Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

martedì 6 marzo 2012

Alla Casa del Popolo di Sovigliana, per una buona riforma elettorale

La sera di lunedì 5 marzo 2012, alla Casa del Popolo di Sovigliana, nel comune di Vinci, il locale Partito Democratico ha invitato l'on. prof. Salvatore Vassallo a parlare di buona politica, riforme istituzionali, nuova legge elettorale nazionale, primarie. Invitato dal sindaco di Vinci, Dario Parrini, ero presente, anche per testimoniare il lavoro fatto dal nostro piccolo gruppo bipartisan per la riforma elettorale toscana.

Vassallo ha detto cose semplici e importanti, per esempio sul compromesso che si sta cercando, a Roma, su una nuova legge elettorale che faccia eleggere la maggior parte dei parlamentari attraverso collegi uninominali, fatta salva una quota di rappresentati eletti con il proporzionale. Una scelta ragionevole, del tutto analoga a quella che sta maturando in Toscana. Una piccola preoccupazione, però, l'on. Vassallo ce l'ha trasmessa: la riforma istituzionale su cui si stanno accordando le tre maggiori forze politiche dell'attuale Parlamento - PD, PDL, Polo della Nazione - prevede un taglino del 20% circa dei parlamentari e una attenuazione davvero timida di quel bicameralismo paritario che è una delle rovine della Repubblica. Possibile che si torni indietro persino rispetto al compromesso Violante-Maroni del 2006-2007? Possibile che non ci renda conto di quanto la situazione sia grave, di quanto sia profondo e crescente lo iato fra cittadini e istituzioni, di quanto sia necessaria l'approvazione di riforme che sono mature, nella coscienza del Paese, da quasi trent'anni?


Una cosa davvero importante, anch'essa patrimonio consolidato del nostro impegno riformatore, è stata ricordata dal sindaco Dario Parrini. Sintetizziamola così: perché ci stiamo impegnando per le riforme elettorali? Per una passione astratta per le regole? Per una nostra affezione un po' narcisistica per la bellezza anglosassone dei collegi uninominali e delle primarie? No, ha detto con chiarezza Dario, non per questo, ma per una necessità ben più concreta, quella di selezionare una classe dirigente più credibile, più autorevole, più responsabile nei confronti dei suoi elettori. Senza una selezione meritocratica e democratica, non avremo una nuova leadership politica. Senza una nuova generazione di leader politici, non avremo buongoverno. Senza buongoverno, non avremo stabilità, innovazione, libertà, ricchezza, bellezza. Senza le primarie, senza i collegi uninominali, in buona sostanza, saremo meno liberi e più poveri.

Se non riusciamo a varare, in Toscana e a Roma, nuove leggi elettorali moderne e competitive, è molto probabile, che la nostra società locale e la società nazionale rimarranno ferme, nel senso di soffocate, come oggi, da una politica costosa e autoreferenziale.

Buone leggi elettorali, invece, assicureranno vantaggi competitivi a una società aperta e democratica. Miglioramenti insperati, "unexpected improvements", come direbbero alcuni amici che sono impegnati in startup innovative.

Una buona legge elettorale, fondata sulla severa selezione delle primarie e sulla valorizzazione della persona nel collegio uninominale, è uno dei modi con cui la politica può tornare a creare valore, lavoro, ricchezza, diligenza, bellezza.



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