Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

mercoledì 9 maggio 2012

Lanciati verso il passato?


Il Mo-V-imento di Beppe Grillo smuove forze e sentimenti, individui e gruppi, molto eterogenei, nei diversi territori. Non sono tutti forcaioli, ma nemmeno tutti così innocenti, sempre politicamente parlando, si intende.
E' giusto sferzare questo nuovo attore della politica - come ha fatto il nostro amico Giovanni Fontana - per farlo reagire, per farlo venire alla luce del sole, per costringerlo a mostrarci cosa sia e cosa vuole veramente.
Il rischio è che, come altri movimenti di protesta, come altre iniziative imprenditoriali che cercano di lucrare sulla crisi politica, invece di aiutare i cambiamenti istituzionali, il Movimento Cinque Stelle finisca per rallentarli, o per farli deviare, a causa, se non altro, di imprudenza e di imperizia.
Pensate, per esempio, alla proposta di legge popolare per il ritorno alle preferenze, presentata da Grillo nel 2007: un ritorno precipitoso al passato più inverecondo dello scambio clientelare fra molti aspiranti eletti e piccoli gruppi organizzati di elettori.
Riascoltate Beppe Grillo mentre parla di primarie, per fare un altro esempio. Sembra di ascoltare i politici consumati di quei partiti che si vantano di fare scegliere ai loro elettori i "TEMI", i "PROGRAMMI". Mentre alla scelta che veramente conta, quella delle persone, ci pensano loro, i mamma santissima dei partiti verticistici e carismatici dell'era berlusconiana.
Sapete come la pensiamo su questo blog: se non puntiamo decisamente su primarie regolate da leggi uguali per tutti, sui collegi uninominali, sulla possibilità di far emergere una nuova generazione di leader politici scelti da maggioranze (non da minoranze) di elettori, allora non si cambierà nulla, allora resteremo prigionieri degli equivoci gattopardeschi, allora ancora una volta, invece che riforme, avremo i soliti imbrogli italiani.




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