Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

mercoledì 16 agosto 2017

Progetti contro servizi


In questo giorno di San Rocco 2017, era inevitabile una riflessione sociale, ispirata da questa bella figura di santo francescano consolatore dei poveri e taumaturgo degli appestati.

Urgenze ambientali e questioni sociali sono passate davanti ai miei occhi. So che, con tutti i miei limiti, qualcosa vorrò e potrò fare dopo le vacanze, insieme ai miei amici e compagni del Comitato Libertà Toscana.

Ascoltando distrattamente un po' di Radio Radicale mi sono imbattuto in due testimonianze, quelle di Piero Fassino e di Maria Elena Boschi. Entrambe mi sono sembrate emblematiche di una distanza crescente che questi politici mi sembra abbiano dai problemi ambientali e sociali dei territori italiani.

Mi hanno spinto, una volta di più, a riflettere sullo stallo del PD di oggi. Non è colpa dei renziani. Non è un problema di persone. Il più grande, il più potente partito d'Italia è prigioniero di un paradosso che si stava già formando negli ultimi anni della partitocrazia, di cui in fondo è l'erede più diretto.

Potrei definirlo una sorta di innamoramento per i progetti, che purtroppo è strettamente collegato con la crescente indifferenza per i servizi.

In tutti i campi, a tutti i livelli, i Democratici si sono appassionati di progetti che hanno soprattutto un impatto mediatico, ma che inevitabilmente si rivolgono a pochi, se non a pochissimi. I renziani ci hanno aggiunto un pizzico di centralismo, di arroganza, di furbizia in più, ma il problema esisteva anche prima di loro. Esisteva già nelle vecchie giunte bianche e rosse più tradizionali e - apparentemente - maggiormente votate alla giustizia sociale.

Mentre i servizi universali declinano, i progetti particolari si moltiplicano.

Si fa bella mostra di voler fare qualcosa di molto innovativo e persino di molto generoso, ma poi lo si fa solo per alcuni: alcuni giovani, alcune donne, alcuni imprenditori, alcuni anziani, alcune aziende in crisi, alcune periferie, alcune scuole, alcuni malati, alcuni disagi sociali, alcune vittime, alcuni orfani.

Poi, sia chiaro, non è detto che agli annunci seguano i bandi, che ai bandi segua una corretta assegnazione, che agli (inevitabilmente) pochi destinatari arrivi effettivamente qualcosa. Questa è una altra e ulteriore questione, di coerenza, di efficacia, di efficienza di un governo. Intanto si sono fatti gli annunci, poi per gli effetti si vedrà... Tanto i media non riusciranno a seguire i progetti fino in fondo, specialmente i media ancora molto servili con il PD e in particolare con i renziani del PD.

Ma la cosa veramente grave, a mio parere, è che si tratta sempre di progetti particolari, mai di servizi veramente per tutti, pensati per emancipare tutti.

Francamente non so quanto possa ancora andare avanti questa paradossale dissonanza fra il PD e i pochi che riesce a beneficare da una parte e dall'altra tutto il resto del paese che vede declinare infrastrutture e servizi, scuole e periferie, garanzie e pensioni, case e mestieri.


Tutto fa pensare che un grande strappo sia inevitabile. E forse anche uno schianto in cui, inevitabilmente, a soffrire saranno gli ultimi.

Nella battaglia per porre fine al tempo dei progetti per pochi e per il ripristino di servizi pubblici veramente per tutti, con il massimo controllo possibile da parte dei diretti interessati, noi ci saremo.

Veniteci a trovare al Comitato Libertà Toscana.

Dateci una mano.

E' importante.

Buon S.Rocco, buon resto d'agosto!



Boschi e Fassino in una foto ANSA

venerdì 4 agosto 2017

Posa Pinotti





Ci risiamo.
Evidentemente anche l'Italia ha un piccolo establishment militare-industriale, il cui più visibile esponente è la ministra Pinotti (la quale ci pare, per inciso, da sola, una delle principali ragioni della sconfitta del centrosinistra alle ultime elezioni comunali di Genova).
Questo grumo di interessi miopi ma potenti è andato in parlamento a dire che il governo Serraj aveva bisogno di un paio di navi per assistere la sua guardia costiera, guardandosi bene dal mostrare documenti, dati, piani, programmi.
Purtroppo il parlamento ha avallato questa ennesima missione internazionale neocolonialista, con l'appoggio non solo del PD e di Forza Italia, ma anche di MDP e di Campo Progressista (la sinistra del "Sì" non si smentisce mai).
In realtà non sono solo due navi.
In realtà non si sa cosa faranno.
In realtà le altre autorità libiche, anzi quasi tutte fuorché il governo Serraj (gracile travicello installato dall'ONU e dall'Italia) non vogliono questo intervento.
Siamo di fronte all'ennesima missione che, con un po' di fortuna, assorbirà un po' di denaro pubblico, che finirà in compensi speciali e commesse. Se poi la sfortuna ci mette lo zampino, chissà, si vedrà, tanto ci sono presto le elezioni...
La Pinotti, peraltro, ha già dimostrato di saper restare in sella anche se le perde regolarmente.


Post più popolari di sempre