Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 30 marzo 2013

L'attacco a Renzi sull'aspettativa? Un boomerang che lo rafforzerà


Dieci anni fa Matteo Renzi, forse già in vista della chance di diventare presidente della provincia di Firenze, riorganizzò con i suoi familiari la gestione dell'azienda di famiglia e si fece dare un contratto decente.
Siccome gli andò bene, fu eletto, fu bravo e ancora oggi è in pista per fare qualcosa di più, oggi lo si attacca in un modo che non esito a definire tendenzioso, oltre che totalmente sbagliato e, mi sia concesso, anche antidemocratico.
Non solo lui e la sua famiglia sono stati saggi, a suo tempo, nel rispetto delle leggi, ma in più non si sono inventati un lavoro - come purtroppo una certa casta politica è stata solita fare, per avere contributi pensionistici più sostanziosi durante le sue lunghe aspettative politiche.
Un attacco del genere finisce solo con il gettare un po' di fango sull'intero istituto dell'aspettativa, che avrà anche molti difetti, che sarà sicuramente abusato - specialmente da magistrati, sindacalisti, funzionari di partito, giornalisti - ma che di certo è stato e continua a essere uno dei pochi presidi di libertà e di garanzia, per cittadini non ricchi come Berlusconi, di poter concorrere alla vita politica e alle cariche pubbliche.
Un altro boomerang, che si rivolterà contro i livorosi che lo hanno lanciato.

lunedì 25 marzo 2013

Napolitano e Gauck a S.Anna di Stazzema

Un evento memorabile per la Toscana e per l'Europa, la visita di Napolitano e Gauck a S.Anna di Stazzema, ieri. Ci proietta già verso il 2014, anno in cui celebremo i settanta anni dal 1944, l'anno drammatico e allo stesso tempo pieno di speranze in cui prese forma la Resistenza toscana, "per dignità, non per odio".














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Foto del Corriere Fiorentino

venerdì 22 marzo 2013

Grillo e la tonnara di Gaza


Fiamma Nirenstein ha scovato alcuni pensieri anti-israeliani e retropensieri antisemiti fra gli scritti di Beppe Grillo e dei suoi seguaci.
Perché non sono sorpreso?
Israele terrebbe chiusi gli abitanti di Gaza come in una tonnara, per sterminarli, e vorrebbe lo scalpo di Ahmadinejad...
Leggete e riflettete...
Continuo ad augurarmi un governo politico di minoranza, guidato dal leader che ha perso meno - Bersani - e sostenuto dallo schieramento arrivato per primo; che entri in carica attraverso un meccanismo di non sfiducia; che faccia, assieme a tutte le forze presenti in parlamento, alcune essenziali riforme.
Però attenti, attenti, attenti a chi si vota e da chi ci si fa votare.
Perché sì, già, c'è anche la politica mondiale, non solo l'austerità nell'area euro.
Di figuracce nel mondo ce ne ha già fatte fare abbastanza il governo tecnico di Monti.


giovedì 21 marzo 2013

Primavera di coraggio


Con coraggio, ecco come si deve vivere questa nuova primavera politica.
Il consiglio regionale toscano deve abolire le liste bloccate e varare una legge elettorale fondata sui collegi uninominali e sulle primarie obbligatorie.
E' una questione fondamentale, perché la politica toscana conservi la sua speciale qualità.
E sarà un buon esempio che raggiungerà anche Roma, e forse andrà anche oltre.
C'è ancora qualcuno che si attarda a parlare di primarie o di preferenze, come se fossero due alternative entrambe valide, per restituire al popolo toscano il diritto di scegliere direttamente i suoi eletti.
Sveglia!
Non è più il tempo di essere ignoranti, nel senso tecnico di ignorare che collegi e primarie generano sane competizione fra maggioranze, mentre le vecchie preferenze all'italiana producono vergognose spartizioni fra minoranze.
Non è più il caso di essere codardi, nel senso di mettersi sempre in coda a tutto, per cercare di capire, prima di schierarsi, come va a finire.
Perché sappiamo già come andrà a finire, senza riforme: ci faremo parecchio male.
Riforma toscana, subito.



mercoledì 13 marzo 2013

Benvenuto vescovo Francesco

Che D-o benedica il nuovo vescovo di Roma, il cardinale Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco. Con gioia uniamo la nostra preghiera a quella del popolo di Roma, perché tutto cambi in Vaticano. Che ce n'è bisogno. Basta denaro, basta potere, basta sesso clandestino (che ci si ami alla luce del sole!). Basta ipocrisia. Torniamo a Gesù e a Maria.




martedì 12 marzo 2013

Falklander people have spoken


Falklanders decided they want to remain a self-governed territory under British protection. They are in armony with one of the most important historical human trend: the increasing respect of self-determination, based on the will of the resident people, along with the total refusal of population transfers, or deportation.

Carolina Barros, editor of the Buenos Aires Herald, pronunced a key statement: some "Argentines think that the territory, the land, belongs to the Argentine map. But most of the Argentines, I think, think that the islanders are entitled to believe or feel themselves like the true inhabitants of the islands after almost nine generations".

The Argentine government may not change its expansionist mind, but the Argentine people may, expecially if they remember and decide to honor the senseless slaughter of  their fellow 650 Argentine servicemen who died in the 1982 war.


giovedì 7 marzo 2013

Bersani, una fine o un inizio?

Sono stato così temerario da voler seguire via web un po' di interventi della direzione nazionale PD di ieri. Davvero desolanti, la maggior parte di essi. Segnalo, in proposito, la brillante riflessione del mio amico Giovanni Fontana e le fulminanti riflessioni su Facebook di Tommaso Ciuffoletti.
Ci sono da salvare gli interventi di chi, come Gentiloni, ha sommessamente ricordato che la proposta di abolire il finanziamento pubblico ai partiti non è eludibile, e dei pochi, fra cui D'Alema, che hanno ricordato che le forze che devono parlarsi, in questa XVII legislatura, sono tre: PD, PDL, Movimento Cinque Stelle.
Dei toscani salvo solo Claudio Martini, che mi è parso uno dei pochi a rendersi conto che le cose che si possono davvero fare, prima di tornare al voto, sono davvero pochine e che bisognerebbe avere il coraggio di entrare nei dettagli.
Brava la Puppato contro le burocrazie che fanno affondare il paese, ma un po' ingenua nel suo riferirsi alle possibili convergenze con gli eletti Cinque Stelle.
Bersani, che peraltro continuo a considerare il primo candidato a guidare un governo di minoranza che in pochi mesi ci riporti al voto, andrà a sbattere, se si continua a ignorare la necessità di una discontinuità immediata rispetto al finanziamento della casta, da una parte e dall'altra, se si continua a voler far finta che non occorra anche la corresponsabilizzazione del PDL. Al Senato la non sfiducia per far entrare in carica un governo di minoranza, va chiesta a tutti.
A questo proposito, posso permettermi di chiedere, per esempio, come si potrebbe fare una riforma elettorale uninominale senza o contro il PDL? Gli eletti a Cinque Stelle, lo ha lugubramente ricordato ieri sera uno dei loro esponenti più infervorati, Alfonso Bonafede, sulla Sette, parlando con Lilli Gruber, non hanno alcuna idea in materia elettorale, se non quella di un ben triste ritorno alle vecchie preferenze all'italiana.

Dalla padella nella brace!
Una buona cosa che sembra già emergere con chiarezza nel PD c'è: presto saranno riconvocate le primarie, in vista delle prossime elezioni.
Matteo Renzi ha il diritto di riprovarci.








mercoledì 6 marzo 2013

Riforma toscana, ultima chiamata?


Per la riforma elettorale toscana, qui, ora


E' il momento di riprendere il lavoro per il varo della riforma elettorale toscana.
Non faremo polemiche sul tempo che è trascorso, né sul segnale che si poteva dare all'intero paese prima delle elezioni politiche, e che è mancato.
Si è assolutamente in tempo a mantenere la doppia promessa più volte fatta dal governatore Enrico Rossi: cambiare la legge elettorale per restituire al popolo toscano il potere di scegliere le persone e non solo le liste, e riuscire a cambiarla prima di Roma.
Chi scrive non ha mai ceduto, sia chiaro, alla tentazione di accomunare la legge toscana al Porcellum, ma è evidente che per il superamento delle liste bloccate, né a Firenze, né a Roma si può attendere oltre.
Portiamo all'attenzione dei legislatori toscani, degli osservatori più appassionati e competenti, dell'intera opinione pubblica, cinque punti di compromesso che ci sembrano, da tempo, più maturi:
  • restare fedeli alla scelta storica di abolire le vecchie preferenze facoltative all'italiana, per scongiurarne i disastrosi effetti, passati e presenti;
  • restare fermi sul maggioritario, pur mantenendo un diritto di tribuna per forze minori che superino soglie significative; diciamo più vicine al 10 che al 5%;
  • eleggere con il sistema uninominale la maggior parte dei 40 membri del prossimo consiglio toscano; per disegnare con equità le circoscrizioni si potrebbe partire, ad esempio, dai 29 collegi del Mattarellum;
  • istituzionalizzare un turno generale di primarie obbligatorie e contestuali per tutti; sarà un contributo originale toscano alla elaborazione di uno statuto pubblico dei partiti, alla democratizzazione di tutte le organizzazioni politiche, vecchie e nuove;
  • aprire alla possibilità del doppio turno per l'elezione del presidente e dei membri del consiglio, in modo da rafforzare l'autorevolezza e l'indipendenza reciproca dei due poteri.
Ci serve un sistema elettorale semplice, comprensibile ai cittadini sovrani, competitivo, fondato sulla centralità dei territori, sul valore delle persone, sulla omogeneità delle proposte di governo.
Legislatori della Toscana, tocca a voi.

Mauro Vaiani


martedì 5 marzo 2013

Benvenuti nel grillismo reale

Massimo Gramellini della Stampa ha rilanciato la notizia che Roberta Lombardi, la neoeletta capogruppo alla Camera del Movimento Cinque Stelle, è una di quelle persone che hanno studiato poco il fascismo e, forse, non hanno fatto fino in fondo i conti con ciò che esso è stato e, purtroppo, è ancora, nella pancia e nella testa di parecchi.
Quello di ritrovarsi con personaggi impreparati, o inopportuni, perché scelti praticamente a caso, o comunque non sottoposti a sufficiente scrutinio, è sia chiaro, un problema di tutti i movimenti nascenti, di tutte le organizzazioni verticistiche, della maggior parte delle liste bloccate.
Speriamo che il Movimento Cinque Stelle, che ha sicuramente la prima debolezza, non sia appesantito anche dalle altre due, il verticismo e la cooptazione per fedeltà e non per merito.
In ogni caso, benvenuti cittadini grillini nel mondo reale e, a tutti i cittadini non grillini, benvenuti nel grillismo reale.
Auguriamoci, ripeto, auguriamoci, che il presidente dia l'incarico al politico che ha preso più voti, che si costituisca un governo temporaneo, che si facciano le riforme essenziali, che si torni presto a votare.
Forza Bersani, quindi, o comunque forza a un governo politico temporaneo, che goda della non sfiducia delle principali forze politiche del Senato.
E' chi ha quasi vinto, che deve avere la responsabilità di una rapida transizione.
Ne resto convinto. Tutto il resto saprebbe di insopportabile riedizione di indigeribili governi del presidente.
Di gente improvvisata, di gente notabile, di gente che va al potere senza essere votata dal popolo e vagliata dalla pubblica opinione, ne abbiamo già abbastanza, no?
Laureati o no, Monti o Grillo che siano...




domenica 3 marzo 2013

Bersani e Renzi


Ha parlato Matteo Renzi e si è subito sentita un po' d'aria fresca, come se qualcuno avesse aperto le finestre.
Bisogna fare qualcosa subito, per far capire al popolo sovrano che il tempo dei politici autoreferenziali è finito. L'abolizione immediata del finanziamento pubblico ai partiti si può fare in parlamento, subito, con un provvedimento bipartisan, anche senza aspettare che si sia insediato un governo di transizione.
La riforma elettorale, anche, si può fare in parlamento, con un provvedimento di ritorno alla sostanza buona del Matterellum: i collegi uninominali e una piccola quota proporzionale.
Così come si può modificare, rapidamente, il regolamento del senato, per rendere più semplice, tecnicamente, la non sfiducia a un esecutivo di transizione.
Capito PD, PDL, Cinque Stelle? Basta parlare! Fate qualcosa.
La transizione sarà difficile e delicata.
Deve essere breve e operosa.
Nessuna delle tre forze principali deve sottrarsi alle sue responsabilità.
Sennò tornano i tecnici, i notabili, quelli che ci governano senza che li abbia mai votati nessuno...
Viviamoci questi passaggi uno alla volta.
Resto della modesta opinione che a gestire questa fase debba essere Bersani, perché ha avuto i voti e perché ne ha l'esperienza e la capacità. Questo è il suo ultimo incarico politico, il più difficile.
I giovani intanto si scaldino, perché voteremo presto per una nuova generazione di leader, ma con nuove regole!
Chiudo segnalando, con piacere, che circola il nome di una donna per il Quirinale, una fuori dai giri della politica romana, una come Laura Puppato.
Sarei contento, per lei e per questa vecchia e inguaiata Repubblica.

* * *

Intanto in Toscana si ricomincia a parlare di quella riforma elettorale che, se l'avessimo fatta, se il presidente Enrico Rossi avesse mantenuto la sua doppia promessa, avremmo dato all'intero paese un segnale talmente forte che forse ora saremmo già in una fase nuova, invece che in una transizione... Ne riparleremo, promesso.





venerdì 1 marzo 2013

Fatti, non parole

Segnalo uno stupendo articolo di Beniamino Caravita, il direttore di Federalismi.it, apparso sul Tempo del 27 febbraio; un concentrato di saggezza.
Purtroppo devo segnalare anche una intervista confusionaria, a tratti arrogante, resa da Alessandra Moretti, la portavoce di Bersani; no, davvero non basta essere giovani, né essere nominati.
Ci sono delle cose urgenti da fare e vanno fatte qui e ora, da PD, PDL e Cinque Stelle.
Non una collaborazione organica, ma istituzionale.
Non un governissimo, ma un governo di transizione.
Meglio se guidato, ma questo è ovviamente discutibile, da Bersani, come ultimo atto della sua carriera politica.
E' arrivato primo, anche se non ha vinto.
Qualsiasi altro nome sarebbe il frutto delle macchinazioni fra pochi potenti - vecchi e nuovi, Berlusconi o Grillo che siano - invece che dell'indicazione popolare.
No agli inciuci.
No allo sfascismo.
Nessuno fugga dalle sue responsabilità.




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