Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 2 novembre 2014

L'ennesima vittima della follia del proibizionismo

Stefano Cucchi fu arrestato per possesso di stupefacenti il 15 ottobre 2009. Fu picchiato, scambiato per un albanese, trascurato, lasciato senza cure, senza acqua, senza avvocato, nascosto alla famiglia. Il suo calvario si chiuse solo con la sua morte, sette giorni più tardi, il 22 ottobre.
Un ottimo articolo di Giovanni Bianconi, oggi sul Corriere della Sera, a pagina 5, racconta l'incredibile miscela di prepotenza, razzismo, sciatteria, di cui quest'uomo poco più che trentenne è rimasto vittima.
Su questa immensa tragedia, si sono innestate, come spesso in questa repubblica, le atroci e persino beffarde conseguenze delle cattive leggi sotto le quali viviamo, grazie alle quali NON abbiamo investigatori professionali e indipendenti; NON abbiamo una magistratura che lavori non diciamo 24 ore su 24, ma almeno nei finesettimana; NON abbiamo più alcun diritto umano, una volta arrestati; NON abbiamo una giustizia degna di questo nome.
Tutti coloro che ogni giorno si alzano per fare il proprio dovere sono umiliati, anzi sbeffeggiati, da queste cattive leggi.
Ci appelliamo a Matteo Renzi, perché corregga almeno la peggiore delle tante leggi sbagliate, quella che tiene in vita la grande macchina criminale del proibizionismo in materie di droghe.
I tempi sono maturi e quell'uomo sembra coraggioso.
Avanti, in nome di coloro che soffrono.


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