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lunedì 23 gennaio 2012

Oltre la confusione, l'uninominale può unire

Il lucido e informato Pietro Salvatori, in una serie di articoli per L'Opinione e per Notapolitica.it, ci racconta la grande confusione che indubbiamente c'è in tutto l'arco della politica italiana, quando si arriva a discutere come cambiare l'orrenda legge elettorale nota come "Porcellum".


La confusione più profonda è forse nel PDL, dove comunque si stanno indebolendo giorno per giorno i difensori delle liste bloccate.

Nemmeno il Terzo Polo è granitico e i nostalgici delle preferenze stanno trovando più di una difficoltà.

Nel PD la confusione è forse attenuata dalla forte pressione che sale dal basso, da una grande base militante che, insieme a importanti grandi elettori fiancheggiatori, come l'intera costituency di Repubblica, è decisa a rendere le primarie, meglio se in collegi uninominali, una certezza per il futuro.

A guardare bene, però, sembra lecita una punta di ottimismo. Oltre la confusione, l'uninominale, meglio se insieme alle primarie, è proprio l'elemento che può unire.

L'esperienza elettorale del passato, per esempio nei sistemi elettorali del Senato, delle province, del Tatarellum e del Mattarellum, ha già mostrato chiaramente come un sistema prevalentemente maggioritario e uninominale sia facilmente conciliabile con un recupero proporzionale per le forze minori. Le primarie nei collegi uninominali sono coniugabili con la scelta da parte dei partiti di piccole teste di lista bloccate per la parte proporzionale. Possono facilmente ritrovarsi attorno ai collegi uninominali coloro che si ispirano al sistema inglese, al doppio turno francese, al sistema misto tedesco, ai piccoli collegi spagnoli.

C'è un terreno comune, su cui i legislatori nazionali possono lavorare. Noi, con la nostra campagna toscana per l'uninominale e le primarie, continuiamo a insistere. Il nostro esempio aiuterà l'intera Repubblica a uscire da un empasse politico che deve assolutamente essere superato prima delle elezioni politiche del 2013.

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