Un discorso diverso in Toscana, per chi crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso

giovedì 25 agosto 2022

Parlare di autonomie ma senza autonomisti

 


Il Meeting di Rimini 2022 ha dedicato mercoledì 24 settembre 2022 un incontro al tema estremamente caro a questo blog: la Repubblica delle Autonomie. Non si pensi a un momento di approfondimento. Diciamo che è stato un "talk", che ha concesso agli intervenuti giusto il tempo di lanciare qualche slogan. Una occasione sprecata, in poche parole.

Sono intervenuti: Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Friuli Venezia Giulia; Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Andrea Prete, presidente Unioncamere. Ha introdotto e moderato Francesco Magni, ricercatore di Pedagogia Generale e Sociale all’Università degli Studi di Bergamo. 

Il mondo di CL (Comunione e Liberazione) non è certamente ostile alle autonomie. Sicuramente credono nella sussidiarietà (forse più in quella orizzontale che favorisce lo sviluppo delle loro opere che in quella verticale, ma non facciamo polemiche su questo qui e ora). 

Il Meeting è comunque un appuntamento di grande rilievo, ma forse proprio per questo la delusione di chi scrive è ancora più netta.

E' stata una successione di comizietti pronunciati da persone che o non sanno nulla, o non fanno nulla, o addirittura sono contrarie alle autonomie. Se si voleva parlare di autonomie senza autonomisti, ci si è riusciti.

Scontati e prevedibili, peraltro, questi comizietti, parole pronunciate con supponenza ma prive di spessore e anzi minate dai più triti pregiudizi alimentando i quali le elite dominanti da trent'anni si adoperano per soffocare l'ideale di una Repubblica delle Autonomie (e di una Europa delle regioni, dei popoli, dei territori).

Alcuni degli errori più marchiani (che in alcuni momenti sono scesi al livello di vere e proprie dissonanze cognitive):

- hanno parlato di autonomie quasi che esse fossero una problematica di "management", una scelta di organizzazione dei servizi (ovviamente perseguendo la riduzione dei costi...), invece che un problema di democrazia, partecipazione, inclusione; in questo si sono distinti la Gelmini e Fedriga e la cosa non meraviglia purtroppo; 

- hanno parlato con leggerezza di una "semplificazione" attraverso la digitalizzazione, che significherebbe, a loro parere, spogliare i territori dei propri centri decisionali, di studio, di competenza; una volta che a un territorio si toglie una istituzione o un ufficio - fosse anche uno dei più inutili, come una Camera di commercio - si innesca un processo di spopolamento e di fuga di risorse umane, economiche e sociali, che non può certo essere compensato dall'accesso di un impiegato in telelavoro a un portale "nazionale"; in questo, e ne sono dispiaciuto, si è distinto Andrea Prete; capita, se si va a un dibattito sulle autonomie senza essere un autonomista;

- hanno fatto chiudere l'incontro con una invettiva antiautonomista trita e ritrita, quella del sindaco di Napoli Manfredi, contro il pericolo che nuove autonomie possano "aumentare il divario" fra cittadini e territori; c'è un limite a tutto, anche alla disonestà intellettuale di un professore che la "autonomia" della sua Università, guarda caso, se la teneva ben stretta; gli attuali "divari", gentile signor sindaco, sono l'eredità di un secolo e mezzo di centralismo, non certo di processi autonomistici, i quali, al contrario, quando erano stati avviati i divari avevano cominciato a ridurli; le cose vanno invece molto peggio da quando un centralismo italiano (ed europeo, e austeritario) ha ripreso il sopravvento nel sistema politico italiano.

Unica presenza che, con il suo breve saluto iniziale, va salvata, è quella di Luca Beccari, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, la Cooperazione Economica Internazionale e le Telecomunicazioni della Repubblica di San Marino. Ha ricordato, con poche e semplici parole, che la sua comunità di trentamila abitanti, pur così piccola e così permeabile da tutti i guai che l'Italia e l'Europa possono provocare, riesce a vivere e a fornire ai suoi cittadini tutto quanto è essenziale.

E' possibile, oltre che più umano, vivere in comunità più ristrette che si autogovernano e quindi è in quella direzione che si deve andare. Questa è la nostra convinzione, alla faccia dei soloni autonomisti solo a parole e dei demagoghi antiautonomisti.


domenica 21 agosto 2022

Per l'autogoverno della Sicilia

 

 
 
Il 25 settembre 2022 i Siciliani, oltre che per il parlamento della Repubblica, voteranno anche per eleggere i propri presidente e parlamento regionale.

Autonomie e Ambiente, la sorellanza di forze territoriali e locali che crede nell'ideale della Repubblica delle Autonomie personali, sociali e territoriali, insieme a molti altri movimenti e gruppi locali che credono nel decentralismo, per le regionali siciliane appoggia il movimento politico dei Siciliani Liberi e la loro candidata presidente Eliana Esposito.

I Siciliani Liberi si ripresentano dopo cinque anni, sono maturati, hanno allargato la propria comunità di attivisti, hanno coinvolto una nuova generazione di giovani che sono pronti a impegnarsi. Si sono, cosa altrettanto importante, mantenuti indipendenti dai partiti politici del centralismo romano. 

Il partito dei Siciliani Liberi vuole attuare, con tutta la gradualità e il buon senso necessari, un obiettivo molto ambizioso: il pieno autogoverno della Sicilia, per farne uno dei paesi nuovi che tutti i decentralisti d'Europa (del mondo!) sognano.

Sarà difficile convincere coloro che non votano più, sarà dura raggiungere le persone ostaggio delle solite appartenenze e clientele, ma il solo fatto che i Siciliani Liberi tornino sulla scheda elettorale sarà una garanzia per tutti i Siciliani che le elite al potere non potranno continuare a far finta di nulla nei terribili anni di crisi che abbiamo davanti. 

Lo Statuto siciliano deve trovare piena attuazione.

La Zona Economica Speciale deve diventare "Integrale" (ZESI!).

Le imposte devono essere territorializzate. Non è più accettabile che l'IVA che un siciliano paga per un elettrodomestico costruito da società che hanno sede a Milano o in Lussemburgo, sparisca dalla Sicilia. Problema che, peraltro, riguarda non solo i contribuenti siciliani ma tutti, perché in tutto il mondo siamo stanchi di pagare tasse che non restano sul territorio (e che non vanno affatto in "aiuto" ad altri territori!).

Dobbiamo ribellarci al centralismo autoritario che tratta la Sicilia e molti altri territori (non solo del Sud) come colonie interne da cui estrarre risorse e da cui far emigrare giovani.

Centralismo che, lo si tenga bene a mente, non è solo italiano, ma è anche europeo e globalista. Che non è solo economico, ma che ci ha investito in pieno, fin nei nostri corpi, durante la pandemia, con il ricatto del #Greenpass, e che ci insegue fin dentro le nostre case con l'avanzare di una sempre più sinistra sorveglianza digitale universale.

Se da tutta Italia e ben oltre, stanno arrivando messaggi di solidiarietà e di appoggio alla comunità dei Siciliani Liberi per queste elezioni è anche perché, di fronte ai pericoli del centralismo autoritario, del presidenzialismo, di coloro che con insopportabile leggerezza invocano il "sindaco d'Italia" (che ne diventerebbe fatalmente il nuovo "podestà" o peggio), in Sicilia, regione strategica al centro del Mediterraneo, abbiamo bisogno di una roccaforte di speranza.

Coltivare, con umiltà e con serietà, il progetto del pieno autogoverno della Sicilia è cruciale per il futuro dell'autogoverno di tutti dappertutto!

Che abbiamo bisogno di una nuova generazione di leader locali che pensino al buongoverno locale, alle tradizioni e alle libertà che rendono più umana e più vera la vita, lo comprendiamo anche dal fatto che, sotto elezioni, tutti diventano "civici", "autonomisti", "ambientalisti". Si moltiplicano liste e simboli "sicilianisti" guidati da persone che si presentano come novelli "Masaniello", ma che però sono in politica da decenni. 

Se erano capaci di fare qualcosa di autonomista, questi masanielli, forse, avrebbero dovuto dimostrarlo prima, è lecito domandarsi. 

I Siciliani Liberi, con Eliana Esposito, con il professore Massimo Costa, con Ciro Lomonte, sono di gran lunga più coerenti, più coraggiosi, più credibili. Non facciamoci confondere!

C'è una speranza per l'emancipazione della Sicilia da vecchi e nuovi colonialismi, dai masanielli (veri o presunti, si sa già come vanno a finire), dai gattopardi (per i quali obbedire a Napoli, a Roma, a Milano, a Bruxelles non ha mai cambiato niente). Questa speranza sono le persone libere e moderate, competenti e autorevoli del movimento Siciliani Liberi.

Buon lavoro ai Siciliani Liberi e AN.TU.DO.! (Animus Tuus Dominus, il coraggio sia il tuo signore).

Mauro Vaiani Ph.D.

(garante di OraToscana, segreteria di Autonomie e Ambiente)

info@autonomieeambiente.eu

 


sabato 6 agosto 2022

Prove di centralismo a Piombino

 


Prove di centralismo autoritario a Piombino: per coloro che ancora si rifiutano di capire quanto sia pericoloso aver lasciato così tanto potere in così poche mani, la vicenda del rigassificatore SNAM che si vuole imporre a Piombino sia la campana del risveglio.

Un coraggioso articolo uscito oggi su Bisenzio Sette (numero di venerdì 5 agosto 2022, a cui si riferisce la foto a corredo del post), a firma di Stefano Tamburini, oltre a riassumere i principali errori di Draghi, Cingolani, Giani, Calenda, Renzi, rivela che avremmo potuto anche avere alternative meno impattanti. 

A Piombino e a Ravenna si vogliono imporre dall'alto non solo scelte prese da pochi e nell'interesse (privato, non pubblico) di pochissimi, ma queste scelte sono vecchie. Costano e costeranno molto di più di quelle che potevano essere le alternative. 

Gli attivisti civici, ambientalisti, autonomisti che fanno riferimento a OraToscana, non sono colti di sorpresa. E' nostro compito costruire una alternativa di governo regionale che ponga fine all'ignavia dell'amministrazione di Eugenio Giani. Non si tratta della persona, ma di poca cultura di governo, poca conoscenza dei problemi geopolitici del XXI secolo, poca o nulla coscienza ambientale (tanto ritingersi di verde a parole, ma zero fatti).

La protezione dei media a senso unico s'incrinerà. Centinaia di consiglieri comunali, ignorati quando non derisi dai loro capi partito (di tutti i partiti, purtroppo), si ribelleranno. Le piccole sigle politiche e associative che si autodefiniscono "verdi" senza avere rapporti con i territori, ma solo con il PD, saranno superate.

Ora è il tempo della solidarietà con tutta la comunità e le istituzioni di Piombino, ma ora è anche il tempo di preparare una lista civica regionale che respinga la deriva centralista e autoritaria presa dagli ultimi governi, con la scusa delle continue emergenze.

Ora è il momento di una nuova generazione di leader locali che ponga fine a una retorica ecologista parolaia; che smetta di fare gli interessi delle multinazionali; che si metta di traverso di fronte alla minaccia del presidenzialismo; che restituisca alla Toscana risorse, competenze, poteri e doveri; che ricostruisca sanità e scuola in Toscana; che si riprenda l'acqua e tutti i beni comuni; che gestisca e amministri direttamente le reti di produzione e distribuzione energetica; che abbia come unica priorità la comunità locale, il territorio, l'economia locale, la piccola impresa, la famiglia, le autonomie personali, sociali, territoriali.

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Chi passa da questa pagina e intende partecipare a una seria, competente, moderata svolta civica, ambientalista, autonomista, si iscriva al canale Telegram https://t.me/OraToscana

Amministratori e attivisti possono iscriversi al gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/566717150501072

Per iscriversi a una tradizionale mailing list: https://diversotoscana.blogspot.com/2022/06/cara-vecchia-lista-postale.html

Le liste e i gruppi civici che volessero contattare Mauro Vaiani, il garante di OraToscana, e i comoderatori Ione Orsini e Cristiano Pennesi: oratoscana@gmail.com 


 


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