Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

lunedì 6 giugno 2011

Isola persa

Giudicare da lontano è sempre difficile e rischioso, ma mi pare di poter dire che Ischia ha perso una occasione.

Ieri e oggi si  è tenuto il referendum consultivo per l'unificazione dei sei comuni dell'isola di Ischia. Questo era il quesito: "Volete che sia istituito il nuovo comune di "Isola d'Ischia" mediante la fusione dei comuni di "Barano", "Casamicciola Terme", "Forio", "Ischia", "Lacco Ameno" e "Serrara Fontana"?"

Degli oltre 50.000 aventi diritto, solo 15.000, il 28,48%, si sono recati alle urne. Niente quorum, quindi, che è richiesto dalle norme regionali della Campania. La bella campagna, con l'accattivante slogan "Unico come Ischia", promossa per l'unificazione dei comuni dell'isola subisce una pesante battuta d'arresto.

Mi auguro che i suoi promotori non si arrendano. Se impostato in modo rispettoso del territorio, delle tradizioni e delle identità locali, dell'autonomia dei borghi, della necessità per l'elettorato di continuare a esprimere la propria sovranità, questo movimento per l'unificazione dei piccoli comuni non potrà che andare avanti.

Un'altra occasione l'ha persa la Campania, che avrebbe potuto, o forse dovuto, unire questi referendum a quelli di domenica prossima, risparmiando un po' di soldi pubblici.

Va ripetuto, incessantemente e testardamente: i quorum sono una presa in giro della democrazia e andrebbero tutti aboliti, perché minano i diritti delle maggioranze, fiaccano le minoranze più attive e creative, espongono la popolazione al controllo e a potenziali ricatti.

Non so come andrà domenica prossima, ma dobbiamo portare avanti la nostra battaglia per una democrazia diretta senza i quorum, a partire dalla riforma dell'art. 75 della Costituzione.

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