Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 30 settembre 2011

Non solo per il ritorno al Mattarellum

Le firme sono in Cassazione.
Il referendum per il ritorno al Mattarellum è stato plebiscitato da oltre un milione di persone in poco più di un mese.
Il popolo ci ha fatto capire chiaramente che non vuole più il Porcellum e che questo referendum per il ritorno al Mattarellum è visto solo come un passo in avanti, verso l'affermazione sempre più netta dei collegi uninominali e delle primarie di collegio obbligatorie per tutti.
La nostra campagna per la riforma elettorale toscana ne esce rafforzata!
La raccolta di firme ci ha confermato che siamo in sintonia con gli elettori sovrani e stiamo guardando nella giusta direzione.

* * *

Siamo andati a rivedere l'elenco dei collegi uninominali in cui era stata divisa la Toscana, dal Mattarellum.

Per la Camera essi sono 29, eccoli qui:
Firenze 1
Firenze 2
Firenze 3
Scandicci
Sesto Fiorentino
Firenze - Pontassieve
Empoli
Bagno a Ripoli
Prato - Montemurlo
Prato - Carmignano
Pistoia
Montecatini - Terme
Montevarchi
Arezzo
Cortona
Siena
Pontedera
Massa Marittima
Grosseto
Carrara
Massa
Viareggio
Lucca
Pisa
Capannori
Cascina
Livorno - Collesalvetti
Livorno - Rosignano Marittimo
Piombino

Per il Senato, erano 14. Eccoli:
    * Firenze Nord
    * Firenze - Scandicci
    * Sesto Fiorentino
    * Empoli
    * Prato
    * Pistoia
    * Arezzo
    * Carrara
    * Lucca
    * Pisa
    * Pontedera
    * Siena
    * Livorno
    * Grosseto

Rileggiamoli, questi elenchi. Facciamo una riflessione sui loro confini. Potrebbero essere, i 29 della Camera e i 14 del Senato, una buona base di riflessione per i futuri collegi uninominali con cui andremo ad eleggere i nostri consiglieri regionali.

* * *

giovedì 29 settembre 2011

Bacha Khan, un vecchio avversario che oggi può aiutare il Pakistan

Il Pakistan sta vivendo un momento storico drammatico. Sarebbe importante che una opinione pubblica mondiale sinceramente impegnata per i diritti umani e le energie liberate dalla Primavera araba 2011 potessero portare qualcosa di buono anche in questo martoriato territorio. Personalmente, nel mio piccolo, nei miei studi sull'Asia del sud, sto riscoprendo una figura come quella di Bacha Khan (nella foto). Fu un riformatore sociale, un difensore delle minoranze, un promotore dei diritti delle donne, un pioniere dell'autogoverno locale e un apostolo della nonviolenza. La sua spiritualità e le sue idee potrebbero rivelarsi vitali per la pace, la riconciliazione, lo sviluppo politico e sociale del secondo stato islamico del mondo. Il blog Pakistanis for Peace mi ha fatto l'onore di pubblicare un mio modesto contributo alla riscoperta di questo grande leader pashtun, il Gandhi della Frontiera.


Questo il link al mio articolo:

Bacha Khan, the anti-partition hero who can help Pakistan today
by Mauro Vaiani (Phd candidate in Geopolitics, University of Pisa)


Vi invito, peraltro, a sostenere, anche su Facebook, Pakistanis for Peace, una rassegna di punti di vista non convenzionali e un raro segno di speranza,

martedì 27 settembre 2011

Buon anno nuovo 5772

Come ogni anno, condivido con i miei cari amici Ebrei toscani e di Roma, oltre che con tutti i cittadini dell'amato stato di Israele, la gioia della festa del nuovo anno ebraico!
Al tramonto di domani sera inizierà il 5772!
Shanà Tova!
Buon Anno!
Segnalo e rilancio gli auguri, molto significativi, che mi sono arrivati dalla Jerusalem Open House, un luogo sicuro, di accoglienza, di solidarietà concreta, di reciproca comprensione, di pace, aperto a tutte le persone omosessuali e queer, sia arabe, che israeliane, che straniere; di ogni religione convinzione; da Israele, dalla Cisgiordania, da Gaza, dal Libano, dalla Giordania, da tutto il Vicino Oriente.

Eccoli qua:



Here at the Jerusalem Open House for Pride and Tolerance, we would like to wish everyone a sweet new year, and to introduce you all to our new Executive Director and our new Chairperson of the Board. This Rosh HaShanah, at the Open House we will take this time to reflect and to engage this opportunity to reassess our programming and the many new developments to come this year.
Right in time for the holiday's spirit of renewal, the Open House is now ushering in a number of exciting changes, such as the arrival of Elinor Sidi, our new Executive Director to her new position, and Eitan Schechtman to his post as the new Chair of the Board. Click below to learn more!

What have we accomplished this year of 5771?
-The Open clinic served over 1000 clients
-The Youth program continues its successful track record
-A youth delegation participated in a leadership program in Germany
-Regular meeting were held for our women's group, english speakers group, and student's group
-Initiated a group for new parents
-Private kindergarden was provided for young families this summer
-Hosted holiday celebrations and Kabbalot Shabbot
-Worked to ensure the legal status of LGBTQ individuals and their partners
-Led a successful Pride March to the Knesset to demand equality
-Held protests in support of the ordination of gay and lesbian rabbis
-Social activities included regular hikes, picnics, lectures, movies
-Every day our community center is open to all who wish to have a cup of coffee and meet a friend or read one of the many books in our extensive library.

This year 5772, help us GROW! 
This year we plan to be bigger, better, provide more services, and fight the rampant discrimination against our community.
With your help we will...
-Expand youth services available on Saturday evenings
-Expand HIV testing with a new doctor, increased testing, new populations, and cruise team
-Expand counseling sessions with with trained professionals and a NEW format
-Expand community center with NEW activities, NEW events, and NEW groups
-Continue our fight to be recognized as a community center, like any other
-Defend LGBTQ civil rights under constant threat



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lunedì 26 settembre 2011

Ora tocca a noi

Sembra ormai certo che i referendum per il ripristino dell'uninominale abbiano superato il quorum delle 500.000 firme. E' una soddisfazione e anche una responsabilità.

Ora ci toccherà darci da fare! Per evitare il Porcellum 2, per la riforma uninominale in Toscana, per dare vita a un cambiamento profondo nella nostra parte liberale, per mandare a casa gli insopportabili parolai tipo Brunetta e i troppi improbabili consiglieri di Berlusconi.

Posso scrivere una cosa un tantino provocatoria? Se si è stancata di Berlusconi anche la Chiesa Cattolica, che in Italia non si contraddistingue, diciamolo, per il dono della profezia e il coraggio di essere pioniera, allora vuol dire che ci possiamo muovere proprio tutti...

* * *

domenica 25 settembre 2011

Siamo mai stati liberali?

Riceviamo e volentieri rilanciamo questa bella lettera che ci è arrivata da Maurizio Pasqualetti e dal PDL di Capraia e Limite. Si chiedono i nostri amici: siamo ancora liberali? Di più, lo siamo mai stati davvero?



SIAMO ANCORA LIBERALI?

Siamo ancora liberali? E’ la domanda che noi del PDL di Capraia e Limite ci siamo fatti in seguito all’approvazione dell’ultima manovra economica. Il nostro Gruppo vive un silenzioso ma diffuso disagio. Noi abbiamo deciso di rompere questo silenzio perché riteniamo fondamentale mantenere il contatto con i nostri elettori e condividere con loro le nostre idee e le nostre speranze. Chiediamo scusa fin da adesso ai vertici del PDL se questa lettera pubblica creerà imbarazzo o altro (speriamo/crediamo di no) ma il vincolo che sentiamo verso gli oltre mille cittadini che ci hanno eletto in consiglio comunale è superiore alla disciplina di qualsiasi partito. Quel vincolo morale ci impone una riflessione sui principi che ispirano il nostro operato.
Non è “colpa di Berlusconi” l’attuale situazione economica che scuote i mercati mondiali ma la manovra finanziaria appena varata deve pagare il conto, oltre che della presente crisi, per tanti errori politici e di costosi privilegi distribuiti negli ultimi quarant’anni. A nostro avviso, però, non è accettabile che la politica frughi nelle tasche “dei soliti noti” senza prima ridurre i costi propri e quelli dell’apparato pubblico.
Volendo fare un paragone con le migliori realtà, possiamo dire che negli Stati Uniti ci sono 309 milioni di abitanti, in Italia circa 61. Il Parlamento americano (Camera più Senato) è composto da 535 membri, quello italiano da 945 membri. Facendo una semplice proporzione si scopre che per avere lo stesso livello di rappresentatività che esiste negli Stati Uniti sarebbero sufficienti 106 parlamentari.
Nel 1970 in Italia, con l’elezione dei primi consigli regionali, si parlò di successiva abolizione delle province ma a quarant’anni di distanza non solo sono ancora lì ma sono aumentate di numero diventando addirittura centodieci. Riteniamo che il primo provvedimento di una qualsiasi manovra economica doveva prevedere l’eliminazione delle centodieci province (e con esse di tutto ciò che gli assomiglia – leggi circondario empolese).
Che dire poi degli 8.092 comuni italiani? Solo cinquecento di questi superano i 15mila abitanti e a nostro avviso sarebbe stato possibile accorparne gran parte ed eliminare tante poltrone di sindaco, vicesindaco, assessore e consigliere.
(om.)
Se è vero che abbiamo un debito pubblico tra i più elevati del mondo, riteniamo doveroso per un governo varare azioni mirate non tanto a un’immediata entrata di cassa quanto a un investimento sul futuro dei nostri figli.
(om.)
Essere liberali significa anche e soprattutto non essere dogmatici.
(om.)
...siamo convinti che si debba andare verso uno Stato minimo, un apparato  leggero e snello che lasci più denaro nelle tasche dei cittadini e degli imprenditori seri i quali, con nuove risorse, potranno tornare a investire, a creare ricchezza e a credere nel futuro del nostro paese. La gente vuole questo, chi non l’ha capito è fuori dai giochi.
Dunque, noi del PDL siamo ancora liberali? E lo siamo mai stati davvero? La risposta arriverà dalle scelte che il governo compirà nell’immediato, il tempo ormai è scaduto e ai buoni propositi devono seguire i fatti. Noi del PDL di Capraia e Limite crediamo ancora nella necessità di una rivoluzione liberale che, grazie alla meritocrazia, scardini i privilegi medievali delle nuove e vecchie classi privilegiate di questa Nazione. Se questa speranza, questa visione, che è da sempre nel cuore della maggioranza degli Italiani, non sarà realizzata dal PDL un giorno inevitabilmente sarà un altro soggetto politico a portare avanti questi ideali.
 
Il Gruppo Consiliare Popolo della Libertà per Capraia e Limite
 


Fonte: Dal sito PDL di Capraia e Limite (ultimo accesso del 25/9/2011)

venerdì 23 settembre 2011

Saluto all'autunno

Stasera, lungo il fiume Bisenzio, verso la fine della mia solita passeggiata, poco dopo il tramonto, insieme ai miei amici pipistrelli, fendevo un vento davvero forte. Era ancora un vento caldo, ma fischiava con un piglio autunnale, come per salutarci e ricordarci che l'estate è davvero finita. E' passato l'equinozio, oggi. Prepariamoci alla bellezza dell'autunno, ringraziando per quanto siamo stati felici quest'estate.

Sì, l'avevo pensato anch'io. E allora?

Mauro Vaiani e altri amici
gay credenti
durante un ritiro
E' uscita l'attesa lista del sito http://listaouting.wordpress.com/.
Contiene dieci nomi di personaggi politici italiani che sarebbero gay e che, nonostante questa loro condizione, avrebbero portato avanti, con ipocrisia e dimostrando prima di tutto un grande odio per se stessi, una politica omofoba.
Ho sempre pensato che questa iniziativa di outing fosse piuttosto discutibile.
Ho apprezzato la presa di distanza di Ivan Scalfarotto, e di altri, da questa "sparata".
Ora che leggo i nomi, potrei anche dire che di qualcuno lo avevo già pensato da me, basandomi su qualche sensazione, sul mio mero intuito, su quello che a volte, fra persone omosessuali, fra di noi, chiamiamo "gaydar", l'invisibile radar che ci avverte della vicinanza di altri come noi.
Ebbene? E allora? Cambierà qualcosa, dopo questa pubblicazione?
Consentitemi di dubitarlo.
Esistono, eccome se esistono, le persone che nascondono la loro diversità e che addirittura diventano omofobe, capaci di odiare e discriminare le persone omosessuali proprio perché hanno paura della propria omosessualità. In termini psicologici questo atteggiamento può diventare un vero e proprio disturbo, chiamato "omofobia interiorizzata".
Come difenderci?
Vivendo, prima di tutto, la nostra breve vita!
Afferrando, per noi stessi e insieme a chi amiamo, la nostra briciola di felicità!
Senza rancore, senza risentimento, senza fare agli altri quello che pure tanti altri hanno fatto o farebbero volentieri a noi!
Seguendo, per esempio, il Vangelo, che contiene un messaggio non solo per i credenti in Gesù Cristo, ma per tutti gli uomini, annunciando la liberazione anche per noi, gli eunuchi (Matteo 19, 12), i ragazzi del centurione, i pubblici peccatori.
Contro l'odio di chi segretamente ci disprezza, perché è come noi e ha paura che lo si sappia, non c'è altra difesa che vivere, sempre di più, alla luce del sole la nostra condizione gay, continuando a costruire, con chiarezza morale e con determinazione spirituale, una società più libera, più inclusiva, più rispettosa di tutti.

Perché non possiamo più fidarci

Grazie alla efficiente rassegna stampa del sito del referendum per il ritorno dell'uninominale, possiamo segnalare il testo di un breve ma illuminante articolo di Marco Bertoncini, pubblicato stamattina da Italia Oggi.

Vi si racconta, in poche e chiare righe, come nacque, per volontà e responsabilità della cricca berlusconiana, di Bossi, di Casini e anche di Fini, il cosiddetto Porcellum. Il grande imbroglio, un vero e proprio tradimento della volontà dei cittadini, fu congegnato per salvare la casta e in particolare i quattro pensionati sfigati e quelli che governano davvero, nascosti dietro a un Berlusconi sempre più politicamente impotente.

Non potremo mai più fidarci di un ceto politico che ha svenduto ogni propria intima convinzione, sputtanando la Repubblica, la Costituzione, il senso minimo delle regole comuni.

Continuiamo, quindi, a lottare, per l'uninominale e per le primarie.

E' l'unico modo per fermarli, i responsabili e i protagonisti dell'imbroglio del Porcellum e i loro immediati sodali, compresi quelli più giovani, che si stringono attorno alla nascente intesa Maroni-Alfano, con strizzata d'occhio al solito Casini.

Sono sempre gli stessi che ci hanno imbrogliato varando il Porcellum e sono già pronti a varare oggi un Porcellum 2, per stoppare il referendum e impedire, ancora una volta, che la nostra politica diventi finalmente un po' più meritocratica e competitiva, come il popolo sovrano ha ripetutamente chiesto, sin dai referendum del 1991 e del 1993.

Occhio, amici democratici, amici liberali, amici indipendenti, occhio al Porcellum 2! Non possiamo più fidarci di chi ci ha ripetutamente mentito e blandito, di chi ha già dimostrato di infiaschiarsene delle regole comuni!


* * *

giovedì 22 settembre 2011

Il martirio di San Maurizio e dei suoi commilitoni

Grazie a degli amici di Facebook ho avuto la possibilità di ricordare e venerare il martirio di San Maurizio e dei suoi commilitoni della legione tebea.

Ho scoperto una storia affascinanate, di sacrificio e di fede, capace di ispirare in tutti noi l'energia per essere autentici e per vivere nella dignità per cui siamo stati creati.

Non posso negare che questo martirio mi ha fatto ripensare a tante altre icone e archetipi di sacrificio e amore virile, fino a risalire ai Battaglioni Sacri della tradizione greca, la cui memoria non era forse totalmente perduta anche nella cultura degli estensori di questa storia mauriziana di coraggio e compassione. 

Segnalo alcuni link, per chi ha tempo di approfondire:


http://www.copticplace.com/Saints_E/Lives_of_Saints/Maurice.html (su questo sito di vita e cultura copta ho trovato l'icona che impreziosisce questo post)

http://www.ucc.ie/milmart/Maurice.html (il sito creato dallo studioso David Woods)

http://it.wikipedia.org/wiki/San_Maurizio 

http://illagodeimisteri.blogspot.com/2010/07/san-maurizio-oltre-la-leggenda.html  (un sito solo apparentemente un po' gotico, ma in realtà attento alle fonti e ai dibattiti in corso)

E per chi ha il tempo e la possibilità di viaggiare, un pellegrinaggio all'abbazia di San Maurizio ad Agauno nel Canton Vallese, in Svizzera, sarebbe senz'altro una esperienza affascinante nel cuore dell'Europa:

http://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_territoriale_di_San_Maurizio_d%27Agauno

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mercoledì 21 settembre 2011

La ricostruzione di regole comuni


Da Grosseto ci è stata inviata questa bella foto, oggi. Vi si vedono Massimo Felicioni, Leonardo Marras e Laura Cutini, che firmano i referendum per il ripristino dell'uninominale, a Palazzo Aldobrandeschi, la sede della provincia di Grosseto. Per coloro che non conoscono la vita civica maremmana, ricordo che Marras è il presidente della provincia, Laura Cutini e Massimo Felicioni sono esponenti dell'alternativa civica e liberale. Il presidente Marras, che rappresenta la nuova generazione dei democratici toscani, ha dichiarato sul suo sito Facebook: "Ho firmato per il referendum per abolire il cosiddetto Porcellum, che ha dato vita a un parlamento di nominati. Credo che il nostro Paese abbia bisogno di una legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scelta diretta dei propri rappresentanti. Sono urgenti e indispensabili nuove regole. Una legge elettorale condivisa da tutti, che garantisca la libertà e la democrazia è uno dei cardini su cui ricominciare.". Siamo d'accordo: uninominale e primarie sono una importante base comune, su cui cominciare a ricostruire.

venerdì 16 settembre 2011

Il consigliere di Berlusconi


Lo ammettiamo, siamo turbati, dopo aver sentito le vive voci della conversazione di un Berlusconi - stanco, confuso - e del suo consigliere - un volpone oggi in fuga in qualche paradiso tropicale, lontano da ogni possibile estradizione.

Le parole pronunciate dai due personaggi in questione - il presidente Silvio Berlusconi e il fuggiasco Valter Lavitola - possono essere ascoltate e giudicate da ciascuno.

Mi rassereno un po' solo pensando a come ho agito e reagito, in questi anni, pubblicamente, rischiando e pagando di persona, prendendo le distanze da un fallimento che è e resta prima di tutto politico.

Invito a rileggere alcuni dei miei interventi di questi ultimi anni, tanto per aiutare la comprensione, per coloro che non si sono mai rassegnati a essere - solamente - anti-berlusconiani o berlusconiani, ma hanno sempre cercato prima di tutto di essere se stessi:

Come sono finito con Verdini e Berlusconi - novembre 2004

Il progetto smarrito di un partito toscano della libertà - luglio 2010

Quattro gatti toscani contro quattro pensionati sfigati - agosto 2010

Cittadino Berlusconi, un passo indietro! - novembre 2010

La tomba politica di Berlusconi, Firmigoni e Bossi: il caso Nicole Minetti - gennaio 2011

Berlusconi unn' è bbono - febbraio 2011

Un giudizio equanime dopo 18 anni di fallimenti: perché tanto tempo con Berlusconi? Perché forse non c'era di meglio - giugno 2011



E d'ora in poi impegniamoci perché tutto finisca al più presto, con la rimozione e la messa in condizioni di non nuocere di Berlusconi e del suo consigliere.

* * *

mercoledì 14 settembre 2011

Al Popolo quel che è del Popolo

Ci scrive Toscano Redini: "Si fa un grandissimo errore, nel credere che le persone al potere sappiano quello che stanno facendo.". I cittadini attivi, che producono, che pagano tutto con fatica e sudore, che sono i veri sovrani, devono riprendere nelle proprie mani il controllo delle istituzioni e la cura dei beni pubblici. Al Popolo quel che è del Popolo.

Alziamoci e andiamo a firmare i referendum, ma quelli giusti, per l'uninominale!

Sosteniamo la riforma elettorale uninominale in Toscana: maggiore partecipazione dei cittadini e maggiore competizione nella scelta dei nostri leader locali, sono obiettivi spirituali, è vero, ma sono anche sfide che ci aiuteranno a diventare una società più dinamica, più aperta, più innovativa. Le riforme servono alla ripresa! Aiuteranno anche a far tornare i conti di casa!

sabato 10 settembre 2011

Comuni più forti, borghi più liberi

Italia Futura, la fondazione che è sempre di più un punto di riferimento per coloro che hanno ancora la testarda speranza di vedere in questa Repubblica una stagione di riforme, ha pubblicato un mio intervento su un tema che mi è caro: il rafforzamento dei nostri comuni, anche attraverso l'unificazione di quelli troppo piccoli o che frammentano territori che avrebbero bisogno di una amministrazione comune.

Leggete il mio articolo sul sito di Italia Futura.





Testo integrale dell'intervento:


Comuni più forti, attraverso l'iniziativa civica, dal basso




In questa Italia bloccata c'è qualcosa che noi cittadini possiamo fare direttamente, da subito, senza aspettare che cambino la Costituzione o le leggi: rafforzare il nostro primo governo, quello più vicino a noi tutti, le nostre amministrazioni comunali.
Dalla Toscana segnaliamo alcuni esempi di movimenti nati dal basso per l'unificazione di comuni troppo piccoli, che frammentano l'amministrazione di territori che avrebbero invece bisogno di una gestione unitaria. Uno di questi movimenti è nato da tempo all'Elba. L'isola toscana, con un territorio di circa 223 kmq, conta in tutto circa 30.000 abitanti ed è divisa in ben 8 comuni. L'iniziativa può essere seguita su questo sito: http://www.comuneunicoelba.com. Un'altra di queste iniziative, già all'esame del Consiglio regionale, si è sviluppata nel Casentino toscano, nella provincia di Arezzo, un territorio famoso fra l'altro per il santuario della Verna e per l'eremo di Camaldoli, attualmente diviso in ben 13 comuni.
Dibattiti di questo tenore stanno avviandosi in tutta Italia. E non solo in contesti rurali o montani. Dell'opportunità di unire i comuni si discute anche nelle realtà urbane, dove molti comuni sono già di fatto “attaccati” l'uno all'altro in conurbazioni che attendono di veder finalmente diventare realtà quelle “città metropolitane”, che da decenni avrebbero dovuto garantire loro un governo unitario più razionale.
L'unificazione dei comuni in realtà più ampie e adatte ai nostri tempi è un tema rigorosamente bipartisan e incontra un sostegno trasversale. La natura partecipativa del processo è garantita dall'art. 133 della Costituzione, che prevede che queste proposte di modifica delle circoscrizioni comunali siano sottoposte al vaglio di referendum popolari, indetti dalla regione. Non si deve in alcun modo attendere, per fare qualcosa per il nostro comune, che si smuova qualcosa nella palude politica nazionale! Si deve invece attivarsi sul proprio territorio, organizzando raccolte di firme da sottoporre alle proprie autorità regionali.
Come fanno queste iniziative, ci si chiederà, ad avere ragione del nostro tradizionale campanilismo?
Attraverso una riflessione che a ben vedere somiglia parecchio alla scoperta dell'acqua calda: già oggi i nostri comuni sono, nella quasi totalità dei casi, delle “comunità” che riuniscono diversi “borghi”, cioè frazioni, borgate, quartieri.
Ciascun borgo è, per il cittadino, la prima dimensione comunitaria e il primo spazio civile, in cui ci si riconosce e ci si ritrova.
Tuttavia i cittadini del borgo riconoscono facilmente il loro essere parte di una comunità territoriale più ampia, sia essa rurale, montana, o anche urbana.
Comprendono bene che solo se il proprio campanile è inserito in un comune più ampio, in una amministrazione territoriale meno frammentata, certi obiettivi di buongoverno sono più facilmente raggiungibili. Troppe frazioni minori e di confine, in comuni troppo piccoli e gracili, sono, al contrario, neglette e abbandonate.
L'unificazione dei comuni, va da sé, è anche un modo semplice e concreto per ridurre i costi impropri della politica. Non solo perché ridurrebbe il numero degli amministratori, ma soprattutto perché comuni più grandi e più forti non avrebbero più bisogno di comunità montane, comprensori, circondari o di altre forme di enti e autorità intermedie. Anche il dibattito sull'abolizione delle province risulterebbe decisamente incoraggiato da un serio processo di unificazione dei comuni.
Questi movimenti dal basso potrebbero portare presto, in modo democratico e partecipato, senza verticismi e senza forzature, a una forte riduzione del numero degli oltre 8.000 comuni italiani, in particolare di quelli, che sono oltre 5.000, che hanno meno di 5.000 abitanti.



Mauro Vaiani

venerdì 9 settembre 2011

September 11 Remembrance

9/11 10th Anniversary Remembrance at Camp Darby
Source: http://www.usag.livorno.army.mil/
 


In occasione del decimo anniversario dell'11 settembre, ho partecipato a una commemorazione pubblica, che si è tenuta stamane a Camp Darby, la base americana vicino a S.Piero a Grado, fra Pisa e Livorno. Ho accettato con gioia l'invito, perché desideravo, anche a nome del mio Dottorato in Geopolitica e del prof. Maurizio Vernassa, partecipare al ricordo dell' 11 settembre 2001. Un sentito ringraziamento a Chiara Mattirolo e all'intero ufficio stampa della base, per il loro cortese interessamento.
A Camp Darby, in cui sono entrato per la prima volta, ho trovato la consueta cura per gli spazi pubblici, attenzione e gentilezza, quel piacevole miscuglio di efficienza e informalità che caratterizza spesso un ambiente americano e che tante volte vorremmo saper realizzare anche dalle nostre parti.
Nella chiesetta mi sono unito a una folla eterogenea, composta da militari americani e italiani, da civili che lavorano alla base, da pochi esterni. E' stato suonato, per primo, l'inno della Repubblica Italiana, e poi quello americano. Sono state ricordate le vittime del terrorismo di tutte le nazionalità, i caduti italiani e americani nelle lunghe e terribili guerre che sono state combattute in questi anni, le tantissime vittime innocenti di tutti i conflitti.
Il giovanissimo comandante della base, il Liutenant Colonel Kevin Bigelman, nel suo breve e sobrio speech, ha voluto umilmente ricordare che oggi ci siamo riuniti per ricordare e pregare, mentre spetta alla politica - e alla scienza e alla storia della politica - esprimere giudizi, correggere i tanti errori, indicare nuove soluzioni per il futuro.
Queste sue parole mi hanno fatto immediatamente ripensare a un buon articolo su questi dieci anni di guerra al terrore, scritto con umiltà, dote che anche in geopolitica ha il suo significato, con un senso di sano realismo, con rispetto per chi è morto o ha sofferto, da George Friedman su Stratfor, di cui segnalo volentieri il link.
Durante la preghiera abbiamo acceso tre candele, una per ricordare, una per portare conforto, un'altra per invocare speranza.
Abbiamo ringraziato la Provvidenza, per tutte le persone, neighbors, friends and strangers who brought to our troubled lives solace and clarity of purpose.
Non nascondo che mi sono un po' commosso. In fondo, per me personalmente, questa cerimonia è stata anche un modo per fermarmi a riflettere su dieci anni di lavoro universitario, di impegno civile e politico, di crescita intellettuale e - soprattutto - spirituale.
Che D-o benedica tutti noi e ci confermi nel nostro impegno, prima di tutto, per la libertà.





mercoledì 7 settembre 2011

Pisa-Prato, in bicicletta

Mi sto trasferendo a Mezzana di Prato, a casa di mia madre, per concentrarmi totalmente sul mio dottorato. Fra le tante cose da spostare, c'era anche la mia bicicletta. Non è nulla di particolare, è una vecchia bici modello Oxford, che tanti anni fa mi è stata regalata dal mio amico fraterno Paolo Ciampolini. Potevo metterla su un treno. Potevo farmi prestare un mezzo un po' più grande. Invece, sapete che ho fatto? L'ho portata a Prato cavalcandola!



Stamane, alle 7, sono partito da casa mia a Pisa. Ho pedalato per una ottantina di chilometri. Dopo meno di sette ore, verso le 14 meno un quarto, con una certa scioltezza che mi ha anche un po' sorpreso, sono arrivato a Mezzana di Prato.

Non ero del tutto sicuro che avrei pedalato l'intero percorso. Pensavo che avrei potuto stancarmi prima e che magari avrei terminato il viaggio in treno. Erano davvero tanti anni che non facevo una giornata di cicloturismo! Talmente tanti che non dirò quanti. Quando, poco prima dell'una, sono arrivato a Ponte a Signa, ho chiamato mia mamma e gli ho detto che ce l'avevo fatta.

E' stata una zingarata, ma anche una soddisfazione, ammettiamolo: sono un quarantottenne in forma! Ovviamente l'ho vissuta con grande lentezza e calma, pedalando per quarantacinque minuti, riposandomi un quarto d'ora, fermandomi ogni volta che volevo, bevendo tantissima acqua, godendomi ogni piccola meravigliosa cosa della mia Toscana che mi passava, lentamente, davanti agli occhi.

Quasi sette ore, sette tappe. Da casa ho imboccato la regionale 67, l'antica Tosco-Romagnola. Prima tappa nel centro storico di Cascina. Seconda tappa ai bellissimi ponti sull'Era di... Pontedera. Terza tappa in un borgo meraviglioso, Castel Del Bosco, nel comune di Montopoli. Quarta tappa, lungo il viale alberato di San Miniato Basso. Quinta tappa alla Casa del Popolo di Spicchio, fra Sovigliana e Vinci, un altro borgo incantato, lungo l'Arno, in riva destra. Sesta tappa Ginestra Fiorentina. Settima e ultima tappa a Ponte a Signa, da dove poi, attraverso l'Indicatore e la vecchia via di Campi, sono arrivato a Mezzana di Prato.

Ricorderò alcune delle cose più belle: gli alberi lungo l'Era; le colline della Toscana centrale; un cipresso lanciato verso il cielo in cima a un poggio, in una località che si chiama, nemmeno a farlo apposta, Angelica; la possibilità di pedalare sotto i pini, lungo l'Arno, da Vinci a Montelupo; la salita dell'antica via chiamata "Maremmana" fra Ginestra e Malmantile, forse una antica strada di transumanza, lungo la quale devono aver camminato anche i miei antenati, quando sono andati a fare la stagione come boscaioli giù in Maremma.

Un grande pino sull'Arno a Spicchio di Vinci


Oltre alle tante Madonnine poste a protezione dei viandanti, spesso bellissime, sempre commoventi, contornate di fiori e di lumini, voglio ricordare anche le innumerevoli vie di S.Martino. Ne ho trovata una pressoché in ogni borgo, in prossimità dei tanti luoghi di culto dove si onora il grande santo, quello che condivise il suo mantello con il povero viandante, una figura centrale per capire le radici più profonde della nostra spiritualità e, se si vuole, della nostra mentalità toscana.

Ringrazio la Provvidenza di questa ispirazione, di questa esperienza, che non vedo l'ora, stasera, di raccontare ai miei amici, a Firenze, al ritrovo Queer organizzato da IREOS alla spiaggetta di S.Niccolò.

Da buon campagnolo, mi presenterò con la mia Rificolona, per celebrare la vigilia dell'8 settembre, festa di Maria Bambina. Un nuovo anno sociale e lavorativo è iniziato, è bello affrontarlo con la forza della maturità, ma con lo stesso candore di quando eravamo ragazzi.

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