Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

venerdì 24 febbraio 2012

Non perdiamo la diligenza

Fra le tante cose che non dobbiamo perdere, per noi e i nostri cari, per la nostra terra, nella vita e nel lavoro, c'è la diligenza. Intendo dire quella volontà di essere nitidi, semplici, precisi, pronti a fare, a far bene, correggendosi al più presto quando c'è bisogno.
Segnalo tre piccoli eventi di oggi, accaduti tutti in poche ore, che mi hanno fatto pensare alla diligenza, questo grande valore da promuovere dentro di noi, con tutti e dappertutto.

Il Reporter pubblica un pezzo ai cui contenuti ho contribuito in prima persona come volontario Ireos. Si parla della nostra ormai imminente festa queer prevista per venerdì 9 marzo. Il pezzo, originariamente, conteneva diversi errori. Dopo che li abbiamo segnalati alla redazione, sono stati corretti.

Leggo un pacato ma puntuto pezzo di Mario Seminerio sull'approssimazione giornalistica. Una espressione inglese, "all but dead", viene fraintesa. Letteralmente si potrebbe tradurre "tutto fuorché morto", che però deve essere inteso nel senso "ci è già successo tutto, ci manca solo di morire".

Infine capito su una pagina che racconta una storia commovente e curiosa, sul Messaggero. E' la storia di due bambine scambiate, per pochi giorni, alla nascita. Anche qui, il nome di un piccolo borgo viene sbagliato. I lettori se ne accorgono. La redazione corregge. Bello!

Si dice dalle nostre parti, in Toscana: a lavorare male o a lavorare bene, si fa la stessa fatica. Forse anzi, a far bene, si fa anche prima!

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