Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

lunedì 13 aprile 2015

Attacco alle autonomie speciali


Ogni tanto ritorna, come certe rondini che non fanno primavera, un attacco politicamente sguaiato e istituzionalmente sgrammaticato alle autonomie speciali della nostra repubblica: la Sicilia, la Sardegna, la Valle d'Aosta, la provincia autonoma del Trentino, la provincia autonoma del Sud Tirolo, la regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.
Fatta la tara alle semplificazioni mediatiche, ogni persona che ami ragionevolmente il proprio territorio e che creda nella democrazia locale, può tranquillamente rendersi conto che dietro questi attacchi ci sono preoccupanti dosi di populismo autoritario e tentazioni neocentralistiche.
Noi le respingiamo entrambe e stigmatizziamo anche quel pizzico di invidia economico-sociale e di odio per le diversità culturali e geopolitiche, che qua e là fa capolino nel coro degli indignati.
E' davvero troppo comodo prendersela con le autonomie speciali, quando si tratta di spiegare come mai, dopo 150 di unità italiana, il Trentino è efficiente, la Sicilia no; il Friuli si è sviluppato, la Sardegna molto meno.
Il regionalismo italiano è più che imperfetto, ma chi pensa che senza le regioni il paese sarebbe migliore, si sbaglia di grosso, sia storicamente, che politicamente.
Siccome studiare distanze geopolitiche e diseguaglianze sociali fa fatica - e gli studi meridionalisti sono passati di moda - si parla a vanvera, come se la vita politica in città e quella in montagna potessero essere organizzate allo stesso modo, come se una prefettura valesse un parlamento locale, come se il Nord fosse uguale al Sud, come se vivere al centro della repubblica o nella sua periferia fosse la stessa cosa.
Enrico Rossi, Matteo Renzi, riflettiamo seriamente, prima di avallare la tentazione centralista. In un paese grande, complesso, fragile e diviso, come la nostra malandata repubblica, sarebbe un pericoloso boomerang che, tornando indietro, farà parecchio male, soprattutto agli ultimi, ai deboli, ai lontani, ai diversi.


Post più popolari di sempre

Argomenti solidamente piantati in questa nuvola:

1989 a touch of grace abolizione delle province e delle prefetture alternativa civico-liberale Anticolonialismo Archivio di Toscana Libertaria verso Toscana Insieme Archivio Gaymagazine autogoverno della Toscana basta cicche BijiKurdistan borghi e comuni bussini chi può creare valore come domare la spesa contro gli ecomostri contro il centralismo contro la dittatura dello status quo dalla mailing list di Toscana Insieme Dario Parrini Disintegration as hope don Domenico Pezzini Emma Bonino English Enrico Rossi eradication of poverty Eugenio Giani Eurocritica Fi-Po Link fine del berlusconismo Firmigoni gay alla luce del sole Gianni Pittella Hands off Syria Homage to Catalonia Hope after Pakistan Il disastro delle vecchie preferenze In difesa di Israele Inaco Rossi innocenza tradita Italia Futura la bellezza come principale indice di buongoverno Libertà in Iran libertino Lucca 2012 Mario Monti Matteo Renzi Michele Emiliano nonviolenza Ora e sempre resistenza ora toscana Oscar Giannino Peace Is Possible - War Is Not Inevitable popolano Prima di tutto la libertà primarie Primavera araba 2011 quattrini al popolo Queer Faith ricostruzione di una moralità pubblica riforma elettorale toscana rivoluzione liberale Roberto Giachetti Santa Cecilia sessantennio solidarietà toscana statuto pubblico dei partiti Stefania Saccardi The Scottish Side of History Too Big To Fail? Torre del Lago tradizioni e libertà Ugo di Toscana uninominale Vecchiano veraforza Via dall'Afghanistan vittime yes in my backyard