Uno diverso in Toscana, che crede, in questa nostra madreterra, in questa fugace vita, in qualcosa di diverso.

giovedì 24 aprile 2014

Liberiamoci del Senato

Confidiamo nella tenacia di Matteo Renzi, ma anche in un supplemento di umiltà di tutte le persone che lavorano attorno a lui come mediatori, esperti, sherpa. Dobbiamo trasformare il Senato della Repubblica nel Senato federale.
Nel nuovo senato devono sedere rappresentanti di tutte le unità federali della Repubblica stessa: le 19 regioni, le 2 province autonome, Roma capitale.
Quanti per ciascun unità? Ho pensato spesso, in questi lunghissimi anni di militanza e di studio, che dovessero essere almeno tre: il presidente, un rappresentante eletto dalla sua maggioranza e il portavoce della sua opposizione.
Bastano per chi, come me, ha sempre pensato che i senatori dovessero essere meno di 100 (cento) - e i i deputati della Camera non più di 400 (quattrocento).
Il nuovo senato non deve dare la fiducia al governo.
Non deve votare su leggi fiscali o di bilancio.
I suoi membri - essendo stipendiati dei loro consigli locali - non dovrebbero riscuotere alcuna ulteriore indennità.
In pratica sono decisamente d'accordo con i punti irrinunciabili dell'accordo Renzi-Berlusconi e decisamente diffidente nei confronti della cosiddetta iniziativa Chiti.
Tuttavia, a parte la necessità di un nuovo senato senza membri eletti direttamente, senza fiducia, senza poteri fiscali, senza stipendio, su tutto il resto si può e si deve discutere a tutto campo.
Anzi, credo che al nuovo Senato federale dovrebbero essere dati poteri penetranti, che gli consentano di diventare un attore del rinnovamento federale d'Italia e d'Europa.
Condivido il senso di urgenza di coloro che dicono che una bozza su questo nuovo senato debba essere votata al più presto, entro le elezioni europee.
Lo scriviamo in questa vigilia di un altro importante 25 aprile: vogliamo salvarla o no questa nostra Repubblica?
Buona festa della Liberazione a tutt*!

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