Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 28 novembre 2013

Sono 30 anni che aspettiamo





Il giorno prima delle primarie PD compio cinquant'anni (50!). Mi aspetto un regalo: che Matteo Renzi vinca; che arrivi presto a palazzo Chigi; che, con Renzi premier, si facciano in 3 anni le riforme che sono mature da 30.

Diffuso su Toscana Insieme


mercoledì 27 novembre 2013

Un altro giorno perso, dietro a Berlusconi

Il disastro politico di Berlusconi era già conclamato.
Quello che è successo al senato, mercoledì 27 novembre, ha certificato il disastro degli anti-berlusconiani di professione.
Si è sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare. Si è cacciato Berlusconi, forzando la Costituzione, le procedure e le leggi. Fra poche settimane se ne sarebbe dovuto andare lo stesso, per le conseguenze della sua condanna definitiva. La forzatura persecutoria c'è stata, eccome. Valeva la pena?
Si è trattato dell'ennesimo errore politico di persone  politicamente fallite, come il capogruppo Zanda, come la Finocchiaro, come tanti altri.
A Berlusconi - che incarna il più grande fallimento politico della nostra generazione - si è regalata l'aureola del martire. A Grillo e a tutti i forcaioli, si è data la possibilità di vestirsi come improbabili catoni della nostra morente repubblica.
Per fortuna, possiamo consolarci con la possibilità, ormai imminente, di prendere le distanze dai berlusconiani e dai loro più fidi alleati, gli anti-berlusconiani.
E' possibile un salto politico, culturale, generazionale, persino di stile, domenica 8 dicembre, fra undici giorni circa. Matteo Renzi può lasciarsi alle spalle vent'anni di fallimenti, imbrogli, strumentalizzazioni.
Sosteniamolo.


PS
Amici Americani, buona festa del Ringraziamento, domani!
Amici Ebrei, buone feste di Chanukkà!
Amici Toscani e Italiani, buon voto il prossimo 8 dicembre!

lunedì 25 novembre 2013

Renzi, il peggiore di tutti


Ammettiamolo, fra i - non molti a dire il vero - leader politici che hanno tentato di sfidare lo status quo italiano ed europeo, Matteo Renzi è probabilmente il peggiore di tutti, il meno esperto, troppo giovane, troppo ambizioso, improbabile lui e chi gli sta vicino... E tuttavia sappiamo di lui alcune cose che dovrebbero farci correre in massa a votarlo alle primarie PD del prossimo 8 dicembre 2013. Posso provare a convincervi?

- Ambizione. A coloro che la considerano un difetto, vorremmo sommessamente ricordare che la carriera di Matteo Renzi è stata e sarà fulminea, soprattutto perché ha avuto la sorte di doversi confrontare con una generazione particolarmente arrogante, incompetente e inconcludente - oltre che abbarbicata e invecchiata al potere, e ha avuto il notevole coraggio di ribellarsi a essa, lui che avrebbe potuto farne parte.

- Character Assassination. Renzi, che era già da alcuni anni leader dei Popolari fiorentini, fu selezionato per la presidenza della provincia di Firenze nel 2004. Appena l'establishment si rese conto che il giovanotto era operoso e ambizioso, hanno cominciato a distruggerlo e non hanno alcuna intenzione di smettere. Si dice in giro, a Firenze, che Lamberto Dini avesse caldamente sconsigliato la sua nomina a presidente provinciale, profetizzando: scalpita troppo, è troppo bravo, finirà che andrà a Palazzo Chigi, o in galera. La macchina della maldicenza contro gli emergenti lavora sempre a pieno ritmo, ma la scelta fra dare fiducia a Lamberto Dini, o a Matteo Renzi, per la maggioranza dei cittadini sovrani, non dovrebbe essere così difficile.

- Fare. Sarà stato fortunato ma, in un decennio di crisi generalizzata della finanza locale, sotto i colpi del fallimento di ogni tentativo di riforma federale e con l'Italia ostaggio dell'insipienza e dell'impotenza dell'ultimo governo Berlusconi, Matteo Renzi è riuscito davvero a portare a casa alcuni risultati tangibili, sia come presidente della provincia (nuova Fi-Pi-Li, restauri, attenzione ai bambini e alla cultura), sia come sindaco di Firenze (pedonalizzazioni, risparmi in affitti, open data, amministrazione trasparente e, ancora, tanta attenzione ai bambini e alla cultura, cioè al futuro). Gli va riconosciuto che le cose su cui non ha potuto (ancora) incidere - come nuove linee di tramvia, il mostro della "scuola marescialli", le opere faraoniche dell'alta velocità, l'aeroporto - non sono nella sfera dei suoi poteri di sindaco. Anzi, ammettiamolo, se uno come lui non diventa presidente del consiglio, non ne vedremo mai la fine. Basta per votarlo, che ne dite? Ma se avete tempo, si può andare avanti...

- Giustizia sociale. Non ci sono ricette semplici. Non ci sono elusioni ed evasioni facili da colpire. Non c'è più nemmeno tutto quel nero di cui tanti favoleggiano. Tuttavia occorre fare qualcosa in nome del 90% della popolazione che ha meno, chiedendo maggiori sacrifici al 10% della popolazione italiana che possiede metà delle ricchezze del paese. Matteo Renzi, magari leggendo e facendo leggere di più Mario Seminerio, Luca Ricolfi, Franco Debenedetti, può farcela più e meglio di tanti altri, perché è più libero di tanti altri. Non viene da una casta, né da una fazione. Alle caste e alle fazioni che tengono in ostaggio il paese non deve nulla. Diamogli fiducia.

- Magistratura. Matteo Renzi ha un programma per tribunali e carceri? Non ancora, ma sta rapidamente sviluppando concetti importanti, partendo da prese di posizione che inizialmente sembravano strumentali. Ha frenato su amnistia e indulto, ma ha aperto a riforme radicali come le depenalizzazioni dei reati personali di consumo e costume (droga e sesso). E ha abbracciato un grande sogno di civiltà giuridica: la separazione netta fra custodia preventiva e pene definitive. I cittadini in attesa di giudizio non devono stare in carcere o, se proprio necessario, devono stare in luoghi di custodia ad hoc per loro, diversi e distinti dal sistema carcerario che ospita i condannati in via definitiva.

- Priorità. Non è solo l'unico leader politico che si candida credibilmente a fare poche cose importanti, ormai mature da anni, se non decenni. E' anche l'unico che le mette nella giusta priorità: prima di tutto abolire il senato, sennò la repubblica non si sblocca; poi abolire province e sfoltire mille altri enti intermedi, che devono diventare una proiezione del lavoro associato fra sindaci; poi il nuovo codice semplificato del lavoro; poi spendere meglio i pochi soldi che ci sono, spostando i sacrifici da chi lavora a chi ha proprietà, dando priorità alla scuola e all'innovazione; poi, una volta diventati un po' più efficienti, chiedere a tutta Europa di ripensare l'euro e soprattutto l'austerità... Senza fare almeno queste cose, in questo giusto ordine, non ce la faremo mai.

- Spese Pazze! Ma le avrà fatte? Essendo bravo, dinamico, estraneo al solito cliché autoreferenziale - indolente e inefficiente - della vecchia aristocrazia rossa toscana, Matteo Renzi ha tenuto sveglio l'interesse di alcuni suoi bravi oppositori, come Guido Sensi. Che cosa si capisce dal loro lavoro certosino? Che non è stato affatto un amministratore più sprecone di quelli che lo hanno preceduto. Semmai ha lavorato di più, ci ha provato di più! Il vecchio detto "chi non fa, non falla", vale anche per una carriera politica.

- Spoil System. Ha nominato tanti fedelissimi nelle sue amministrazioni, lo si accusa. Sbagli ne avrà fatti, ma se non avesse avuto vicino qualche fedelissimo e qualche competente, di certo ne avrebbe fatti molti di più, realizzando molto meno. L'accusa, inoltre, è troppo strumentale, quando viene da una casta politica che ha riempito di parenti e amici tutte le burocrazie, le università, la magistratura, le partecipate, e quant'altro. 

- Stile. Ha la dote rarissima di ammettere di aver sbagliato, di sapere di non sapere, di essere sempre pronto ad ascoltare una battuta salace, un suggerimento ficcante, una critica non importa quanto aspra. Mai un attacco personale, mai un attacco strumentale. Sempre ironico e soprattutto auto-ironico. Sempre attento ad annunciare cose possibili, e immediatamente controllabili: dal dimezzamento dei posti in parlamento, all'abolizione delle province, alla riduzione del numero delle prefetture. E' stato provocatorio, il rottamatore, ma mai fazioso, denigratorio, liquidatorio. Su questo, almeno, lo si promuova a pieni voti.

- Uninominale. Tutto ciò che resta di una antica battaglia per rendere più competitiva, più innovativa, più leale, la competizione politica, radicando anche in Italia i collegi uninominali, le primarie, ma anche il doppio turno, sopravvive aggrappato all'area di Matteo Renzi, in particolare con l'impegno di Roberto Giachetti. Gli altri vogliono riportarci, tutti, indistintamente, verso il passato della proporzionale, il disastro delle preferenze, il ritorno della dittatura dei partiti e delle fazioni. Volete il paese dei Firmigoni, dei Fiorito, dei Fioroni, o piuttosto volete Renzi?

- Unione Europea. Matteo Renzi non ha un programma per la riforma del disastro degli eurocrati e dell'eurocrazia, è vero. Ma perché, qualcuno ce l'ha? Via non scherziamo, tutti gli altri sono fermi alle chiacchiere e alla retorica europeista più controproducente - quella che farà vincere i populismi e gli euroscetticismi più biechi e forse persino pericolosi. Ci vorranno anni di durissimo lavoro politico e culturale, per creare una nuova Europa che somigli più alla Svizzera e meno all'Unione Sovietica, oltre che per uscire dai limiti strutturali dell'euro. Nel frattempo, riconosciamoglielo, almeno Renzi crede nella pace perpetua fra i popoli europei, in una politica estera comune fra tutte le democrazie, nella libera circolazione delle persone e dei loro beni. Vi sembra poco, di questi tempi?

- Unire. E' un leader con una vocazione maggioritaria, che può unire cittadini di sinistra, di centro, di destra, indipendenti. Per questo le fazioni e le lobbies lo odiano, perché anche mettendosi tutte insieme faranno molta fatica a fermarlo.  Per questo coloro che hanno la testa affondata nel passato, nelle vecchie identità, nelle vecchie appartenenze di prima del 1989, non lo sopportano: lui è oltre ma - a differenza di Grillo - è anche un pragmatico, un competente amministratore, un sincero democratico d'indole sufficientemente liberale. E' imperfetto, ma è libero. Ha principi, ma anche una capacità di pensiero snello. Potrà fare bene, o meno bene, ma soprattutto potrà fare. E' l'unico leader politico che può vincere, riformare il parlamento, e magari subito dopo scioglierlo e rivincere, in modo tale da poter stare al potere per almeno cinque anni come "sindaco della repubblica".

Infine - last but not least, ultima cosa ma non la meno importante - è abbastanza giovane da sperare di fare qualcos'altro, dopo la politica. E' importante per lui, ma soprattutto per noi. Di carriere lunghe e inconcludenti non ne abbiamo avute già troppe nella politica italiana?

Terminato mercoledì 27 novembre 2013


venerdì 22 novembre 2013

Santa Cecilia


Santa Cecilia, per questo terzo anniversario dall'apertura del blog, ci ha riservato dei piccoli ma preziosi tocchi di grazia.
E' stata aperta la nostra pagina Fi-Po Link, Prates* e Fiorentin*, uniti per il metrò e per vivere meglio, insieme, la nostra piana metropolitana. Proprio oggi Stefano Alive ha caricato sulla pagina il bellissimo logo che ha regalato alla nostra causa e che riproduciamo anche in testa a questo post.
Come rete di amic* della Toscana impegnati per il cambiamento a partire dalle cose concrete, a partire dalla realizzazione del sogno del metrò di superficie Prato-Firenze, ci siamo registrati come comitato di sostegno alla campagna di Matteo Renzi, candidato alla guida del Partito Democratico e alla leadership della Repubblica.
Continua la nostra campagna per le primarie obbligatorie e i collegi uninominali, come fondamento della riforma elettorale toscana e - sperabilmente - anche di quella nazionale. Ci rivolgiamo a tutti i legislatori toscani: da Daniela Lastri a Marco Ruggeri, da Nicola Danti a Marco Manneschi, da Alberto Magnolfi ad Alessandro Antichi. Vi preghiamo di non essere ignavi: primarie e preferenze non sono davvero la stessa cosa. La Toscana deve continuare a essere fiera di essere stata la prima ad abolire il disastro delle vecchie preferenze facoltative all'italiana.
Non cambiando in meglio, non è vero che tutto resta uguale: si cambia inesorabilmente in peggio, si invecchia, si muore. Fatevelo dire da un vecchio attivista civico-liberale ormai quasi cinquantenne.






domenica 17 novembre 2013

Fi-Po Link

Su stimolo del mio amico Marco Salvadori, insieme a un altro nuovo amico, Mauro Sottili, e a tanti altri, abbiamo aperto una pagina web che si chiama
Fi-Po Link, dedicata a sostenere cambiamenti concreti per noi Pratesi, Calenzanesi, Campigiani, Sestesi, Fiorentini, per vivere meglio, insieme, la nostra piana metropolitana.
Ci siamo trovati, risvegliati, rimescolati, grazie alle energie liberate dalla leadership di Matteo Renzi.
Come sta accadendo a tanti altri, su altri fronti, il giovane leader ha stimolato anche noi a realizzare i progetti e i cambiamenti che sono maturi da decenni. Sfida noi "enni" ad essere all'altezza di ciò che abbiamo sognato e studiato e a fare, fino in fondo, la nostra parte, reagendo alla crisi, al pessimismo, alla paura - grande e credo comprensibile, condivisa da un vecchio attivista quasi cinquantenne come me, per esempio - di non veder realizzate le riforme, i miglioramenti, per cui lottiamo da trent'anni, ormai.
Una precisazione doverosa: non faremo l'ennesimo comitato per delimitare confini, compiti e funzioni di una eventuale nuova amministrazione metropolitana - che non siamo nemmeno sicuri che serva!
Ci occuperemo di miglioramenti concreti.
A partire dalla realizzazione del grande sogno che è maturo sin da quando la linea ferroviaria Prato-Firenze è stata raddoppiata: avere una vera linea metropolitana, che corra con piccoli treni leggeri e frequenti, sicuri, economici, privi di barriere architettoniche, veramente per tutti, fermandosi a tutte le stazioni.
Ci siamo anche registrati per sostenere il rinnovamento renziano alle primarie del prossimo 8 dicembre 2013:
http://social.matteorenzi.it/dettaglioComitato.php?idc=3805
Vi aspettiamo!

mercoledì 13 novembre 2013

Pane e politica


In questa notte terribile della repubblica italiana, i Toscani, le Toscane, dove sono? Che stanno facendo?
In materia di riforme elettorali, i nostri legislatori regionali erano arrivati a risultati storici:
- consegnare alla storia il disastro delle vecchie preferenze;
- un consenso diffuso su collegi piccoli se non addirittura uninominali;
- le primarie in ogni collegio;
- consenso sul fatto che, se nessuno raggiunge una maggioranza al primo turno, se ne deve fare un secondo, esattamente come avviene per i sindaci, e avveniva per i presidenti delle vecchie province.
E' ancora possibile un sano compromesso toscano, un "Provincellum", per far eleggere 24 consiglieri regionali scelti fra i migliori piazzati della maggioranza, e 16 consiglieri regionali scelti fra i più votati delle minoranze - come accadeva nei consigli delle vecchie province.
Rimandare l'attuazione di questo compromesso, nascondendosi dietro la polvere sollevata da ogni convulsione politica nazionale, è semplimente vile.
E terribile.
La Toscana avrebbe potuto e potrebbe ancora portare un segno di speranza nella scena politica nazionale, superando le proprie liste bloccate con una legge saggia, fondata su primarie obbligatorie, collegi uninominali, doppio turno.
Ogni giorno che passa, è perso.
E sono perse speranze.
E sono perse opportunità.
E sono perse vite.
Che cittadine e cittadini sovrani siamo, in questa morente repubblica, se non vediamo più la connessione intima fra pane e politica?


mercoledì 6 novembre 2013

Queer Festival Florence 2013

 Eccomi ancora una volta come volontario al Florence Queer Festival - XI edizione - 2013, nella settimana dedicata al cinema. Siamo, ancora una volta, al bel Odeon, in pieno centro. Insieme al Robert Kennedy Center for Human Rights di Firenze portiamo al pubblico toscano un film sulla condizione queer in Cameroon - Born This Way - e una novità importante: un film pieno di speranza sulla condizione gay in Vietnam - Lost in Paradise. Siamo solo all'inizio. L'intero programma si trova sul sito http://www.ireos.org e sul sito http://www.florencequeerfestival.it/. Seguite il festival sull'hashtag #fqf2013, ma soprattutto venite a trovarci all'Odeon.

domenica 3 novembre 2013

Il caso Cancellieri-Caselli c'è eccome

Più passano le ore, più è chiaro che c'è un caso Cancellieri-Caselli.
Un caso che coinvolge non solo questi due personaggi apicali, ma anche decine e decine di loro collaboratori, conoscenti, e amici - ovviamente tutti in posizioni chiave dell'amministrazione giudiziaria e carceraria.
Non si è commesso alcuna illegalità, sia chiaro.
Si è solo fatto funzionare lo stato.
Sono assolutamente sicuro che, dagli atti, verrà fuori che la signora Ligresti non doveva stare in carcere.
Non ce n'era bisogno per le indagini e, in più, era pericoloso per la sua salute.
Solo che, gentili signore e signori amici e potenti, è altrettanto chiaro che lo stato lo fate funzionare solo per chi pare a voi.
Ci spieghino, le vostre signorie, come si fa a entrare - migliaia di persone che languono in galera, milioni di cittadini che aspettano giustizia - in questa lotteria della buona amministrazione, dove la vincita è che lo stato e la magistratura saranno veloci e diligenti?

venerdì 1 novembre 2013

Cancellieri di lotta e di potere

Mi è spesso piaciuta la Cancellieri. Il suo interessamento per i carcerati mi è sempre parso sincero. L'avrei voluta un po' di lotta, magari schierata per i referendum, per le depenalizzazioni, per le riforme. Non solo di potere.
Potere, sì.
La cosa che più mi inquieta, in questa sera di Ognissanti, è che la Cancellieri ha potuto intercedere per la sua amica Ligresti, non in quanto ministro, ma in quanto donna potente già da prima di essere ministro.
I comuni cittadini languono in galera o nell'eterna attesa di giustizia, risposte, autorizzazioni. I potenti, invece, continuano a vivere agiatamente, divorando la repubblica, e ad aiutarsi fra di loro: burocrati, politici, magistrati, giornalisti, alti dirigenti Rai-Telecom-Alitalia-Poste...

PS
E dopo aver ascoltato i notiziari e i talk show di oggi, in particolare Cuperlo dalla Lilli Gruber, mi viene da aggiungere: a tanti alti papaveri della vecchia sinistra italiana, vorrei chiedere perché lo stato, le sue amministrazioni, le sue diramazioni, comprese le branchie guidate dai cosiddetti migliori - come il procuratore capo Caselli - funzionano bene solo quando nei tritacarne finiscono gli amici potenti (o, magari, i nemici giurati, come i Berlusconi)?


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