e sulle urgenze dei diversi territori. Nel medio-lungo termine il loro dialogo produrrà certamente profondi cambiamenti politici, culturali e istituzionali. Anche nel breve termine, però, è possibile fare qualcosa, è stato detto in tutti gli interventi: si può partecipare alle elezioni regionali toscane del 2025, con l'obiettivo ambizioso di costringere i due maggiori schieramenti al ballottaggio.

Un'avventura civica democratica, un sogno lo ha definito Giovanni Bellosi (leader di Scandicci Civica), è possibile, per portare in consiglio regionale alcune figure competenti e indipendenti, salvaguardando il patrimonio più prezioso che è stato visibile in questo incontro come nei precedenti: la presenza di una nuova generazione di leader locali e delle loro comunità di attivisti, ciascuna ricca di competenze e capacità d'innovazione.

Giorgio Del Ghingaro, che incarna una esperienza di buongoverno ventennale - sempre indipendente dai vertici partitici, ma mai antipolitica - ha proposto di lavorare uniti e ispirati dalle parole che sono il motto della sua coalizione civica viareggina: concretezza (quella che ha consentito di salvare Viareggio dal dissesto); bellezza (Viareggio la sta ritrovando); felicità (quella che progressivamente ritorna nella vita quotidiana delle famiglie e delle imprese di Viareggio).

Non si dà nulla per scontato, perché si devono scegliere alcune priorità programmatiche e vanno scritte delle regole comuni. Anzi sarà difficile, perché stiamo vivendo un momento storico dominato da ondate di greve conformismo, in cui la partecipazione democratica dal basso viene scoraggiata in ogni modo da molti: dai vertici dei partiti (in particolare dai "nominati" dal Rosatellum), dalle concentrazioni di potere economico e mediatico, dai sedicenti esperti delle tecnocrazie, dall'arroganza (e ignoranza) dei populisti.

Grazie a una rete di moderatori - personalità provenienti da ciascuna delle tredici circoscrizioni elettorali della Toscana - inizia ora un lavoro di cucitura di un patto politico, programmatico, organizzativo ed elettorale fra centinaia di realtà comunali che devono collaborare restando però se stesse, civiche e libere. E anche un po' "matte", ha scherzato Del Ghingaro (che ha sempre risposto con il sorriso e con il lavoro ai tanti che lo hanno osteggiato).



sabato 21 dicembre 2024

Un solstizio d'inverno più toscano che mai

 


Il 21 dicembre, solstizio d'inverno, è sempre pieno di significati, per tutti gli esseri umani dell'emisfero boreale. In Toscana ne ha uno in più, perché è la memoria di una figura che è sì storica ma anche avvolta nella leggenda, una icona di valori perenni, Ugo di Toscana, che riposa nella Badia Fiorentina. Il suo sepolcro attuale, rifacimento monumentale della sepoltura del famoso marchese, funzionario e benefattore, è di Mino da Fiesole e risale alla seconda metà del Quattrocento. Il sarcofago è sormontato dalla personificazione della Carità. Il "Gran Barone", come lo chiama Dante nella Divina Commedia, era morto nel 1001, ma il ricordo delle sue opere buone era ancora vivissimo. L'ignoranza e la massificazione contemporanea ne avevano fortemente indebolito il ricordo, nella Toscana di oggi, ma la celebrazione del millenario della morte, nel 2001, con il sostegno delle autorità locali, insieme a un più generale risveglio dell'amore dei Toscani per la propria storia e la propria identità, hanno aiutato a far riscoprire questa figura così affascinante, che ha governato alle origini della Toscana moderna. Quest'anno lo vogliamo onorare con le parole che gli dedica il "Cosmonauta Francesco":

"...La devozione dei Toscani nei confronti del marchese, però, dovette essere cominciata sin dagli anni immediatamente successivi alla sua morte nel 1001.
Forse addirittura durante la sua vita, visto che si erano trovati in molti luoghi della Toscana ricordi e lasciti del suo buongoverno e della generosità sua, di sua mamma Willa e di tanti altri della sua cerchia.
Al Gran Barone, il marchese Ugone, si attribuivano tradizionalmente la pace tra le sette città più importanti della Toscana, la sicura navigazione tra le sette isole dell’arcipelago toscano, la fondazione di ben sette abbazie, con annesse riforme agricole e sociali per il benessere dei contadini. Alla fine della sua vita, la sua sepoltura a Firenze aveva contribuito alla maggior fortuna della città, rispetto alle altre città toscane, tutte ben più antiche e gloriose, a quel tempo.
Il sepolcro era coperto delle bandiere biancorosse ispirate al suo stemma, quello delle tre strisce d’argento in campo vermiglio..."

Buon solstizio,
buone feste,
buon santo Natale 2024,
buon anno nuovo e giubilare 2025.
Auguri di cuore!


lunedì 9 dicembre 2024

Autonomismo e civismo insieme a Imola

 


Si sono svolti a Imola, all'Hotel Donatello, i giorni 6 e 7 dicembre 2024, i lavori della IV assemblea generale di Autonomie e Ambiente (AeA).

Ci sono stati momenti di studio e di ascolto su come in autonomia ci si può prendere cura dei nostri territori, di socialità, di conoscenza reciproca fra delegati e invitati provenienti da tutti i territori italiani e anche dalle realtà europee.

C'è stata, infine, una mattinata di discussione politica che ha condotto Autonomie e Ambiente a confermarsi come garante dell'autonomia politica e organizzativa dei civismi, ovviamente di quelli autonomi dalla partitocrazia e dal bipolarismo velenoso di questi ultimi decenni.

La sfida è ambiziosa: far emergere una nuova generazione di leader locali, riportare poteri e risorse alle istituzioni locali, far decidere agli abitanti di un territorio le cose per loro importanti, riscoprire la sussidiarietà. E tutto questo farlo in questa Repubblica italiana in cui la democrazia viene erosa ogni giorno da regole sempre più ingiuste, da oligarchie politiche sempre più chiuse in se stesse, dal governo più centralista della storia della Repubblica (che è stato portato al potere da quella congrega di ciarlatani leghisti che ancora si spacciano per "autonomisti", quando ormai invece sono ormai nazionalisti estremisti, "italianisti").

Attraverso delle registrazioni, la segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente cercherà di mettere a disposizione di tutti i contenuti programmatici e politici dell'assemblea di Imola.

Qui limitiamoci a ricordare:

  • il prof. Vittorio Daniele (Università della Magna Graecia di Catanzaro) ha spiegato come storicamente nascono i divari territoriali in Italia
  • la dott.ssa Ornella Mancin (medico di famiglia - presidente di Cooperativa Medicina Futura) ha raccontato una straordinaria esperienza di sanità pubblica e prossima
  • Sergio Bagnasco, vicepresidente Comitato Referendario per la Rappresentanza (Co.Re.Ra.), ci ha spiegato quanto ancora l'Italia sia immersa in una partitocrazia
  • Joël Farcoz, il presidente della Union Valdôtaine, ha portato una riflessione politica su come restituire voce, in Italia e in Europa, a tutti i territori
  • Roberto Visentin (presidente Autonomie e Ambiente – vicepresidente EFA) ha spiegato come Autonomie e Ambiente sia l'unica rete capace di alleare senza diventare ostaggi di nuove egemonie
  • l'avv. Michele Zuddas, uno dei promotori della proposta di legge popolare "Pratobello 2024" in Sardegna, ci ha parlato del grande movimento popolare per una transizione ecologica sottratta alla speculazione delle multinazionali, quelle che vogliono riempire di impianti eolici e fotovoltaici i nostri territori, senza ascoltare noi che ci abitiamo
  • Domenico Galbiati, uno dei dirigenti di Insieme, ha confermato i tanti valori e obiettivi politici che il suo e altri movimenti cristiano-sociali hanno in comune con AeA
  • Renato Soru, il leader della Coalizione Sarda che ha sfidato il bipolarismo coatto e velenoso in Sardegna, ha mandato un messaggio importante di interesse per questa solida esperienza di confederalismo politico aperto a tutti i nuovi movimenti sociali e politici che nascono nei territori

L'esponente civico toscano Riccardo Galimberti (nella foto insieme a Silvia Lidia Fancello e a Mauro Vaiani, che presiedevano e moderavano il dibattito) ha raccontato la nascente esperienza di dialogo fra tutti i civici autonomi, liberi, innovativi della Toscana.

L'assemblea di Imola non sarebbe stata possibile senza il supporto e la generosità della forza politica territoriale locale, Rumâgna Unida, dello storico Movimento per l'Autonomia della Romagna e di alcuni cittadini impegnati nel civismo imolese.

Realizzare autentiche e durature autonomie personali, sociali, territoriali, è una missione spirituale e culturale, non solo politica. Dopo il disastro leghista e della loro "differenziata", c'è da ricostruire persino il significato di parole come autonomia, autogoverno, autodeterminazione. Autonomie e Ambiente è l'unica comunità politica che può riuscirci, perché la nostra idea di autonomia è fondata non sulla polvere della demagogia di pochi leader mediatici, ma sulla roccia della competenza e della generosità, provate sul campo, di migliaia di amministratori locali.

Per approfondimenti:

l’agenda dei lavori - https://autonomieeambiente.eu/news/364-imola-6-7-dicembre-2024-programma

il documento politico finale - https://autonomieeambiente.eu/news/369-documento-politico-della-iv-assemblea-di-imola

il sito di Autonomie e Ambiente – https://www.autonomieeambiente.eu


 

 

 

 

sabato 13 luglio 2024

Una nuova generazione di leader toscani alla prova

 


Lo scorso 8 luglio 2024 un gruppo di leader civici locali della Toscana si è riunito in un incontro pubblico, ospitato dalla CNA di Scandicci.

Proprio a Scandici un polo civico indipendente da centrosinistra e centrodestra ha ottenuto oltre il 20% nelle recenti elezioni comunali del 9 giugno. Il loro candidato sindaco, Giovanni Bellosi, ha sfiorato uno storico ballottaggio con la coalizione guidata dal PD, da sempre dominante nel comune.

Giovanni Bellosi è stato il promotore dell'incontro civico. Assieme a lui hanno lavorato per rendere possibile l'incontro Enrico Buoncompagni (Figline e Incisa Valdarno), Federico D'Anniballe (Ponsacco), Filippo Pierini (Greve in Chianti), Vincenzo De Franco (Signa), Andrea Poggianti (Empoli). Rappresentata anche la lista civica di Poggibonsi guidata da Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi).

Presidio Civico, la lista civica di Pontedera guidata da Alberto Andreoli, ha inviato a rappresentarlo Mauro Vaiani, il garante di OraToscana e antico promotore di civismo autonomista.

Hanno partecipato Anna Ravoni e Renzo Luchi, gli animatori della storica lista civica "Cittadini per Fiesole", che ha guidato il comune per un decennio. 

Sono intervenuti Francesca Marrazzo e Riccardo Galimberti, i promotori di "RiBella Firenze", l'innovativa e coraggiosa lista civica radicata nel quartiere di Campo di Marte a Firenze.

E' sicuramente un tempo favorevole al civismo in tutta la Repubblica. Ovunque si registra una mobilitazione spontanea di cittadini attivi per il buongoverno dei loro territori. Tuttavia la polarizzazione politica attorno a pochi leader nazionali pompati da concentrazioni di potere mediatico e finanziario riesce spesso e purtroppo a soffocare chi si organizza politicamente ed elettoralmente fuori dalle piramidi della destra e della sinistra. Non tutti e non dappertutto, però, come hanno dimostrato le liste e i gruppi di cittadini presenti a Scandicci.

Per noi che lavoriamo da sempre nel civismo (dal 2019 con Autonomie e Ambiente e in Toscana dal 2021 con OraToscana), in una rete orizzontale italiana ed europea che incoraggia cittadini e comunità locali all'impegno diretto e alla riconquista della propria autonomia personale, politica, sociale e territoriale, è stato rigenerante partecipare a questa iniziativa.

Questa nuova generazione di leader locali che si sono riuniti a Scandicci si è già emancipata dal verticalismo e dalla mentalità centralista (e spesso autoritaria) ormai dominante in tutti i grandi partiti. Sono pronti per obiettivi più ambiziosi.

Occorreranno prudenza e serietà, per allargare la collaborazione interterritoriale a cittadini attivi di tutti i territori della Toscana, selezionando persone competenti, capaci, moderate, con le giuste ambizioni ma senza settarismi, narcisismi, ciarlatanismi.

Costruire una collaborazione politica fra persone, gruppi, liste diverse, non è solo difficile. E' già stato tentato in passato e ci sono già stati epici fallimenti (gli studiosi e gli attivisti che stanno intervenendo nel Forum 2043 di Autonomie e Ambiente meriterebbero di essere letti da chi non vuole ripetere gli errori del passato).

Alle elezioni regionali toscane del 2020, in un momento difficile, con l'esplosione dei problemi sanitari, economici, sociali connessi con la pandemia (e con le pulsioni autoritarie con cui le elite tentarono di nascondere i propri storici errori), persone di valore del civismo autonomo e autonomista toscano si ritrovarono divise in tre contenitori: Orgoglio Toscana (schierata con il centrosinistra di allora), Toscana Civica (allineata con un centrodestra guidato da figure improbabili), Patto per la Toscana (che sarebbe stata una lista indipendente ma fu fermata dalla magistratura su richiesta dei vertici leghisti). Molte altre si dispersero in esperienze di opposizione frammentaria, oppure, per conoscenze personali, ingenuità politica, ma anche per la mancanza di visibili serie alternative, si prestarono a essere candidati figuranti nel circo delle liste di sostegno allo status quo.

Le elezioni regionali toscane del 2025 non sono dietro l'angolo. C'è tempo per fare molto meglio e questa nuova generazione di leader locali deve provarci.

Quest'estate gli attivisti civici investiranno un po' del loro tempo e delle loro energie personali per conoscersi, comprendersi, rispettarsi, nonostante le diversità culturali e politiche. Hanno in comune un'esperienza di quelle che forgiano: l'aver lottato generosamente per i loro comuni, senza soldi e senza potere.

Sono peraltro in corso discussioni e campagne importanti per la democrazia in Italia e in Europa (come l'iniziativa #IoVoglioScegliere, contro l'odioso Rosatellum), a cui i civici - come e più di tutti gli altri cittadini - dovrebbero partecipare, perché nessuno, meglio di chi ha provato a candidarsi alla guida del proprio comune, può capire quanto sia scarsa l'informazione corretta, quanto siano migliorabili le regole elettorali, quanto siano fragili le istituzioni che dovrebbero garantire tutti e non solo chi è al potere (magari da generazioni).

C'è già una scadenza delicata e ravvicinata, per i civici che hanno eletti nei consigli comunali: il 29 settembre 2024 sono state convocate le elezioni provinciali di secondo grado; per domenica 8 settembre dovranno essere presentate le liste.

Salvo novità dell'ultima ora, tutte le 10 province toscane saranno rinnovate: AREZZO, GROSSETO, LIVORNO, LUCCA, MASSA-CARRARA, PISA, PISTOIA, PRATO, SIENA, l'area metropolitana di FIRENZE. Per maggiori informazioni si veda il sito dell'Unione Province Italiane: https://provinceditalia.it/category/elezioni-provinciali-2024/.

Sarebbe davvero importante che in ogni consiglio provinciale venissero eletti dei consiglieri indipendenti dai partiti centralisti e dal loro bipolarismo sempre più coatto (guidato da vertici tanto rissosi quanto inconsistenti e incoerenti nella progettualità politica).

Ci impegneremo perché tutte le persone, i gruppi, le liste civiche amiche di OraToscana e di Autonomie e Ambiente, portino il loro contributo.

* * *

Per restare in contatto:

https://t.me/OraToscana

 


venerdì 5 aprile 2024

Giovanni Poggiali, un leader autonomista in lista alle Europee con Azione nella circoscrizione Nordest

Dopo l'ultimo sfregio alla nostra già boccheggiante democrazia, l'approvazione dell'odioso emendamento #taglialiste, il mondo di Autonomie e Ambiente e degli altri territorialisti in Italia sta reagendo. I nostri leader, nei diversi territori, si assumono importanti responsabilità. Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato diffuso stamane dal movimento Azione di Carlo Calenda:

"AZIONE e i suoi alleati aprono alle autonomie, in nome del comune rifiuto del "bipolarismo all'italiana", che viene visto come una competizione a chi è più ignorante e strumentale. AZIONE e il mondo delle autonomie hanno trovato un'intesa anche nel rifiuto dell'elezione diretta del c.d. "sindaco d'Italia". Si allargano ulteriormente, quindi, le liste di AZIONE. Dopo l'ingresso di popolari, riformisti, repubblicani, entra anche un esponente di rilievo degli autonomisti italiani ed europei. Si tratta di Giovanni Poggiali, di Ravenna, noto viticoltore, presidente dello storico Movimento per l'Autonomia della Romagna, realtà che fa parte della rete Autonomie e Ambiente. Poggiali sarà candidato nella circoscrizione del Nord Est."

Giovanni Poggiali, oggi, fra i suoi molti meriti personali e civili, una delle figure più importanti del mondo civico, ambientalista, storicamente autonomista e modernamente territorialista, ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. Dopo un solo anno dalla fondazione di Rumâgna Unida, realtà politica territoriale per il buongoverno e l'autogoverno della Romagna, ha messo a disposizione tutto il suo prestigio personale per portare la voce della Romagna in Europa, insieme con gli ideali della Repubblica delle Autonomie e dell'Europa delle Regioni.

Poggiali ha un curriculum eccezionale, un galantuomo romagnolo d'altri tempi pienamente immerso nel nostro tempo, un punto di riferimento per il mondo autonomista e un valore aggiunto per la lista "Azione e alleati" alle imminenti elezioni europee dei giorni 8-9 giugno 2024. 

 

Giovanni Poggiali, leader autonomista della Romagna, al centro;
Marco Lombardo, segretario Azione Emilia-Romagna, a sinistra;
Carlo Calenda, leader di Azione, a destra - 3 aprile 2024


 


martedì 16 gennaio 2024

Autonomia "differenziata", il grande imbroglio

 


Proviamo a riassumere perché l'autonomia differenziata è solo un imbroglio e pure pericoloso.

Il testo del disegno di legge Calderoli-Meloni è in Senato (n. 615-XIX legislatura), quindi, per chi ha tempo e voglia di leggere e possiede un minimo di cultura politica e giuridica, non ci sono più alibi. E' tempo di denunciare questa colossale presa in giro.

Le norme Calderoli-Meloni sono uno dei più subdoli attacchi mai sferrati alla nostra parte autonomista, alle nostre forze civiche, ambientaliste, storicamente autonomiste e modernamente territorialiste, ma partiamo dall'inizio.

Da quando è entrato in vigore il nuovo Titolo V del 2001, sappiamo che esso contiene previsioni scivolose e di difficile attuazione. Abbiamo sempre dato per scontato che avremmo incontrato forti resistenze nelle fazioni apertamente o mascheratamente centraliste. Mai avremmo pensato, però, vent'anni fa, che il leghismo (sorto da autentiche leghe locali autonomiste) sarebbe diventato il peggior nemico delle autonomie personali, sociali, territoriali. In una drammatica eterogenesi, la Lega Salvini, con il suo azzeccagarbugli in capo Calderoli, è diventata la principale avversaria di ogni autonomia locale.

Dei principali problemi tecnici e finanziari di attuazione della previsione costituzionale di "ulteriori autonomie" (art. 116, terzo comma, su 23 materie elencate all'art. 117) abbiamo già detto in passato, insieme agli amici e ai compagni del gruppo di studio Forum 2043 di Autonomie e Ambiente

Alla difficoltà oggettiva purtroppo si è aggiunta la cattiva fede dei falsi autonomisti e degli impenitenti centralisti. 

Già il fatto che autonomie "ulteriori", possibili per tutti e dappertutto, siano state chiamate "autonomia differenziata", la dice lunga sulla disonestà intellettuale e politica del leghismo, oltre che sul bigottismo dei centralisti di destra, di centro e di sinistra.

Il disegno di legge Calderoli-Meloni aggiunge subdolamente altri ostacoli a quelli che già erano evidenti sin dai tempi delle bozze d'intesa del 2018 fra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e il governo Gentiloni:

- stabilisce un percorso a ostacoli, che durerebbe anni; quindi non porterebbe ad alcuna ulteriore autonomia in questa legislatura; tutto è rimandato a un futuro remoto;

- quand'anche una intesa di autonomia giungesse un giorno in porto, essa sarà a tempo, massimo dieci anni; ma quelle concesse o ottriate (dal francese octroyé) non sono autonomie, sono velenosi ritorni al passato (oppure forme innovative di centralismo autoritario...);

- nel frattempo questa maggioranza di centralisti approverà l'elezione diretta del "podestà d'Italia"; quando una tale concentrazione di potere fosse realizzata, tutte le autonomie personali, sociali, territoriali, diventeranno un lontano ricordo.

I territorialisti veri, specie quelli del Sud, come gli amici del Comitato Charta di Melfi, sono profondamente e giustamente arrabbiati. Fra l'altro, essi protestano per la mancata attuazione dell'art. 119 terzo comma della Costituzione. Dopo decenni di spoliazione economica, i territori emarginati e impoveriti, pretendono l'istituzione del fondo perequativo. Rimandiamo, su questo, alla lettura di un articolo di Gino Giammarino.

Siamo soli nell'opporci a questo imbroglio, insieme ad Autonomie e Ambiente, all'Alleanza per l'Autonomia, agli alleati civici, ambientalisti, territorialisti, a coloro che sono ancorati al vero federalismo della Carta di Chivasso.

A sinistra, al centro, a destra, è pieno di centralisti veri, che si stracciano le vesti per queste norme che essi chiamano "spacca Italia", come se le ingiustizie sociali e le diseguaglianze territoriali non fossero già presenti oggi. Chi ha creato l'Italia "arlecchino", questo stato ingiusto, se non il centralismo autoritario? I centralisti sono prigionieri dei loro pregiudizi e odiano la Repubblica delle Autonomie.

Nel centrodestra è in corso uno sciagurato scambio tra una farlocca autonomia "differenziata" e un vero centralismo presidenzialista, che distruggerà autonomie personali, sociali, territoriali.

Non crediamo, tuttavia, di essere così pochi. Gli attivisti dei territori e gli amministratori locali sanno che senza autonomie, il futuro dell'Italia e dell'Europa sarà disumano. Contiamo su di loro e su noi stessi e andiamo avanti. Animo.


Mauro Vaiani


sabato 13 gennaio 2024

Omaggio a Tavo Burat


 

Quando il Forum 2043 ha deciso di ricordare la splendita figura di Tavo Burat, abbiamo avuto la fortuna di ritrovare alcuni frammenti che ci hanno ricordato della presenza di Tavo a Prato, nel lontano 1989.

Burat ci parlò già allora di bioregioni, un ideale universale di autogoverno, oggi più attuale che mai, in diretta connessione con il messaggio della Carta di Chivasso alle generazioni future.

E' stato un grande onore conoscerlo allora e ancora più provvidenziale è stato poterlo ricordare all'inizio di questo 2024 che sarà cruciale per le autonomie personali, sociali, territoriali, per le quali ci impegneremo insieme a tutte le realtà del patto Autonomie e Ambiente.

 

 


giovedì 11 maggio 2023

OraToscana per il civismo toscano

Gli ultimi appelli di OraToscana per il civismo toscano sono stati diffusi attraverso comunicati stampa, la newsletter, le reti sociali. Di seguito riproduciamo le cose più importanti che sono state comunicate per i toscani che vanno al voto il prossimo 14 maggio 2023 per le loro comunità.



OraToscana

rete di civismo, ambientalismo, autonomismo
pace e lavoro – giustizia e libertà - autogoverno di tutti dappertutto

https://t.me/OraToscana - https://twitter.com/oratoscana - https://www.facebook.com/OraToscana - oratoscana@gmail.com

https://diversotoscana.blogspot.com/search/label/OraToscana

Firenze – Siena – Pisa – Lucca – Prato – Livorno, 10 maggio 2023

COMUNICATO STAMPA:

Ultimo appello al voto da OraToscana: sostegno al candidato civico indipendente Fabio Pacciani (Polo civico di Siena) e alla lista civica Fare Città di Campi Bisenzio



Il civismo toscano è sempre più ricco di esperienze autonome dalle piramidi verticistiche dei partiti nazionali, oltre che di valori ambientali, di competenza e diligenza.

Senza nulla togliere al valore di tanti candidati civici nelle diverse comunità al voto il 14-15 maggio 2023, rivolgiamo un ultimo appello ai cittadini di Siena e Campi Bisenzio. Il voto civico in queste due città è particolarmente cruciale per la Toscana.

A Siena il Polo civico di Siena, che si impegna da vent’anni per far uscire la città dalla crisi delle sue istituzioni, è guidato dal dott. Fabio Pacciani, unico vero candidato civico indipendente, oltre che persona radicata nelle tradizioni della città. Lui e le sette liste civiche che lo sostengono meritano il voto dei Senesi, per porre così fine a lunghi anni di lacerazioni, invidie, manovre di piccolo cabotaggio in cui si sono scatenati gli esponenti delle vecchie sinistre, destre e centri.

A Campi Bisenzio il voto alla lista civica Fare Città, al suo giovane candidato sindaco Andrea Tagliaferri e alle altre liste della coalizione, significa fare una scelta ambientale seria e necessaria per tutti gli abitanti della Piana più inquinanta e congestionata della Toscana. Fare Città è ormai da un decennio il principale argine politico al delirio dei temerari cementificatori che vogliono, per avidità o per testardaggine degna di miglior causa, aprire il cantiere di un nuovo aeroporto a Firenze. Un cantiere che non si chiuderebbe mai, per gli oggettivi problemi ambientali e strutturali che sono stati confermati in ogni sede di studio e di giudizio, ma che nel frattempo farebbe guadagnare pochi e degradare la qualità della vita di molti.

p. OraToscana

Mauro Vaiani Ph.D., garante


 

 

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Passate le elezioni amministrative dovremo occuparci del futuro delle autonomie personali, sociali, territoriali. Se avete 11 minuti, ascoltate Mauro Vaiani che parla di ciò che faremo da ora al 2024:

 


sabato 6 maggio 2023

Per la rivoluzione civica di Siena

Esprimiamo, da questo blog e anche a nome della rete civica, ambientalista, autonomista OraToscana, il nostro appoggio alla rivoluzione civica che è in corso a Siena, alla candidatura civica e indipendente di Fabio Pacciani, alle sette liste civiche che lo appoggiano, in vista delle ormai prossime elezioni comunali del 14-15 maggio 2023.

 

Come tutte le cose serie, questa rivoluzione civica di Siena ha una storia, uno spessore, delle radici. Chi volesse approfondirle può attingere dalle pagine del blog di Pierluigi Piccini, che ne ha documentato lo sviluppo quasi quotidianamente. I protagonisti di questa svolta politica e amministrativa si preparano da anni, avendo approfondito, insieme al prof. Maurizio Viroli, le ragioni e diremmo quasi l'urgenza di un impegno politico autonomo degli abitanti della città, totalmente indipendente dalle consorterie ristrette e dai vertici della politica regionale e nazionale.

Le emergenze ambientali, economiche, sanitarie, sociali, militari di questo primo quarto del XXI secolo hanno colpito duramente anche Siena, trovandola non solo esposta a mali comuni a tante città storiche, come lo spopolamento e la signorilizzazione (gentrification), ma particolarmente fragile, perché sono entrate in crisi le sue principali istituzioni (la banca MPS, le università, l'ospedale, oltre che il comune e la provincia). 

Le associazioni del Polo civico hanno cercato una figura che incarnasse l'inizio di una coraggiosa ricostruzione. Prima hanno stabilito dei criteri: assenza di legami a consorterie e di conflitti d’interesse personali; una esperienza civica consolidata al servizio delle istituzioni cittadine; una notoria indipendenza e autonomia di giudizio. Poi la hanno individuata nel dott. Fabio Pacciani, stimato odontoiatra libero professionista ma soprattutto già rettore del Magistrato delle contrade (le 17 comunità di prossimità a cui partecipano gran parte dei Senesi e che competono al Palio) e, prima, a lungo rettore della contrada del Bruco, persona di notevole candore, umiltà, serietà.

Pacciani ha la missione di riunire, dopo anni di lacerazioni (dovute, specie negli ultimi anni della giunta De Mossi, alle avventatezze di persone impreparate, arroganti, divisive, che hanno ottenuto cariche in politica solo perché fedeli a leader e liderini nazionali, quando non anche a vertici e interessi ancora più opachi).

Di seguito i siti web e alcune parole di inquadramento delle sette consorelle civiche che sostengono Fabio Pacciani, nell'ordine in cui compaiono sui manifesti e sulle schede elettorali (fra parentesi il numero d'ordine ufficiale):

 

1- (6) Sena Civitas

https://www.senacivitas.com

E' composta da cittadini di cultura politica moderata, che nel 2018 avevano sostenuto la candidatura civica di Massimo Sportelli.


 

 

 

2- (7) Per Siena

Questa associazione è prevalentemente composta da cittadini che da anni sostengono l'impegno civico progressista di Pierluigi Piccini.



 

 

 

3- (8) Sì - Patto dei cittadini

https://www.sipattodeicittadini.it/

https://www.ideeincomunesiena.it/

Questa lista è stata promossa dal giornalista Daniele Magrini e riunisce cittadini che si sono avvicinati al civismo dopo i convegni con Maurizio Viroli del 2022. 

Oltre ai promotori del "patto dei cittadini", che, come scrivono, hanno abbandonato "il divano del mugugno" e la "sterile critica sui social", sono presenti in questa lista candidati dell'associazione "Idee in Comune", attiva per la democrazia locale e la ricostruzione del legame fra eletti ed elettori dal 2018.


4- (9) Civici in Comune

Questa realtà è attiva dal 2018 e rappresenta il principale gruppo che aveva sostenuto la candidatura civica moderata di Massimo Sportelli (che si ripresenta). Raccoglie e promuove aspirazioni al “buongoverno”, alla valorizzazione del merito, alla sobrietà della politica.



 

 

5- (10) Siena Sostenibile

Siena Sostenibile, “SiSost”, nasce dall’esperienza maturata grazie alla associazione LogoSiena, attiva da anni sul territorio su temi ambientali, sociali e culturali. In vista delle elezioni comunali si è sentita la necessità di farsi parte attiva del rinnovamento, partecipando al progetto del Polo civico senese. E' stata fondata nel 2022 da Federico Nesi, Sara Romano, Tommaso Notari, Stefania Bufalini, Gianni Porcellotti e Silvia Sestini (fra i candidati Matteo Barducci, che ci ha aiutato a seguire il Polo e Siena Sostenibile in più occasioni).


 

6- (11) In Campo

https://incampo.siena.it/

Questa realtà civica nel 2018 aveva sostenuto il candidato sindaco di centrosinistra. Raccoglie cittadini fortemente impegnati nella concretezza dei problemi sociali, della sanità, della scuola, dell'emancipazione degli umili, della piena integrazione delle persone disabili. E' coordinata da Mariapia Bindi.



 

 

7- (12) Riscrivere Siena

https://www.riscrivisiena.it/

Questa lista è stata formata per gemmazione dall'esperienza di "Per Siena", riunendo i candidati più giovani del movimento civico senese. Candida giovani studenti, creativi, scrittori, animatori culturali. 


 

 

 

Qualche cenno agli ultimi vent'anni di civismo senese

Quasi 3.000 cittadini di Siena (in un comune di 50.000 abitanti) che si impegnano, come candidati, attivisti, sottoscrittori delle liste, finanziatori della campagna elettorale, in un movimento civico così maturo, sono il frutto di un processo storico, non certo di un passeggero innamoramento. Dopo la distruzione di tutte le reti amicali e sociali provocata dalla pandemia, se il Polo civico di Siena è sopravvissuto, significa che i suoi valori sono profondi e radicati.

Questo movimento civico ha alle spalle una storia di almeno vent'anni. Nel 2004 l'ex primo cittadino di Siena Pierluigi Piccini, fino ad allora considerato uno dei più capaci sindaci espressi dalla storia comunista toscana, viene espulso dai Democratici di Sinistra (DS). Vengono così emarginati, non senza arroganza, interi gruppi di cittadini colpevoli solo di avere un pensiero autonomo e critico. Come dichiarò lo stesso Piccini, i DS, espellendolo, intesero "sottrarsi al dibattito" sulla visione della città, sfuggire alle sue "critiche aspre sul modello organicistico imposto dai DS locali", oltre che rifiutarsi di riflettere sulla "invadenza della politica in ruoli che non le competono".

Nel 2006, molti cittadini di Siena candidano Pierluigi Piccini come sindaco, attraverso un movimento civico che conquista il 30%. Il centrosinistra si conferma alla guida di Siena, evitando il ballottaggio ma non riuscendo certo a mettere un coperchio su una cittadinanza inquieta. Si è allora, non solo a Siena, alla ricerca di una "alternativa civica e liberale", di un buongoverno locale competente ma meno invadente, di un ambientalismo costruito e condiviso dal basso, di nuove forme di autonomia personale, sociale, territoriale.

Poco dopo anche Siena venne colpita dalle crisi ambientali, economiche, finanziarie, sociali, sanitarie, politiche, istituzionali che tutti conosciamo. I movimenti civici si mettono alla prova. Tornano, a più riprese, a collaborare con le piramidi politiche regionali e nazionali: con il centrosinistra, con il centrodestra, persino (si parva licet) con i Cinque Stelle (l'ultima nata delle piramidi politiche del centralismo italiano, ma non la meno opaca).

Nel 2018 il civismo senese favorisce quella che, per una città di antica appartenenza "rossa", è una storica alternanza: viene eletta al ballottaggio l'amministrazione di centrodestra. Ancora una volta, però, la città viene delusa dall'incompetenza, dalle divisioni, dalle artificiali polarizzazioni, tanto che il sindaco uscente Luigi De Mossi non viene neppure ricandidato.

Pensare che i cittadini debbano ridursi a votare, di volta in volta, l'uno o l'altro dei "nominati" dalle piramidi politiche nazionali, resta tuttavia inaccettabile. Con questo tipo di "bipolarismo", la politica e l'amministrazione si riempiono di persone che non hanno altro merito che l'essere fedeli all'uno o all'altro dei leader mediatici nazionali (o a gruppi di potere che li egemonizzano entrambi), con il conseguente declino della diligenza e della competenza ad ogni livello.

Qualunque sia il risultato elettorale, Siena diventerà un paradigma per la Toscana e ben oltre. Se va bene, sarà una rivoluzione, che spazzerà via parecchie persone incompetenti. Se va meno bene, sarà comunque una resistenza che frenerà il centralismo autoritario, cialtrone e incompetente, senza memoria e senza valori, che sta minacciando la Repubblica delle Autonomie personali, sociali, territoriali (e l'Europa, la pace, la vita e la salute in tutto il mondo, come stanno cercando di spiegare i movimenti civici, ambientalisti, autonomisti).


Ringraziamenti

Questo approfondimento non sarebbe stato possibile senza la collaborazione di Mariapia Bindi, la coordinatrice di "In Campo" che però si è spesa in molti modi per l'intero Polo civico.

Altrettanto decisiva è stata la consultazione del bellissimo blog "Simboli della discordia" del dott. Gabriele Maestri, che da diversi giorni ha pubblicato uno dei suoi consueti autorevoli approfondimenti sulle elezioni comunali di Siena 2023:

https://www.isimbolidelladiscordia.it/2023/05/siena-simboli-e-curiosita-sulla-scheda.html

Indispensabile, per comprendere fino in fondo l'importanza della candidatura di Fabio Pacciani e dello spessore politico, programmatico, culturale del Polo civico, è una visita al sito del candidato sindaco:

https://www.fabiopacciani.it/

In bocca al lupo al dott. Pacciani e alle sette realtà civiche che lo sostengono.


* * *

lunedì 24 aprile 2023

Un affettuoso ricordo di Sergio Salvi, pioniere di autogoverno

 

Abbiamo saputo oggi pomeriggio, 24 aprile 2023, della scomparsa di Sergio Salvi, avvenuta ieri, domenica 23 aprile.

E' stato uno scrittore colto, prolifico e visionario di autogoverno, a partire dai diritti dei popoli senza stato, fino al sostegno degli autonomismi in tutte le possibili declinazioni.

Della sua cultura, del suo lavoro per il Comune di Firenze, del suo impegno autonomista pionieristico ai tempi delle liste Federalismo alla fine degli anni '70, dei suoi libri, troverete notizie nella sua pagina Wikipedia e nel commosso commiato che gli ha dedicato la famiglia di Autonomie e Ambiente.

Qui mi prendo il privilegio di un affettuoso ricordo personale.

Ci conoscevamo da tanto tempo, per il comune interesse per le autonomie, ma non credo di sbagliare se scrivo che eravamo diventati veramente amici quando abbiamo cominciato a frequentarci ai tempi del Comitato Toscani per il No alla riforma Boschi-Renzi-Verdini, nel referendum costituzionale del 2016.

Il 17 marzo del 2018 facemmo insieme una trasferta a Riccione a trovare gli amici autonomisti del MAR (Movimento per l'Autonomia della Romagna), che tenevano un convegno sulla salvaguardia della loro lingua madre romagnola (la foto di corredo del post risale a quella missione in cui lo accompagnai).

Durante il viaggio, Sergio Salvi mi accennò a un volumetto di fine ottocento, uscito precisamente nel 1871, intitolato "Maestro Domenico", scritto da Narciso Feliciano Pelosini. Nonostante l'autore fosse una persona benestante e con una qualche influenza politica, pubblicò il suo racconto sotto lo pseudonimo di Giovan Paolo d'Alfiano. Perché tanta cautela? Perché era una fiaba antirisorgimentale, antisabauda, anti-italiana.

Le poche cose che mi disse Sergio Salvi m'incuriosirono. Mi procurai e lessi il libretto. La storia contiene degli spunti polemici contro lo stato sabaudo che qualsiasi persona affezionata alle tradizioni di autogoverno toscano potrebbe apprezzare (ma ha anche dei toni un tantino reazionari). Però, con candore, ammetto che l'avventura del maestro Domenico ha scatenato dentro di me l'intuizione di raccontare una storia in qualche modo speculare, anche se totalmente opposta: il mio Cosmonauta Francesco.

Purtroppo non ho fatto a tempo a far leggere a Sergio Salvi il mio romanzo, in cui ovviamente lo cito per quello che è stato: un pioniere di una mentalità orientata all'autogoverno. 

Tuttavia, grazie a Sergio Salvi, per quello spunto e per tanti altre di cui era inesauribile sorgente.

Riposi in pace, nel seno della Provvidenza.

Mauro Vaiani

 


 

 

Appello a chi ha valori antichi che mantengono sempre giovani

 

Se avete un'anima antica e quindi siete spiritualmente giovanissimi, questo messaggio è per voi: buon 25 aprile, buona festa della Liberazione, con l'amara ma lungimirante parola del martire Piero Gobetti.

Auguriamo a tanti, che si sentono ancora giovani almeno dentro, di fare civismo, ambientalismo, riformismo, autonomismo, con la creatività personale, la chiarezza morale, l'autonomia politica di figure quali Giulio Bordon, Piero Calamandrei, Tristano Codignola, Maria De Unterrichter Jervolino, Andrea Finocchiaro Aprile, Emilio Lussu, Aldo Spallicci, Tiziano Tessitori. Non furono sempre dei vincenti, ma la Repubblica delle Autonomie esiste grazie a persone come loro. 

Il centralismo, sempre autoritario e intrinsecamente fascista, non è ancora morto, ma non fatevi ingannare dai profeti di sventura: stiamo già vivendo in quello che sarà ricordato come il secolo delle autonomie (come chi scrive ha osato raccontare nel romanzo "Cosmonauta Francesco").

Cogliamo ancora una volta l'occasione per ribadire il nostro appoggio a ogni forma di civismo ambientalista, localista, autonomo dai partiti dominanti. 

Sosteniamo con entusiasmo la candidatura di Fabio Pacciani a Siena, supportata da un civismo che si prepara, s'impegna e cresce da almeno vent'anni, quando nel 2004 iniziò la rivolta di Pierluigi Piccini. 

Sosteniamo la lista civica Fare Città di Campi Bisenzio, a sostegno del giovane candidato sindaco Andrea Tagliaferri, guidata da Daniele Matteini e Marco Monticelli, con cui condividiamo, oltre che un'amicizia ormai di vecchia data, la resistenza contro quei progetti assurdi di nuove piste aeroportuali e di tramvie con un tracciato sbagliato, colate di ferro e cemento che una classe dirigente fiorentina miope vorrebbe imporre alla Piana più inquinata della Toscana.

Come OraToscana non temiamo di schierarci, ma restiamo comunque ostili alla polarizzazione delle posizioni e allo scontro fra tifoserie. Nelle estremizzazioni e nella verticalizzazione della politica (ridotta a duelli mediatici fra leader nazionali), viene sacrificata la libera scelta da parte dei cittadini dei propri amministratori locali. 

In una contrapposizione imposta dall'alto, viene sacrificata soprattutto la qualità delle persone, che invece è necessaria non solo per vincere, ma per convincere e, il giorno dopo, cambiare veramente le cose. 

Per questo ci siamo esposti con un appello per la dignità e i poteri degli amministratori locali, e per una loro selezione dal basso con modalità nuove, che prevedano maggiore innovazione, maggiori autonomie e quindi maggiore diversità. Diversità che è, non dimentichiamolo, la fucina delle vere innovazioni. Per l'appello siamo debitori a tanti attivisti, ma in particolare al nostro gruppo Un Cuore per Vecchiano. Il documento ha avuto, con nostra grande sorpresa, un riscontro importante ben al di là della Toscana.

Ora, anche in vista delle elezioni europee del 2024, a cui parteciperemo insieme alla rete Autonomie e Ambiente, guidata dal Patto per l'Autonomia Friuli - Venezia Giulia, ci metteremo in cammino lungo i nostri Appennini, per approfondire il dialogo con i movimenti civici, ambientalisti, localisti non solo della Toscana ma anche dell'Umbria e delle Marche, della Tuscia e delle altre province laziali, di Roma e dei suoi municipi.

Tenendo a distanza ciarlatani, urlatori e profittatori, stiamo lottando per fare spazio a una nuova generazione di leader locali, che possano accompagnare le nostre comunità locali fuori dall'angoscia delle continue emergenze, verso la pace, la giustizia, la salvaguardia del creato, il ritorno della speranza.

Un'ultima cosa, davvero bella: il nostro impegno toscano ha trovato una nuova forza sorella in Romagna, il movimento Rumâgna Unida, che vi invitiamo a conoscere e con cui ci incontremo presto, in un desinare tosco-romagnolo.

Animo!

Da Prato, lunedì 24 aprile 2023

Mauro Vaiani, garante

PS:

Purtroppo, l'ultima cosa che dobbiamo aggiungere a questa lettera è triste. Abbiamo appreso della scomparsa di Sergio Salvi.

Qui il ricordo della famiglia di Autonomie e Ambiente.

Qui un mio ricordo personale.

M.V.


Canale Telegram: https://t.me/OraToscana

 

lunedì 10 aprile 2023

Ritorno alla democrazia, comune per comune

 


Il Forum 2043 di Autonomie e Ambiente ha pubblicato, oggi in questa bella e simbolica giornata del lunedì dell'Angelo, 10 aprile 2023, un articolato appello per la dignità e i poteri del consigliere comunale.

L'intervento è audace, aperto, ma soprattutto molto coraggioso, perché si mette di traverso rispetto a tutto il folle conformismo che, alimentato sin dai tempi di Amato, si è scatenato contro la democrazia nel comune.

Gli attacchi alle prerogative del consigliere comunale vanno avanti da decenni: fra i peggiori interventi dobbiamo ricordare quelli di Bassanini, Monti, Renzi e Delrio, ma ce ne sono stati anche altri.

L'appello si concentra sulla necessità che ogni comunità, eleggendo i propri consiglieri comunali, trovi in essi dei leader locali riconosciuti e dotati di poteri e prerogative, ma tocca molti altri importanti temi.

Nessuno sottovaluti questo appello, originato da decenni di esperienze civiche, ambientaliste e autonomiste oggi raccolte in OraToscana. L'alternativa alla democrazia locale e a una sostanziale autogoverno delle comunità locali, lo ripeteremo sempre opportune et importune (insieme al Cosmonauta Francesco), sarebbe precipitare nella distopia di una vita sempre più disumanizzata, alienata, eterodiretta da poteri opachi, alti e lontani.


martedì 7 marzo 2023

Comuni toscani al voto il 14 maggio 2023

Fabio Pacciani - foto dal suo sito di campagna elettorale https://www.fabiopacciani.it/

 

Il governo ha fissato le elezioni comunali nelle regioni a statuto ordinario per domenica 14 e lunedì 15 maggio 2023.

Il decreto è del 3 marzo 2023.

Sono al momento 592 i comuni al voto nelle regioni a statuto ordinario. 

E' in arrivo un decreto del Presidente della Repubblica che stabilirà la popolazione legale ai fini della determinazione degli enti con più di 15.000 abitanti, sulla base dei risultati del Censimento permanente della popolazione 2021.

In Toscana vanno al voto 21 su 273 comuni toscani. Tre i capoluoghi di provincia: Massa, Siena e Pisa.

Di seguito l'elenco, provincia per provincia:

Città Metropolitana di Firenze

1) Campi Bisenzio (Comune commissariato)

2) Impruneta (sindaco uscente Alessio Calamandrei)

3) Marradi (sindaco uscente Tommaso Triberti).

Provincia di Arezzo

4) Capolona

5) Caprese Michelangelo.

Provincia di Grosseto

6) Castell’Azzara

7) Gavorrano

8) Magliano in Toscana

9) Monte Argentario

10) Semproniano.

Provincia di Livorno

11) Capraia Isola

12) Rio nell'Elba

Provincia di Lucca

13) Pietrasanta

Provincia di Massa

14) Massa

Provincia di Pisa

15) Montecatini Val di Cecina

16) Pisa

17) Santa Maria a Monte

Provincia di Pistoia

18) Pescia

19) Ponte Buggianese

Provincia di Prato 

20) Poggio a Caiano

Provincia di Siena

21) Siena

Come è noto, OraToscana ha già scelto il proprio punto di riferimento per le elezioni comunali di Siena: il candidato civico Fabio Pacciani, che è in campo da tempo, con serietà civica, in autonomia dai partiti nazionali e dai loro verticismi, in contrapposizione alla irredimibile distanza che essi hanno dalle persone comuni.

A Campi Bisenzio, il punto di riferimento di OraToscana è l'associazione civica Fare Città, presieduta dall'amico Daniele Matteini, sulle cui intenzioni ci aggiorneremo al più presto.


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