Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 3 maggio 2012

La parola ai sovrani del Casentino

Siamo ormai arrivati al turno elettorale di domenica 6 maggio 2012.
Il voto più importante per noi?
Non è la Francia.
Non è nel Nord.
Non è a Palermo.
Non sono nemmeno le nostre Carrara, Pistoia, Lucca.
Tutti posti da tenere d'occhio, perché accadranno cose importanti, ma c'è una cosa ancora più importante per il nostro futuro possibile, quello che possiamo costruire qui e ora, con le nostre forze, in questa nostra breve vita, senza dover chiedere il permesso a chi sta lontano, in alto, altrove: il referendum in Casentino.
Anche a distanza, lo seguiremo attentamente*.
I cittadini sovrani del Casentino, oggi divisi in tredici piccoli (e fragili) comuni, devono esprimersi sulla possibilità di unirsi in una unica comunità più forte, maggiormente capace di valorizzare l'autonomia e il decoro di ciascuno dei borghi, la protezione di un immenso e prezioso territorio, servizi essenziali agli individui, alle famiglie, alle imprese.
Il successo, anche solo parziale, di questo referendum, avrà effetti positivi ben oltre il Casentino, accelerando il processo che ci porterà - almeno in Toscana - all'abolizione delle province e di tanti inutili enti intermedi, alla riduzione dei costi della politica, al rafforzamento delle libertà e della sovranità dei cittadini.
La parola ai sovrani!
Buon voto!


* Seguirò il referendum del Casentino e gli altri eventi elettorali da Dublino, dove sono stato invitato per un soggiorno di studio e di scambio, alla School of Politics and International Relations dello University College Dublin (Nda, 3/5/2012).


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