Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

martedì 22 luglio 2008

Chi è questa schiava di Roma

Riproduco qui questo mio contributo realizzato a suo tempo per il sito http://www.alessandroantichi.org (Nda, mercoledì 16 marzo 2011).


La schiava di Roma

(Martedì 22 luglio 2008)

Sono in tanti - anche in Toscana - a non amare il testo de "Il Canto degli Italiani", scritto nell'autunno del 1847 da Goffredo Mameli e musicato dal maestro Michele Novaro. Il pezzo fu adottato in via provvisoria il 12 ottobre 1946 dal governo italiano, come inno della neonata Repubblica. E' diventato definitivo solo nel novembre 2005.

Tuttavia ci permettiamo di ricordare al ministro Umberto Bossi che "schiava di Roma" Dio creò "la vittoria", non l'Italia. Il testo di Mameli è scritto in una lingua aulica, che non tutti possono capire, ma l'inno nazionale non mette minimamente in discussione lo storico autogoverno delle nostre regioni e terre.

Al contrario, Mameli scrisse che "Dall'Alpi a Sicilia - Dovunque è Legnano, - Ogn'uom di Ferruccio - Ha il core, ha la mano", dimostrando quindi di conoscere bene e di volersi esplicitamente ricollegare all'epopea delle nostre libertà comunali, alla Lega Lombarda e all'eroe repubblicano fiorentino, Francesco Ferrucci, che lottò contro la restaurazione della dittatura medicea.

Con un piccolo sforzo di attenzione in più (e qualche gestaccio di meno), si scopre che l'inno di Mameli è molto italiano, cioè molto federalista. Del resto non c'è altra Italia che quella del nostro autentico e originario spirito repubblicano e federalista.

Per approfondire la storia dell'inno di Mameli :  http://it.wikipedia.org/wiki/Inno_di_Mameli

Leggi anche il commento di Mario Lancisi sull'inno di Mameli e la sinistra toscana


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Fonte: http://www.alessandroantichi.org/content/view/1356/ (acceduto mercoledì 16 marzo 2011)

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