Appena passato il Solstizio d'inverno, la Shab-e Yalda, in Iran è partita una nuova stagione di proteste popolari. E' come se, passata la notte più lunga dell'anno, i cuori e le menti siano tornati a sperare nella luce.
Secondo i media degli attivisti anti-islamisti, oggi, 7 gennaio 2026, sarebbe l'11° giorno di manifestazioni e scioperi.
I popoli dell'Iran, che sono tanti e in gran parte non sono né Farsi né Sciti, sono infine in rotta con l'odiosa Repubblica Islamica, ridotta a essere uno stato di terrore, nelle mani di pochi preti corrotti e assassini.
Da ormai vent'anni sono falliti tutti i tentativi di autoriforma del regime.
Dobbiamo appoggiare la caduta degli ayatollah e dei mullah, in particolare la cacciata del crudele tiranno Ali Khamenei, la cosiddetta "guida suprema", che ha trasformato l'istituto della Velāyet-e faqīh in uno strumento demoniaco.
Deve essere un processo interno, con il minimo di interferenza dall'esterno: le potenze estere sono interessate e attive in Iran, ma tutti devono ponderare bene i loro passi in un paese così grande; le diaspore fanno la loro parte, a cominciare dai monarchici che credono nel ritorno dello Shah di Persia, ma è chiaro che a decidere il futuro saranno coloro che vivono e lavorano in Iran, non le minoranze in esilio; i riformisti islamisti hanno fallito ripetutamente, ma è il momento che si facciano avanti, perché molti di essi sono classe dirigente che sarà necessaria dopo la cacciata dei capi islamisti più compromessi.
Sarà dura arrivare alla riconciliazione, all'elezione di nuovi organi costituenti, al necessario confederalismo fra i popoli dell'Iran, alla ricostruzione economica e sociale, ma così non si può andare avanti.
Questo status quo sanguinario è insopportabile per una popolazione di novanta milioni di persone, in cui l'età media è poco sopra i trent'anni e il livello di globalizzazione e mobilitazione sociale è così alto.
Che la Provvidenza accompagni i popoli dell'Iran e che noi dall'Europa li si sostenga in ogni maniera possibile.

Nessun commento:
Posta un commento