Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

martedì 5 aprile 2011

La patria dell'uninominale si mette in discussione

In Gran Bretagna si avvicina il referendum sull'uninominale.
Si voterà fra un mese, il prossimo 5 maggio 2011.
Non è una contestazione frontale del sistema, sia chiaro, ma un dibattito sulla sua possibile attenuazione.
Al posto dell'attuale sistema "First Past The Post", su insistenza delle forze minori, si propone di introdurre il sistema "Alternative Vote", che è quello in uso, per esempio, in Australia.
Non entro nei dettagli, ma segnalo l'essenziale: il popolo britannico dovrà decidere se tenersi il sistema uninominale maggioritario a un turno secco, il più semplice e il più classico, quello che ha protetto il Regno Unito dagli estremismi, dai totalitarismi, dai populismi, dallo strapotere dei partiti; oppure se adottare un altro tipo di uninominale, che contiene elementi di maggior vantaggio per le forze intermedie e minori, ma che comunque non ha prodotto di certo i disastri del proporzionale.
Diciamo che è la scelta fra un grande bene e un bene appena attenuato.
Beati i popoli britannici.
Da noi, per il momento, siamo, manco a dirlo, paralizzati.
Fermi al "Porcellum", allo strapotere di leader populisti e di elite invecchiate, alle paranoie e ai narcisismi della maggioranza, alle divisioni e alle paure di casta delle opposizioni.

Approfondimenti:

Alcuni rischi insiti nell'abbandono del sistema elettorale uninominale classico
 
http://www.aboutmyvote.co.uk/ (sito governativo che invita a registrarsi per il voto)

http://www.thefrontpage.it/2011/04/05/il-regno-unito-si-gioca-l%E2%80%99uninominale/ (una riflessione in lingua italiana)

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