Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 4 aprile 2015

Vedremo meno mostri?




Vedremo meno mostruosità edilizie ed urbanistiche?
Ne vedremo abbattere qualcuna, di quelle che hanno reso irriconoscibile la Toscana?
Me lo domando ogni mattina, quando con la mia pandina a metano mi sposto, lungo la direttrice Mezzana-Via Perfetti Ricasoli, da Prato verso Sesto e poi verso Rifredi.
E come potrei non chiedermelo?
Mentre attraverso un territorio consumato e cementificato, vedo laggiù sullo sfondo la linea d'orizzonte di Firenze sfigurata.
La mole esagerata, elefantiaca, disfunzionale del nuovo palazzo di giustizia, le esagerazioni delle varie cooperative, lo scempio di stato dell'ecomostro della scuola carabinieri, e tanti altri disastri, non solo hanno oscurato il cupolone, ma hanno ucciso l'armonia di Firenze.
Collaborando con Alessandro Antichi, dal 2005 al 2010, nell'ufficio del portavoce dell'opposizione nel Parlamento toscano, ho dato una mano con lui e alcuni pochi altri protagonisti di una opposizione trasversale alla vecchia sinistra di allora, a sollevare un movimento di opinione pubblica contro gli scempi edilizi e gli eccessi di consumo di territorio in tutta la Toscana: da Firenze a Monticchiello, da San Miniato alla Versilia, da Livorno alla collina di San Vincenzo, da Poggibonsi a Santa Maria di Castiglion della Pescaia.
In una delle regioni più pianificate d'Italia, infatti, per tutti era diventato difficile lavorare e costruire, mentre gli amici degli amici dei mandarini installati negli uffici tecnici e nelle segreterie politiche dei comuni e della regione, hanno potuto fare il comodo loro, a spese del territorio e del paesaggio.
La legislatura regionale 2010-2015 e la nuova situazione politica hanno portato delle provvidenziali novità, è indubbio.
Mentre a Firenze Matteo Renzi ha realizzato la svolta della crescita zero del consumo di suolo, in regione il nuovo presidente Enrico Rossi, insieme all'assessore Anna Marsan, ha imposto il piano del paesaggio e una politica più conservativa.
Intendiamoci, che un altro piano possa fermare le mentalità sbagliate e gli scempi, è tutto da dimostrare, purtroppo.
Tuttavia non voglio essere pessimista, in questa veglia pasquale.
Troveremo il modo di cambiare, nell'interesse dei più e per il bene delle generazioni future.

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