Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

mercoledì 2 aprile 2014

Grideranno


Leggo con dispiacere i resoconti degli arresti di oggi in Veneto.
Non mi piace affatto che si siano fatti tanti arresti e tanti sequestri di telefoni e computer.
Temo che, invece che limitarsi a fermare gli esagitati che stavano trasformando un trattore in un altro cosiddetto tanko, si sia cercato - da più parti - di alzare un gran polverone.
Condivido profondamente la convinzione che tutti gli indagati debbano ottenere, come minimo, i domiciliari, visto che, neppure dalle cronache più malevole, traspare alcunché di così grave da meritare il carcere.
Poi verranno processati, certo, e soffriranno le pene dei tempi esasperanti della giustizia italiana, anche quelli che si sono limitati a pronunciare qualche parolona di troppo.
Costruire un pensiero indipendente richiede tempo e fatica.
Lo status quo è forte.
Occorrono umiltà e sacrifici.
Auguro agli aspiranti leader veneti di averne tanta della prima e di essere pronti a sopportare i secondi, che non mancheranno.
Aggiungo un mio pensiero personale, da cittadino e da studioso: secondo me il Veneto ha un drammatico bisogno di un bagno spartano elettorale, per scegliersi nuovi leader.
Lo iato fra le cose che stanno succedendo nelle piazze e in rete, e i tempi e le modalità degli attuali governanti regionali, è troppo forte.
Va sanato da una bella competizione elettorale.
Suggerisco al governatore Luca Zaia di riflettere sulla opportunità di un percorso pilotato che porti il Veneto, al più presto, a nuove elezioni.
Restituiamo ai Veneti l'ultima parola.
Grideranno.



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