Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

lunedì 21 febbraio 2011

La Libia è in fiamme

Si può fare ben poco, dall'estero, per essere utili, fra le fiamme delle città libiche.

Magari sarebbe opportuno qualche gesto, anche solo simbolico, come l'appello del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon a non ricorrere all'uso della forza e a rispettare i diritti umani fondamentali. La Gran Bretagna, per fare un altro esempio, ha richiamato il proprio ambasciatore a Tripoli e ha convocato quello libico per protestare contro la violenza della repressione. Il ministro degli Esteri della Finlandia, scrive il Corriere della Sera, chiede che l'Unione Europea imponga sanzioni contro Gheddafi.

Difficile, però, fare qualcosa di simbolico, di serio, di adatto alla gravità del momento, per coloro che si sono inginocchiati davanti alle bizzarrie del dittatore libico e che si sono legati mani e piedi alla sua cricca di potere.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è limitato infatti ad ammonire l'Europa a "non interferire", non essendo possibile, ha aggiunto, esportare la democrazia. Speriamo almeno che la cosa valga reciprocamente. Così anche il IV governo Berlusconi finalmente smetterà di importare in Italia il culto del capo circondato da amazzoni, stile Gheddafi.

Fonte: Ultime notizie dal sito del Corriere (acceduto lunedì 21 febbraio alle 17)

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