Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 21 maggio 2015

Servizio pubblico e precariato cooperativo


Senza processi al passato e senza andare in cerca di contrapposizioni settarie, mi schiero in difesa del lavoro pubblico strutturato.
Se un servizio pubblico è richiesto, previsto, finanziato e organizzato, deve essere assolto da lavoratori strutturati, con contratti a tempo indeterminato.
Proprio a partire dalla mia esperienza civico-liberale, nel corso della quale ho combattuto contro il precariato in realtà come l'Università di Pisa e la Regione Toscana, anche oggi, qui, a Firenze, nell'amministrazione comunale, prendo nettamente posizione contro il precariato organizzato dalle cooperative.
Il sistema del precariato cooperativo ha molte conseguenze, tutte negative: aumenta il potere di intermediazione della politica; deresponsabilizza e rende parassitaria la dirigenza pubblica; moltiplica le occasioni di clientelismo; deprime l'economia locale a favore di grandi appaltatori nazionali; squalifica le persone. L'ingiustizia più grave, più visibile? Due persone, che fanno esattamente lo stesso lavoro (il portiere, il custode, l'animatore, l'operatore, l'educatore), si ritrovano fianco a fianco, a fare lo stesso lavoro, sotto due contratti diversi, con due stipendi diversi.
Tutto questo non è solo ingiusto per le persone direttamente interessato. E' anche profondamente sbagliato per il mantenimento nel lungo termine di un decente, diligente, credibile sistema di servizi pubblici.
Ci vediamo, con chi può, oggi pomeriggio, alle 17, in piazza della SS. Annunziata, alla manifestazione cittadina - non solo sindacale, non solo USB - contro la precarizzazione delle scuole e dei servizi all'infanzia.


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