Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 5 aprile 2015

Almeno agli Uffizi, basta precariato


Controllando sui motori di ricerca le ultime notizie sugli Uffizi ho trovato questo: il ministro ai beni culturali incontra i rappresentanti dei lavoratori, in vista della stabilizzazione dei precari. Bene, direte. Certo, dico anch'io, solo che leggete bene: si tratta di una notizia d'archivio di undici anni fa, scritta da Sonia Renzini sull'Unità di allora.
Senza fare facili ironie, è un esempio che ci ricorda quanto sia ripetitivo, inefficiente, sgangherato, ridicolo, noioso e pericoloso insieme, il neocentralismo italiano, malattia antica del nostro paese da cui né la prima, né la seconda repubblica, e per ora nemmeno Renzi, sono stati in grado di liberarci.
Oggi, domenica di Pasqua, gli Uffizi sono aperti e sono gratuiti, perché, ancora una volta, il ministro di Roma ha rassicurato i precari di Firenze.
Ne sono felice, ma perché dovremmo continuare così?
Gli Uffizi sono una realtà fantastica, incredibilmente attrattiva, remunerativa. E questo nonostante tutte le sue inefficienze, la pigrizia mentale con cui sono governati, le cattive leggi che ne regolano il funzionamento.
Almeno gli Uffizi potrebbero non avere precari.
Producono risorse che possono sostenere completamente l'istituzione e le realtà minori con essa collegate.
Potrebbero, quindi, qualificare e pagare meglio tutto il loro personale.
Anche chi fa le pulizie o chi stacca i biglietti, agli Uffizi, dovrebbe essere tutto personale interno, di fiducia, qualificato, ben retribuito.

Almeno agli Uffizi, basta con gli inganni, basta sfruttamento, basta accanirsi contro gli umili.
Buona Pasqua di liberazione!


Fonte: http://www.firenzemadeintuscany.com/it/

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