Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 30 agosto 2013

Il re della repubblica e i suoi nuovi pari

Posso rispettosamente dissentire dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano?
La repubblica sta morendo, il senato deve essere riformato urgentemente, al popolo si promette il dimagrimento della casta e il Quirinale che fa? Una informata di senatori a vita: il direttore d'orchestra Claudio Abbado, l'architetto Renzo Piano, il fisico nucleare Carlo Rubbia, la neurobiologa Elena Cattaneo.
Quattro nuovi pari per re Giorgio.
Quattro voti in meno da cercare in senato in caso di crisi del governo Letta-Napolitano-Alfano-Letta?

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Mi piace la provocazione del mio amico Andrea Auteri: mai una volta che venga nominata una persona del popolo, una vittima della crisi, una testimone anti-mafia, una figura che si sia sacrificata per gli ultimi, i carcerati, gli affamati di giustizia...

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Da rilanciare anche la costernazione del mio amico Sergio Cortesini: se questa Cattaneo, appena cinquantenne, è così brava e dinamica nel portare avanti tante ricerche, dovevamo proprio distoglierla dal suo lavoro per portarla in senato?

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giovedì 29 agosto 2013

Guerra alla Siria? No!

La Siria è un paese dilaniato da una atroce guerra civile.
Alcune potenze occidentali, dice la stampa internazionale, si stanno preparando a bombardarla.
Ovviamente noi conosciamo solo la narrazione, la retorica, con la quale i governi americano, inglese, francese e turco, stanno giustificando questa loro grave iniziativa. Quanto viene prospettato, tuttavia, ci sembra profondamente sbagliato e bene ha fatto la ministra degli esteri italiana, Emma Bonino, a marcare la distanza italiana da una operazione che, francamente, ci sembra crudele e improvvida.
Bombardare la Siria è sbagliato.
Provo a elencare con semplicità i principali motivi di questa mia convizione.
Primo, non abbiamo ancora alcuna certezza su chi e perché abbia usato armi chimiche vietate dal diritto internazionale. Come riconosce anche un interventista convinto come Ian Hurd, non ci sono assolutamente basi giuridiche sufficienti per scatenare un attacco legale alla Siria. La scomoda verità è che, come è accaduto in ogni altro conflitto contemporaneo, potremo perseguire i responsabili di eventuali violazioni del diritto bellico, solo dopo la fine della guerra, non finché essa è in corso.
Se si disorienta l'opinione pubblica annunciando spedizioni punitive, si mente e allora si giustifica il sospetto che coloro che si vestono da giustizieri non siano altro che pistoleri.
La retorica del presidente Obama rischia di trascinare gli USA in una guerra sbagliata e illegale.
Sono estremamente preoccupato dal pericolo che la politica americana possa essere nuovamente dominata da una cupa hubris interventista, come quella che peraltro è adombrata negli scritti di Samantha Power, l'attuale ambasciatore USA all'ONU.
Secondo, se anche si riuscissero a trovare ragioni sufficienti per giustificare una guerra alla Siria, bombardare dall'alto e da lontano un paese spaccato in due, o tre, dalla guerra civile, è stupidamente feroce, prima ancora che sbagliato. Se abbiamo davvero delle forze che possono giocare un ruolo, dovremmo usarle per facilitare l'armistizio fra le parti che si stanno combattendo sul campo.
Armistizio che, sia detto per inciso, non è mai stato così vicino, dopo due anni di guerra, proprio perché oggi le parti sono in possesso di proprie roccaforti vitali. Analisti di diversa formazione e di opposti schieramenti riconoscono che sarebbe possibile una tregua duratura, fondata sulla partizione della Siria in almeno tre parti: un nord in mano ai ribelli; un rifugio orientale per la minoranza curda; mentre la costa, Damasco e il centrosud resterebbero in mano all'attuale regime nazionalsocialista di Bashar al-Assad.
Dopo un bombardamento occidentale, invece, l'attuale equilibrio potrebbe venir fatalmente alterato. Le fazioni si radicalizzerebbero. Le vittime innocenti si moltiplicherebbero.
Terzo, il successo di un attacco occidentale alla Siria è davvero improbabile, mentre le ricadute geopolitiche negative sarebbero gigantesche. Sono scarse le probabilità di colpire con successo obiettivi anche molto limitati e ben circoscritti, come arsenali e impianti, secondo osservatori attenti come quelli di Stratfor. Le conseguenze dei bombardamenti, invece, sugli equilibri già precari di Libano, Israele, Cisgiordania, Gaza, Iraq, Egitto, potrebbero rivelarsi disastrose.
Chiudo ricordando, amaramente, che in Occidente e in particolare negli USA, l'intera crisi siriana è stata fraintesa sin dall'inizio. L'opposizione ad Assad non ci pare proprio formata da donne, giovani e intellettuali della Primavera araba, i quali avrebbero sicuramente scelto metodi di resistenza nonviolenta di massa, non la guerra civile.
Questi rivoltosi hanno scelto di combattere Assad con la forza e, come ci hanno insegnato i maestri della nonviolenza contemporanea, da Gandhi a Gene Sharp, lo scontro armato è il terreno su cui i regimi non solo sono forti, ma spesso si rafforzano.
Né possiamo sorvolare sul fatto che, come molti hanno sospettato sin dall'inizio, donne, giovani e intellettuali, in questa crisi, sembrano stare dalla parte del regime nazionalsocialista del clan Assad, e non certo dalla parte di Al-Qaeda e Arabia Saudita, che sono fra i maggiori sponsor della ribellione.
Ce n'è abbastanza, mi pare, per riflettere, riflettere, riflettere ancora.
Non guerra, quindi, ma tregua per la Siria.
Tregua subito.

mercoledì 28 agosto 2013

Three inconvenient things about Syria

Three inconvenient circumstances that should suggest intervention supporters to be more cautious: 1) Obama and Cameron are siding with Al-Qaeda; 2) the international punishment of Syria will be backed by Saudi Arabia; 3) even the most fanatical liberal warmongers - like Ian Hurd - admit that the many cruel actors who are fighting the Syrian civil war, probably did not violate international law. So, let me ask again and again: why another pointless international intervention, instead of putting an international pressure in the direction of an immediate truce?

lunedì 26 agosto 2013

Immediate ceasefire in Syria

It is not too late.
It is time for advocating an immediate ceasefire in Syria.
If we, the West, really have any believable influence and dissuasion, we have to throw all our weight on the scales, on the side of an immediate truce.
Every attempt to bring an alleged international justice in the midst of a civil war will result only in another pointless and endless war.
Stop the liberal hubris. 
Stop the neocon warmongers.
Stop the military-industrial complex.
Let the UN mission end their survey.
Let the the painful but inevitable partition of Syria happen.
Please, America, think and think again.
The indigestion of political rhetoric will not bring international justice.
A time of justice might come come only after war. 
In the meantime, another good measure of geopolitical ignorance may lead the United States towards another disaster.

Arrivederci, prof. Chiavacci

Arrivederci, prof. Enrico Chiavacci.
Sei tornato nel seno del mistero divino che hai sempre coraggiosamente esplorato.
Ho fede che ci rivedremo lì, un giorno.
In rete ci sono delle piccole perle, lasciate dal professore, come questo commento sull'Eucarestia "per la gente, per tutti", non solo per qualcuno.
Parlava poco, il prof. Chiavacci, ma sempre con una tale profondità!
Al nostro gruppo Kairos - persone queer credenti della Toscana - il professore ha lasciato una meditazione molto importante sul possibile ripensamento della morale della vita sessuale e della coppia, anche nella chiesa cattolica.
Chiederò ai responsabili e agli esecutori testamentari il permesso di farla conoscere.
Gli sono debitore anche come studioso di geopolitica. A lui devo, quando ero suo studente uditore di morale della vita sociale e politica, uno dei primi incoraggiamenti a studiare la concentrazione del potere negli stati moderni, in tutte le sue conseguenze, con i suoi esiti totalitari.
Preghiamo per lui e, ne sono certo, la sua grande anima ci sarà d'ora in poi ancora più vicina.

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lunedì 19 agosto 2013

Alti tradimenti?



Il presidente della nostra repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente del consiglio, Enrico Letta, e il suo vice, Angelino Alfano, non sono solo delle persone impegnate in politica.
Per ragioni tutte politiche, certo, ma oggi sono ai vertici delle nostre istituzioni.
A queste tre persone ne vanno aggiunte, a dire il vero, altre tre: il presidente del senato, Pietro Grasso, la presidente della Camera, Laura Boldrini e, non dimentichiamolo, il presidente della corte costituzionale, Franco Gallo.
Queste sei persone hanno il potere - e secondo noi anche il dovere - di far votare subito il parlamento sulla questione dell'abolizione del Porcellum.
L'unico modo realistico è il ritorno al Mattarellum, con poche, minime correzioni.
E' la cosa più importante.
E' necessaria per salvare la repubblica.
Invece che ammorbare l'alta stagione delle vacanze con tanti discorsi inutili, e forse anche pericolosi, come quello di Letta ai ciellini, o quello di Zanonato sulle energie rinnovabili, questo è quello che va fatto.
Avrebbe già dovuto essere fatto da mesi!
Non è l'unica cosa urgente, è chiaro, ma, come sappiamo noi Toscani che lottiamo da anni per il superamento delle liste bloccate, per i collegi uninominali, per le primarie obbligatorie, è veramente una questione vitale.
Tutto il resto, a maggior ragione l'inestricabile groviglio politico-giudiziario in cui si è - principalmente per sua responsabilità e incoscienza - infilato il presidente Berlusconi, viene dopo.
Molto dopo.
Non si faccia di questa alta stagione un tempo di alti tradimenti.
Nessuna vera e ulteriore riforma, neppure le cose urgenti come la necessità di mitigare l'austerità, di smantellare province e prefetture, di aiutare i nuovi poveri, di liberare i troppi cittadini in attesa di giudizio, sarà possibile, se prima non si abbatte il Porcellum.
Senza una selezione libera, competitiva, dal basso di una nuova generazione di leader, questa repubblica, semplicemente, ci cascherà sulla testa.
Facendoci del male.
Schiacciando tutti, ma soprattutto i più deboli.
Non mi aspetto nulla dagli apprendisti stregoni e dalle fattucchiere della libertà.
Non mi aspetto nulla dai signori delle tessere democratici.
E nemmeno da quegli esponenti a cinque stelle che meno fanno, più urlano.
Ma dai sei che sono a capo delle nostre istituzioni mi aspetto qualcosa invece.
Che non tradiscano la repubblica, né più, né meno.
Noi altri, intanto, teniamo gli occhi aperti e dritta la schiena.
E andiamo a firmare per tutti i referendum.
Sono, in attesa di poter tornare a scegliere i nostri leader, l'unica arma che abbiamo per fermare gli eventuali alti tradimenti della repubblica.

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Angelino Alfano

Enrico Letta

Giorgio Napolitano










venerdì 16 agosto 2013

Lotte e lutti

L'Egitto è entrato in un vicolo cieco di repressione e violenza.
E' possibile una forte pressione internazionale, fondata sulla sospensione di ogni aiuto internazionale e di ogni movimento economico e turistico?
L'embargo totale di ogni aiuto esterno all'Egitto può servire?
Questo è il momento in cui tecnici, economisti e giuristi devono tirare fuori gli attributi e darci risposte serie.
Ci appelliamo alla serietà - e alle importanti relazioni egiziane - di Emma Bonino.
Fate qualcosa, subito.
Salviamo qualche vita.
Pace, pace, pace, subito.




venerdì 2 agosto 2013

Al voto, al voto, al voto

Al voto, al voto, al voto.
Il governo Letta-Napolitano-Alfano-Letta vari un decreto per il ritorno del Mattarellum, lo si approvi e si voti a ottobre-novembre.
Basta prendersi in giro così.
Tiriamo fuori un po' di attributi e andiamo a votare.
E Matteo Renzi si deve candidare.
E' l'unica speranza che abbiamo.
Forza.
Salviamo questa repubblica, prima che ci crolli tutto addosso.
Forza!

giovedì 1 agosto 2013

Che Toscani saremmo?

Daniela Lastri,
la consigliera toscana PD a cui,
anche a seguito del suo impegno per
la democrazia paritaria,
è stato affidato un ruolo
di coordinamento
dei lavori del parlamento toscano,
per la riforma elettorale
(la foto viene dal suo sito
http://www.danielalastri.it)
Prendiamoci dunque un periodo di riposo, quelli di noi che possono, ma non scordiamoci che grava sulla testa dei legislatori toscani, i consiglieri regionali della Toscana, il dovere di mantenere le promesse solenni che sono state ripetutamente fatte: entro dicembre 2013 deve essere varata una nuova legge elettorale toscana, che sostituisca le liste bloccate con primarie obbligatorie e collegi uninominali.
Il che significa che il progetto deve essere calendarizzato in aula a inizio settembre. Cosa assolutamente possibile, anche perché si è superata la seria crisi politica che si era creata sul futuro degli aeroporti toscani.
Noi abbiamo fiducia che il presidente Enrico Rossi, l'assessore Vittorio Bugli, la consigliera Daniela Lastri (nella foto), il presidente della commissione competente Marco Manneschi, i presidenti dei gruppi consiliari più grossi, Marco Ruggeri (PD) e Alberto Magnolfi (PDL), manterranno la parola.
Noi, comunque, vigiliamo.
Avere una selezione di leader politici più aperta, più competitiva, più severa non è un lusso. E', come ripetiamo da anni - forse non più del tutto isolati e inascoltati - una possibilità e una opportunità per liberare energie e talenti per un futuro migliore.
E' una necessità, per noi stessi, per la Toscana, per dare un segnale al paese.
Che Toscani saremmo, se fallissimo questo obiettivo?


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