Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

sabato 30 marzo 2013

L'attacco a Renzi sull'aspettativa? Un boomerang che lo rafforzerà


Dieci anni fa Matteo Renzi, forse già in vista della chance di diventare presidente della provincia di Firenze, riorganizzò con i suoi familiari la gestione dell'azienda di famiglia e si fece dare un contratto decente.
Siccome gli andò bene, fu eletto, fu bravo e ancora oggi è in pista per fare qualcosa di più, oggi lo si attacca in un modo che non esito a definire tendenzioso, oltre che totalmente sbagliato e, mi sia concesso, anche antidemocratico.
Non solo lui e la sua famiglia sono stati saggi, a suo tempo, nel rispetto delle leggi, ma in più non si sono inventati un lavoro - come purtroppo una certa casta politica è stata solita fare, per avere contributi pensionistici più sostanziosi durante le sue lunghe aspettative politiche.
Un attacco del genere finisce solo con il gettare un po' di fango sull'intero istituto dell'aspettativa, che avrà anche molti difetti, che sarà sicuramente abusato - specialmente da magistrati, sindacalisti, funzionari di partito, giornalisti - ma che di certo è stato e continua a essere uno dei pochi presidi di libertà e di garanzia, per cittadini non ricchi come Berlusconi, di poter concorrere alla vita politica e alle cariche pubbliche.
Un altro boomerang, che si rivolterà contro i livorosi che lo hanno lanciato.

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