Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

martedì 17 luglio 2012

Ci vorrebbe qualcosa di strano

Sinistra, centro e destra non ci rappresentano più e non possiamo perder tempo a occuparci di etichette consunte e di agonizzanti schieramenti, che non hanno più senso, se non per le oligarchie che, cavalcandoli, cercano disperatamente di sopravvivere a spese della Repubblica.
Ne ho avuto l'ennesima riprova partecipando, su stimolo dell'inesauribile Mario Seminerio, a un test sulla mia vicinanza politica ai candidati in corsa per le elezioni americane del prossimo novembre 2012. Sono finito in un vero e proprio queer middle ground, fra libertari, federalisti, ecologisti, difensori dei diritti civili, scettici sulle costose e fallimentari guerre combattute dagli attuali leader al potere nel mondo, la War on Terror e la War on Drugs.  
Troppe questioni veramente importanti sono, infatti, ignorate o sottovalutate dalle forze dell'attuale establishment mondiale.
Abbiamo davvero bisogno di processi innovativi, come le primarie o le aggregazioni civiche dal basso, per la selezione di una nuova generazione di politici. Non solo e non tanto leader solitari, ma delle vere e proprie nuove formazioni, squadre che raccolgano diversità e competenze, con una vocazione maggioritaria, cementate da una etica della responsabilità.

PS
Confesso che il candidato a cui sono risultato più vicino, il libertario Gary Johnson, mi era totalmente sconosciuto.

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