Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso
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domenica 16 agosto 2026

Abbattere Sollicciano e ricostruire il sistema carcerario con le autonomie


 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Mauro Vaiani (nella foto con Lorena Lopez, presidente di EFA, la famiglia politica europea delle autonomie). Vaiani interviene come garante di OraToscana, il ramo toscano della rete italiana Autonomie e Ambiente, di cui è segretario, oltre che come esponente del civismo toscano. Un grido nel deserto, forse, ma anche un pensiero coraggioso nel giorno della festa di San Rocco, protettore anche dei prigionieri.

 

Le carceri, l’ennesimo disastro
del centralismo

Firenze, 16 agosto 2026 - Comunicato stampa di Mauro Vaiani, garante di OraToscana e segretario della rete AeA


Parlare di carceri non porta voti, anzi ne fa perdere, è stato detto anche questo ponte di Ferragosto. Il mondo delle autonomie e dei civismi però non si tira indietro.

Dopo decenni di parole al vento e di morte nelle carceri per detenuti e detenenti, noi porteremo avanti una idea semplice, radicale, trasversale a tutte le persone di buona volontà: i carceri non possono essere una discarica sociale in cui seppellire clandestini, tossicodipendenti e malati mentali.

L’Italia è la vergogna d’Europa.

Dopo decenni di chiacchiere e di fantomatici “piani carcere” da parte di tutti i governi, crediamo che le cose possano cambiare solo dal basso.

In Toscana Sollicciano va abbattuto e le altre carceri toscane in condizioni miserevoli devono essere ristrutturate e sanate. Il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria centrale (l’ormai famigerato DAP), fra tanti enti inutili del centralismo, si è dimostrato particolarmente incapace, anche solo di emettere una qualche parola di protesta per la gravità della situazione.

Il principio di sussidiarietà suggerisce che alle regioni, alle province, ai sindaci dovrebbe essere date le risorse per agire, se necessario con poteri commissariali straordinari.

Portiamo principi di autonomia e responsabilità anche nel mondo delle carceri, per essere degni del pensiero illuminato di Cesare Beccaria, accolto nella Costituzione repubblicana.


Mauro Vaiani Ph.D. - garante di OraToscana – Segretario AeA


 

giovedì 13 agosto 2026

Sostiene Vaiani: le autonomie stanno liberandosi dalla cappa salvinista


 

In un comunicato stampa diffuso oggi Mauro Vaiani (segretario di Autonomie e Ambiente, nella foto) sostiene che le autonomie stanno finalmente liberandosi dalla cappa soffocante del salvinismo. Pubblichiamo integralmente l'intervento.

Autonomie e Ambiente – EFA
Segreteria interterritoriale
https://www.autonomieeambiente.eu

Incrinato il tetto di cristallo
che ha schiacciato le autonomie
nella politica italiana
per un quarto di secolo

Firenze, 13 agosto 2026 - Comunicato stampa di Mauro Vaiani, segretario AeA

La recente ricorrenza dei 25 anni dalla scomparsa dello studioso federalista e liberale Gianfranco Miglio (morto a Como il 10 agosto 2001) sono diventati una insperata occasione di risveglio del mondo delle autonomie civiche europee. Lo stimato autore del libro “Una Repubblica migliore per gli Italiani”, scritto nel 1983, ci sorride forse dal cielo.

Si è incrinato il tetto di cristallo che per quasi trent’anni ha schiacciato e fatto scomparire dai media e dal dibattito pubblico italiano le autonomie civiche europee.

La piramide leninista della Lega Salvini, in decenni di potere, non ha prodotto alcun serio avanzamento della Repubblica delle Autonomie voluta dai Costituenti del 1948. Al contrario è diventata, insieme alle altre forze populiste, un pericolo per la costruzione di una Europa delle regioni, dei territori, dei popoli.

La cricca populista dei salvinisti sta finalmente saltando e a migliaia gli amministratori locali sinceramente autonomisti stanno tornando a organizzarsi in modo autonomo, locale e confederale, come è nelle tradizioni autonomiste antifasciste radicate nei valori della Carta di Chivasso del 1943. Tradizioni e valori autonomisti che sono stati salvaguardati in Italia e in Europa dalla rete di Autonomie e Ambiente, dalla Union Valdôtaine, dalle forze – sia moderate che progressiste – che stanno insieme nella famiglia politica europea EFA.

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sabato 13 giugno 2026

Per un civismo delle strette di mano


 

Il civismo politico ed elettorale è più vivo che mai. Le ultime elezioni locali in Italia, ma anche altrove in Europa, lo hanno confermato. 

E' un piccolo miracolo, il successo di una politica di prossimità, considerato che le concentrazioni di potere mediatico esaltano solo le contrapposizioni, a suon di slogan, urla e accuse reciproche, tra pochi leader televisivi (e i non pochi esponenti politici locali che li scimmiottano).

Civismo è una parola ombrello, sotto il quale troviamo persone e situazioni diverse: cittadini che in modo autonomo e indipendente si candidano alle elezioni perché pensano di poter contribuire, magari con spirito bipartisan, a una buona amministrazione locale; persone e gruppi che hanno scelto per tempo di militare in liste civiche locali e movimenti territoriali - non solo quelli storici ma anche esperienze recenti e innovative - per amore delle proprie autonomie; infine cittadini, non solo attivisti ma spesso veri e propri leader locali, che hanno dovuto rompere, per mille motivi, con le loro appartenenze politiche verticali e nazionali, per privilegiare un impegno orizzontale e locale, spesso raccogliendo un consenso trasversale.

Le persone che partecipano alla vita politica locale in queste forme autonome, locali, indipendenti e civiche non sono e non si considerano migliori dei militanti dei movimenti politici verticali. Non sono arrivati dalla Luna o da Marte. Sono - siamo - in questo inizio di XXI secolo come i nostri concittadini. Ne condividiamo gli stessi pregiudizi, fobie, limiti, miopie, incompetenze. Come tutti gli altri possiamo avere la testa piena di ciò con cui veniamo bombardati ogni giorno dai media: eccessi di populismo, o al contrario di eccessiva fiducia nella tecnocrazia; subalternità a ideologie troppo liberiste o troppo socialiste; conformismo rispetto al pensiero unico dominante, oppure scetticismo e pessimismo; e così via.

Al contrario dei figuranti della scena mediatica nazionale, gli attivisti del civismo ci sono però prossimi.

Vivono vicino a noi. Li conosciamo personalmente. Ci siamo stretti la mano. Li incontriamo spesso per strada o sui mezzi pubblici. Sappiamo che lavoro fanno e come si mantengono. Possono piacere tanto, poco o anche per nulla, ma ci sono preziosi perché non possono ignorarci, né ignorare i nostri problemi quotidiani.

Se le loro visioni e i loro programmi sono fallaci, essi ne subiranno le conseguenze insieme a noi. Su di loro possiamo contare, se sono necessarie correzioni di rotta o anche inversioni a "U".

Nei casi peggiori, diciamocelo, è anche più facile sostituirli, perché nel mondo vivo di una comunità locale, dove ci si può trovare, parlarsi e capirsi perché siamo immersi nella stessa cultura vernacolare, è più facile accordarsi per cambiare ciò che deve cambiare.

Il civismo dei cittadini indipendenti e appassionati della propria comunità locale è sempre generativo di autonomie personali, sociali, territoriali, oltre che amico delle autonomie storiche, delle diversità e delle biodiversità. Da esso riemergono spontaneamente valori antichi e sempre nuovi, quindi autentici, di sussidiarietà e solidarietà. Valori centrali nella nostra tradizione cristiana, in ogni umanesimo, in tutte le tradizioni riformiste. I civismi sono portatori di idee e metodi spontaneamente confederali, che possono frenare i guasti e gli eccessi della polarizzazione e della verticalizzazione politica.

I cittadini che fanno civismo nel loro comune e nei loro territori, è come se riscrivessero ogni giorno la Carta di Chivasso del 1943, le Dichiarazioni universali, i Trattati europei, la Costituzione italiana, anche se la stragrande maggioranza magari ha poca familiarità con questi antichi documenti... I valori dichiarati dai rappresentanti delle alte valli alpine, nel cuore dell'Europa, si applicano a tutti i territorisosteneva Émile Chanoux, martire antifascista della Valle d'Aosta e coautore della Carta di Chivasso del 1943.

I cittadini - che l'amica Francesca Marrazza chiamerebbe civisti, non solo civici - non sono in campo contro le sinistre o contro le destre, anzi mai contro, sempre per: per sostenere leader locali capaci di ascolto e competenza (rara avis!), oppure per congedare amministratori che si sono trasformati in "ras" del territorio; per migliorare una comunità dove le cose vanno già abbastanza bene, oppure per rovesciare una situazione amministrativa in cui le cose vanno male.

I leader politici centrali (e spesso centralisti) non possono prescindere dai cittadini in carne e ossa, che fanno civismo nei loro territori. Né possono illudersi di poterli controllare dall'alto, magari con leggi elettorali sempre più ingiuste, o con scorciatoie bonapartiste. Se si vuole veramente fermare l'erosione della democrazia e la sua degenerazione in mediacrazia, si dovrà restituire alle comunità locali la facoltà di far emergere i loro leader locali nei livelli istituzionali più alti. I civismi appassionati di autonomie dovranno dimostrarsi capaci di fare rete, con modalità confederali. Una sfida non facile, ma una necessità.

Civismi e leader locali devono prendere l'iniziativa, perché senza di essi, senza prossimità, sussidiarietà e solidarietà, senza una democrazia fondata sulla stretta di mano, il futuro potrebbe davvero essere sinistro.

Siamo minacciati da vecchie e nuove forme di centralismo autoritario, ondate di conformismo mediatico, concentrazioni di potere economico e tecnologico, tecniche di sorveglianza universale sempre più penetranti, populisti, estremisti e altri cinici imprenditori dell'odio, che non aspettano altro che di prosperare sul declino del nostro senso civico. Tuttavia, come è stato dimostrato in diverse realtà (fra cui la nostra Prato, nda), finché c'è un civismo ancorato ai valori delle comunità locali, questi poteri alti, lontani, disumanizzanti, possono ancora essere disarmati e fronteggiati, per assicurare alle generazioni future una vita che sia ancora di magnifica umanità.

Animo!

Mauro Vaiani Ph.D.

studioso e attivista in Toscana e nel mondo delle autonomie

 

La foto del post è un dettaglio preso da qui: https://www.tvsvizzera.it/tvs/svizzera-istruzioni-per-luso/assemblee-comunali-dove-le-svizzere-e-gli-svizzeri-decidono-sulle-questioni-che-li-riguardano-da-vicino/89802778

 

sabato 9 maggio 2026

Comunità locali operatrici di pace

 


Ernesto Maria Ruffini, promotore dei comitati Più Uno, ha partecipato ieri a Prato, nella sede della provincia, a un incontro con il candidato sindaco Matteo Biffoni. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Gianni Rossi.

Non è stato solo un appuntamento elettorale di sostegno al candidato Biffoni, che si ripresenta a Prato sostenuto dalle forze del centrosinistra e da una lista civica unitaria ("Biffoni Sindaco") in cui sono confluite diverse anime, fra cui quelle dell'area "Prato Civica Solidale".

E' stato un momento di riflessione per guardare un po' più lontano: la costruzione della pace mondiale - addirittura - può cominciare proprio dal buongoverno delle comunità locali, dalla loro autonomia, dall'investimento nei loro valori civili e sociali.

Ernesto Ruffini, già alla guida dell'Agenzia delle Entrate per un decennio, ha iniziato, con i suoi comitati Più Uno, una campagna civica per l'allargamento del centrosinistra, a partire dai valori antifascisti e cristiano-sociali della sua famiglia (è figlio di Attilio Ruffini, partigiano cattolico e fondatore della Democrazia Cristiana).

La politica, nella sua visione, deve essere qualcosa di più che un "contratto", uno scambio fra eletti ed elettori. Deve essere l'accettazione di un rischio, non di un "programma". Deve mirare a cambiamenti per le generazioni future, non a "sistemare se stessi".

Erano presenti all'incontro i cinque candidati civici indipendenti dell'area "Prato Civica Solidale": Sandra Mugnaioni, Simone Puggelli, Caterina Ramogida, Moreno Sarti, Mauro Vaiani. Per quest'ultimo l'incontro è stato l'occasione per far conoscere a Ruffini l'esperienza del mondo delle autonomie che è raccolto nella rete "Autonomie e Ambiente" (AeA), che è partner EFA (European Free Alliance) nella Repubblica Italiana.

 

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venerdì 24 aprile 2026

Prato Civica Solidale con Biffoni

 



L'area Prato Civica Solidale si è formata a Prato, la grande città industriale della Toscana, nel 2025, a seguito dell'incontro fra esponenti civici indipendenti, gli attivisti del mondo delle autonomie impegnati nelle diverse reti (Civici di Prato per le Autonomie-OraToscana-Civici Toscani-Cuore d'Italia-Autonomie e Ambiente-EFA), persone d'ispirazione cristiano-sociale, esponenti di DEMOS, fra i quali la consigliera comunale uscente Sandra Mugnaioni.

Il simbolo dell'area Prato Civica Solidale

 

In un momento difficile della storia di Prato, non solo per il recente commissariamento ma soprattutto per il manifestarsi di gravi problemi ambientali, sociali e di legalità nell'economia, il gruppo promotore di Prato Civica Solidale è stato sollecitato a impegnarsi in un'area civica più vasta, che potesse esprimere un progetto di governo. Si sono incontrati con altre esperienze civiche e democratiche e hanno infine deciso di confluire nella lista civica unitaria che sosterrà "BIFFONI SINDACO".

Il simbolo della lista civica unitaria Biffoni Sindaco 2026 

 

Matteo Biffoni, già sindaco di Prato nel decennio 2014-2024, è stato richiamato a ricandidarsi dal suo partito, il PD, e da vasti settori della cittadinanza, perché in un momento così complesso si è guardato a una persona di comprovata competenza, grande capacità d'ascolto, consenso diffuso in città e nelle frazioni. Biffoni, con generosità, dopo che era stato eletto a furor di popolo consigliere regionale l'anno scorso, si è messo a disposizione.

Prato Civica Solidale intende contribuire al governo della città mettendo al centro la persona, le comunità, l’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale, la conversione ecologica dell'economia, la prossimità e il decentramento dei servizi comunali, la legalità economica e la sicurezza.

Cinque sono le persone espresse da Prato Civica Solidale e candidate nella lista Biffoni (nella foto in alto, da sinistra): Simone Puggelli, Mauro Vaiani, Caterina Ramogida, Sandra Mugnaioni, Moreno Sarti. Puggelli è musicista e dirigente DEMOS; Vaiani è funzionario pubblico e attivista ben noto nel mondo dei civismi e delle autonomie in Toscana e oltre; Ramogida è una popolare professoressa all'Istituto Buzzi; Mugnaioni è insegnante in pensione e già in passato consigliera comunale DEMOS); Sarti, avvocato impegnato nel mondo cattolico, si avvicina alla politica attiva con questa candidatura. Tutti i candidati si caratterizzano per un civismo ancorato a valori cristiano-sociali, popolari, riformisti, e per la loro indipendenza professionale e politica.

La componente, con i suoi eventuali eletti, manterrà autonomia e identità politica, all'interno del movimento civico unitario che sostiene il programma di governo di Matteo Biffoni per il mandato 2026-2031, facendosi portavoce in consiglio comunale di istanze specifiche legate alla partecipazione, alla sussidiarietà, alla ricostruzione dei legami sociali. 

Prato, forse il comune italiano con la più alta percentuale d'immigrati (uno su quattro dei suoi oltre 200.000 abitanti è immigrato e non ancora cittadino della Repubblica), ha bisogno di una nuova stagione politica e amministrativa, in cui senso civico, collaborazione e accoglienza prevalgano su vecchie logiche di potere, scontro, diffidenza, sfruttamento. Prato Civica Solidale può contribuire, con la competenza, l'esperienza e la serietà dei suoi esponenti candidati.

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Prato, 24 aprile 2026

 

mercoledì 18 febbraio 2026

Quale è il peso elettorale delle autonomie


Dopo tanti anni spesi per i valori delle autonomie, dopo aver fondato nel 2019 la sorellanza Autonomie e Ambiente (AeA, un necessario ma aggiornato strumento confederale al servizio delle autonomie e dei civismi di tutta la Repubblica Italiana), dopo aver riagganciato le autonomie dei nostri territori all'Alleanza Libera Europea (ALE / EFA, European Free Alliance), noi siamo certi di avere un peso nella pubblica opinione. Un peso elettorale per ora limitato, ma sufficiente a difendere tradizioni, libertà, diversità e biodiversità per le generazioni future.

Se i media praticassero più par condicio e facessero meno chiappa-clic (clickbaiting) con i "fenomeni", forse potremmo finalmente uscire più rapidamente, come autonomisti di AeA e di EFA, dal cono d'ombra in cui siamo al momento.

Non siamo urlatori, né provocatori, né populisti, né estremisti, né folkloristici, né ricchi, né potenti, ma cosa accadrebbe se i media di approfondimento politico ci dessero almeno lo spazio che è stato dato (in ultimo, ma prima di lui a tanti altri aspiranti masaniello, podestà e napoleoni) all'ormai notorio fenomeno de "Il mondo al contrario"?

Lo scopriremo, prima o poi, perché le nostre radici sono antiche e profonde; siamo fedeli ai valori della Carta di Chivasso del 1943; sono centinaia le amministrazioni competenti che esprimiamo in tutta Europa (alcune più progressiste, altre più moderate).

Le autonomie, con le loro forze storiche e con le nuove realtà civili, civiche e civiste, sono qui per restare. La Repubblica delle autonomie è l'unica che abbiamo. L'Europa delle Regioni, dei Territori, dei Popoli, è l'unica possibile.

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domenica 16 novembre 2025

III Assemblea di OraToscana


 

Un traguardo importante per OraToscana, la nostra rete di civismi e autonomismi toscani: il 22 novembre 2025 a Nodica di Vecchiano terremo la III Assemblea, a partire dalle 16.

Qui tutti i dettagli:

https://autonomieeambiente.eu/news/448-iii-assemblea-di-oratoscana

Grazie a EFA, Autonomie e Ambiente, Union Valdôtaine per la loro collaborazione e partecipazione.

Grazie a Un Cuore per Vecchiano, la lista civica autonomista ambientalista di Vecchiano, per la sua ospitalità.

Ci vediamo a Vecchiano!

 

 

 

 

 

venerdì 25 aprile 2025

Al tramonto di questo 25 aprile


 

Alla fine di questa bella giornata dell'ottantesimo anniversario della Liberazione, 25 aprile 2025, sento il bisogno di annotare alcune riflessioni critiche.

Non sono pessimista, ma un pochino preoccupato sì, per quelli che a me paiono, al netto delle ipocrisie e delle inevitabili insincerità, dei profondi limiti culturali - ancora prima che politici - con cui i media, gli intellettuali, i leader delle forze che si dicono democratiche, celebrano, dichiarano, trasmettono, in queste occasioni in cui tutti dovremmo invece riflettere seriamente sullo stato della nostra Repubblica Italiana e dell'Unione Europea.

Una piccola luce è quella accesa da Autonomie e Ambiente, in questi anni, che è stata ancora una volta confermata da interventi come questo, appena diffuso dalla newsletter della rete autonomista, partner in Italia della storica European Free Alliance.

Fuori dal mondo dei veri autonomisti, però, vedo parecchio buio.

Ci si crogiola ancora nella comoda convinzione che il fascismo storico sia stata una sorta di momentanea depravazione di alcuni. Invece fu possibile perché prima c'era stata una cosa molto più drammatica, la "Inutile strage".

Non volendo mai prendere atto fino in fondo, per pregiudizio filo-nazionalista "italiano", di quel disastro, si continuerà a coltivare una idea molto impressionistica: improvvisamente i Savoia diventarono infami, i liberali e tanti popolari si trasformarono in complici, i reduci divennero arroganti squadristi, un ex socialista abile e spregiudicato di nome Benito Mussolini diventò il Duce...

Sconfitto, a caro prezzo, il fascismo storico, ci confrontiamo oggi, ottanta anni dopo, con una nuova drammatica erosione della democrazia. Non la ritengo affatto dovuta al revanscismo di oscure minoranze di fanatici di estrema destra, alla salita al potere di un partito centralista come Fratelli d'Italia, o ad altri nemici più o meno comodamente individuabili in figure come quella di Putin o di Trump. Magari fosse così semplice...

La deriva centralista e autoritaria, in Italia, in Europa, in gran parte degli stati che eravamo abituati a considerare "democratici", ha cause molto più profonde e drammatiche. Nella globalizzazione registriamo concentrazioni di potere nelle elite e impoverimento (non solo materiale) delle masse, che le stanno consumando dall'interno, le nostre democrazie.

I problemi della nostra coesione sociale sono talmente grandi che nei prossimi anni potremmo ritrovarci a riampiangere Giorgia Meloni, che apparirà moderata rispetto a chi potrebbe arrivare dopo di lei.

Per inciso, in Italia abbiamo anche un problema più contingente ma non meno urgente: tutte le nostre leggi elettorali sono ingiuste. Il presidente Mattarella, che oggi a Genova ha pronunciato un ispirato discorso, dovrebbe occuparsene, se non vuole passare alla storia come uno dei becchini della nostra democrazia.

Il modo in cui, l'anno scorso, tutti i poteri mediatici e tutte le forze politiche hanno ignorato la campagna contro il Rosatellum del Comitato Besostri "Io Voglio Scegliere", la dice lunga su come è ridotta la democrazia italiana. La luce in fondo al tunnel, per quanto una persona come me la veda chiaramente, è ancora lontana.

Vorrei chiudere ricordando un paragrafo dalla riflessione di Autonomie e Ambiente, rete ancorata ai valori della carta di Chivasso, che considero particolarmente ficcante:

"Interi movimenti autonomisti, civici, ambientalisti - anche antichi e gloriosi - sono stati distrutti o corrotti dal non aver compreso che si deve resistere contro sempre nuove - e spesso non immediatamente riconoscibili - forme di centralismo autoritario e sorveglianza universale."

E' chiaro che qui ci si riferisce, fra tanti altri disastri, alla mostruosa degenerazione dei movimenti leghisti storici che in poco più di trent'anni si sono trasformati nell'esatto contrario di ciò per cui erano nati, in una impressionante eterogenesi dei fini che finirà sui manuali di scienza politica.

Le antiche leghe di Veneto, Lombardia, Piemonte e di altri territori, sono state peggio che uccise. Migliaia di attivisti e amministratori locali, sè-dicenti "autonomisti", sono stati trasformati in servi sciocchi della causa opposta a quella per cui erano entrati in politica.

Sono stati tutti fatti "militonti" di una lega geneticamente modificata, quella di Salvini: un partito centralista, tendenzialmente autoritario e reazionario, nazionalista e, quando serve, anche abilmente populista.

Alcuni sicofanti di questa para-lega sono inascoltabili, insopportabili quando ancora vanno sui media a parlare di "autonomie".

Alcuni sono così spudorati da dire - con sprezzo del ridicolo - che sarebbero anch'essi, tuttora, ispirati dalle parole eterne di Chivasso. Tanta sfrontatezza, evidentemente, sta facendo molto danni alla causa delle autonomie, ma siccome c'è un limite a tutto, anche all'ipocrisia, farà la fine che merita.

Sì, è stata una bella giornata, per chi è ancorato ai valori profondi delle autonomie personali, sociali, territoriali.

Alla mancanza di spessore storico e culturale, c'è sempre possibilità di porre rimedio.

Piccole e grandi ipocrisie si esauriranno da sole.

 

Mauro Vaiani Ph.D.

 

domenica 30 marzo 2025

Incontriamo una nuova generazione di leader civici della Toscana

 


Sabato prossimo, 5 aprile 2025, a partire dalle 9.30, presso l'Hotel Hilton Florence Metropole, una nuova generazione di leader civici toscani si presenta pubblicamente, annunciando l'avvio di un lavoro comune per un'altra Toscana.

L'albergo che ospiterà l'evento si trova in Via del Cavallaccio, nel rione di San Bartolo a Cintoia, zona nota per la multisala e perché lì s'incontrano lo stradone verso l'Indiano e la FI-PI-LI. La torre dell'hotel è ben visibile anche a distanza.

Promuovono l'iniziativa civismi di differenti storie, culture, territori. Ne ricordiamo solo alcuni: Giovanni Bellosi (Scandicci Civica), Francesca Marrazza e Riccardo Galimberti (RiBella Firenze), Anna Ravoni e Renzo Luchi (Cittadini per Fiesole), Federico D'Anniballe (Insieme Cambiamo Ponsacco), Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi), Pierluigi Piccini (Per Siena), Marta Mancianti (consigliere provinciale Patto Civico Arezzo), Francesco Carbini (Agorà - Liste Civiche Sangiovannesi), Marco Donati (Scelgo Arezzo), Enrico Buoncompagni (Movimento Civico Fare Ora Figline-Incisa), Andrea Ridi (Più Certaldo), Marco Cannito (Città Diversa - Livorno), Ione Orsini (Un Cuore per Vecchiano). Secondo Mauro Vaiani, garante di OraToscana (realtà in rete con Autonomie e Ambiente e con EFA), questo nuovo dialogo interterritoriale fra civismi può risvegliare la partecipazione, frenare l'erosione della democrazia, rigenerare le autonomie personali, sociali, territoriali.

Nella mattinata si ascolteranno due contributi da fuori Toscana: Stefano Rolando, studioso e accademico che si è fatto promotore di un "buon civismo di scopo" ancorato ai valori della Costituzione; Giampaolo Sodano, giornalista e promotore della Federazione Civici Europei (una delle esperienze pionieristiche di collaborazione interterritoriale fra civismi e movimenti politici locali). Seguiranno interventi da diverse delle liste e dei gruppi civici locali che hanno promosso l'evento.

Concluderà i lavori uno degli amministratori civici più autonomi, dinamici, operosi e competenti della Toscana: Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio.

 


 

mercoledì 19 marzo 2025

Toscana e Romagna ora in Europa hanno un punto di riferimento in più

 


Due regioni storiche italiane, la Romagna e la Toscana hanno ora un punto di riferimento in più in Europa. Due reti politiche relativamente recenti, ma eredi di un autonomismo assai risalente, attive nei due territori, sono state accolte nella famiglia politica europea EFA (European Free Alliance), nel corso dell'assemblea generale tenutasi oggi 19 marzo 2025, festa di San Giuseppe.

Sono Rumâgna Unida e OraToscana, forze sorelle protagoniste di Autonomie e Ambiente, l'alleanza italiana a cui fanno riferimento i movimenti territoriali attivi nella nostra Repubblica e che condividono i valori e la storia dell'Alleanza Libera Europea. Una terza realtà politica accolta in EFA è Chunta Aragonesista, partito per l'autogoverno della storica Aragona, comunità autonoma del Regno di Spagna.

Sia pure forti delle loro profonde radici nella storia della Repubblica, della Liberazione, del Risorgimento, le due comunità politiche sorelle e vicine si trovano davanti una nuova responsabilità. Per Rumâgna Unida e OraToscana è una grande sfida saper organizzarsi e crescere in modo nuovo, aperto ai civismi e ai liberi elettori, lontani dalle due piramidi politiche del centrosinistra e del centrodestra.

Una sfida che andava accettata, perché altrimenti non lo farà nessun altro. Sono tutti seduti dalla parte di vecchi e nuovi centralismi, nazionalismi, conformismi. Dalla parte delle comunità locali sono rimasti solo questi pochi eroici propugnatori di autonomia.

La Repubblica delle autonomie e l'Europa delle regioni, dei territori, dei popoli, hanno trovato degli avvocati. Continua e viene rilanciato l'impegno per la sussidiarietà, contro ogni centralismo, per le autonomie personali, sociali, territoriali di tutti e dappertutto, in questi anni terribili di guerra, crisi, continue emergenze ambientali e sociali.

Romagna e Toscana, antiche regioni d'Europa, i loro abitanti, le piccole imprese, gli agricoltori, gli artigiani, le comunità locali, i quartieri degradati, i piccoli paesi, le aree interne che si stanno spopolando, i tanti anziani, i pochi bambini, tutti hanno bisogno che nel continente persista, aggiornata ai tempi di oggi, quell'ideale comunità di sicurezza, di libertà, di prosperità, di cui abbiamo in parte goduto dopo la tragedia delle due guerre mondiali.

Si resta fedeli ai valori e alle parole della Carta di Chivasso del 1943, alle tradizioni democratiche e autonomiste romagnole e toscane, ai valori fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana e dai trattati europei, e si va avanti, senza pregiudizi, senza settarismi, senza paura di cambiare ciò che c'è da cambiare.

Animo!


giovedì 20 febbraio 2025

Noi, quelli dei territori

 

Noi, quelli dei territori, ci siamo.

Siamo persone diverse perché siamo cresciuti in territori diversi e perché non crediamo che esistano soluzioni uguali ai problemi concreti dei nostri diversi territori.

Alcuni di noi hanno radici nelle parole eterne della Carta di Chivasso, in una cultura delle autonomie personali, sociali, territoriali, assai risalente, di grande valore non solo europeo ma universale.

Alcuni di noi avevano cominciato a impegnarsi politicamente in formazioni antiche o più recenti, ma le abbiamo presto abbandonate, per il loro insopportabile verticismo. Tutte le piramidi politiche stanno andando a sbattere, perché sono guidate da leader che hanno fatto carriera gridando slogan sui media e non amministrando le comunità locali. Esse si tengono in vita vampirizzando la democrazia: meno gente va a votare, più ingiuste sono le regole con cui si va a votare, più il potere economico, finanziario e mediatico si concentra, più esse s'illudono di sopravvivere, in barba ai loro epici fallimenti.

Alcuni di noi hanno abbracciato l'impegno civico diretto in autonomia, formando gruppi civici locali indipendenti, partecipando alle proprie elezioni locali dandosi come unico scopo una stagione di buongoverno con buon senso.

Ci siamo incontrati attraverso varie reti: le autonomie; l'ispirazione cristiano-sociale e le opere della solidarietà; le lotte ambientaliste per le generazioni future; antichi valori socialisti e liberali che meritano di sopravvivere alla degenerazione dei partiti; l'amicizia e la collaborazione diretta fra amministratori locali per risolvere problemi interterritoriali.

Abbiamo dimostrato che si possono eleggere consiglieri e amministratori locali più in sintonia con le comunità, più rispettosi degli elettori, più operosi e più efficaci, perché indipendenti dall'ignoranza, dalle dissonanze cognitive, dai pregiudizi, dal potere di chi sta più in alto e altrove.

Viviamo in un mondo pieno di potenti che, non riuscendo a sistemare le cose per tutti, si limitano a sistemare se stessi. Il nostro prossimo difficile compito è quindi dimostrare che sappiamo esprimere una nuova generazione di leader locali competenti, con il consenso necessario per entrare nelle istituzioni superiori, con la generosità e la lungimiranza necessarie per portarvi un grande progetto di cambiamento fondato sulla concretezza e sulla sussidiarietà, per migliorare la vita quotidiana di tutte le persone, non solo la propria.

Animo!

 

Mauro Vaiani Ph.D.

lunedì 9 dicembre 2024

Autonomismo e civismo insieme a Imola

 


Si sono svolti a Imola, all'Hotel Donatello, i giorni 6 e 7 dicembre 2024, i lavori della IV assemblea generale di Autonomie e Ambiente (AeA).

Ci sono stati momenti di studio e di ascolto su come in autonomia ci si può prendere cura dei nostri territori, di socialità, di conoscenza reciproca fra delegati e invitati provenienti da tutti i territori italiani e anche dalle realtà europee.

C'è stata, infine, una mattinata di discussione politica che ha condotto Autonomie e Ambiente a confermarsi come garante dell'autonomia politica e organizzativa dei civismi, ovviamente di quelli autonomi dalla partitocrazia e dal bipolarismo velenoso di questi ultimi decenni.

La sfida è ambiziosa: far emergere una nuova generazione di leader locali, riportare poteri e risorse alle istituzioni locali, far decidere agli abitanti di un territorio le cose per loro importanti, riscoprire la sussidiarietà. E tutto questo farlo in questa Repubblica italiana in cui la democrazia viene erosa ogni giorno da regole sempre più ingiuste, da oligarchie politiche sempre più chiuse in se stesse, dal governo più centralista della storia della Repubblica (che è stato portato al potere da quella congrega di ciarlatani leghisti che ancora si spacciano per "autonomisti", quando ormai invece sono ormai nazionalisti estremisti, "italianisti").

Attraverso delle registrazioni, la segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente cercherà di mettere a disposizione di tutti i contenuti programmatici e politici dell'assemblea di Imola.

Qui limitiamoci a ricordare:

  • il prof. Vittorio Daniele (Università della Magna Graecia di Catanzaro) ha spiegato come storicamente nascono i divari territoriali in Italia
  • la dott.ssa Ornella Mancin (medico di famiglia - presidente di Cooperativa Medicina Futura) ha raccontato una straordinaria esperienza di sanità pubblica e prossima
  • Sergio Bagnasco, vicepresidente Comitato Referendario per la Rappresentanza (Co.Re.Ra.), ci ha spiegato quanto ancora l'Italia sia immersa in una partitocrazia
  • Joël Farcoz, il presidente della Union Valdôtaine, ha portato una riflessione politica su come restituire voce, in Italia e in Europa, a tutti i territori
  • Roberto Visentin (presidente Autonomie e Ambiente – vicepresidente EFA) ha spiegato come Autonomie e Ambiente sia l'unica rete capace di alleare senza diventare ostaggi di nuove egemonie
  • l'avv. Michele Zuddas, uno dei promotori della proposta di legge popolare "Pratobello 2024" in Sardegna, ci ha parlato del grande movimento popolare per una transizione ecologica sottratta alla speculazione delle multinazionali, quelle che vogliono riempire di impianti eolici e fotovoltaici i nostri territori, senza ascoltare noi che ci abitiamo
  • Domenico Galbiati, uno dei dirigenti di Insieme, ha confermato i tanti valori e obiettivi politici che il suo e altri movimenti cristiano-sociali hanno in comune con AeA
  • Renato Soru, il leader della Coalizione Sarda che ha sfidato il bipolarismo coatto e velenoso in Sardegna, ha mandato un messaggio importante di interesse per questa solida esperienza di confederalismo politico aperto a tutti i nuovi movimenti sociali e politici che nascono nei territori

L'esponente civico toscano Riccardo Galimberti (nella foto insieme a Silvia Lidia Fancello e a Mauro Vaiani, che presiedevano e moderavano il dibattito) ha raccontato la nascente esperienza di dialogo fra tutti i civici autonomi, liberi, innovativi della Toscana.

L'assemblea di Imola non sarebbe stata possibile senza il supporto e la generosità della forza politica territoriale locale, Rumâgna Unida, dello storico Movimento per l'Autonomia della Romagna e di alcuni cittadini impegnati nel civismo imolese.

Realizzare autentiche e durature autonomie personali, sociali, territoriali, è una missione spirituale e culturale, non solo politica. Dopo il disastro leghista e della loro "differenziata", c'è da ricostruire persino il significato di parole come autonomia, autogoverno, autodeterminazione. Autonomie e Ambiente è l'unica comunità politica che può riuscirci, perché la nostra idea di autonomia è fondata non sulla polvere della demagogia di pochi leader mediatici, ma sulla roccia della competenza e della generosità, provate sul campo, di migliaia di amministratori locali.

Per approfondimenti:

l’agenda dei lavori - https://autonomieeambiente.eu/news/364-imola-6-7-dicembre-2024-programma

il documento politico finale - https://autonomieeambiente.eu/news/369-documento-politico-della-iv-assemblea-di-imola

il sito di Autonomie e Ambiente – https://www.autonomieeambiente.eu


 

 

 

 

venerdì 4 ottobre 2024

Tre anni insieme per una Toscana delle autonomie, per l'Europa delle regioni, per pace, giustizia, salvaguardia del creato

 


Buona festa di San Francesco a tutti!

Oggi sono tre anni che stiamo insieme, come comunità di OraToscana, rete regionale di civismo, ambientalismo, autonomismo.

Era il 4 ottobre 2021 quando siamo ripartiti, anche e forse soprattutto grazie al successo della lista civica Un Cuore per Vecchiano!

Con generosità Ione Orsini, Cristiano Pennesi e Mauro Vaiani decisero di far partire una rete essenziale per tramandare alle generazioni future della Toscana valori antichi di autonomismo, ambientalismo e civismo. Valori che sono trasversali al meglio della storia di socialismo, popolarismo, liberalismo. Valori che possono unire e ispirare nuovi movimenti popolari di autogoverno dal basso, comunità per comunità, territorio per territorio.

Siamo orgogliosamente custodi di ciò che fu scritto sulle montagne nella Carta di Chivasso, per l'autogoverno di tutti e dappertutto, per tutta l'Europa e per il mondo. Siamo impegnati per l'autonomia toscana moderna come essa fu prefigurata dai nostri padri del CTLN.

La leggerezza e l'orizzontalità della nostra rete di amicizia politica non è stata improvvisata. Si diventa sobri ed essenziali attraverso anni e anni di lotte e decenni di partecipazione, dibattiti, studi.

In questi tre anni abbiamo incoraggiato e aiutato persone di diverse generazioni e dei diversi territori a mettersi in gioco, candidandosi a essere protagonisti di buongoverno del loro comune. OraToscana esiste ed ha un senso in quanto strumento di collegamento al servizio di una nuova generazione di leader civici, ambientalisti, autonomisti locali, che devono farsi avanti da sé, come stanno facendo i giovani amministratori de "La Toscana dei cittadini".

Abbiamo fatto la nostra parte, inoltre, per instillare una cultura del collegamento interterritoriale, impegnandoci per la rete italiana Autonomie e Ambiente (AeA) e per la famiglia politica europea delle autonomie, European Free Alliance (EFA).

Invitiamo tutti a restare collegati, con strumenti tradizionali, come il Googlegroup (la cara, vecchia lista postale), oppure con strumenti più innovativi, come il canale Telegram (https://t.me/OraToscana).

A giorni promuoveremo un'assemblea in cui decideremo i prossimi passi avanti, verso una confederazione di civismi e di liberi elettori toscani sempre più connessa con gli altri territori italiani, con le regioni d'Europa, con tutti i popoli del mondo in cerca di autogoverno.

Insieme ci stiamo preparando anche per portare un contributo alla IV Assemblea generale di Autonomie e Ambiente, già convocata a Imola, per i prossimi 6 e 7 dicembre 2024.

Auguri e buon lavoro a tutti noi!

* * *

 


 

 

 


 

mercoledì 31 luglio 2024

La Toscana dei cittadini

 

Sotto il motto "La Toscana dei cittadini" continuano dialogo, conoscenza reciproca, percorsi di collaborazione fra civismi e realtà politiche autonome e locali, avviati  lo scorso 8 luglio con un primo incontro pubblico a Scandicci.

In un comunicato di oggi, i promotori della rete civica annunciano l'allargamento dei loro contatti e la prosecuzione, anche in piena estate, delle prime forme di collaborazione.

Le prime adesioni includevano esponenti di diverse località, come Alberto Andreoli (Pontedera), Giovanni Bellosi (Scandicci), Enrico Buoncompagni (Figline e Incisa Valdarno), Federico D'Anniballe (Ponsacco), Vincenzo De Franco (Signa), Filippo Pierini (Greve in Chianti) e Andrea Poggianti (Empoli).

Ad oggi si sono collegate nuove realtà, rappresentate da Pardo Cellini, consigliere comune di Certaldo; Pierluigi Piccini, ex sindaco di Siena e assessore di Piancastagnaio; Sergio Mazzocchi, sindaco di Gambassi Terme; Francesca Marrazza e Riccardo Galimberti, RibellaFirenze; Vincenzo Carni e Ione Orsini, lista civica Un Cuore per Vecchiano; Mauro Vaiani, garante di OraToscana (rete di autonomismo, territorialismo, civismo e ambientalismo collegata con Autonomie e Ambiente); Michele Bazzani, ex sindaco di Barberino Val d'Elsa; Primo Bosi, Vaiano; Luca Artino, vicesindaco di Lamporecchio.

C'è un cantiere aperto, con la convinzione che, partendo dal basso, si possano dare risposte più concrete alle attese dei cittadini.

Cittadini toscani che, non a caso, a decine di migliaia nelle ultime
elezioni, nonostante la forte pressione del bipolarismo imposto dai media e dall'alto, hanno riposto la loro fiducia in liste civiche locali alternative ai partiti tradizionali.

Questo dato - scrivono i promotori - merita non solo attenzione, ma impone anche la necessità di esplorare un percorso condiviso.

In settembre si terranno altri incontri, provinciali e territoriali, per allargare ancora di più il dialogo fra le realtà civiche comunali indipendenti dalle piramidi politiche nazionali.

Sempre a settembre, la lista Scandicci Civica organizzerà l'evento "Civici in Festa", durante il quale si terrà un ampio dibattito sul futuro del civismo in Toscana, con la partecipazione delle varie realtà civiche della regione già in rete.

La Toscana dei Cittadini invita tutti i cittadini interessati a partecipare e a contribuire attivamente a questo progetto, che mira a creare un'alternativa solida e rappresentativa per il futuro della regione.

Per ulteriori informazioni e adesioni, sono disponibili i contatti Whatsapp dell'ufficio stampa dei promotori:

- 338 7616126

- 348 6022103



sabato 13 luglio 2024

Una nuova generazione di leader toscani alla prova

 


Lo scorso 8 luglio 2024 un gruppo di leader civici locali della Toscana si è riunito in un incontro pubblico, ospitato dalla CNA di Scandicci.

Proprio a Scandici un polo civico indipendente da centrosinistra e centrodestra ha ottenuto oltre il 20% nelle recenti elezioni comunali del 9 giugno. Il loro candidato sindaco, Giovanni Bellosi, ha sfiorato uno storico ballottaggio con la coalizione guidata dal PD, da sempre dominante nel comune.

Giovanni Bellosi è stato il promotore dell'incontro civico. Assieme a lui hanno lavorato per rendere possibile l'incontro Enrico Buoncompagni (Figline e Incisa Valdarno), Federico D'Anniballe (Ponsacco), Filippo Pierini (Greve in Chianti), Vincenzo De Franco (Signa), Andrea Poggianti (Empoli). Rappresentata anche la lista civica di Poggibonsi guidata da Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi).

Presidio Civico, la lista civica di Pontedera guidata da Alberto Andreoli, ha inviato a rappresentarlo Mauro Vaiani, il garante di OraToscana e antico promotore di civismo autonomista.

Hanno partecipato Anna Ravoni e Renzo Luchi, gli animatori della storica lista civica "Cittadini per Fiesole", che ha guidato il comune per un decennio. 

Sono intervenuti Francesca Marrazzo e Riccardo Galimberti, i promotori di "RiBella Firenze", l'innovativa e coraggiosa lista civica radicata nel quartiere di Campo di Marte a Firenze.

E' sicuramente un tempo favorevole al civismo in tutta la Repubblica. Ovunque si registra una mobilitazione spontanea di cittadini attivi per il buongoverno dei loro territori. Tuttavia la polarizzazione politica attorno a pochi leader nazionali pompati da concentrazioni di potere mediatico e finanziario riesce spesso e purtroppo a soffocare chi si organizza politicamente ed elettoralmente fuori dalle piramidi della destra e della sinistra. Non tutti e non dappertutto, però, come hanno dimostrato le liste e i gruppi di cittadini presenti a Scandicci.

Per noi che lavoriamo da sempre nel civismo (dal 2019 con Autonomie e Ambiente e in Toscana dal 2021 con OraToscana), in una rete orizzontale italiana ed europea che incoraggia cittadini e comunità locali all'impegno diretto e alla riconquista della propria autonomia personale, politica, sociale e territoriale, è stato rigenerante partecipare a questa iniziativa.

Questa nuova generazione di leader locali che si sono riuniti a Scandicci si è già emancipata dal verticalismo e dalla mentalità centralista (e spesso autoritaria) ormai dominante in tutti i grandi partiti. Sono pronti per obiettivi più ambiziosi.

Occorreranno prudenza e serietà, per allargare la collaborazione interterritoriale a cittadini attivi di tutti i territori della Toscana, selezionando persone competenti, capaci, moderate, con le giuste ambizioni ma senza settarismi, narcisismi, ciarlatanismi.

Costruire una collaborazione politica fra persone, gruppi, liste diverse, non è solo difficile. E' già stato tentato in passato e ci sono già stati epici fallimenti (gli studiosi e gli attivisti che stanno intervenendo nel Forum 2043 di Autonomie e Ambiente meriterebbero di essere letti da chi non vuole ripetere gli errori del passato).

Alle elezioni regionali toscane del 2020, in un momento difficile, con l'esplosione dei problemi sanitari, economici, sociali connessi con la pandemia (e con le pulsioni autoritarie con cui le elite tentarono di nascondere i propri storici errori), persone di valore del civismo autonomo e autonomista toscano si ritrovarono divise in tre contenitori: Orgoglio Toscana (schierata con il centrosinistra di allora), Toscana Civica (allineata con un centrodestra guidato da figure improbabili), Patto per la Toscana (che sarebbe stata una lista indipendente ma fu fermata dalla magistratura su richiesta dei vertici leghisti). Molte altre si dispersero in esperienze di opposizione frammentaria, oppure, per conoscenze personali, ingenuità politica, ma anche per la mancanza di visibili serie alternative, si prestarono a essere candidati figuranti nel circo delle liste di sostegno allo status quo.

Le elezioni regionali toscane del 2025 non sono dietro l'angolo. C'è tempo per fare molto meglio e questa nuova generazione di leader locali deve provarci.

Quest'estate gli attivisti civici investiranno un po' del loro tempo e delle loro energie personali per conoscersi, comprendersi, rispettarsi, nonostante le diversità culturali e politiche. Hanno in comune un'esperienza di quelle che forgiano: l'aver lottato generosamente per i loro comuni, senza soldi e senza potere.

Sono peraltro in corso discussioni e campagne importanti per la democrazia in Italia e in Europa (come l'iniziativa #IoVoglioScegliere, contro l'odioso Rosatellum), a cui i civici - come e più di tutti gli altri cittadini - dovrebbero partecipare, perché nessuno, meglio di chi ha provato a candidarsi alla guida del proprio comune, può capire quanto sia scarsa l'informazione corretta, quanto siano migliorabili le regole elettorali, quanto siano fragili le istituzioni che dovrebbero garantire tutti e non solo chi è al potere (magari da generazioni).

C'è già una scadenza delicata e ravvicinata, per i civici che hanno eletti nei consigli comunali: il 29 settembre 2024 sono state convocate le elezioni provinciali di secondo grado; per domenica 8 settembre dovranno essere presentate le liste.

Salvo novità dell'ultima ora, tutte le 10 province toscane saranno rinnovate: AREZZO, GROSSETO, LIVORNO, LUCCA, MASSA-CARRARA, PISA, PISTOIA, PRATO, SIENA, l'area metropolitana di FIRENZE. Per maggiori informazioni si veda il sito dell'Unione Province Italiane: https://provinceditalia.it/category/elezioni-provinciali-2024/.

Sarebbe davvero importante che in ogni consiglio provinciale venissero eletti dei consiglieri indipendenti dai partiti centralisti e dal loro bipolarismo sempre più coatto (guidato da vertici tanto rissosi quanto inconsistenti e incoerenti nella progettualità politica).

Ci impegneremo perché tutte le persone, i gruppi, le liste civiche amiche di OraToscana e di Autonomie e Ambiente, portino il loro contributo.

* * *

Per restare in contatto:

https://t.me/OraToscana

 


giovedì 30 maggio 2024

Due o tre cose su Matteotti che nessuno vi dice

 

Ho avuto l'onore di scrivere per il Forum 2043 di Autonomie e Ambiente un approfondimento su Giacomo Matteotti, pubblicato oggi 30 maggio 2024, cent'anni dopo il suo famoso ultimo discorso alla Camera del Regno d'Italia, prima di essere barbaramente ucciso da una squadraccia fascista.

Ci troverete due o tre cose sul grande socialista riformista, umanitario, autonomista, che poche volte avrete sentito dire, se non di sfuggita, perché danno ancora parecchia noia alle elite al potere.

La prima, la più importante, è che fu un intransigente neutralista. Si oppose sempre e senza reticenze all'ingresso dell'Italia nella "Inutile strage". 

Una seconda, altrettanto oscurata dal conformismo dominante, è il suo grande amore per le autonomie locali.

Ne aggiungerei una terza: la sua autentica vocazione politica, il suo impegno a tempo pieno al servizio degli ultimi della sua terra, il Polesine, portata avanti con una serietà e una diligenza che oggi sono diventate rara avis. Dopo quasi vent'anni di antipolitica, di populismo, di ciarlatanismo, è di persone con la sua diligenza e la sua risolutezza che abbiamo un disperato bisogno.

Vogliate avere la generosità di leggere il mio articolo, se potete:

https://autonomieeambiente.eu/forum-2043/313-giacomo-matteotti-vive

Non ve ne pentirete.

Grazie.

Mauro Vaiani, studioso e attivista in Toscana

 

sabato 20 aprile 2024

Vogliamo scegliere i nostri rappresentanti

 

Si è costituito il 17 aprile 2024 (presso lo studio notarile Fanfani-Pellegrino di Roma), il Comitato Referendario per la Rappresentanza, con il compito di promuovere un referendum abrogativo del Rosatellum. Il Comitato prosegue idealmente le lotte contro le leggi elettorali ingiuste di Felice Besostri.
 
Ricordiamo a tutti che è necessario dare al più presto la propria disponibilità al Comitato, attraverso questo modulo raccolta dati
 
L'iniziativa è partita grazie a un lungo e coraggioso lavoro preparatorio, di cui sono stati protagonisti figure come l’ex senatore Enzo Palumbo, Paolo Antonio Amadio e Sergio Bagnasco.

Il comitato promotore ha scelto Giorgio Benvenuto come presidente d'onore. Lo storico leader della UIL è un esponente della tradizione socialista riformista che era quella propria di Felice Besostri.

La presidenza e rappresentanza legale è stata affidata a Elisabetta Trenta, esponente democratico-cristiana che era stata ministro della difesa al tempo del governo giallo-verde.

Vicepresidenti sono stati nominati Vincenzo (Enzo) Palumbo, Sergio Bagnasco, Raffaele Bonanni (già leader della CISL). La segreteria organizzativa è stata affidata a Riccardo Mastrolillo, Luigi Spanu e Thomas Agnoli. Il tesoriere è Pietro Morace.

Tra i componenti figurano Enzo Paolini (storico collaboratore di Felice Besostri), Marco Cappato, Marco Perduca, Nella Toscano, il già citato Paolo Antonio Amadio, Nicola Bono, Erminia Mazzoni, Mario Walter Mauro, Francesco Campanella, Mauro Vaiani (vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente), Matteo Emanuele Maino. Molte altre persone di rilievo saranno cooptate ad horas

Il Comitato anti-Rosatellum raccoglie movimenti, realtà e personalità politiche e culturali della più diversa estrazione, perché la salvezza della democrazia è una urgenza trasversale, che deve coinvolgere tutte le anime politiche della Repubblica.

Il Parlamento, da quando è formato di "nominati" da pochi capi di partito, sta languendo, il cuore della Repubblica è ormai fermo e il corpo sta morendo.

Come scriveva Autonomie e Ambiente, ciascuno può pensare di avere molte altre battaglie da affrontare, su temi che potrebbero essere facilmente descritti come più urgenti - dalla pace alla sanità, dalla giustizia all'ambiente - ma è necessario convincersi che se non cominciamo a sceglierci, come cittadini, una nuova generazione di leader eletti dal basso, a ogni livello, nessun altro problema sarà mai risolto e la pur fragile democrazia, di cui abbiamo goduto in Italia e in Europa, sarà spazzata via.

Nella mattinata di martedì 23 aprile prossimo i quesiti saranno depositati in Cassazione. Alle ore 17:30, presso la sala stampa di Montecitorio, i promotori del referendum presenteranno agli organi d’informazione i quesiti referendari e la campagna per la raccolta delle 500.000 firme necessarie per abbattere il #Rosatellum, legge elettorale ingiusta e incostituzionale, e per contribuire a frenare la deriva centralista e autoritaria del c.d. "premierato", che sarebbe l'elezione diretta di una sorta di podestà d'Italia.

Nella foto sotto: Mauro Vaiani, Sergio Bagnasco, Enzo Palumbo, Enzo Paolini, in un momento dei lavori di costituzione del Comitato Besostri.

 

 2024 04 17 un momento della costituzione anti Rosatellum

 
Per info e contatti:

info@iovoglioscegliere.it

E' già aperta una pagina del comitato sulle reti sociali:

https://www.facebook.com/profile.php?id=61558308164893

 

* * *


domenica 14 aprile 2024

Quarant'anni persi per le autonomie


 

Grazie ad alcune testimonianze di prima mano, come quelle di Roberto Gremmo e di altri che ne hanno vissuto gli inizi, possiamo ricordare equanimemente i quarant'anni della Lega Lombarda, poi Lega Nord.

In diversi territori della Repubblica erano da sempre presenti fermenti autonomisti, che si erano resi visibili sin dal 1979 attraverso le liste Federalismo, promosse da Bruno Salvadori e dalla Union Valdôtaine. Alcuni di questi movimenti si incontrarono negli anni ottanta con la protesta territorialista e antipartitocratica della Lista per Trieste.

Alcuni di questi pionieri il 12 aprile 1984 fondarono la Lega. Fra di loro Umberto Bossi che ne diventò subito l'animale politico in capo. Questo leghismo cavalcò la crescente rivolta dei cittadini delle regioni più ricche e più industrializzate d'Italia contro le inefficiente del centralismo e contro l'arroganza dei grandi partiti di allora. S'inventò cose profondamente sbagliate, come il padanismo e il nordismo, ma ebbe una grande fortuna e diventò un movimento popolare.

Purtroppo diventò anche una piramide, una struttura verticale di cui Umberto Bossi fu capo assoluto e indiscutibile. Così, invece di una classe dirigente capace di riforme decentraliste e federaliste, produsse una generazione di esponenti la cui principale capacità era quella di obbedire al capo.

La verticalizzazione della politica, il leaderismo, la riduzione dei partiti a comitati al servizio del loro segretario-padrone, il conseguente conformismo, non furono certo un male della sola Lega, negli anni in cui si formò l'ipocrita, strumentale e divisivo "maggioritario all'italiana". Per una forza autonomista, però, tale degenerazione fu particolarmente straziante.

Dopo aver rappresentato una generazione di amministratori locali che credevano (e qualcuno di loro ancora crede) davvero nel buongoverno e nell'autogoverno, quello della Lega è diventato un caso storico di eterogenesi dei fini, un emblematico "Masaniello" collettivo, una storia che, come quella dell'eponimo, è finita malissimo, con l'arrivo al potere di un capo nazionalista e populista, quel Matteo Salvini che la ha cancellata, creando il suo partito personale, la Lega Salvini.

Il bilancio storico e politico, dal punto di vista di chi crede in una Repubblica delle Autonomie e in una Europa delle Regioni, è disastroso: quarant'anni persi per le autonomie. Ancora peggio, grazie a una serie di ciarlatani portati ai vertici della Repubblica dal leghismo, come per esempio l'ancora potente Roberto Calderoli, antiche, cruciali, necessarie parole come federalismo, autonomismo, sussidiarietà, sono state svuotate di significato e, in alcune situazioni, sono diventate persino impronunciabili. Il grande imbroglio dell'autonomia differenziata, per chi vuole davvero studiarlo, è solo l'ultimo degli inganni.

La ricostruzione di un moderno decentralismo in Italia (e in Europa e nel mondo), cominciata nel 2019 da Autonomie e Ambiente, è tutta in salita, grazie allo storico fallimento leghista, anche se, in questo mondo che sta ancora correndo verso l'autodistruzione, è uno dei pochi segni di speranza.

 

  

venerdì 5 aprile 2024

Giovanni Poggiali, un leader autonomista in lista alle Europee con Azione nella circoscrizione Nordest

Dopo l'ultimo sfregio alla nostra già boccheggiante democrazia, l'approvazione dell'odioso emendamento #taglialiste, il mondo di Autonomie e Ambiente e degli altri territorialisti in Italia sta reagendo. I nostri leader, nei diversi territori, si assumono importanti responsabilità. Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato diffuso stamane dal movimento Azione di Carlo Calenda:

"AZIONE e i suoi alleati aprono alle autonomie, in nome del comune rifiuto del "bipolarismo all'italiana", che viene visto come una competizione a chi è più ignorante e strumentale. AZIONE e il mondo delle autonomie hanno trovato un'intesa anche nel rifiuto dell'elezione diretta del c.d. "sindaco d'Italia". Si allargano ulteriormente, quindi, le liste di AZIONE. Dopo l'ingresso di popolari, riformisti, repubblicani, entra anche un esponente di rilievo degli autonomisti italiani ed europei. Si tratta di Giovanni Poggiali, di Ravenna, noto viticoltore, presidente dello storico Movimento per l'Autonomia della Romagna, realtà che fa parte della rete Autonomie e Ambiente. Poggiali sarà candidato nella circoscrizione del Nord Est."

Giovanni Poggiali, oggi, fra i suoi molti meriti personali e civili, una delle figure più importanti del mondo civico, ambientalista, storicamente autonomista e modernamente territorialista, ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. Dopo un solo anno dalla fondazione di Rumâgna Unida, realtà politica territoriale per il buongoverno e l'autogoverno della Romagna, ha messo a disposizione tutto il suo prestigio personale per portare la voce della Romagna in Europa, insieme con gli ideali della Repubblica delle Autonomie e dell'Europa delle Regioni.

Poggiali ha un curriculum eccezionale, un galantuomo romagnolo d'altri tempi pienamente immerso nel nostro tempo, un punto di riferimento per il mondo autonomista e un valore aggiunto per la lista "Azione e alleati" alle imminenti elezioni europee dei giorni 8-9 giugno 2024. 

 

Giovanni Poggiali, leader autonomista della Romagna, al centro;
Marco Lombardo, segretario Azione Emilia-Romagna, a sinistra;
Carlo Calenda, leader di Azione, a destra - 3 aprile 2024


 


lunedì 17 luglio 2023

Una modesta proposta per l'Europa

 


C'è una modesta ma seria proposta per andare insieme alle elezioni europee del 2024. La hanno elaborata il Patto per l'Autonomia Friuli-Venezia Giulia, in nome e per conto dell'intera sorellanza di Autonomie e Ambiente, ed EFA, il partito europeo dei territorialismi (European Free Alliance, che fa parte del gruppo parlamentare europeo Greens-EFA).

Non ci facciamo illusioni: il nostro "Patto Autonomie Ambiente" per l'Europa e per la pace, non può certo raggiungere tutti i cittadini. Non abbiamo certo denaro o potere sufficiente per farci largo nel terrificante conformismo mediatico del nostro tempo. Una persona su dieci, però, ha già la cultura, la sensibilità, il tempo per ascoltare ed eventualmente sostenere questo appello contro tutti i centralismi autoritari.

A quella persona su dieci, quindi, ci rivolgiamo, a coloro che sanno cosa è un serio civismo autonomo dai partiti centralisti, che hanno intenzione di praticare un serio e pragmatico ambientalismo territorio per territorio, che hanno valori decentralisti ispirati al nostro antico e nobile confederalismo, quello della Carta di Chivasso.

Per capire cosa stiamo facendo, si legga la bella intervista rilasciata da Lorena López de Lacalle Arizti, la presidente EFA, a Gino Giammarino:

https://napolivera.info/2023/07/16/autonomia-autogoverno-europa-intervista-a-lorena-lopez-de-lacalle-presidente-dellefa/

Per approfondire il posizionamento politico del "Patto Autonomie Ambiente", si legga il documento finale approvato a Udino il 10 giugno 2023:

https://www.autonomieeambiente.eu/news/160-per-la-libertas-europea

Grazie a quella persona su dieci, che potrebbe essere interessata!

 

 

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