Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 1 maggio 2015

Squadristi a Milano


Conosco bene un certo tipo di «fascismo rosso», perché l'ho subito personalmente, negli anni. Non dimentico mai, per esempio, quando giovedì 14 ottobre 2004, assieme al prof. Maurizio Vernassa e agli amici dell'Associazione Italia-Israele Livorno, fummo cacciati dall'Università di Pisa.
So valutare, credo, altre forme di estremismo fisico e verbale, tipiche dei giovani emarginati e frustrati, molti dei quali sono destinati, se abbracciano una deriva fanatica, a diventare «perdenti radicali».
Non chiudo certo gli occhi sul bullismo e sulla violenza urbana, che pare essere una prerogativa di giovani maschi, machisti, immaturi, cresciuti nella cultura dell'esonero da ogni responsabilità (e non di rado protetti dall'omertà di famiglie tanto abbienti quanto irresponsabili).
Eppure, davanti a questa foto, scattata a Milano oggi, in questo Primo Maggio dominato dalle emozioni contrastanti suscitate dall'inaugurazione di Expo, resto inquieto.
Questi sono squadristi, armati e organizzati.
C'è un salto di qualità, c'è qualcosa di più.
Ci privano della libertà, dei beni personali e ancor più di quelli comuni, della vita democratica, dello spirito repubblicano.
Si faccia luce su costoro.
Sia fatta giustizia.


Fonte: Facebook


Post Scriptum:
Al netto di alcune cose sagge riferite ai media da responsabili come il dott. Armando Forgione - direttore ordine pubblico al ministero centrale - restano dei nodi irrisolti. Le forze dell'ordine hanno senz'altro fatto bene a evitare lo scontro diretto. Però, quanti di questi squadristi hanno ricevuto diffide prima della manifestazione? Quanti sono stati fotografati mentre si mascheravano o si spogliavano? Quanti sono stati colti in flagrante mentre avevano questi manganelli in mano? Quanti sono stati arrestati? Quanti verranno processati?

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