Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

lunedì 23 maggio 2011

Non ci sarà pace, senza la libertà

Ho partecipato alla conferenza "Italia e Afghanistan: dieci anni di impegno politico e militare 2001-2011", organizzata oggi al Sant'Anna dall'associazione degli allievi. Sono intervenuti, fra gli altri: Federico D’Apuzzo, generale di brigata, già addetto militare dell'Ambasciata d’Italia in Afghanistan; Stefano Silvestri, presidente dell'Istituto Affari Internazionali; Fausto Biloslavo, giornalista di guerra; Arturo Parisi, già ministro della Difesa; Vincenzo Camporini, già capo di stato maggiore della Difesa.

Un momento utile, per riflettere su cosa stiamo facendo in Afghanistan e, almeno per alcuni, fra cui io, per portare avanti la riflessione su cosa deve cambiare perché ce ne possiamo andare al più presto.

Come mi ha fatto notare Edgardo Giordani, ricercatore ad Agraria a Firenze, impegnato in interessanti e concreti progetti di sviluppo agricolo in Afghanistan, è forse mancata una voce più locale, più civile, più afgana.

Una delle presenze più stimolanti, a mio parere, è stata quella dell'ex diplomatico Enrico Gerardo De Maio, che ha avuto accenti di grande sincerità intellettuale. E' lui ad aver ricordato che la principale sentina di tutti i mali dell'Afghanistan è in Pakistan.

Non ci sarà pace nell'area, senza l'inizio di profondi cambiamenti in Pakistan, a partire dal ripristino di una autentica libertà religiosa. 


Chiudo questa nota con un ringraziamento doveroso alla Scuola e alla sua straordinaria ospitalità. Sinceri complimenti alla direttrice Maria Chiara Carrozza, a tutti i collaboratori, agli allievi.




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