Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

lunedì 7 maggio 2012

Riformatori di Sardegna

Un movimento popolare riformatore per la Sardegna ha vinto una battaglia che non esiterei a definire storica. Dieci referendum per l'abolizione delle province e la riduzione degli eccessivi privilegi politici hanno raggiunto il quorum necessario per la loro valididà. A questo punto il loro successo è scontato, avendo scelto, coloro che difendono lo status quo, la strada dell'astensione.

La Sardegna è poco più grande della Toscana, quanto a superfice, e ha la metà dei nostri abitanti, poco più di un milione e mezzo. Anche quella terra, come la maggior parte delle regioni italiane, può abolire le province e tanti altri inutili enti intermedi, che complicano inutilmente la vita ai borghi e ai comuni, interponendosi fra essi e l'autogoverno regionale.

Per approfondire il significato jeffersoniano di questa bella notizia, segnaliamo due articoli:

- uno di oggi, sul sito de La Nuova Sardegna
http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/05/07/news/referendum-anticasta-voto-valido-1.4472535

- uno di qualche tempo fa, un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere, rilanciato da Italia Futura Sardegna, che ha appoggiato la campagna riformatrice
http://www.italiafutura.it/dettaglio/113302/la_disfida_sarda_del_referendum_contro_gli_sprechi

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PS di martedì 8 maggio 2012, ore 15:22 (ora di Dublino)

Hanno vinto i Sì in tutti e dieci i referendum: via le province; primarie per legge; abbattimento della casta. La Sardegna sta uscendo dal sottosviluppo politico. E noi?

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