Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 22 dicembre 2012

Ser Gingillo

Così si potrebbe definire, in toscano, uno come Mario Monti, ha scritto il mio amico Giacomo Fiaschi, oppure, con un modo di dire più generale, Sòr Tentenna...
Eccovi un articolo sul Mario Monti che si gingilla, e un altro articolo sul Mario Monti che non c'è. Non perché non voglia, ma molto più semplicemente perché essere un politico capace di cambiare lo status quo è un altro mestiere, molto più sangue e merda, rispetto a quello di essere un professore notabile che passa, meritevolmente magari, da un incarico di successo all'altro.
I vecchi amici liberali che si sono coraggiosamente e per tempo ribellati a Berlusconi, gli amici e i compagni della nostra rete toscana civico-liberale, le tante persone giovani e competenti che avevano aderito all'originario appello riformatore di Montezemolo e Rossi, i tanti renziani che stanno cambiando - con i fatti non a parole - la Toscana, tutti noi, ci meritiamo una discontinuità.
Loro, tutti loro, quelli di Berlusconi e quelli che c'erano prima di Berlusconi, si meritano una bella discontinuità: una lunga pausa di riflessione, lontani dalla vita pubblica e dalla scena politica.
Hanno i loro vostri vitalizi e le loro ingiuste pensioni retributive, che si accontentino. E non si meraviglino se - come ripetono sempre con ammirevole chiarezza morale Oscar Giannino e Fermare il Declino - saranno soggette a una giusta tassazione a favore della riduzione del debito pubblico, che tutti loro, gli uscenti, hanno contribuito a creare.

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