Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 18 novembre 2011

Ciò su cui sono d'accordo Alesina e la CGIL

All'università a Firenze, al Polo di Novoli, ho assistito oggi pomeriggio a un confronto sulla crisi economica, i giovani, il lavoro, il futuro. Ho finalmente incontrato di persona Alberto Alesina, l'autore di scritti che hanno contribuito alle mie ricerche sulla disintegrazione politica. Hanno parlato Massimo Bordignon, economista della Cattolica di Milano, e Danilo Barbi, della segreteria nazionale della CGIL. L'incontro è stato organizzato da Sinistra Universitaria.
Il dibattito è stato molto vivace e a tratti anche teso, perché le differenze culturali e politiche fra democratici e liberali, fra centralisti e federalisti, sono giustamente profonde, ma è stato anche intelligente e fecondo.
Sono emerse delle sfide su cui Alesina e la CGIL e, si parva licet, anche persone come me, sono d'accordo e che devono essere raccolte in questa fase di tregua politica, dal nuovo governo d'emergenza e di impegno nazionale e da tutte le elite della Repubblica.
La priorità non è la riforma dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ma semmai il disboscamento della giungla dei contratti di lavoro precario.
Prima di toccare ancora le pensioni, bisogna chiedere qualche sacrificio a chi è andato in pensione troppo giovane o alle "sanguisughe", i pensionati d'oro. E bisogna risolvere il problema storico del rispetto del lavoro manuale e consentire un regime di maggior favore pensionistico per tutti coloro che fanno lavori usuranti.
Prima di rimettere una tassa sulla prima casa, si dovrebbe pensare a introdurre una tassa ragionevole e moderata sulle grandi fortune, come peraltro propone Italia Futura. E' necessario tassare meno il lavoro e più le proprietà, meno le persone e più le cose. E' il programma la cui realizzazione aspettiamo da vent'anni, do you remember Tremonti, quando scriveva nel 1991 "La fiera delle tasse", quando era un popolare, federalista e liberale...
Una patrimoniale intelligente, peraltro, sarebbe d'aiuto per riportare entro limiti sistemici ragionevoli l'evasione fiscale; compenserebbe le comunità locali funzionando, di fatto, come una tassa sulla carenza di senso civico; combatterebbe l'aggravarsi delle diseguaglianze sociali; libererebbe risorse in favore della competizione e della mobilità sociale.
Su pressione dei giovani studenti, si è parlato anche della necessità di liberalizzare l'economia e di facilitare l'emersione del sommerso.
Hanno citato uno storico precedente, quello di Franklin Delano Roosevelt, che appoggiò la fine del proibizionismo americano sull'alcool, come modo per rilanciare la vita economica e l'iniziativa individuale, dopo la "Grande Depressione".
I ragazzi hanno suggerito una discussione seria sulla legalizzazione e la tassazione della prostituzione. Un tema che i politici ritengono scabroso, ma su cui l'opinione pubblica, quando correttamente informata, sembra avere le idee molto chiare: lo stato non può occuparsi di peccati, ma di reati gravi contro la libertà, la vita e la proprietà.
Tutti d'accordo, per quanto diverse siano le proprie convinzioni più profonde, anche su un ultimo punto: occorre domare la spesa.
Troppa spesa pubblica e tanta spesa pubblica di cattiva qualità, sono la rovina dell'Italia e di tutti gli altri paesi che sono nella tempesta della crisi dei debiti sovrani.


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