Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 10 ottobre 2013

Amnistia per la nostra morente repubblica


Questo blog è in rotta con re Giorgio, lo sapete.
Il messaggio sulla tragedia carceraria, però, è una cosa seria.
Depenalizzazioni, amnistia e indulto, sono necessarie per fronteggiare l'emergenza, in attesa di cambiamenti più profondi.
Fra le riforme strutturali, lo ha ripetuto ieri Oscar Giannino, dovrebbe partire subito almeno la separazione fisica, logistica e giuridica fra coloro che sono in attesa di giudizio e coloro che sono condannati.
Una separazione che i movimenti civico-liberali chiedono da decenni, ormai, inascoltati.

A coloro che fanno finta di non capire, diciamo: che il grano che guadagnate con le vostre carriere di urlatori e imbonitori, finisca in crusca.
Guai a quelli che, da posizioni di presunta forza politica, decidessero di ignorare le sofferenze degli ultimi!
Guai ai - politicamente parlando - imbroglioni delle varie Leghe che, dopo aver politicamente fallito per vent'anni, vogliono conservare lo stipendio facendo gli imprenditori della paura.
Guai agli opportunisti e ai senza principi - di sinistra, centro, destra, pentastellati compresi - che non hanno firmato i sacrosanti referendum e ora parlano a vanvera di riforme.
Guai ai giustizialisti, che strumentalizzano problemi giganteschi, per continuare a giustificare il loro anti-berlusconismo professionale. La loro stessa esistenza - dovremmo ricordarlo più spesso - spiega come mai Berlusconi è potuto sopravvivere tanto a lungo, come leader politico, nonostante tutti i suoi immensi errori politici.
L'elettorato ha avuto giustamente orrore di costoro e, spesso, al loro niente ha preferito Berlusconi, che è tante cose, ma è anche meno peggio di loro.Leggete attentamente il messaggio inviato alle camere dal presidente della nostra morente repubblica, secondo quanto previsto dall'art. 87 della costituzione: l'Italia viene condannata perché infligge torture ai suoi carcerati; con le nostre tasse dovremo rimborsare migliaia di persone che hanno sofferto in carcere; abbiamo decine di migliaia di persone che languono in prigione in attesa di giudizio; abbiamo i tribunali ingolfati da milioni di pratiche che resteranno sospese per anni ancora o finiranno in prescrizione - salvo che per i poveri, i disgraziati, i bagatellari, naturalmente.

L'amnistia è per l'intera repubblica, cioè per noi, prima che per tanti carcerati.

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