Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 27 settembre 2014

Più quattrini al popolo


Credo fortemente nelle riforme di Matteo Renzi e anche nel pareggio di bilancio necessario per continuare a usare l'Euro, come ci raccomanda Mario Draghi.
Credo anche nella proposta degli infruttini, che ho, si parva licet, lanciato personalmente proprio da questo blog.
Sono arrivato alla convinzione, tuttavia, che tutto ciò non basta.
Darò anch'io, nella mia Toscana, un contributo a quel nascente dibattito mondiale, che sta coinvolgendo economisti e intellettuali, politologi e amministratori, riguardante un problema che si può sintetizzare così: come distribuire più quattrini al popolo, per permettere a tutti di stare un po' meglio, nel loro qui, nel loro ora, rafforzando le democrazie e le economie locali, contribuendo alla protezione dell'ambiente, alla giustizia sociale, alla libertà spirituale e intellettuale del maggior numero di persone possibile.
In ciascun territorio, occorre rendere possibile uno scambio diretto fra lavoro e beni, sostenibile e responsabile, per il breve e per il lungo termine.
Per far questo occorrono delle unità di conto locali.
Non chiamiamole valute, perché le valute - dall'euro ai bitcoin - hanno il loro valore internazionalmente riconosciuto, nell'economia globale contemporanea, e sono rette da regole che, al momento, non solo non possiamo, ma non sapremmo come cambiare.
A noi serve qualcosa che faccia vivere meglio le famiglie, gli anziani, i giovani nei loro anni più belli, qui, ora, nella loro città, nella propria terra.
Qui, in Toscana, li chiamerei quattrini, queste unità di conto da distribuire massicciamente alla gente. L'evocazione mi sembra appropriata: il quattrino è stata una moneta della nostra povera gente, ai tempi dell'indipendenza, e la parola quattrino ha ancora oggi un suono vivace e un significato concreto nel parlare toscano di ogni giorno.
Da queste riflessioni sul quattrino toscano, deriverà un contributo, credo utile, a tutti i movimenti civici che stanno promuovendo, insieme, più autogoverno locale e meno austerità, dalla Scozia alla Catalogna, dalle Fiandre al Veneto.
A presto!

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