Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 5 febbraio 2011

Narcisi impotenti

Il narcisismo può facilmente coniugarsi all'impotenza, la vanità all'ignoranza, la propaganda all'inganno politico.

Sentir dire a Berlusconi che per liberalizzare l'economia occorre cambiare l'art. 41 della Costituzione mi sembra persino peggio che credere che Brunetta abbia riformato la pubblica amministrazione, o che la Gelmini abbia riformato l'università, o che i decreti Calderoli stiano trasformandoci davvero in una repubblica federale.

In questo modo si rincorre Tremonti in una delle sue più infelici esternazioni e in molti media, invece che arrabbiarsi e mettere alla berlina questi chiacchieroni ciarlatani, si registrano passivamente queste castronerie, come se dalle redazioni fossero stati epurati tutti coloro che masticano un po' di diritto costituzionale.

L'opposizione, almeno su questo, sembra reagire, ma non ci pare davvero che questo possa bastare.

Se proprio si ritiene che questo parlamento di nominati, inquinato da troppi voltagabbana, possa ancora affrontare qualcuno dei nostri tanti problemi costituzionali, almeno si richiami l'attenzione di tutti su quelli veri.

Per esempio i referendum, la cui scomparsa ha reso ancora più stagnante e putrido il nostro sistema politico, e noi tutti meno liberi.

Si sono volute raccogliere firme per nuovi referendum a rischio quorum, mentre si sarebbe dovuto fare, prima, un serio tentativo per affrontare, insieme a qualche liberale sopravvissuto alla pulizia etnica fatta nel PDL, il nodo scorsoio dell'art. 75, quello che limita, eccessivamente, la possibilità di indire referendum popolari in questa incartapecorita Repubblica.

Abolire il quorum e far votare più spesso il popolo su tante leggi pericolose e inutili, ecco forse questo potrebbe essere un primo passo da tentare, per una vera rivoluzione liberale, oltre che per chiudere il più in fretta possibile questo cupo declino del berlusconismo.

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