Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

domenica 16 novembre 2014

Coraggio, come in guerra


Le piogge, le frane, le alluvioni stanno martellando le regioni italiane e mietendo vittime come una guerra.
Sono molto tristi le polemiche fra poteri centrali, regionali e locali, in queste ore.
Mi spiace che persino il nostro giovane ed energico presidente Matteo Renzi rischi, con un certo linguaggio, di cadere in uno scivoloso neocentralismo.
Le leggi sbagliate che sono alla base della distruzione di tanti territori italiani sono tutte norme nazionali.
Decisioni sbagliate, invece, ne sono state prese a tutti i livelli e da tutti. Non c'è alcuna burocrazia - centrale e locale - i cui dirigenti non meriterebbero di essere degradati e sanzionati.
E' chiaro che il problema è stato anche culturale e generazionale: privati e professionisti hanno pensato di poter costruire impunemente dappertutto; comuni e regioni hanno ritenuto di poter lasciare cementificare oltre ogni buon senso; ministeri, strutture, unità di missione nazionali non hanno saputo prevenire il saccheggio del territorio - e non si vede come potrebbero ora rimediare ai danni secolari che sono stati compiuti.
Il disastro dei territori italiani ha origine prima di tutto da errori compiuti dai legislatori romani, ma, per trovare soluzione, richiederà scelte locali dolorose e coraggiose, borgo per borgo, comune per comune, territorio per territorio.
Geologi, urbanisti, ambientalisti - di ogni colore e di ogni provenienza geografica - hanno già indicato la direzione: basta consumare altro suolo; iniziamo a scoperchiare i corsi d'acqua intombati; cominciamo ad allargare gli alvei e le golene.
Ci sono milioni di case ed edifici da abbattare, milioni di famiglie ed aziende da spostare.
Coraggio.

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