Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 17 aprile 2014

Servire è cambiare

Entro nel Triduo pasquale con la convinzione profonda che chi vuole servire la sua comunità, deve prima di tutto accettare di cambiare davvero. Servire, nella vita pubblica, nel lavoro civico, nell'impegno civile, è cambiare, cambiare, cambiare, rompere finalmente lo status quo. Mentre mi inchino anch'io a lavare i piedi di chi ha bisogno, in questo Giovedì santo, voglio rilanciare alcune riflessioni che la mia amica Stefania Saccardi - la vicepresidente toscana - ha condiviso nelle ultime occasioni pubbliche in cui la ho ascoltata - ultima la sera del 2 aprile scorso nel bel salone comunale di Prato, in sostegno a Matteo Biffoni, rafforzando il senso degli impegni assunti dal nuovo governo Renzi e dal nuovo ministro Giuliano Poletti.
Le cose che Stefania Saccardi ripete sono semplici e chiare: la nostra solidarietà toscana è un dono generoso, ma è anche un impegno esaltante per spingere ciascuna persona a costruire o ricostruire la propria autonomia.
La Toscana dona e in cambio pretende, da ciascun beneficiato, impegno, formazione, cooperazione.
A ciascun contributo sociale deve corrispondere un impegno a restituire alla comunità, ciascuno come sa e come può.
Impariamo da tanti anziani, spesso i più poveri e più deboli, che si mettono in fila pur di restituire al loro borgo, alla loro comunità, un po' di lavoro socialmente utile.
Impariamo da tanti immigrati, che si spezzano la schiena, pur di costruirsi una nuova vita, lottando e resistendo a soprusi di ogni tipo, per restare o per tornare al più presto nella legalità.
Impariamo da tanti cinquantenni vittime della crisi, che accettano lavori anche più umili e meno pagati di quelli che avevano prima, pur di conservare la dignità.
Noi, cittadini liberi, persone comuni, ci crediamo ancora.
Resistiamo, restiamo qui, stiamo vicini.
Auguri di una Pasqua gioiosa.

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