Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 2 dicembre 2012

Riprendiamoci la nostra terra

Segnalo un interessante articolo apparso oggi a pag. 34 sul Corriere della Sera, a firma di Danilo Taino, dal titolo: Se cade il totem della Politica agricola. Riferisce Taino che si parla ad alta voce, anche nei piani alti dell'eurocrazia, di abolire la famosa e famigerata "Politica Agricola Comune", la PAC. Finalmente, aggiungiamo noi. Gli incentivi agricoli che hanno un senso, oggi, sono quelli destinati a ricompensare gli agricoltori del loro lavoro ecologico e sociale: custodia del territorio; regimazione delle acque; conservazione di colture locali e delle biodiversità; perpetuazione e aggiornamento di tradizioni e mestieri; cura del paesaggio. Questi incentivi devono essere decisi a un livello ragionevolmente circoscritto e direttamente controllabile dagli elettori sovrani. In Italia, sin dai tempi dei padri fondatori della Repubblica, questo livello era stato individuato nelle regioni e nelle province autonome.
La regionalizzazione integrale delle politiche agricole è una delle riforme federali incompiute di questa nostra moribonda repubblica. Fu anche la volontà popolare espressa in uno dei - tanti - referendum traditi.
Togliere agli eurocrati di Bruxelles poteri ormai impropri in queste materie così locali, inoltre, serve proprio, lo nota giustamente Taino, per salvare il prezioso patrimonio geopolitico dell'unità europea.
Una mossa seria per riprenderci i nostri soldi e per decidere noi come usarli per incentivare i nostri agricoltori, oltre che un modo concreto di riformare e sburocratizzare anche a Bruxelles.
Ci torneremo, su questo punto.


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