Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 6 settembre 2014

in difesa morale dei carabineri e della necessità del senso civico

Il carabiniere che ha sparato a Davide Bifolco, uccidendolo, sarà sottoposto a giudizio e pagherà duramente anche il più piccolo errore che gli verrà addebitato.
Spero che questo tragico incidente non si trasformi in una aggressione psicologica e morale contro i nostri carabinieri, che sono - in gran parte del territorio italiano - l'unico corpo che ancora riesce a stare vicino alla gente umile, a chi soffre, a chi subisce.
Ritengo necessaria questa presa di posizione in difesa dei carabinieri, perché sento montare la pericolosa marea di quelli che vogliono esonerare sempre tutto e tutti dalle loro responsabilità.
Cosa che, invece, ai carabinieri è intrisecamente preclusa.
La morte di un giovane è sicuramente terribile.
Tuttavia il popolo napoletano e la cittadinanza non si autoassolvano troppo facilmente.
Non devono forse pagare un prezzo coloro che continuano a montare in due o in tre su un motorino? Coloro che non si fermano all'alt? Non sono anch'essi parte del disastro e dell'abbandono? Non ne sono anch'essi responsabili?
La cultura dell'esonero da ogni responsabilità personale e comunitaria, culturale e territoriale, non ha già fatto abbastanza danni?
Facciamo in modo che questo dolore e il grande impatto mediatico che ha avuto, si trasformino in una riscossa popolare, per la rinascita di un senso civico, di una solidarietà, di una lotta per il riscatto sociale.

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